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IntervistaReport

DSA Commando

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Per il report della serata tenutasi il 21/02 al Freakout, in quel di Bologna vi propongo una formula un po’ particolare: la dividiamo in due. Visto che ho realizzato ben due interviste a quelli che sono membri di crew che sfiorano il culto, mi sembra giusto dare a tutti lo spazio che meritano. Prima una breve premessa però: Ringrazio il Diamond Staff Booking per la cortesia, la Barista pheega per la Redbull e Anna aka Annarella aka la Signora Pannocchia per aver scattato le foto -visto che io sono troppo pigro per farlo-. Bene, pronti? Andiamo.

Dopo un opening di Neme & WD Alien, e degli Hard Squat Crew -che non han bisogno di presentazioni, per chi frequenti un minimo l’underground targato BO- si comincia con il live vero e proprio. Per primi si sono esibiti i DSA Commando, una cosa tranquilla, per gradire.
Io, che me ne sto in un angolino, nascosto, affianco al palco sto lì che mi prendo appunti sull’atmosfera, faccio disegnini osceni e mi godo le star della serata che stanno lì a caricarsi. Scherzano con me, mi dicono che sarò interrogato sugli appunti, si ride, faccio loro un in bocca al lupo, la tensione nell’aria c’è.
Poi, come se un pensiero collettivo li attraversasse, tutti e 4 scattano in piedi e fanno loro il palco. In oltre un’ora di show ho visto condensarsi l’ultraviolenza in una mistura di rap, sudore, pogo, stage diving e un’attitudine hardcore fuori dal comune. Le strumentali del buon Sunday sfilano veloci una dopo l’altra e il rap dei tre MCs conquista il pubblico che risponde rappando le strofe a memoria. Non ci vuole poi molto perché sotto il palco si scateni il pogo (A proposito, saluto la ragazza che più volte ha abbracciato il palco con tutta sé stessa senza mai mollare la Peroni nella mano sinistra, complimenti). Subito dopo “Donato Bilancia“, pezzo estratto dal recente Skinwalkers, si fanno gli auguri a MacMyc che dopo qualche scambio di birre tra il palco e il pubblico e “ultimo mondo cannibale” ci regala la sua Freestyle Nomination su una classica instrumental di Premier, esplodo perché sì, Premier è Premier ed è stato un bel colpo di stile. Gli addominali dei ragazzoni non si tengono più ed il pubblico si trova quasi stordito prima che venga eseguito l’ultimo pezzo e il pogo riparta.
Da qui, vi lascio alla loro intervista, fatta a fine serata, senza MacMyc che era da qualche parte a fare qualche cosa ma che poi, giurin giurello, arriva:

Intanto ciao a tutti voi e benvenuti alla Casa del Rap! Per chi non vi conoscesse presentatevi!
DSA: I DSA Commando sono HellPacso, Krin183, Sunday e Mac Myc

Visto che siete ben 4 teste, come nasce un pezzo dei DSA Commando? Come vi coordinate? Partite dalle strumentali? Dall’argomento? Da una strofa?
Krin: Noi siamo un gruppo che ha più di 10 anni quindi le cose si sono modificate negli anni, ultimamente la tendenza è che Sunday ci dà un beat e noi a seconda delle sonorità cerchiamo di dargli un tiro. Magari qualcuno di noi fa la prima strofa e gli altri cercano di andargli dietro in qualche modo rispettando una tematica, oppure sono pezzi più sciolti, oppure in un pezzo come quello di Donato Bilancia viene fatto un concept prima. Sunday fa il beat perché è ispirato e gli MC fanno qualcosa sopra
HellPacso: Cercando poi di far quadrare tutto in un’unica atmosfera
Krin: A me piace comunque fare delle canzoni, non ci piace solo fare il rap. Ci piace che venga fuori qualcosa che resti impresso, che abbia uno spessore.

