Parlare di rap è parlare dell'Under Fest

Anche quest'anno, per il quarto anno, a Ravenna si è svolto l'UnderFest. Organizzato dal CISIM, questo è, per chi non lo sapesse, un festival di musica rap. Quest'anno, oltre a chiamare artisti da tutta Italia, l'organizzazione dell'evento ha ben pensato di riunire dei rappresentanti della stampa di settore. Ecco allora che prontamente son partito alla volta di Ravenna. Arrivato al Palazzo dei congressi, mi vengono gentilmente affidati il pass, un poster e la locandina plastificata dell'evento; una bellissima accoglienza! 

Ha inizio poi la tavola rotonda e bisogna ammettere che ero un po' intimorito. In poco più di un'ora e mezza, sono stati snocciolati alcuni temi con cui bene o male tutti gli addetti ai lavori hanno dovuto confrontarsi nella propria carriera: la propria linea editoriale, il talent scouting ai tempi dell'internet, l'economia dei like. La sala era gremita e come episodio pilota di una conferenza che (spero) avrà modo di ripetersi non è andata affatto male. Quello che è mancato, probabilmente, è stato un po' di dinamismo al tutto. La tavola rotonda è stata, infatti, molte volte a senso unico, senza un vero botta e risposta. Una sorta di esposizione del pensiero di ognuno, più che un modo di far maieutica. Nonostante questo, è stato interessante scoprire le linee guida seguite dai colleghi di Blow Up, Hano, HOTMC, Moodmagazine e Rumore: lontane dalle nostre de La Casa del Rap ma altrettanto valide. Allo stesso modo è stato piacevole scoprire analogie con le redazioni di Barre di Plutonio, HipHopRec, Rapburger. 

Un incontro fatto di dicotomie interessanti: da chi ha un passato nel grunge e un presente nel liscio romagnolo che scrive per una rivista di musica a tutto tondo senza pagina Facebook, passando per chi studia marketing, ha un occhio particolare per le ultime tendenze ed è rappresentante di un sito strettamente rap disponibile soltanto online. Nel mezzo, un po' di tutto: da chi vuole solo pagarci le bollette a chi lo fa soltanto per passione a chi, di questo lavoro, vuole viverci.



Una bella puntata zero, a cui è seguita la proiezione di Diggin New York: video-racconto realizzato dal Danno dei Colle der Fomento. Una settimana a New York per visitare i luoghi storici dell'hip hop east coast e incontrare personaggi storici come M1 dei Dead Prez. A fine proiezione, la sala era gremita ed è stato bello oltre che piacevolmente sorprendente vedere una reazione simile. 

Per concludere la prima giornata, Danno e Alien Dee hanno montato su un bellissimo dj set: le lacrimucce di molte dei presenti sono state tenute duramente a bada sentendo il duo romano omaggiare i Sangue Misto. Anche qui, un'altra dicotomia interessante: ad esibirsi e ad organizzare l'evento ci ha pensato una generazione cresciuta negli anni novanta, mentre a godersi il dibattito, la proiezione e il dj set c'era invece un pubblico fatto principalmente di giovanissimi. Tutto ciò dimostra una felicissima continuità. 

Il secondo giorno del festival, ultimo giorno a cui ho effettivamente partecipato, è stato invece un vero e proprio party. Moltissimi gli artisti in scaletta ma molto bene per la gestione dei tempi, tutti gli artisti erano piuttosto in forma, complice anche la "presabbene" della situazione. Ho approfittato dell'occasione per stare un po' di tempo con dei degni compari di merende (ciao Toni, Paps, Jacopo, Davide) e farmi quattro risate con tutti gli altri. Ringrazio Moder e tutta l'organizzazione per l'opportunità datami, oltre che per l'ottima pasta al ragù che Federica ha preparato per tutti.

Parlare di rap è parlare anche dell'UnderFest, al prossimo anno!

Raffaele Lauretti (@Raf_Lauretti)