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Saint: l’intervista

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Ciao Saint, benvenuto ne La Casa Del Rap. Intanto raccontaci di te. Chi è Saint? Com’è nata la passione per il rap?
Saint è soltanto un ragazzo come tutti gli altri, con una passione folle per la musica. Mi sono avvicinato prima al punk rock e poi al rap. Ho suonato per anni la batteria, la chitarra, poi ad un concerto di un amico ho subito pensato che il rap potevo farlo anche io. Mi piacciono tutte le sfumature della musica e sono molto competitivo.

Come hai iniziato a collaborare con la VNT1?
Mi arrivò un messaggio privato da 3D, che mi chiedevo di passare in studio da lui. Mi sembrò strano perché avevo registrato solamente pochissimi pezzi prima. Appena arrivato, dopo aver registrato un featuring per “N.I.F.” di Pattada mi chiesero di collaborare con Nayt (mio amico d’infanzia) per “Tutto Quello Che C’è ” e così è nato tutto.

Com’è stato lavorare con persone che hanno una lunga esperienza alle spalle come Achille Lauro, Sebastian o 3D? Quanto ti hanno influenzato e aiutato?
E’ stato fantastico! Sono persone che stimo moltissimo nella musica e soprattutto nella vita reale, mi hanno aiutato su tutto anche quando sono rimasto fuori casa.

Per scrivere il mixtape ti sei sicuramente ispirato a un’atmosfera molto cupa e pulp: quali sono state le tue fonti d’ispirazione?
La mia adolescenza è stata la mia fonte d’ispirazione, tutto il mio percorso da quando ho cominciato a scrivere, i primi sbagli, il primo amore, tutte le mie prime esperienze legate alla mia vita fino ad oggi.

Sei molto giovane, ma riesci molto bene nei cambi di flow e nei vari giochi di metrica; quali sono le tue fonti d’ispirazione in ambito musicale?
Ti dico la verità: anche essendo un mixtape ho cercato di rendere tutto al meglio in base alle mie capacità artistiche. Ciò non toglie che prendo spunto dai grandi artisti americani, cerco di capire quello che piace di più alla gente in Italia e lo riformulo a modo mio.

Che rapporto hai con la tua città? Pensi di poterla rappresentare in qualche modo tramite le tue rime?
Questa città è il posto dove sono nato e cresciuto e sono in dovere di rappresentarla come tutti dovrebbero fare. Sono legato moltissimo a lei: qui ho fatto le mie prime esperienze, giuste e sbagliate, ho visto la realtà che nasconde. Quella che se non la vivi non puoi capire. La periferia è tutta un’altra cosa, ma da questo ho preso la forza e l’esperienza giusta per scrivere un disco.

Come pensi di andare oltre questo primo lavoro? Stai lavorando ad un disco ufficiale? O hai qualcosa in cantiere con gli altri membri del collettivo?
Per il momento niente di ufficiale, stiamo solamente registrando milioni di pezzi per tenere il meglio. Avrei voluto fare un viaggio all’estero per scrivere un nuovo disco, per prendere nuove ispirazioni.

Il tuo disco comincia in maniera molto aggressiva e finisce in modo quasi dolce. Come spieghi questo evolversi del disco?
Sono 17 capitoli della mia vita, ogni traccia ha una situazione o uno stato d’animo diverso dall’altro, volevo far capire all’ascoltatore che dietro chiunque c’è un lato che può amare.

Cosa pensi dell’Hip Hop oggi? C’è chi dice che è morto, chi non se n’è accorto. E tu?
L’hip hop non è morto, non può morire solo, conosciamo “rapper ” che si definiscono tali facendo proprio tutt’altro genere musicale. Non faccio nomi, ma conosco ragazzi della mia periferia che hanno vissuto veramente situazioni da poter raccontare e continuano a viverle tutti i giorni. Vi giuro che fanno il culo a tanti che si creano un finto personaggio quando sono davanti al mic, quindi no! L’hip hop non è morto e non può morire!

Grazie per la disponibilità. Ricordiamo come reperire il disco e come fare per rimanere sintonizzati con tutte le news riguardanti la tua musica.
Grazie a voi, trovate “Hallelujah” in free download su www.vnt1.com, in copia fisica con relativo merchandising su vnt1.bigcartel.com e tutti i videoclip sul canale YouTube VNT1 Records.

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Rapper, cantante, speaker radiofonico, sneakerhead e streetwear addicted, detentore della verità assoluta. Il tuo idolo vorrebbe essere me.
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