"Pizzicato" di IZI è sfogo e riflessione

 
Un polverone mediatico aveva accolto Diego Germini, in arte IZI, all’incirca un anno fa. Era proprio il mese di maggio 2016 quando arrivarono al pubblico il suo primo album ufficiale “Fenice” (Sony Music) e la pellicola cinematografica che lo ha visto protagonista in “Zeta - Una storia Hip Hop” di Cosimo Alemà.
Proprio il 4 maggio 2017, IZI ha presentato alla stampa il suo ultimo disco dal titolo “Pizzicato”, disponibile dallo scorso venerdì per Sony Music/Thaurus.
Probabilmente la data non è del tutto casuale, tant’è che nella stessa serata, su Sky Cinema Uno, è arrivato in prima TV anche il film “Zeta”: storia hip hop di formazione, amicizia, amore e riscatto; una corsa a ritmo di rap all’inseguimento dei propri sogni e del proprio destino.
Un cerchio che apparentemente si chiude, quello del film, ne apre immediatamente un altro. In questa occasione il nuovo ciclo è rappresentato dalle esperienze raccolte nell’album “Pizzicato” e in quelle che ne seguiranno durante il suo percorso tra instore tour e le prossime date live, in scena tra l’estate in arrivo e l’inverno prossimo.

Durante l’incontro in Sony, in una sala stampa affollata, IZI ci ha raccontato in tutta tranquillità quello che è il suo ultimo lavoro discografico. Approfitto di questo spazio per proporvi i passi principali della sua presentazione e qualche curiosità sul progetto, così da accompagnarvi nell’ascolto di “Pizzicato”.
 

 
Il disco evidenzia sin dai primi brani un particolare raggiungimento di consapevolezza e di maturità da parte del giovane rapper genovese che, partendo dal suo particolare vissuto e con una spontaneità quasi disarmante, fotografa l’evolversi delle relazioni e dei sentimenti che intercorrono nella società odierna, rivelando al contempo un’estrema necessità nell’affrontare i propri “mostri interiori”, guardandosi allo specchio e analizzando le proprie inclinazioni abituali con l’intento di smascherarsi il più possibile.
In una società in cui sembra più importante l’immagine e l’apparire più di ogni altra cosa, il nuovo lavoro di IZI cerca così di combattere sia le cosiddette “bestie interiori”, sia le proprie inclinazioni, abitudini, tendenze e dipendenze materiali e non solo, cercando di vivere nella libertà, ma consapevolmente. Un lavoro molto personale, interiore ed introspettivo che induce a guardarsi fortemente dentro, dove la componente della rabbia, che lo ha sempre contraddistinto, è molto forte, ma dove i messaggi sono positivi e invitano a riflettere, svincolandosi dalle “mille catene” e dai tanti “pesi” a cui siamo quotidianamente sottoposti e di cui la nostra essenza e il nostro spirito non hanno obbligatoriamente bisogno per andare avanti.
 
Tutto questo all’interno di “Pizzicato”, un progetto che si racconta da solo già dall’artwork che accompagna i 13 pezzi dell’album.
Mi sono sentito pizzicato dall’alto, nel senso che ho la sensazione di poter essere una persona in grado di riuscire parlare in modo costruttivo alla gente di quelle che sono state le mie esperienze di vita. Mi piacerebbe che chi decide di ascoltarmi, lo possa fare anche per capire come io ho lavorato su determinate cose e come ho provato ad uscirne fuori.
Il disco, è un lavoro molto cupo. L’ho scritto di getto e con il cuore. Ho selezionato i brani che ho raccolto da un anno a questa parte e non potevo trattare con leggerezza le situazioni che ho vissuto in questo periodo.
Questo è un lavoro da ascolto, da cameretta. Consiglio cuffie, luci soffuse e un salto dentro al viaggio, traccia dopo traccia, provando a captare più informazioni possibili. Io sono molto cervellotico nella scrittura e mi piace che venga prestata la giusta attenzione ai miei testi.
Di conseguenza è un disco molto denso e mi auguro che possa, soprattutto per i giovani, dare un po’ la sveglia rispetto a quelle che sono le attuali tematiche della trap. Io adoro quel suono, ma non sopporto che la gente possa chiamarmi trapper. Ho cercato quindi di creare dei suoni sui quali non mi ero mi confrontato, anche con arrangiamenti classici, sui quali lavorare ad un testo in grado di arrivare ad un pubblico più esteso attraverso dei contenuti in grado di far riflettere. Secondo me, in questo periodo storico, ce né bisogno.
Anche per tutti questi motivi, la traccia a cui sono più affezionato è proprio “Pizzicato””.
 
