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Paskaman: l'intervista
Domenica, 09 Giugno 2013 - 10:48 - 2353 Letture
Interviste scritte

Nuovo appuntamento con le interviste scritte.
Traccia ha intervistato per voi Paskaman.
Continua a leggere.




1) Metto su "The Nacirema Dream" (con un po' di rammarico considerando il tempo perso dal top rapper in questione) per farti quest'intervista. Non chiedermi perché ma trovo sia la colonna sonora giusta. Innanzitutto ciao e grazie mille per l'intervista concessaci e per la chiacchierata al telefono. Per me questa è una chiacchierata, nulla più nulla meno. Le interviste le fanno i giornalisti, io sono solo uno stronzo a cui piace come rappi. Presentati un po', non solo artisticamente, lo fanno per fingere di stabilire un clima confidenziale e lo faremo anche noi. Tipo come ti chiami, che cazzo fai nella vita, come ti sei appassionato al genere, da quanto rappi e cazzi vari.


Ciao, sono Federico Pascarelli, ho vent'anni, vengo da Peschiera Borromeo (MI) e nella vita faccio le sporche. Mi appassionai al RAP (e ripeto R.A.P.) in seconda media quando un mio compagno di classe mi fece ascoltare "Rap in vena" durante l'ora di arte e da allora non cambiò proprio un cazzo di niente tantoché ho ancora lo stesso titolo di studio (risate). Il primo testo lo scrissi nel luglio 2007, anno in cui conobbi Eddy Virus & Tsuno (ex componenti della ormai sciolta Gente Onesta di cui anche io facevo parte). Molto probabilmente senza loro avrei mollato subito, quindi grazie negri! Tutto il resto è noia.




2) Siamo in un'epoca in cui, fortunatamente o sfortunatamente (dipende dai punti di vista, a parer mio più che fortunatamente) il rap si sta imponendo per ciò che realmente è. Una musica democratica diretta a tutti che si scardina dai centri sociali, evita di autoghettizzarsi (contenutisticamente e stilisticamente) e si impone con sempre più forza nelle orecchie e nel culo degli ascoltatori. Ci si stacca dal CENTRO SOCIALE, si entra nel SOCIALE. Come vedi questo cambiamento di rotta? Visto che lo vedrai sicuramente in maniera positiva, quanto cazzo lo aspettavi?

Ovviamente lo vedo in maniera più che positiva perché: 1) essendo io un rapper che non ha mai trattato argomenti impegnati, questa svolta può solo essermi favorevole; 2) mi stanno sul cazzo i ronciosi; 3) mi stanno sul cazzo le sale fumatori.

3) "Punto 3: emozione. Come una stronza punto al cuore. Tutto questo è Emigrates Klan. Ansia, passione, lacrime, sudore. Ogni mio New Era lo sa."

La scrivo così, in modo tale che la gente si accorge quanto sei tecnico. Non puoi capire quanto cazzo mi facessi schifo inizialmente. Poi un bel giorno decisi di riascoltarti e da lì mi innamorai del tuo stile, queste barre restano le mie preferite di tutta la tua produzione artistica. La domanda di merda è: in un'epoca in cui tutti rappano è chiaro che si sposta l'ago della bilancia e il metro di valutazione. Flow, delivery, punchline e robe del genere sono (molto più di prima e, sia chiaro, sto parlando dell'Italia) le skillz che concorrono a definire un rapper capace. Il differenziarsi dal resto, staccarsi dalla scena. Ecco, a parer mio tu spicchi tra la moltitudine proprio per questo motivo. Piaci o fai schifo sei Paskaman, se metto un disco mi accorgo dalle sporche che lo stronzo negro che rappa sei tu. Vorrei chiederti: come sei arrivato ad uno stile così fottutamente originale? Quanto ci hai messo per arrivarci? Quali sono gli artisti (anche non strettamente dei rapper)
italiani e stranieri che ti hanno ispirato?


L'originalità deve essere alla base di tutto, se non sei originale non sei nessuno. Ho cercato fin da subito di distinguermi dal resto della scena facendo cose, scrivendo testi e rendendo il più "personale" possibile lo stile, l'attitudine e lo swag dei rapper che reputavo e reputo tutt'ora i migliori: passando da Duellz, Santo Trafficante e Asher Kuno per arrivare a Evidence, Sean Price, Vado, Dipset e D-Block. Sinceramente non so dirti quanto tempo ci abbia messo per arrivare a quello che sono, so solo che il mio è uno stile in continua evoluzione perché fondamentalmente faccio il cazzo che mi pare (piscio sull'Arcuri, cago sulla Barale).

