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Intervista

Speciale MTV Spit. Bles.

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Avevo un amico di Mondragone che ha fatto i primi due anni di Tecnico Industriale con me (io sono di Cassino) e che spesso sono andato a trovare e che potendo rivedrei ancora! Biografie a parte, il tuo paese è un luogo difficile, con mille problemi ma, da quel poco che ho avuto possibilità di vedere, anche con la voglia (soprattutto dei più giovani) di tentare a costruire qualcosa di diverso. Quanto la città ha influenzato il tuo modo di fare rap e quando hai iniziato a capire che il rap fosse il tramite migliore per dare voce al tuo bisogno di esprimerti.
Bhe non solo il mio paese, dai, credo un po’ tutto il Sud Italia sia un posto difficile, ma ciò che mi circonda è la base di tutto, per la mia ispirazione e per ciò che amo mettere in rima. Parto dalla mia vita in maniera giornaliera, anche se spesso mi hanno chiesto di essere più cattivo, sia in quello che scrivevo, che nella mia immagine. Ho sempre cercato di far fuoriuscire il mio essere solare, da buon ragazzo del sud, e quando più o meno 10 anni fa iniziai ad approcciarmi alle rime, già prendevo le prime sfide col sorriso da nerd che proprio non riesco a togliermi.

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fudklG9Prima di Spit non avevo mai ascoltato un tuo freestyle e con tutta sincerità penso che se ci sarà una quarta edizione e tu dovessi partecipare vinceresti a mani basse. Sei il classico freestyler da punchline capaci di toccare qualsiasi avversario, e sopratutto con la capacità di conciliare l’attinenza all’argomento di turno con l’attaco diretto al tuo sfidante. Cosa significa per te il freestyle e come valuti l’esperienza a Spit in prospettiva futura?
Spit mi ha dato tantissima visibilità ed essere arrivato secondo è stato come vincerlo per una mia soddisfazione personale, anche perché finalmente ho potuto esporre ad un grande pubblico il mio essere lineare nel colpire e stare nell’argomento, come disse Emis Killa “La pasta al sugo fatta bene“. Poi il freestyle mi diverte fin troppo, e il divertirmi mi porta a vivere bene, quindi è la base di tutto.

Ho ascoltato “La Luna” e tutti i brani che hai rilasciato nell’ultimo anno ed ovviamente aspetto il disco ufficiale. Non per fare sempre il critico saccentone ma penso che il tuo modo di scrivere sia ancora troppo legato all’ essere freestyler fino al midollo: un sacco di punchline, troppe, quasi sovrastano tutto il resto. Ovviamente questo è un giudizio parziale, di poco conto che potrà essere perfezionato solo ad album uscito. Cosa ci attende col tuo primo lavoro ufficiale? E quando pensi possa essere rilasciato?
Il primo disco ufficiale prodotto dai #FlavaNapoli Flava Ent uscirà quest’anno e non posso anticipare ancora nulla, visto che i featuring e i producer che ci stanno lavorando davvero sono un altro lato del mio sogno che si realizza. Per quanto riguarda i miei testi, credo che non si smetta mai di perfezionarsi e di evolversi. Sicuramente andrò passo per passo cercando di non bruciare delle tappe che nell’evoluzione del mio stile devono essere raggiunte a tempo opportuno.

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I Co’ Sang sono stati per me, e lo sono tuttora, i numeri uno di sempre di tutta la scena italiana. Forse alla pari metto solo Lou X ma erano altri tempi quelli. Cosa pensi dell’attuale scena napoletana e campana e soprattutto che direzione pensi possa prendere l’intera scena italiana? Basta che mi dici anche un solo pregio e un solo difetto.
Bhe innanzitutto i Co’Sang e non solo loro sono una scuola! Per quanto riguarda la scena campana credo che abbia il pregio di essere estremamente talentuosa: sforna rapper e artisti di altissimo livello in continuazione. Credo sia un discorso radicato nella cultura, ma il problema che ci circonda è che molto spesso questo talento non venga sfruttato al massimo a causa della vita troppo dura che spesso circonda un ragazzo di queste parti.

Mi rendo conto che parlare di progetti futuri quando ancora non è uscito il tuo primo disco sia un po’ scontato. Quindi ti chiedo: parteciperesti ad un’eventuale nuova edizione di Spit provando a vincere la corona o pensi che ti dedicherai solamente a crescere come scrittore di testi?
Credo che parteciperei di nuovo, sono stato davvero bene li anche se, come quest’anno non sarà facile essere il king della gabbia gli avversari danno sempre il loro filo da torcere ma, al tempo stesso, continuerò a crescere come autore: ormai sono un rapper a tempo pieno. E come dico sempre “Wuagliu’ Occhio A Bles”. Ah: BLES è con una S.

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Rapper, cantante, speaker radiofonico, sneakerhead e streetwear addicted, detentore della verità assoluta. Il tuo idolo vorrebbe essere me.
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