Anche perché, da quanto mi è sembrato di sentire, non c’è solo il rap come vostro punto di riferimento per le sonorità. Magari anche l’hardcore, no?
Sunday: Beh sì, a noi piace fare Rap in questa maniera, non disprezziamo necessariamente quello che fanno gli altri, anche se facciamo una cosa fatta in quella maniera lì, perché pensiamo sia assolutamente giusto così, per noi. Ci dà soddisfazione che sia così, semplicemente. Che poi abbiamo gusti musicali ecc, beh, siamo nel 2015 e tutti hanno centomila gusti musicali con internet.
Krin: Noi abbiamo dei gusti musicali abbastanza che ci piacciono! Menomale non abbiamo incontrato gusti musicali di merda!
HellPacso: Diciamo che abbiamo bazzicato sempre anche al di fuori degli ambienti del rap, siamo andati a serate di ogni tipo, ascoltiamo musica di svariati altri generi, quindi il nostro ultimo pensiero è rifarci alla scena rap italiana quando facciamo le canzoni, cerchiamo di fare canzoni ma non abbiamo dei punti di riferimento nella scena rap italiana

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Nel frattempo, fa la sua apparizione sulla scena MacMyc

Ciao MacMyc, ti sei perso il benvenuto nella Casa del Rap
MacMyc: Bella ragazzi, io ero a ubriacarmi, scusate

Beh dai, ora puoi presentarti
MacMyc: 
Bella, sono MacMyc, faccio parte dei fichissimi DSA Commando e boh, cazzo devo dire, siamo un po’ squinternati come personaggi e facciamo la nostra roba che è comunque sempre hardcore, violenta, cattiva e un po’ fuori dalle robe solite!
Krin: Comunque, posso dire una cosa per romperti il cazzo? I fichissimi -e qui c’è la chicca Old School, conferma HellPacso-, essendo che io ho iniziato a dipingere nel 1994, quando probabilmente molti di quelli che leggeranno questa intervista sono nati, c’era una crew a Genova che si chiamava IF, appunto I Fichissimi, di cui faceva parte Sherif (Acd crew), uno dei migliori writer nazionali.

Abbiamo già parlato del fatto che venite che non è solo il rap canonico ma anche l’hardcore, tu che mi dici?
MacMyc: Ma sai, oltre che un’attitudine nostra è anche il fatto che ognuno c’ha i suoi cazzi, si ascolta anche altra roba e viviamo anche in una realtà dove non si vive proprio il rap come lo possono vivere nella grande città, è una realtà un po’ differente, magari vai a più concerti diversi, hai una mentalità più aperta a farti serata che non sono per forza la jam o il live rap.
Abbiamo girato veramente. C’è un sacco di gente che si riempie la bocca con ‘sta cosa ma noi veramente abbiamo girato in tutti i centri sociali d’Italia, anche a robe metal, robe punk e siamo stati i primi noi, non altra gente, a portare il pogo sotto il palco, lo stage diving, robe che poi sono state riprese, giustamente. La gente ha visto che era una ficata e un po’ ha parruccato, ripreso, rifatto a suo modo però noi siamo stati un po’ i precursori in questa cosa. Ai nostri concerti, già nel 2004, ti beccavi il tipo con la cresta, i nemici di Ken Shiro, no?
HellPacso: E ci fa davvero piacere, siamo fierissimi

Senti Myc, ti giro una domanda su SkinWalkers, disco uscito da un pochino: come mai te ne sei uscito con un disco solista?
MM: Beh, intanto nel 2007, sempre con Sunday, ho fatto “13”, che era la prima volta nel fare i cazzi miei. Va detto che all’inizio i DSA Commando sono nati con un’altra formazione a cui ci siamo aggiunti io e HellPacso. Comunque, diciamo che avevo dei pezzi da parte e abbiamo creato questa roba. Nel corso degli anni ero più concentrato sul gruppo. Poi, un po’ per necessità, un po’ perché a me piace fare anche un altro tipo di rap più classico e Sunday a livello di produzioni è uno che varia molto, ci è venuto questa cosa. In 5-6 mesi abbiamo tirato giù Skinwalkers che a nostro parere suona veramente underground newyorkerse che è, fondamentalmente, il nostro stile. Adesso stiamo lavorando ad altre robe, sempre io e lui.

