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Le Noble Art

Mega ritardo lo so, però l’approfondimento è una bomba.
Se così non vi risulta vi do l’indirizzo di Traccia e vedete un po’ voi che dovete fare.
Le Noble Art
approfondita!

Oggi ci occupiamo di un gran bel liricista di spessore. Un rapper capace di sedersi a tavolino col foglio davanti e scrivere tasti ragionati con la capoccia, senza alcuna sbavatura. Una saggistica del rap per dircela tutta. Quindi mettetevi comodi mai neggaz, arrivo in ritardo ma con stile.

Youssoupha Lamine Mabiki è un rapper francese di origine congolese, figlio d’arte per l’esattezza. Suo padre Tabu Ley Rochereau anche conosciuto come "Seigneur Ley" è un musicista di rumba congolese, oltre che uomo politico di spessore. Youssoupha arriva in Francia all’età di 10 anni con annessi e connessi, alcune difficoltà, ma con la testa ferma, con la capoccia di uno che vuole realizzarsi nella vita mediante una crescita culturale. Infatti termina i suoi studi con ottimi risultati: prima ottiene il miglior voto in francese da parte dell’Accademia di Versailles e dopo intraprende gli studi universitari conseguendo una laurea in lettere alla Nuova Sorbonne di Parigi. Soltanto dopo la laurea decide di dedicarsi pienamente alla musica. Mamma mia che stile. Il 2005 è l’anno dello street album "Éternel recommencement" che riscuote un ottimo successo tra la critica di settore ed introduce Youssoupha alla scena francese. Gli estratti sono delle perle di rara fattura lirica.

"Éternel recommencement", title track del disco.

"Anti-Venus",caratterizzato da una sorta di "visione poetica" della donna.

 
"Toubab", video censurato dalla tv francese.
 
 
"Babylone Zoo", una mezza autocelebrazione fatta con stile e capoccia.
 
 
Dopo aver aperto concerti di artisti importanti (50 Cent, Snoop Dogg, Busta Rhymes, Nas, Method Man e Redman tra i tanti) arriva finalmente l’anno del suo debutto discografico. Dopo la breve parentesi del "Mixtape Avant L’album" arriva finalmente il 200, anno in cui le Lyriciste Bantu sforna il suo primo disco ufficiale, prodotto dalla Bomaye Music, etichetta a cui il ragazzone è legato ancora oggi. "À Chaque Frère" è un disco magnifico che conta, sebbene autoprodotto, 30.000 copie vendute solo nel primo anno. Diam’s, Kool Shen, S’Pi e Mike Génie impreziosiscono questo classico dell’hip-hop francese attuale ma il grosso lo fa Youssoupha. E vi mostro qualcosa, appizzate le orecchie."Ma destinée". SBAM. Non ho parole.
 

Grandir sur le macadam dam et vivre comme des pions sur un jeu de dames dames dames dames J’aime sans état d’ames d’ames On a les crocs mais c’est la vie qui nous damne damne damne damne. Vi guiro, mi viene da piangere. Crescere sul macadam e vivere come delle pedine nel gioco della dama.Cioè rendetevi conto, ha descritto la sua infanzia e quella di tutti gli immigrati confinati nelle banlieue partendo dal "Macadam", che altro non è che la pavimentazione dei campetti da basket all’aperto. E poi che testo. E poi che camei di Diam’s e La Fouine.

 
"Dangereux", già il nome vi dice tutto. Pompatevela.
 
 
Come sempre uno si aspetta il peggio. Un po’ perché siamo noi profondamente disfattisti, un po’ perché nessuno si aspettava che un giovane così "conscio" per dirla alla nostra maniera, sempre così impegnato, sempre così ricco di contenuti, non si dimostrasse un misero fuoco di paglia. E invece nel 2009 le Lyriciste Bantu ce lo metta nel culo a tutti. Ma proprio a tutti."Sur le chemin du retour" è un album da capire (a puro scopo informativo il titolo è quello di una canzone del grandissimo Aznavour). Inizialmente vende solo 10.000 copie, dopo due anni supera di gran lunga le 50.000. Perché? Perché viene pubblicato in un periodo strano, gli anni delle major e dell’amministrare in modo caotico dischi, uscite e roba varia. Fatto sta che 2 anni dopo questo disco è ancora attualissimo. Il primo pezzo che voglio postarvi è un remix, realizzato poco dopo l’uscita del disco del giovinotto."Apprentissage Remix" è una delle più belle posse track che io abbia ascoltato in vita mia, sia per il roster presente (Youssoupha, Mèdine, Tunisiano, Ol Kainry, Sinik), sia per la capacità dei suddetti artisti di mettere su un gran bel pezzo con liriche unite da un filo conduttore stabilito, che si susseguono in modo preciso e con una gran bella stilistica. Chapeau.
 
 
"Effet Papillon", altro pezzo magnifico, il cui titolo trae spunto dal cosiddetto effetto farfalla della teoria del caos. Ed è una mezza autocelebrazione eh.
 
 
"Le Ghetto n’est Pas Un Abri", la banlieue non è un rifugio.
 
