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Intervista

Speciale MTV Spit. Debbit.

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Quinto appuntamento con il nostro approfondimento dedicato agli MC partecipanti all’ultima edizione di MTV Spit, il formato di MTV dedicato al freestyle. Oggi tocca al contributo di Debbit, rapper romano facente parte della scuderia de La Grande Onda di Piotta.

Benvenuto ne LaCasaDelRap! Chi è Debbit? Presentati per chi ancora non ti conoscesse. Qual è stato il tuo primo approccio con il rap ed il modo del freestyle?
Debbit è un mc che viene dalla borgata di Roma, con in mano nient’altro che tanto, ma tanto stile. Non di certo la modestia vista anche la terza persona prima usata. Il tutto trapelato tra i denti di un sorriso perenne usato quasi come marchio di fabbrica, come caratteristica, come una maschera.. Di un luchador! No fakes allowed. Il mio primo approccio con questo mondo arriva con i graffiti all’età di 15 anni circa. Nel frattempo (già da 2 3 anni in realtà) grazie ad Eminem cresceva sempre più l’amore per il rap, fino a spingermi a provare a farlo. Come spesso accade le prime robe le si fanno in “privato”, le ascoltano solo i tuoi amici a casa tua; gli stessi amici sono stati i primi a spronarmi a fare sul serio.. Ed eccomi qua. Il Freestyle e la voglia di fare canzoni nascono simultaneamente. Il primo è stato sicuramente un fattore che mi ha aiutato a mettermi in luce, prima nelle battle Underground poi con quelle più “mainstream”. È una dote che secondo me completa un MC e lo eleva rispetto a chi non la ha, ricordando sempre che far musica significa fare dischi.

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Cosa ha rappresentato per te la partecipazione ad MTV SPIT e cosa ti ha lasciato?
Arrivare ad una situazione come quella di spit per me è stato motivo di orgoglio innanzitutto, una conferma delle mie credenze megalomani. Rappresentare due anni consecutivamente la mia città e me stesso è già tanto, i riscontri sono stati più che gratificanti, insomma una storia positiva. Poi personalmente sono una persona che ama ste situazioni, più la situazione è “alta”, più gente c’è e più mi fomento. Le telecamere ad esempio mettono sotto pressione chi non è abituato, io mi ci sento proprio a mio agio :D Possiamo quindi dire che questa esperienza mi ha lasciato sicuramente più esperienza, un sacco di nuove amicizie e connessioni nella scena nazionale, un po’ di seguito in più… E altra autostima, tanto per cambiare.

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Durante la tua partecipazione ad MTV SPIT hai dovuto affrontare diverse sfide: qual è stata la battle che più ti ha stimolato? Ci sono state differenze sostanziali tra le due edizioni del format televisivo al quale hai partecipato?
Sinceramente non ti saprei dire quale sfida mi abbia stimolato maggiormente. Credo di essere stato nello stesso MOOD per ogni sfida. Di differenze non ce ne sono state molte, apparte alcune piccolezze che può aver notato anche lo spettatore.

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Come vedi la scena rap italiana ed in particolare quella romana?
Parlando nazionalmente è indubbio che la scena hip hop abbia fatto passi in avanti: l’attenzione e di conseguenza il mercato attorno al fenomeno han fatto si che anche i prodotti musicali raggiungessero dei livelli più internazionali. La musica, così come i videoclip e tutto il resto che c’è attorno, si evolve assieme alla società. Personalmente sono molto contento che il nostro mondo sia arrivato a conquistare una fetta così grande e auguro a chiunque abbia la mia stessa passione di mangiarci più fette possibili. A Roma a mio avviso c’è molta roba fica che si conosce ma altrettanta ancora da far sbocciare; il bacino è ovviamente molto ampio e, a differenza di chi pensa che stare a Roma sia più agevole per farsi notare artisticamente, la concorrenza è tanto numerosa quanto dispersiva, fino a creare delle mini sub-scene a circolo chiuso, suddividendo la città eterna in zone. Questa cosa può essere cool da un lato perchè ricorda la realtà americana, ma dall’altro impedisce un collettivo potenziale che se realizzato a mio avviso potrebbe tranquillamente tener testa al mainstream di Milano, che adesso diciamo “detta legge”.

“Fuori Controllo” è il titolo del tuo ultimo EP rilasciato per “La Grande Onda” e supervisionato da Piotta. Com’è stato lavorare con lui? Hai già in cantiere qualcosa di nuovo?
Considera che da bimbo cantavo le sue canzoni ai cenoni di famiglia in Calabria, quindi immaginati che soddisfazione è per me lavorare con lui. C’è feeling sia umano che artistico, il prossimo gap è raggiungere una professionalità degna di nota da parte mia :D L’ep è una rotella schizzata fuori controllo dall’ingranaggio principale. dal progetto più grosso a cui sto lavorando ormai da tempo, aka il disco, in arrivo nel 2015. Just wait.

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Rapper, cantante, speaker radiofonico, sneakerhead e streetwear addicted, detentore della verità assoluta. Il tuo idolo vorrebbe essere me.
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