L’artwork parla di tutto questo. Ringrazio Davide, l’illustratore, che è riuscito a mettere in grafica quello che io avevo nel cervello. L’immagine è molto dantesca, molto infernale, e rappresenta le gabbie comportamentali in cui siamo imprigionati. Rappresenta un mondo metafisico. Tra la folla, in basso, ci sono personaggi “borderline” e discussi come puttane, preti, politici, polizziotti, tutti imprigionati in questo caos in cui sono cacciati dai loro mostri, rappresentati da questi alberi dai mille occhi, quasi fossero telecamere che osservano ogni loro comportamento.
In questo caso io, che ero in quella folla, mi sto innalzando verso qualcosa di più puro e di più vero”.
 

 
La direzione artistica del disco è stata seguita, oltre che da me, da Shablo. Mi sono messo in discussione sia dal punto di vista delle produzioni - la parte musicale è stata affidata a Shablo, Charlie Charles, Sick Luke, Simoo, David Ice, Marz, Noise, Estremo e Marco Zangirolami - sia per quanto riguarda i featuring. All’interno dell’album non ci sono featuring di convenienza.
Con Enzo Dong è venuta fuori una traccia prepotente nelle modalità in cui si presenta. Abbiamo parlato dei pregiudizi, dei commenti e di tutte le polemiche da social, che io stesso ho vissuto in maniera prepotente, con questi commenti che cercano sempre di condizionarti la vita. Tutto questo però mi è servito per riuscire a separare la mia vita, quella di Diego, da IZI personaggio.
Il pezzo con Tedua e Vaz tè, “Wild Bandana”, è una traccia da famiglia. Raccontiamo un po’ com’è nata Wild Bandana, tra come ci siamo conosciuti e qualche avvenimento della zona nostra. hai ragazzi so che piacerà molto perché ci siamo messi in ballo e abbiamo raccontato chi siamo.
Il featuring con Caneda è stato il più inaspettato da parte mia. Ho lavorato tutto il disco, mix, master, arrangiamenti, con Marco Zangirolami che è un genio in questo. Un giorno, con lui, stavamo lavorando a “Bad Trip”, che tra l’altro non pensavo nemmeno di mettere in questo disco, perché all’inizio era una traccia ancora più prepotente rispetto a quella con Enzo Dong. Era una trappata ignorante. Invece, lavorandoci, ne è uscito questo brano: piano e voce. Fin da subito avevo capito che il testo aveva qualcosa di più, così Marco ha iniziato ad improvvisare al pianoforte e io ha cambiare un po’ il testo, - il risultato è quello pubblicato nell’album - e ritengo sia il pezzo più da ascolto dell’album. Una bomba, molto cupo e riflessivo. Il buon Caneda, da artista quale è, ha cacciato una strofa in cui mi ci ritrovo molto, molto sentito.
Quella con Fabri Fibra è la collaborazione più inaspettata dal pubblico. Anche questo è un pezzo particolare. Ad un primo ascolto può banalmente sembrare che l’argomento principale sia; cosa? Weed! In realtà non è così. Scrivendo “voglio fumare un po’ di weed” intendevo: “Dio, fammi assaggiare un po’ di saggezza, di verità dall’alto e, allo stesso tempo, fai capire a tutti questi ragazzini qual è la verità rispetto a questo”. Mi spiego, anch’io non la capivo la differenza tra uso ed abuso, e volevo riportare all’attenzione questo aspetto. Con Fibra abbiamo messo in evidenza sia gli aspetti positivi che quelli negativi del fumare in generale.
Non si può non essere lucidi tutta la giornata, soprattutto quando si affronta la vita vera. Ritengo sia un brano che possa dare spunti su cui riflettere e anche a Fabri è piaciuto molto”.
 

