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Intervista

BQ:RAM: “DeLorean Music”. L’intervista

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Ciao, benvenuti ne La Casa Del Rap. Chi sono i BQ:RAM? Presentatevi per chi ancora non vi conoscesse.
Bq:Ram sono un antico rapper contaminato dal l’elettronica (Bq) ed uno stagionato house lover folgorato dalla Golden Age (Ram) che torturano assieme campionatori e sequencers dal 2006.

Già dal titolo, “DeLorean Music”, è possibile intuire il concept del disco. Le tracce hanno delle sonorità caratterizzate da synth anni ’80 che si mescolano in modo sapiente con sonorità più moderne come la trap o il nu soul. Diciamo che in, questo senso, “Ragazzo Del Futuro” Con Bassi Maestro, ne è il manifesto. Come avete scelto questo concept?
Abbiamo scelto la DeLorean perché il nostro disco è un viaggio continuo tra suoni del passato e del futuro attraverso le macchine (synth, samplers) e quindi ci è parso naturale utilizzare la vettura simbolo dei viaggi nel tempo, ben immortalata nell’artwork di Chiara Giorgiutti, dove keyboards e Drum machines diventano combustibile per flussi canalizzatori… di note !

Qual è stato l’iter realizzativo che ha portato alla gestazione di “DeLorean Music”?
Negli anni abbiamo sviluppato un metodo sempre più complesso per scambiarci idee e provini, rielaborarli, stravolgerli. Mentre in passato lavoravamo soprattutto per addizione, ora tendiamo a ridurre, semplificare, procedendo per sottrazione. È una evoluzione di cui andiamo particolarmente fieri. Questo disco è meno sample-based, anche se nelle fasi iniziali di ogni arrangiamento è stato usato quasi sempre un campionamento, spesso poi minimizzato o addirittura eliminato per dare spazio alla sintesi sonora. DeLorean Music è stato un lavoro di riduzione continua, anche nel numero dei brani, in partenza nettamente più cospicuo.

Quanto è importante per voi il diggin?
È fondamentale per entrambi, anche se in modo differente. Ram ricerca soprattutto dischi da suonare nei set, Bq è un collezionista e ha sempre la caccia al sample come obiettivo primario che guida la sua ricerca nei crates.

Oltre a Bassi Maestro, nel vostro album sono presenti nomi internazionali di grossa caratura quali Guilty Simpson, Carlitta Durand e Sarah Linhares. Come sono nate queste collaborazioni?
Una delle cose che forse ci riesce meglio è associare un artista ad una produzione. In questo senso i brani che ospitano Guilty, Carlitta e Sarah sono cuciti su misura per loro ed arrangiati in base all’interpretazione ed allo stile unico dei performers. Siamo soliti fornire all’artista provini molto scarni per quanto evocativi, per poi ricercare una forma-canzone solo dopo il primo rough che ci viene inviato. La cosa più importante è lavorare assieme, fianco a fianco, allo sviluppo della musica, anche se ci distanziano a volte migliaia di km.

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Da “DeLorean Music” sono stati estratti due video: il già citato “Ragazzo Del Futuro” e “Can’t Block Me” che vede la partecipazione al microfono di Guilty Simpson. Avete altri in video in programma?
Il prossimo video in uscita è No Dry Zones, brano interpretato dal rapper australiano Citizen Kay, un vero fenomeno del movimento Hip Hop down under. Il clip è stato interamente girato in Oceania da Nic Vevers. A ridosso dell’estate pubblicheremo invece il video di Knives Of Fire, cantata da Sarah Linhares, un piccolo capolavoro firmato da Andrea D’Altoè, un giovane regista veneto che farà molta strada. Il clip è stato totalmente realizzato nell’isola portoghese di Madeira, una specie di paradiso a misura d’uomo e, nel nostro caso, di musicisti.

So che presto stamperete delle copie fisiche de “DeLorean Music” solo nel formato “special edition” in vinile. Potete darci altre informazioni a riguardo?
Per la prima volta abbiamo scelto il vinile come unico formato per le copie fisiche. È stato un atto d’amore per il nostro supporto preferito, che vive una nuova epoca dell’oro. Il lancio è previsto il 17 aprile sul più importante store online europeo : HHV.DE. Il disco è già pre-ordinabile sul loro sito ufficiale al prezzo speciale di 14.95 Euro.

Come siete entrati in contatto con la cultura Hip-Hop? Qual è stata la prima disciplina che vi ha rapito?
Bq era in origine un mc. Con una ricerca approfondita ne troverete traccia su qualche compilation del secolo scorso e dei primi 2000. Negli anni ha sviluppato una passione incontrollabile per il beatmaking e si è trovato sempre più a suo agio su campionatori e keyboards, lasciando da parte penna e bloc notes, per quanto ogni tanto si diletti ancora a scrivere qualche barra. Ram era un dj di matrice House che ha militato come dj hip hop a supporto di gruppi locali verso la fine degli anni ’90 e ha sempre avuto i giradischi come riferimento, prima di iniziare a produrre tramite il suo amato Fruity Loops, tutt’ora fedele ed inseparabile compagno di notti insonni

Si notano subito le diverse contaminazioni che fanno parte del vostro background musicale. Quali dischi state ascoltando in questo periodo? Quali sono i dischi che più hanno influito sulla vostra formazione?
Bq: i miei ascolti sono molto eclettici, alterno ricerche continue nel passato a suoni freschissimi. Ora come ora sto ascoltando parecchio Bill Evans, gli US3, i primissimi lavori di R Kelly, un sacco di Hip House, ma anche i remix di Chloe Martini, Kaytranada, Stwo e l’elettronica di Pomo. A livello di formazione le mie influenze sono radicate nella Golden Age Hip Hop e nell’elettronica. Poi la ricerca a ritroso a partire da quei generi sulla scia dei samples ed il collezionismo mi hanno portato al funk, al soul, al jazz, alla musica brasiliana. Insomma, un po’ ovunque, come è giusto che sia.
Ram: ultimamente ascolto molta house old school, le nuove sperimentazioni di bass house e, inaspettatamente, anche qualche interessante pezzo techno berlinese. Per fare qualche rapido nome, Motor City Drum Ensemble, Space Dimension Controller, George FitzGerald.

Voi siete un duo di produttori, come lavorate e sviluppate i vostri beats? Da cosa traete generalmente ispirazione?
L’ispirazione arriva quasi sempre dai dischi attraverso il sampling. Inoltre, negli ultimi anni abbiamo totalmente estromesso i musicisti che creavano la nostra band d’appoggio nella fase produttiva e di arrangiamento per suonare tutto in autonomia. Quindi è più frequente rispetto al passato che un brano nasca non tanto da un campionamento ma proprio da una melodia stesa tramite un synth o un arpeggiatore.

L’intervista è giunta alla fine, grazie per la chiacchierata. Ma prima di salutarci, ricordateci com’è possibile ascoltare “DeLorean Music” e come restare sempre aggiornati sulle vostre fatiche musicali.
Oltre al sito di riferimento bq-ram.com, i social Facebook e Twitter, potete ascoltare il nostro disco in streaming su SoundCloud ed acquistarlo su iTunes. Ovviamente non dimenticate di comprare la vostra copia fisica in vinile su HHV.DE e vi aspettiamo tutti al release party giovedì 2 aprile a Brescia, presso il Circus Beat Club, nella classica serata Rehab.

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Rapper, cantante, speaker radiofonico, sneakerhead e streetwear addicted, detentore della verità assoluta. Il tuo idolo vorrebbe essere me.
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