A proposito, un disco dei DSA Commando?
MacMyc: Ci stiamo lavorando! Non diciamo nulla ma ci stiamo lavorando!
Krin: Allora, stiamo in trattativa, a parte gli scherzi e in ordine ci sono: delle case discografiche americane, la RAI che tramite un talent ci vuole dare un contratto, non sto scherzando, perché dopo il Volo han detto: “facciamo lo Schianto coi DSA Commando” (Si ride) e poi stiamo aspettando il featuring con Massimo Ranieri.
Se bruciasse la città RMX?
HellPacso: Noi volevamo fare “Perdere l’amore”, perché è più sopra le righe
Beh, ma Se bruciasse la città è in Better Call Saul, attenzione
HellPacso: Sì, ma noi siamo sempre dove non ti aspetti quindi per noi è “Perdere l’amore”.
MacMyc: Fosse ancora vivo, l’avremmo fatto con Rino Gaetano
Krin: Comunque il disco dei DSA Commando è quasi pronto, e questa è la verità. Secondo noi, è un disco della Madonna perché siamo riusciti a fare una roba matura, visto che abbiamo più di 30 anni con le sonorità che adesso ci piacciono -che sono delle robe underground-. Molti ci definiscono horrorcore, cazzi e mazzi, ma la gente che ci ascolta veramente sa cosa abbiamo sempre fatto. Abbiamo avuto delle parentesi di un certo tipo che rispettiamo e che continuiamo a pensare che siano delle figate però noi siamo cresciuti come un gruppo rap underground e continuiamo ad avere delle sonorità newyorkesi. Ci abbiamo sempre provato a fare quella roba lì e pensiamo che con questo disco che dovrebbe uscire prima o dopo l’estate, siamo riusciti a creare quello che avremmo voluto sempre fare. Sonorità cattive, potenti, molto live.
HellPacso: Sentendolo traccia per traccia, per quello che è, è potentissimo, a parer mio.
Krin: Ci sarà anche qualche sorpresa, però vedremo

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Le sorprese rimangono top secret?
DSA: Chiaramente
MacMyc: Però diciamo che a noi non è che frega molto di come vanno le cose in Italia: di chi è più fico, di chi vende di più, di chi ha il ciuffo tirato su meglio. Anche perché dopo una certa età, i capelli son pochi e il fisico è quello che è. Però diciamo che -pur sempre in maniera spavalda, se vuoi- abbiamo guardato l’underground americano perché, pure se molta gente se la mena con l’evoluzione -mischia, fai, mbrega- a parer mio sono delle gran troiate. Soprattutto quando poi tu vai a sentire gente come Vinnie Paz, Jedi Mind, Ill Bill, Non Phixion che fanno i beat come vanno fatti, il rap come va fatto. Qua in Italia c’è la roba di mischiare tutto un po’ a cazzo di cane sentendosi dei geni, che il genio è una parola molto sopravvalutata in Italia.
HellPacso: Fanno il rap sulla dance, sono diventati dei vocalist.

Si ride e parte una disputa che riguarda tutti su chi abbia settato lo standard del Genio in Italia. Da Pippo Baudo che sembra un topo a Mike Bongiorno col programma Genius e altre amenità che tagliamo

Tornando seri, su come scrivete: i riferimenti letterari quali sono? Come scrivete? Come vi calate in un mood? Per esempio, Lovecraft è forte in voi. In un pezzo lo citate, sulla copertina di un vostro disco mi trovo Cthulhu e quindi mi chiedo: in che immaginario vi muovete?

