Zoom In #17: DonGocò - "Conclamata Normalità"

Salve amici internauti e benvenuti alla nuova puntata di Zoom In: la rubrica di approfondimento de lacasadelrap.com, in cui chiamo un artista e mi faccio raccontare, traccia dopo traccia, un suo progetto musicale. L'ospite di questa diciassettesima puntata è DonGocò - rapper calabrese, al secolo Antonio Turano - che ci racconterà il suo "Conclamata Normalità", disco uscito il 3 marzo 2017 per Bandbackers e Goodfellas. DonGocò inizia a muovere i primi passi nel rap nel 1997, quando iniziò a scrivere i suoi primi testi, ma è solamente nel 2001 che esce il suo primo lavoro con i Najmuddim: "Sipari". Nel 2004 l'artista calabrese rilascia "To Do", il suo primo album solista e inizia a farsi conoscere anche nei vari tornei italiali di freestyle quali il 2TheBeat Deathmatch e il Tecniche Perfette. Proprio in quegli anni nasce la collaborazione tra Kiave e DonGocò, il quale accompagnerà il rapper cosentino in diversi tour fino al 2013. Nel 2009 DonGocò pubblica con il collettivo Kalibri Kalabri, capitanato da Dj Lugi, "Bidimu 'cchi n'escia". Nel 2010 arriva il secondo disco solista: "R-Umori" e l'anno successivo pubblica "Na Continuazione", realizzato anche grazie all'aiuto di Dj Impro. Nel frattempo dalla collaborazione con Brigante e Libberà nasce il progetto "KeePalata", sotto il quale nel 2012 danno vita a "Far Finta di Essere Chiari". "Conclamata Normalità" è quindi il quarto disco solista del rapper calabrese. Composto da 12 tracce, il cui la normalità del titolo, viene minata da atmosfere e sfumature di suoni sempre diverse e, spesso, distanti tra loro: si passa dal suono vecchio stampo boom bap a quello più moderno dalla trap, passando ai beat completamente suonati. Anche nelle tematiche è possibile riscontrare una tale varietà: si passa dallo storytelling a testi più conscious; da argomenti di attualità a momenti di analisi e riflessione sulla nostra società e i tempi che viviamo. Ma nonostante questa varietà, è il giusto equilibrio che fa da collante all'intero progetto. Dopo questa doverosa presentazione lascio la parola a DonGocò, e ne approfitto per ringranziarlo. Buona lettura e buon ascolto!
 

 
01. Pratiche Inevase (prod. Libberà, chitarra Lorenzo Tarducci)
Quando tieni tutto dentro e non riesci a tirare fuori paure, dispiaceri, i ricordi stessi, si può creare malessere. Nel brano in un’atmosfera intima si affronta questa difficoltà. Allora gli altri possono aiutarci “passando da casa”... e proprio così è nato il disco Conclamata Normalità.


02. This Ability (prod. Brigante)
Cerchiamo ancora di aderire a una normalità socialmente accettata a costo di privarci di parti della nostra identità pur di non risultare anormali? E se “il male men tale è una tematica impopolare”, è possibile creare le condizioni perché nessuno risulti diverso?


03. Pusherman (prod. Libberà, feat. Libberà)
La cura sta nelle “sostanze” del nostro cervello. L’unica cura viene dall’organismo stesso che modificandosi produce, o smette di produrre, le sostanze di cui necessita. Le relazioni interpersonali attivano la nostra farmacia interna, questa è una vera cura.


04. Apota (prod. Dirty Blade Beats)
Brano legato ai temi dei farmaci e dell’alimentazione. Apota è un modo un po’ antico per descrivere uno scettico, uno che non se la beve.


05. Di sta vita (prod. Dongo&Cò, batteria Matteo Raddi, chitarra Angelo Magnifico, tastiere e basso Simone Medori)
Nonostante tutto la magia della vita, con tutte le sue difficoltà e contraddizioni, non dovrebbe mai smettere di stupire. Più che una guida su come fare questo brano è un augurio affinché si possa custodire un senso di amore per la vita.


06. Sabato 7 Settembre (prod. Dongo&Cò, batteria Matteo Raddi, chitarra Angelo Magnifico, tastiere e basso Simone Medori)
Nota solare su sonorità e ritmi latini, ma senza prendersi troppo sul serio. Per restare nel mood del disco: allegro, ma non troppo!



07. Cultura (prod. Libberà, chitarra Lorenzo Tarducci)
Brano dal ritmo minimale, con suoni lontani. Così sono le culture, le diverse culture che incontriamo e che possono contaminarci positivamente se siamo capaci di ascoltarle.



08. Nudi (prod. Libberà, feat. Brigante)
Cosa succede se “indossiamo” la cultura? È come se ci dimenticassimo di essere vestiti da abiti che anche se sono nostri non siamo noi. Ci dimentichiamo di essere in realtà nudi.



09. Easy$ (prod. Dirty Blade Beats, synth Libberà)
E sotto i diversi abiti, siamo realmente tutti uguali. È facile anche risalire ai motivi che creano conflitti tra le diverse popolazioni e a furia di scavare trovi il petrolio, e petrolio è soldi e i soldi sono l’unico Dio che può armare la mano di un uomo contro un altro uomo.



10. Qua non è (prod. e cantato Libberà)
Quando c’è una guerra tutto perde di senso, è il tempo del non essere. Questa negazione racconta la negazione per antonomasia, per qualsiasi cosa si combatta chi non ha mai vissuto una guerra non può sapere cosa sia, ma può provare ad immaginare cosa non è.



11. Babebabebabebabe (prod. Brigante, feat. Casa del Crudo)
La musica può essere terapia, può esserlo come strumento espressivo ma soprattutto quando condiviso. In questo brano si trova un campione vocale di Frank Zappa usato come fosse un basso, si evidenzia come il rap e l’arte in genere può curare, soprattutto quando condivisi.



12. Nostre Storie (prod. Dirty Blade Beats, synth DonGocò)
Il disco si apre con “passate da casa” e si chiude con “non è facile aprirsi”. Perché è così difficile aprirsi? Forse per la paura di poter essere solo capiti ma non realmente “sentiti”.



13. Vulera (2000Mo vrs) (prod. Libberà, chitarra Angelo Magnifico)
Una rivisitazione di un brano già presente in “To Do”, primo lavoro solista di DonGocò del 2004. Una dichiarazione d’amore nei confronti della musica e del desiderio di poterla sempre ritrovare lì a fianco, soprattutto al risveglio dai peggiori incubi.


Anche questo diciassettesimo episodio di Zoom In è giunto al termine. Nell'attesa di conoscere i vostri feedback sulla rubrica e sul lavoro approfondito, vi saluto e vi do appuntamento al prossimo episodio.

A cura di Carmelo JP Leone
(Twitter: @carmelojp)