Storie HH tra le sbarre e nei centri di accoglienza

*Foto di copertina di Tecx Production 
Dunque ragazzi, giunta quasi alla fine della mia estate, tra impegni vari trovo solo ora il tempo per parlare di una cosa a cui tengo davvero molto. E come per ogni cosa a cui si tiene molto bisogna dedicarle il tempo per assimilarne lo sviluppo… E la conclusione! Quindi sì, questa è la mia giustificazione per aver scritto questo articolo in ritardo.

Partiamo dall’inizio. Dopo che l’anno scorso intervistai Kiave e dimostrai il mio interesse per i suoi laboratori in carcere, ne presi parte e partecipai come volontaria al progetto di scrittura rap presso la Casa Circondariale di Monza. Durante gli incontri nella sezione maschile del Carcere, Kiave ha fornito ai ragazzi detenuti le conoscenze e gli strumenti per poter scrivere, registrare e infine performare una serie di brani in una location esterna all’Istituto. È stata un’esperienza molto significativa per me, che per la prima volta mi allontanavo dalla sociologia e dalle teorie dei libri per poter agire sul campo della realtà penitenziaria. Entrarci significava spogliarsi dei pregiudizi ed essere pronti ad ascoltare le loro storie. Si trattava di persone che permettevano la nascita di un’intimità mentale con qualcuno che non condivideva la loro esperienza di vita e di reclusione, che non era un operatore, ma che voleva semplicemente dare uno strumento per esprimersi. Una di quelle esperienze per cui sei tu che vorresti dire mille volte “grazie” a loro per ciò che ti insegnano, più che il contrario.



Il mio interesse però, che risulta comunque più forte nei confronti del carcere e più in generale del sistema delle pene detentive e delle misure alternative, è rivolto all’ambito sociale a tutto campo. E infatti anche quest’anno sono stata felicissima che Kiave mi abbia coinvolta in questo nuovo progetto, che non si è tenuto in carcere, bensì in un Centro SPRAR, una novità pure per lui.

Cos’è uno SPRAR? È il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. È quindi un servizio che gestisce i progetti di accoglienza, assistenza e integrazione che vengono svolti a livello locale. Cambiamo ambito e cambiamo zona, che in questo caso è quella del Comune di Rho, che ne ha affidato la gestione alla Cooperativa Intrecci. Il focus dell’intervento è sempre lo stesso: fornire uno strumento per esprimersi o aiutare nel svilupparlo se già presente.

Un’importante differenza con il carcere, è quella per cui in un setting come quello dello SPRAR gioca un ruolo non indifferente l’aspetto preventivo rispetto a quello riabilitativo/rieducativo. Questo significa che, considerando il punto di vista di ragazzi che ottengono lo status di richiedente asilo o di rifugiato, la componente di integrazione efficace è indispensabile nell’ottica preventiva. Questo perché lo sviluppo della rete sociale, dell’empowerment e delle strategie di coping sta alla base alle logiche di gruppo ed individuali, quindi anche all’integrazione.

Ed è proprio l’integrazione il fulcro principale di questo laboratorio. Come abbiamo già detto, la condivisione e la narrazione delle proprie esperienze di per sé è una cosa che ci fa stare bene. In un paese straniero trovare lo spazio per esprimersi può essere difficile, non solo in relazione spaziale ma di opportunità. La lingua può essere un ostacolo o una risorsa. A questo proposito i ragazzi dello SPRAR hanno dimostrato di essere molto più forti di molti rapper della Penisola (ahah). Dimas (Mr. Vides), proveniente da El Salvador (America Centrale) ha rappato sia in spagnolo che in italiano. Ramsy Young, nigeriano da poco in italia, ha rappato in inglese per poi stupirci con un’inedita strofa in italiano durante il live del 22 giugno!



Il live, tenuto al MAST (Musica Audiovisivi Spazio Teatro) di Rho, è stata un’occasione per unire diverse realtà locali. Punto di riferimento per famiglie e associazioni del territorio, il MAST, in occasione del live del laboratorio “ONDE SONORE” è stato luogo di una mostra fotografica e di un aperitivo con prodotti provenienti da diverse parti del mondo nel rispetto delle diverse culture. In seguito è iniziata l’esibizione. In apertura abbiamo avuto Play TC, Gordon Ranzy ed Arem C, seguiti dall’esibizione di Kiave e Gheesa accompagnati poi dai due ragazzi dello SPRAR Ramsy Young e Mr. Vides e da una ragazza del progetto di tutoring Mari_Cere25.

Questa è “Foresta”, che vi invito caldamente ad ascoltare. Fidatevi. 
Mr Vides & Ramsy Young & Mari_Cere25

 
L’emozione in loro era palpabile, essendo per loro (in alcuni casi) la prima volta sul palco, ma non si sono fatti scoraggiare e hanno dimostrato di essere dei guerrieri pure on stage!
Questo è il video girato da Tecx Production in collaborazione con la Cooperatrice Intrecci.



Vi consiglio di sfogliare le foto della serata pubblicate direttamente da Rolling Stones

Che dire? Non vorrei sostituirmi ai racconti dei loro testi, quindi vi lascio qui sotto i link per i brani registrati durante il progetto essendo sicura che vi comunicheranno qualcosa. Sicuramente questa esperienza ha arricchito la mia persona, non soltanto dal punto di vista più strettamente personale ma anche da quello tecnico. Insomma, un pochino di rap ne capisco, ma questo genere di iniziative mi ha portata a scoprirne il mondo dal retroscena e a mettere a disposizione le mie conoscenze (e ad apprenderne di nuove), come anche a mettermi in gioco. Dopotutto credo che tutti coloro che abbiano partecipato in qualche modo abbiano imparato qualcosa, dando un proprio significato all’esperienza.

Obiettivo raggiunto!

“Io sono qui per cambiare la mia vita
Il rispetto del ricordo della gente che è partita
Restiamo uniti per fare la differenza
Un solo albero non fa una foresta”.
 Articolo a cura di Eleonora Cannizzaro 
 
Mr Vides - Le Iene 


Ramsy Young - Neva 


Ramsy Young & Mr Vides - Fatti La Squadra RMX