Krin: Ogni disco che abbiamo fatto, in qualche modo, è stato frutto delle letture ma soprattutto delle esperienze personali. Ti faccio un esempio:”I tentacoli della follia” l’ho aperto io che in realtà di Lovecraft ho letto pochissimo. E’ uno stato mentale. Noi siamo sempre stati in fissa con certe cose e io ho capito negli anni che tante cose non puoi trovarle altrove. Come se vai da Lovecraft e gli chiedi: “Ma tu da chi hai copiato?” e lui ti dice: “No, ‘ste robe le ho scritte io”. E noi, senza arroganza, a certe robe ci siamo arrivati da soli senza leggere un cazzo di quello che c’era prima. Ci siamo flashati, abbiamo visto delle immagini e le abbiamo trasformate in parole. Questo vale molto per me, poi sicuro gli altri hanno fatto citazioni e provato ispirazioni leggendo.
HellPacso: Vivi un periodo, ti fai i cazzi tuoi, accumuli, accumuli, accumuli, devi descrivere una certa atmosfera e tiri giù quello che ti gira per la testa

Invece a te, Sunday, quale suoni ti ispirano per creare certe atmosfere?
Sunday
: Beh, io mi immagino una certa atmosfera che vorrei e cerco di raggiungerla in tutti i modi possibili. Ascolto centomila ore di musica al giorno e quando trovo, più che dei campioni, trovo dei rumori che poi possano risultare dei campioni, ovviamente. Non è che voglia fare i beat con le bottiglie o voglia essere un rumorista, no. Cerco una serie di cose che mi permettano di creare una parte alta del beat con una particolare atmosfera, provo a farci un basso con quel particolare taglio, ecc ecc ecc. Cerco i suoni di conseguenza al modo in cui mi sono svegliato quel giorno lì, in pratica.

Visto che siete un gruppo che dura da ormai più di 10 anni e si è creata un’alchimia forte anche nello scrivere allora mi chiedo: è per questo che lavorate poco con la cosiddetta scena?
Krin
: Ti posso dire la sincera verità? Noi siamo cresciuti in una regione in cui c’era un po’ di scena, poi a metà degli anni 90, quando eravamo bambini e abbiamo iniziato a fare rap, proprio come i bambini iniziano a fare rap adesso -ed è giusto così-, eravamo in una situazione senza internet, senza mille cose e leggevi AL, non sapendo neanche cosa volesse dire una roba che trovavi scritta. Poi piano piano cresci e siamo capitati nel 2000 dove, nessuno se lo ricorda bene -noi sì-, ai concerti di Kaos One c’erano 30 persone. Non perché lui facesse schifo, ma purtroppo il rap non se lo inculava più nessuno. Chi vendeva i dischi era Bassi Maestro ed era l’unico. Basley Click era un gruppo forte ma ai concerti non c’erano le mandrie di ragazzi che ci sono adesso. Per cui siamo rimasti un po’ isolati, come il vietnamita che è rimasto convinto che ci fosse una guerra. Questa mentalità ci ha portato a fare i dischi che abbiamo fatto. Noi siamo ancora in guerra, non abbiamo un nemico preciso però siamo diffidenti. Abbiamo avuto due o tre persone che abbiamo stimato tanto. Noi siamo nati e cresciuti con la roba di Bologna, della Zona Dopa. Alcune persone le conosciamo e le stimiamo. Avremmo ovviamente voluto collaborare con certa gente di loro, e con qualche altro ma per ora non e’ capitato. Che me ne fotte di collaborare con uno che non conosco o che non stimo?
MacMyc: Più che altro di avere il featuring nel disco perché così il disco mi gira di più o c’ho il fenomeno del momento sul cd in modo che faccio più click. Veniamo da un’altra era.
HellPacso: Dobbiamo conoscerlo
Krin: Io non sono contro i featuring, assolutamente. Con i 16 barre lo abbiam fatto, però ci siamo conosciuti
HellPacso: Se io conoscessi bene una persona e c’è affinità, indipendentemente da quello che è, io ce la farei una canzone insieme, capito? Molti pensano che siamo una roba che non è che non siamo però da lì a dare etichette ce ne passa. Mentre noi siamo più Hip Hop di tanta gente che fa Hip Hop, anche se non sembra questo te lo garantisco.
MacMyc: Anche perché tante cose che son chiamate Hip Hop, non lo sono!
Krin: Io sono cresciuto con Crazy Legs che girava sulla testa. La gente che viene a far Hip Hop adesso non sa manco chi cazzo è Crazy Legs.
HellPacso: Dovrebbero aver la decenza di dargli un altro nome. Liberi di farlo ma chiamatelo in un altro modo. L’Hip Hop a casa mia è un’altra roba.
MacMyc: Senza sentimentalismi, però è così.
Krin: Noi l’Hip Hop lo conosciamo bene e il fatto che mi ascolti i Black Sabbath non vuol dire che mi faccia schifo l’Hip Hop. Anzi, è da quando ho 11 anni che sto in ‘sta merda e adesso ce ne ho 32. Qualcosa lo posso dire no?
Sunday: Ma se non ascoltassimo ‘sta roba non la faremmo nemmeno
Krin: Comunque ci hanno trattato sempre con distacco, e noi abbiam caricato i pallettoni e ci siamo difesi in qualche modo
Sunday: Siam stati visti sempre come i ladri quando non lo eravamo, in qualche maniera. I balordi da evitare.
Krin: Poi magari un giorno faremo pace con tutti. Anche Terrence Hill che sparava da giovane è diventato Don Matteo.