4) Come fai a sopportare tutte queste critiche? Ogni volta che posti un pezzo nuovo ci sono migliaia di tizi che ti rompono le palle cercando di spiegarti la LORO versione dell'hip-hop. Perché, parliamoci chiaro, ognuno spiega LA PROPRIA VERSIONE di questo genere musicale.

E' acclarato che in Italia ci sia un elevato tasso di ignoranza musicale (non parlo solo ed esclusivamente di rap). Il mio stile è difficile da digerire essendo particolarmente affine al rap d'oltreoceano quindi è normale che la gente critichi me, le mie barre, la mia attitudine, le mie sporche e il mio swag. Parliamoci chiaro: per capire chi è Paskaman devi aver sentito almeno una volta parlare di MONKEY BARZ o di THE WEATHERMAN e penso che il 90% della gente che segue rap in Italia, adesso come adesso, non ne abbia mai sentito parlare. Quindi tornando alla domanda ti rispondo con una mia barra che casca giusto a pennello: "RAPPO COSI', TI CHIEDI COME MAI / NE RIPARLIAMO TRA UN MILLENIO, PHILIP J. FRY".

5) Lo diceva 'Pin : "non puoi mettere i paletti all'arte". Quando uno fissa dei paletti l'arte si trasforma in religione, il talento diventa piacere a chi c'era prima, a chi ha deciso le regole del gioco, a chi ha scelto per te. Perché, vuoi o non vuoi, noi ascoltatori italiani paghiamo ancora il prezzo di chi ha deciso per noi, di chi voleva che questa cultura fosse assoggettata ad alcune regole precise e stabilite. Quando si importa una cultura succede chiaramente questo, ed è logico che sia così. Chi arriva prima sceglie, per se e per quelli dopo. Quindi non c'è cambiamento, c'è nonnismo, e la scena diventa come il parlamento. Quanto nonnismo e infantilismo credi ci sia nella scena italiana, ora come ora?

Vorrei rispondere a questa domanda postandoti le parole di uno dei miei rapper preferiti in merito a questo argomento:
"L'HIP-HOP IN ITALIA STA DEGENERANDO. UN PO' COME NEGLI USA. UN PO' COME IL ROCK. SUCCEDONO COSE CHE DEFINIRE INDEGNE E' POCO. VORREI CAPIRE SE LA COLPA E' DI QUELLI DELLA MIA GENERAZIONE. NOI SIAMO CRESCIUTI BENE CON LA SCHIENA DRITTA, CON MAESTRI COME KAOS, COLLE, NEFFA, GRUFF, LOU-X. GENTE CHE PORTAVA AVANTI L'HARDCORE, L'AMORE E IL RISPETTO PER LA CULTURA. AD UN CERTO PUNTO CI SIAMO STUFATI DI SENTIRE TUTTE QUELLE PIPPE E ABBIAMO SMESSO DI PARLARE DI HIP-HOP IN OGNI PEZZO, ABBIAMO SMESSO DI FARE I TALEBANI E CI SIAMO MISCHIATI ALLA GENTE. NON RINNEGO QUESTO PASSAGGIO, D'ALTRONDE QUANDO VEDI UN NEFFA CHE CAMBIA GENERE RINNEGANDO IL PASSATO, LOU-X ... VABBE' NO COMMENT, GRUFF FARE PEZZI CON IL SUO NEMICO DI SEMPRE... NON LO SO, E' COLPA NOSTRA? VOLETE CHE ATTACCHIAMO CON LE PIPPE SUL VERO HIP-HOP? NO PERCHE' IO CREDO IN QUELLE COSE, SOLO CHE SICCOME MI ASCIUGA ASCOLTARLE, NON VORREI A MIA VOLTA ASCIUGARE ALTRA GENTE, CAPITO?"

Penso che le parole di Nex siano arrivate dritte al punto, ovvero: anni addietro (come nella vita quotidiana, anche nel rap) c'è stato un insegnamento severo da parte dei veterani (forse fin troppo severo) ma allo stesso tempo sano, rispettoso e dritto (cosa che, oggi come oggi, non esiste più). Dall'altra parte, a parer mio, è giusto che ci sia stato questo "addolcimento" da parte della scena anche perché il vantaggio va dalla parte di tutti. Mi spiego meglio: il rap esce dalla nicchia per entrare nelle orecchie di un ascoltatore qualsiasi (dal bambino mongoloide alla milf napoletana), di conseguenza diventa molto più facile "venire a galla" e farsi notare da un qualsiasi stronzo presente sulla crosta terrestre. Dico solo "Parole di ghiaccio", il resto vien da sé.

