Dargen D'Amico @Carroponte: fotoreport

Mercoledì 12 luglio al Carroponte di Milano si è tenuta la data estiva di "Variazioni", il tuor dedicato all'omonimo album di Dargen D'Amico che vede la partecipazione di Isabella Turso

Esco di casa che son già in ritardo sulla mia tabella di marcia, ma arrivo comunque in anticipo, trovando pure un parcheggio abbastanza soddisfacente (direi TOP per i miei standard). Raggiungo l'entrata, dove ad aspettarmi c'è Lara, la nostra new entry nonché fotografa di Casa. Superato l'approviggionamento di accrediti veniamo accolte dal pubblico già presente, ma anche dalle zanzare che hanno deciso di passare l'estate a Milano (c'è crisi per tutti).

Non aspettiamo molto. Il live inizia. Sul palco arriva la bellissima e bravissima Isabella, che esordisce con un primo pezzo al pianoforte. Salgono sul palco anche Dargen D'amico ed il polistrumentista Diego Maggi. Dopo una strofa a cappella si inizia con la vera esibizione. Diciamo che la prima parte del live è composta esclusivamente da canzoni dell'ultimo album, scaletta poi arricchita con pezzi meno recenti, dai MUST HAVE di ogni live di JD ai tormentoni un po' trash-Dargèn. Dunque, si passa dalle prime due Variazioni che sono  "La mia testa prima di me" e "L'altra" al primo brano inedito del disco della serata, l'incalzante "Dello stesso colore".



Devo dirlo, è stato uno di quei live che ha toccato le corde più tristi di me, ma più che altro per il mio stato psicoemotivo del momento e perché... "Arrivi stai scomodo e te ne vai". Ed è proprio quello il brano successivo, o meglio, la sua variazione in chiave Turso, "Ma è un sogno", ad essere proposto ai semper fidelis D'Amici. Poi c'è stata "Le Squadre", il brano che alla sua uscita ha scatenato in redazione i trip migliori miei e di Francesco (grazie Dargen)! 
Il back in the days inizia con "È già", seguita da "Io quello che credo", che emoziona tutto il pubblico come sempre. È il turno di un altro inedito dell'ultimo album, "Cambiare me", brano che a mio parere è divino e poco considerato tra gli altri. Brano che dimostra ancora una la sensibilità di Dargen per i temi più delicati dell'esistenza umana. 

"Le passerelle delle donnine all'ultimo vicolo" si stendono trasformandosi ne "Le file per fare l'amore" e acquisendo un mood decisamente più allegro e spensierato. Arriva poi la strofa di Dargen de “Il ritorno delle stelle", la canzone già passata in giudicato ancora prima che uscisse per via dei suoi featuring. Nessuna entrata a sorpresa di Tedua, Rkomi o Izi al Carroponte però! 



Isabella decide di eseguire un suo brano inedito versione solo piano, dal titolo "Forse capirai". Proseguono le variazioni di Dargen con la straziante "Qualsiasi movimento faccia", alternata per contrasto da "Il ritornello" e poi da "L'aggettivo adatto", la variazione più riuscita del disco (a mio parere). I brani dell'ultimo album si concludono con "Ama noi", la sua prima traccia considerando la tracklist. 
"Andiamo con D'Io come Gesù" con "Amo Milano" e "L'universo non muore mai", poi corriamo ancora più indietro con "Malpensandoti" e "Ma dove vai (Veronica)". 

È il momento della doverosa parentesi a "Bocciofili", brano oggetto di mash up con "Dragostea Din Tei" dello stesso Diego Maggi. Il tempo a disposizione è agli sgoccioli e il live termina con le due esibizioni di "Odio volare" e "Modigliani". Vengono scelti tra il pubblico alcuni fortunati, che possano dimostrare il proprio be fan cantando sul palco insieme al buon vecchio J. 

Vado via, riflettendo sullo show appena visto e su cosa mi sia persa alla prima in Santeria. Poi i miei pensieri si abissano sul senso della vita e insomma, mi sento un piccolo puntino inutile nell'immenso universo oggetto delle riflessioni più accurate di Dargen. E anche oggi ci avvicini al divino oggi, J. 
Grazie. 
Report a cura di Eleonora Cannizzaro
Fotografie di Lara Bordoni