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Su questa abbiamo applaudito tutti, collettivamente

Però poi ai live vi divertite, con la gente. No?
MacMyc
: Beh sì, io direi che oltre alla passione che abbiamo per questa musica, cercando di fare qualcosa che risulti sempre competitivo e di livello, la figata è poi il live con la gente presa bene. Quando sali sul palco ti scordi un po’ di quello che è la tua vita e ti diverti come un bambino. Sei preso bene e la gente ti fa prendere bene. E’ tutto un circuito ed è la nostra vita, fondamentalmente. E’ una cosa che ti fa stare bene, no?
HellPacso: E più ti arrivano infottati, meglio è
MacMyc: Ti dico questa cosa qua: navigando su YouTube mi è capitato di vedere live di altra gente, tieni presente che personalmente il rap italiano non lo ascolto ma capita di guardare, con YouTube che ti propone video, ho visto parecchi live dove scoppia il casino sotto il palco e l’MC da sopra: “No ragà, calma eh, calma” e poi nelle canzoni “hardcore hardcore”, ma che hardcore? Ai nostri concerti la gente è arrivata da noi dopo il live: “Porcodio mi sono rotto una costola”, una tipa -te lo giuro su mia madre, a Bologna- si è rotta un dente e a me dispiaceva per lei ma ti giuro che mi veniva da ridere, perché dicevo “hai fatto così casino che ti sei rotta un dente!”. Mi dispiace per i tuoi denti però porcodio tu sei venuta a un nostro concerto e ci hai lasciato i denti. Calma un cazzo! Grandissimi!
HellPacso: In realtà facciamo tutto questo per i dentisti! (si ride)
Krin: Comunque il nostro sogno, per concludere, è fare un live talmente potente da poter suonare fuori dall’Italia. Quest’anno siamo stati all’Hip Hop Kemp e abbiamo iniziato a suonare davanti a 20 persone e alla fine, nonostante la concomitanza del live di KRS One, siamo riusciti a riempire il nostro hangar
Sunday: Da italianacci quali siamo

Per chiudere, ricordateci dove ascoltare e scaricare i vostri dischi
Krin:
Te lo dico io che sono il manager della faccenda: tu vai su www.dsacommando.com e c’è tutto quello che vuoi.
HellPacso: Date retta al manager che abbiam fatto una gran bella fine. Bella per il manager
Krin: Un saluto a tutti i ragazi della Casa del Rap, noi siam presi bene e presto arriveremo con queste grandi cose.

Conosci meglio

Scrivo di rap e studio filosofia. Nel tempo libero mangio la carbonara.
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