6) E' da parecchio che ascolto rap e sinceramente, non credo di averci mai capito un cazzo. Tra discorsi riguardo al vero e al falso, giusto e sbagliato, scarso e forte, con contenuti e frivolo mi ci sono sempre perso. Mi scervellavo e finivo soltanto PER PERDERE TEMPO. Perdevo le uscite, perdevo tutto, facevo gli interessi di altri, non necessariamente i miei. Infatti alcuni dischi me li sono goduti solo ultimamente (tra cui PARANOIA 2K7, mi caschino le palle per questo), quando ho capito che il modo giusto di affrontare e supportare questo genere è ascoltare IL CAZZO CHE MI PARE COME E QUANDO CAZZO MI PARE e che l'unica caratteristica del genere è la LIBERTA' D'ESPRESSIONE. Quanto credi sia minata la libertà d'espressione nel rap italiano? E tu ne sei l'esempio vivente, crocifisso per aver ripetuto CAZZO più di una volta in un pezzo.

Punto 2, ho due palle sotto al cazzo poeta del cazzo, puoi succhiarmi il cazzo io me ne sbatto al cazzo delle cose che scrivi a cazzo "clochardabidamello" (eh), sto cazzo. Prossima domanda.

7) Passiamo ad altro. Hai rilasciato finora , oltre ad una belle serie di collaborazioni, due EP che sono le bombe: "Revenge EP" con Tsuno e "Jamparelli EP" con Jampa AK (in loop da mesi). Come sono nate queste collaborazioni? E soprattutto perché optare per due EP in collabo e non da solista?

"Revenge EP" nacque nella maniera più strana ed insolita al mondo: era estate, non c'era un cazzo di nessuno a PB e come ogni notte io e Tsuno giocavamo a scopa mentre guardavamo Real Time (iniorance state of mind). Ad un certo punto lo guardai in faccia (no homo) e gli dissi: "ma invece di giocare a scopa perché non salviamo il rap?" e lui mi rispose: "forse domani dai, adesso guardiamoci il ragazzo che pesava 380kg". Invece "Jamparelli EP" nacque nel momento in cui mi presentai a Gianluca, fu un colpo di fulmine a ciel sereno ahahahah dio p**** quanto voglio bene a quel ragazzone (N.O. H.O.M.O.). Sinceramente non c'è un perché io abbia optato per due EP in collabo e non da solista, è successo e ho preso la palla al balzo!

8) Giri con artisti che stanno realizzando un progetto, o almeno così credo che sia, da numerosissimi anni. Credo che gente come gli MDT, Supa, Jack, Kuno etc. abbiano portato una mentalità radicalmente differente in Italia generando una sorta di apertura. Quanto ti rivedi in loro, nelle loro barre, nel loro modo di intendere la musica?

Bhè, loro sono in assoluto i rapper che mi hanno segnato di più nella mia carriera musicale, in paricolare Kuno. Quando lo conobbi rividi in lui come un secondo padre, infatti parte del """successo""" che sto avendo in questo periodo lo devo in particolare a lui. E' lui che mi ha spiegato e insegnato chi sono i negri, è lui che mi ha spiegato e insegnato cos'è un'attitudine ma sopratutto è lui che mi ha spiegato e insegnato i valori e il rispetto.

9) Quanto credi gravi sull'ascoltatore italiano il peso di una così poca cultura del rap d'oltreoceano? A me sembra che molti non abbiano mai tradotto un pezzo. Sorridono e inneggiano all'aulico soul di Betty Everett campionato da Cam'ron e Vado in "Girls Cry" e muovono la testa senza sapere che Killa ha appena detto che la tipa gli ha sniffato le palle. Poi però condannano i Dogo.

La mia professoressa di italiano diceva sempre: "Pascarelli, si ricordi che l'ignoranza è una brutta bestia"...cazzo quanto aveva ragione!


10) L'Emigrates Klan è una delle realtà emergenti più interessanti della penisola. Quanti anni sono che girate insieme? Tra l'altro l'EP è stato un progettone. Ci spiegheresti un po' come è nato e soprattutto come sono nate le collaborazioni (tra cui Mezzosangue)?

Inizialmente l'Emigrates Klan era composto da Dari Mc, Ciliman e Sbend. Li conobbi ad un live contest (quando ancora facevo parte della Gente Onesta) durante la semifinale e riconobbi subito in loro un grandissimo potenziale. Antonio Gallo (maggior esponente della Sempre Peggio Indie Label insieme a Luigi Campagna) fu subito attratto dal mio stile e dalla mia attitudine tantoché mi chiese subito di entrare a far parte dell'Emigrates, ma rifiutai. Nel novembre del 2011 la Gente Onesta si sciolse a causa di vari disguidi interni e Tony mi ripropose l'offerta: non ci pensai due volte. Oltre a me entrò a far parte del team anche Dj Pole e formammo un quintetto da leccarsi i baffi.