 
"A force de le dire", a parer mio il miglior pezzo dell’album. Sia per una strumentale incredibile, sia per la prova lirica del liricista che non sbaglia una rima, una cazzo di barra. Il testo è cucito con l’ago, filo dopo filo, un’ottima sintesi di quelli che per me sono scrittori con le palle. On me reproche les mêmes colères, les mêmes foutus thèmes Moi j’fais du rap populaire dans tous les sens du terme Nos esprits sont descendus à force de les réduire alors nos speechs ne seront entendus qu’à force de les dire Mi si rimprovera la stessa collera, gli stessi temi fottuti Io faccio del rap popolare in tutti sensi del termine I nostri spiriti sono abbattuti a forza di ridurli Allora i nostri discorsi non saranno ascoltati se non a forza di dirli.
 
 
E’ con questo pezzo che iniziano i guai per il nostro liricista. Il pezzo conteneva una gran bella barra tutta dedicata ad Eric Zemmour, un Alfonso Signorini meno frocio ma con più culo al posto della bocca, che tira scoregge appena apre le labbra. Lo stronzo andava in tv per dire puttanate, dare ai rapper l’aggettivo di "Analfabeti", e scrivere libri razzisti nel vero senso del termine. A force de juger nos gueules les gens le savent qu’à la télé souvent les chroniqueurs diabolisent les banlieusards Chaque fois que ça pète on dis que c’est nous… j’mets un billet sur la tête de celui qui fera taire ce con d’Eric Zemmour! K.O. A forza di giudicare i nostri musi, i giovani lo sanno Che spesso in tv i giornalisti etichettano i banlieusards (coloro che abitano nelle popolari) Ogni volta che qualcosa scoppia si dice che siamo stati noi… io metto una banconota sulla testa di chi farà tacere quello stronzo di Eric Zemmour! Naturalmente la barra viene censurata , e considerata come "minaccia di morte e offesa alla morale pubblica". BAH. Il 2012 sarà l’anno di "Noir Désir", album che un po’ tutti aspettano perchè le liriche ragionate attirano come una volta e perché il tempo è ciclico: finalmente Youssoupha sta riscuotendo il successo che merita. "En noir & blanc (En attendant Noir Désir)" è lo street album che introduce il disco di prossima pubblicazione ed è una cazzo di mina che vale quanto intere discografie di altri subartisti. "La Foule" è il primo pezzo che ci andiamo ad ascoltare, precisamente è un dissing a Nessbeal, altro rapper che mi piace abbastanza. In pratica Nessbeal lancia una frecciatina a Médine dicendo che "ha scritto i suoi dischi in una biblioteca". In pratica già tutta la storia poteva chiudersi qui, Nessbeal aveva chiaramente dimostrato di essere un cretino, ma visto che Youssoupha non ha paura di un cazzo risponde in questo modo nel pezzo "L’Effet Papillon": "Certains MC lancent des clashs pour s’égayer, mais dans l’freestyle hostile 2006 c’est pas Médine qui bégayait" ovvero "Certi MC lanciano dei dissing per riprendersi, ma nel freestyle Hostile Records del 2006 non è Médine che ha balbettato". Colpito e affondato, ma Nessbeal non si ferma, è un tipo maledetto e malandrino e risponde con questo clash.
 

Poi Youssoupha si scassa il cazzo, pubblica "La Foule" e Nessbeal muore. Io se fossi in lui non uscirei più di casa. "C’est effrayant meme tous tes gars l’affirment de voir qu’a 32 piges pour vendre des disques tu cherches a pomper le style à la fouine”. "E’ terribile anche i tuoi ragazzi affermano di vedere che a 32, capisci, per vendere dei dischi cerchi di pompare lo stile a La Fouine”

 
"Altri estratti di notevole fattura sono "Clashes", "Rap franc CFA" e "Revolver" , che ci pompiamo proprio ora.
 
 
 
 
L’album del 2012 è introdotto dal primo estratto pubblicato da Youssoupha dopo i guai giudiziari avuti con Zemmour il ricchione di merda."Ménace de mort" parte da tutte le dichiarazioni scomode dei giornalisti di merda che cercano di minare la libertà d’espressione, infatti il video riporta anche spezzoni di interviste ad artisti come gli NTM, gli Sniper, Monsieur R, La Rumeur, gruppi che hanno visto i loro concerti annullati non si sa per quale motivo e le loro opere messe al vaglio da pseudo sociologi con la mente ottusa quanto quella di uno schiavetto membro di Casapound.
 
 
Parlando di ciò che è e ciò che sarà, trovo che il liricista Bantu sia sicuramente uno dei migliori attualmente nel giro e uno di quelli che segnerà a modo la storia del rap d’oltralpe, soprattutto per la sua capacità di non rimanere mai "a secco" di argomenti. Capace di essere sempre serio ed impegnato, capace di fare di questa musica una vera e propria arma di riscatto sociale e capace di combattere per essa e con essa, non è cosa da tutti. E vedere che finalmente, dopo circa 4 anni di attività, i risultati di questo durissimo lavoro si fanno sentire fa ben sperare per i giovanissimi, i potenziali successori di Youssoupha. A giovedì prossimo ragazzi miei, come sempre un abbraccione.
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