 
Tra i brani di “Pizzicato”, per chi conosce i precedenti lavori di IZI, non si può che soffermarsi su “Na na na”, testo proposto per la prima volta in “Julian Ross Mixtape”. Interessante la storia dietro dell’utilizzo del beat prodotto da Shablo con batteria di Charlie Charles.
Ho ripreso un pochino quanto già avevo fatto con “Chic”. In questo caso, essendo “Na na na” un testo che mi rispecchia molto, ho ritenuto importante ripresentarlo. È nata prima “Film senza volume”, - traccia contenuta in “Santeria” album pubblicato da Marracash e Guè Pequeno - il discorso è che la base era stata già prodotta da Shablo e inserita come brano - dal titolo “In your mind” contenuto nell’album “Mate Y Espiritu” di Shablo, con vocale di Poopatch e sample originale di Luca Mauceri - nel progetto Avantguradia.
Io fin da subito ho apprezzato quella produzione e un giorno, mentre la stavo riascoltando, ho iniziato a canticchiarci il ritornello di “Na na na”. Casualmente. Mi sono accorto che ci stava benissimo e mi sono preso bene. Ho fatto una sorta di remix, non credevo di inserirla nel disco così, ma all’ultimo, essendo bella ho deciso di includerla molto genuinamente.
Non so se avrà lo stesso effetto di “Chic”, - singolo d’oro - ma credo sia un bellissimo pezzo e ci spero”.
 
 
 
Per quanto riguarda le aspettative sui risultati commerciali del disco, IZI è molto sereno.
Il mio obiettivo principale è che la gente a cui arriva, lo capisca. Tutto il resto è un piacere. Io non faccio dischi con l’unico obiettivo di fare numeri, ovviamente da artista sono vincolato anche a quelli e mi auguro che i numeri arrivino, ma preferisco che l’album arrivi alle persone e che il messaggio venga interiorizzato.
È anche vero che più va il disco, più opportunità mi si aprono davanti. Non sto dicendo che la cosa non mi interessa, mi interessa! Però non ho voglia di mettermi ansia per questa cosa.
Io mi auguro che se si sente la passione, il disco arrivi”.
 
Anche sul capitolo IZI ha le idee chiare, soprattutto dopo le esperienze, inizialmente anche negative, maturate a seguito dell’uscita di “Fenice”. Ancora non ci sono date annunciate, ma arriveranno presto.
Credo che dal mese di giugno, in poi, si parta! Inizieremo con l’estivo e gireremo tutta l’Italia. Poi probabilmente mi fermerò un mesetto o due, prima di ripartire con l’invernale, fino a marzo forse.
Ancora non ho avuto il tempo di organizzarmi davvero bene sul live, ma una cosa che davvero mi piacerebbe fare, magari già da questo tour, sarebbe quella di avere la band.
Sì, è vero, sono un rapper, però questa è musica!
Magari, anche solo iniziare con una batteria sul palco, porterebbe molta più grinta.
Per adesso sono concentrato sull’arricchire il mio live, per arrivare, sicuramente molto più avanti, a dare un’impostazione di recitazione anche all’esibizione. Ho bisogno però, di tanta calma e tempo per preparare tutto bene, ma la direzione che vorrei intraprendere è questa qui.
Lo scorso anno, errore mio soprattutto all’inizio, non ho davvero avuto tempo di prepararmi. Tra l'altro quello dello scorso anno è stato davvero il mio primo vero e proprio live. Le situazioni che avevo vissuto in precedenza, durante la mia gavetta a Genova, erano in contesti molto più limitati, in situazioni dove a malapena c'era un microfono.

Sento di avere la necessità di fare un bel po’ di prove per cercare di portare il mio suono. Questa è la cosa che rimpiango maggiormente dell’esperienza live dello scorso anno.
Adesso tutto è in salita e cercherò di darci dentro il più possibile. Io live sono da solo, senza doppie, questo anche perché sarebbe molto difficile portare la cosa con una spalla. Se avessi le doppie vorrei avere qualcuno che sappia cantare e avere con questa persona un’affinità di un certo tipo. Visto che questa cosa è molto difficile preferisco gestirmela da solo, senza alcun tipo di presunzione.
Già dall’estate sarò in giro con David Ice”
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Per concludere questo racconto sul lavoro presentato da IZI, il disco risulta ricco di suggestioni musicali in grado di fondere perfettamente melodie vocali, elettronica, sonorità trap e testi rap diretti e taglienti, è un mix sorprendente di elementi diversi che ben rispecchiano l’evoluzione in corsa e il personale cambiamento di uno dei rapper più seguiti ed amati della nuova generazione del rap italiano.

Vi lascio con tutte le date del Pizzicato Instore Tour che vede IZI protagonista nelle principali città italiane per la presentazione del nuovo album e per l’atteso incontro con i fan.

 
Carlo Piantoni