Seeking the Music Business puntata #9


Bentornati a Seeking the Music Business
Come anticipato nella puntata #8 questo mese si parla di dati di mercato. Sounday, nei panni di investigatore, setaccia la rete in cerca di nuove (si spera buone) informazioni per artisti e addetti ai lavori.

La domanda che ci guida è: come si è mosso il mercato discografico nel 2016? L’articolo della settimana scorsa ci ha dato una risposta positiva e promettente: il consumo di musica non è mai stato così alto. In pole position abbiamo i servizi di musica streaming on-demand che contribuiscono a generare una crescita eccezionale in fatto di ricavi globali e di fruizione.

Oggi i protagonisti della nostra ricerca sono le etichette discografiche e gli editori. Ci siamo chiesti quali quote di mercato spettano a ciascun aggregatore musicale e MIDiA ci ha aiutato a rispondere. Chiamiamoli per nome (o quasi). 

Per quanto riguarda le label, abbiamo in gara:
•   Universal Music
•   Sony Music
•   Warner Music
•   le indipendenti

Gli editori in gioco sono:
•   Universal Music Publishing
•   Sony Music Publishing (con Sony/ATV)
•   Warner Chappell
•   gli indipendenti

Come potete notare le major si meritano la citazione, mentre le indie (ebbene sì, questo divario ancora esiste, nonostante vi siano etichette - come XL Recordings, Domino Records, Sugar, Carosello e molte altre… - che presentano cataloghi assolutamente mainstream) vengono raggruppate in una macro categoria. A decidere questa categorizzazione sono i numeri che a breve vedremo, ma per fortuna esistono anche interessanti report incentrati esclusivamente sul mercato indipendente, che consentono di avere un quadro più chiaro.

Universal Music Group è leader del settore discografico: detiene un 28.9% dei ricavi mondiali generati nel 2016 (nel 2015 registrava un 30.2%!). Come tutti, anche questo colosso registra una importante crescita di ricavi (+56%) in ambito music streaming.

La sua sezione editoriale Universal Music Publishing ha invece un 16.7%.

Segue la Sony Music che registra una crescita del 13% aggiudicandosi una fetta di mercato 2016 pari al 22.4%, mentre il suo corrispettivo editoriale Sony Music Publishing (con Sony/ATV) scende di un punto in percentuale rispetto al 2016 ma si piazza bene comunque con un 23%.

Warner Music Group registra una forte crescita in fatto di ricavi e si aggiudica il 17.4% del mercato, con un +51% nei ricavi relativi al music streaming. Anche la sua sezione editoriale Warner/Chappell ha avuto un ottimo 2016 con un 10% del mercato relativo.

Last but not Least (che come gruppo registra la più alta quota di mercato, ma come singoli deve fare i conti con i giganti di cui sopra), le indipendenti ottengono un +6% nei ricavi globali e un 31.3% del mercato totale.

C’è una precisazione da fare che ogni anno impatta sui report forniti dagli analisti: questi numeri riflettono l’andamento della distribuzione e non della proprietà del copyright e, siccome molte indie si appoggiamo a major per la distribuzione, le quote risultano un poco sfalsate e la loro fetta di mercato, se basato sui cataloghi e non sulla distribuzione, dovrebbe essere ricalcolata per avere un quadro chiaro.

Dal punto di vista editoriale le indie hanno avuto un anno fantastico aggiudicandosi il 50.1%!

Tutte queste parole avranno sicuramente più senso se riassunte in un grafico, eccolo:



Ringraziamo Music Business Worldwide per averci aiutato nella ricerca e ci diamo appuntamento alla prossima settimana, altri dati freschi di analisi ci aspettano!

Alla prossima!
 

Giorgia Mortara (Sounday Music)