11) Quali sono gli artisti italiani e americani che stimi, che stai ascoltando, quelli che ritieni più validi e a cui ti ispiri? E i dischi che stai ascoltando di più ultimamente? Fai una lista come cazzo te la senti di fare, alla fine facciamo cultura.

L'artista italiano da cui prendo più spunto, che ritengo più valido e che reputo il più originale è sicuramente Duellz. C'è un aneddoto bellissimo di quando avevo 16 anni che non mi scorderò mai: ero in macchina insieme a Kuno e Smizy e di punto in bianco partì il pezzo "BLOCCO vs KUNETTI". Io me ne uscii con una frase del tipo: "minchia che merda Duellz, come fa piacere alla gente?". Kuno si girò verso di me e disse "non ti piace negro?" e io ovviamente gli risposi "ma ti pare negro? E' scarsissimo dai...non va nemmeno a tempo e poi dice una miriade di stronzate". La risposta di Kuno fu: "ne riparleremo tra 2/3 anni negro". Giuro, ogni volta che ci penso mi viene troppo da ridere ahahahahah. Invece l'artista americano che mi ha influenzato più di tutti è stato sicuramente Evidence (per lo slow flow), seguito dai Dipset e D-Block. I dischi che mi sto ascoltando ultimamente sono: "Slime Flu 3" di Vado, "Contraband" di Fred The Godson insieme agli Heatmakerz (tra l'altro sono contentissimo di aver rivisto gli Heatmakerz così in forma dopo un bel po' di anni), "God will'n" di Juelz Santana, "Mac & Cheese 3" di French Montana, "Amore e rabbia" di Uzi Junker (mega propz a tutta la Parabellum) e come ultimo disco (ma non ultimo) "Come dio comanda" di Nex Cassel.

12) Cosa invidi della mentalità americana? Io la capacità di scindere il personaggio dall'artista, il non considerare poco umile chi magari ti fa una bella barra spocchiosa autocelebrativa che spacca il culo. E la capacità di dare seconde possibilità.

Dell'america invidio i menù XXL del McDonald's.

13) Il tuo disco preferito. Ammesso si possa decidere. Italiano e Americano.

Disco italiano preferito: "Paranoia 2k7 Mixtape" di Duellz & Zanna. Disco americano preferito: "The Weatherman LP" di Evidence.

14) I pezzi che quando li ascolti ti fanno venire i brividi. Quelli a cui sei particolarmente legato, perché magari ti riportano alla mente qualche ricordo o qualche esperienza passata.

"PARANOIA DUELLI" è in assoluto il mio pezzo preferito (partendo dalle liriche, passando all'attitudine per arrivare al beat). "Sono concreto come asfalto e canestro".

15) A che progetti stai lavorando adesso? So che doveva uscire il tuo street album, quando verrà fuori? Inoltre, stai lavorando a parecchie strofe come al solito?

Sto lavorando ad un Ep insieme a Coliche (MDT) e AleAka che presto uscirà su www.semprepeggio.it. Sono contentissimo e allo stesso tempo onorato di poter collaborare con due artisti del loro calibro. Coliche ha dimostrato di essere uno dei rapper più in forma di questi ultimi tempi (tra sleghi, giochi metrici, flow, attitudine e chi più ne ha più ne metta). AleAka è uno dei produttori più originali del nostro stivale. Mi innamorai (no homo) di lui quando sentii il pezzo di Killa Cali insieme a Nex Cassel "Non vado al fresco" prodotto proprio da lui... rimasi senza parole! Dentro ci saranno 2/3 featuring GROSSI ma per adesso acqua in bocca. In contemporanea sto lavorando al mio street album solista intitolato "Dal baffo". Posso dirvi solamente due cose su questo street album: 1) prenderà vita nei mesi pre-natalizi; 2) sarà un prodotto che uscirà fuori dai canoni del rap italiano al 100%. Anche "Dal baffo - Street Album" uscirà su www.semprepeggio.it

16) Mi sa che abbiamo esaurito lo spazio Paska. Grazie ancora di tutto, davvero. Spero che il futuro ti riservi una grande carriera. E spero davvero che chi ti critica riesca, come ho fatto io in passato, a riascoltare i tuoi pezzi. Magari tra un po' di anni verrai capito. Sei vuoi ringraziare o salutare qualcuno o mandare affanculo qualcun'altro, sei libero di farlo.

Ringrazio te negro per lo spazio che mi hai concesso con questa intervista, ringrazio tutti i negri che supportano me e la mia musica, ringrazio la Sempre Peggio Indie Label per la serietà e l'impegno dimostratomi fino adesso e ringrazio la mia famiglia per l'aiuto che mi ha dato dal giorno 0. Aaaaahiiiiiiiiii




 
   
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