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Recensione

“Mattune – Strade Di Paese”

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Il suono è buono, il flow ancora meglio, la voce è all’altezza della situazione, la situazione messa in campo da La Grande Onda in collaborazione con RedGoldGreen. Parliamo di “Strade di paese”: album del solista Mattune, al secolo Maurizio Verardi.

Sulla falsa riga di Sud Sound System e molti altri ancora, il giovane artista propone un’interessante miscela di pizzica – con la titletrack che apre il disco – e splendidi suoni tra reggae, hip hop e dancehall. L’anima ribelle del cantante arriva forte e chiara nel brano Freedom word, in pieno stile spanish town reggae ad anticipare la traccia numero tre. In quest’ultima Mattune collabora con il capitolino Virtus (Reggae ambassador), proponendo di unire tutti nella diffusione dell’universale messaggio di pace e amore tipico della musica giamaicana. L’influsso dei Sud Sound System si sente fortissimo con il brano in perfetto dj style anni ’90 “Godi”, con la featuring di Manlio Calafrocampano.

Un suono che nasce nella Isla più di 30 anni fa, quest’ultimo, ma che oramai odora di Salento, la terra di Mattune; un discorso che vale anche per il pezzo seguente dal nome “Strane mentalità”. La cultura hip hop torna invece, in modo prepotente, con il pezzo “False voci”, ricco di riferimenti testuali al rap di protesta e ai mezzi di comunicazione allo sbando, capaci soltanto di confonderci. Brano dopo brano il rap si riprende il proprio spazio nella splendida base di “Per te”, con la collaborazione di Sickrock (per quest’ultimo, un buon sapore che ricorda il maestro Esa).

Hip hop, rap di protesta e suono targato Usa, poi, possiamo utilizzarli anche per descrivere il brano che segue: “Dove andrai”. “I 12 Mc’s” propone invece un suono grosso come una casa che veleggia più verso la sponda della Giamaica, senza rinnegare la scena hip hop, sul quale, come si evince dal titolo, al microfono si alterna una dozzina di convincenti mc’s. Un reggae dal sapore ispanico, con venature funky e R&B si trova invece nella canzone d’amore “In crisi” (l’artista ci perdonerà la definizione italica del genere), che chiude questo interessante disco con ottimi suoni prodotti da VirtuS, Shiny D & Acoustic impact e Jungle Army; buoni musicisti quali Francesco Abbatiello (bassista dei Funkallisto), Romano Pasquini (basso degli A-10) e Don Plemo (dj della crew Red Lights ent) ai piatti e allo scratch.

Conosci meglio

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