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Intervista

Soulcè & Teddy Nuvolari: “Fuori”. L’intervista

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Ben ritornati tra le righe de La Casa Del Rap. Il vostro suono è particolare, riconoscibile e unico: come lo avete sviluppato? C’è stata una vera e propria ricerca o, invece, è semplicemente frutto del caso?
Ciao La Casa Del Rap, grazie per averci voluto su queste pagine. Il nostro suono nasce dai nostri ascolti e dal nostro modo di intendere la musica. Siamo cresciuti ascoltando molto rap, ma anche molte altre cose (le più diverse!) e, se da un lato io sono un cultore di cantautorato italiano, Teddy è un appassionato di colonne sonore e di musiche d’atmosfera, ed entrambi teniamo presenti queste passioni quando facciamo le nostre canzoni. Poi, la riconoscibilità della nostra musica è data secondo me dal nostro modus operandi: non capita quasi mai che Teddy mi manda un beat e io ci scrivo sopra. Scriviamo le canzoni insieme, confrontandoci di continuo e costruendo i brani a quattro mani, come una band.

Quali sono le vostre principali influenze? Quali sono gli artisti che vi hanno segnato maggiormente?
Come accennavo prima, i nostri ascolti sono molteplici e diversi. Sicuramente siamo stati influenzati dal suono che aveva l’hip hop alla fine degli anni 90, quando abbiamo cominciato ad ascoltarlo e poi abbiamo provato a farlo. Adesso, più di dieci anni dopo, il nostro obiettivo è stare al passo con quello che succede nel mondo ma rimanendo profondamente legati a quel tipo di suono . Gli artisti e i dischi che ci hanno influenzato e continuano ad influenzarci sono moltissimi e sempre di più. Se dovessi fare un nome, e un nome solo, direi Neffa e i suoi “107 Elementi”.

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Da poco è uscito il vostro nuovo lavoro musicale. Raccontateci di “Fuori”.
“Fuori” è un EP di sei tracce, pensato e realizzato e partorito in tempi piuttosto brevi. Lavorando in studio al nostro prossimo disco ufficiale, ci siamo resi conto che i lavoro di arrangiamento e post produzione ci avrebbe impedito di uscire prima del prossimo autunno. Abbiamo fatto i conti però entrambi con la voglia di dare a chi ci ascolta qualcosa di nuovo, di immediato. Ci siamo chiusi in casa un paio di settimane, ci siamo presi benissimo e sono uscite fuori queste sei canzoni. È il nostro lavoro più rap di sempre, realizzato con lo stesso mood e lo stesso spirito che avevamo un bel po’ di anni fa.

All’interno dell’album ci sono due featuring, Willie Peyote e Barile. Come mai è ricaduta su questi due MCs la vostra scelta? C’è una collaborazione che volevate ma che non siete riusciti ad avere per questo lavoro?
I nostri dischi sono sempre pieni di collaborazioni, perché pensiamo che collaborare con chi si stima sia tra le cose più fighe della musica, e nascono – le collaborazioni – sempre nella maniera più naturale che esista. Nello specifico, Barile è uno dei rapper siciliani più forti del momento, ci siamo beccati a molte serate e siamo diventati amici. Alla prima occasione utile, e al primo beat giusto, lo abbiamo contattato subito. Willie Peyote l’ho conosciuto, e già ne ero fan, alla finale della scorsa edizione di Genova X Voi (che Willie ha vinto, tra l’altro) e siamo entrati subito in grande sintonia sia umana che artistica. Anche con Willie stessa cosa: su quel beat secondo noi ci stava benone, e io ho scritto strofa e ritornello pensando già al fatto che l’avrei diviso con lui. Abbiamo mandato a entrambi i provini, e loro si sono subito resi disponibili e contenti di starci su. Ci sono degli artisti con i quali vorremmo collaborare ma non abbiamo ancora avuto modo e possibilità. Ma siccome siamo fortissimi, presto avrete grasse novità.

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C’è qualche aneddoto che riguarda “Fuori” che volete condividere?
L’aneddoto che vogliamo condividere più che un aneddoto è un mini spoiler, e cioè che titolo e grafica (realizzata da Antonio Sortino) di “Fuori” non sono casuali, e diciamo che in qualche modo ve li ritroverete presto davanti in qualche altra forma.

L’ultima traccia del disco si chiama “Lunamela”, è una traccia solo strumentale, volete raccontarci di questa scelta e qual è il viaggio che si cela dietro quelle note?
Mettere una traccia strumentale nell’EP era una decisione che avevamo preso ab initio, fan entrambi delle strumentali e degli outro che si trovavano nei dischi rap degli anni 90. Poi, Teddy produce moltissimo, e quando abbiamo ascoltato “Lunamela” insieme abbiamo capito che era la giusta chiosa per il nostro EP. Il viaggio che si cela dietro quelle note è senza parole proprio per permettere ad ogni ascoltatore di farsi il proprio.

“Fuori” è scaricabile gratuitamente dal vostro sito (soulceteddynuvolari.com), ma avete scelto di stampare 100 copie del disco in vinile come sarà possibile reperirlo? Come mai la scelta di Music Raiser e della campagna di crowdfunding?
Siamo stati contattati da Musicraiser, che è il portale italiano più noto di crowdfunding, che ha espresso il desiderio di collaborare con noi per una campagna di crowdfunding atta a stampare le copie fisiche dell’EP. Dopo i CD di “Sinfobie” e “Pentadrammi”, avevamo deciso che il supporto fisico che avremmo usato per il nostro prossimo progetto sarebbe stato il vinile. La cosa, proposta a Musicraiser, è stata accolta con entusiasmo, e anche la gente a campagna lanciata ha subito reagito bene. Il vinile di “Fuori”, che sarà in edizione limitata – quindi tocca affrettarsi – conterrà anche le strumentali del progetto e un brano inedito di cui ancora non sveliamo nulla, è reperibile in preordine a questo link. Oltre al vinile, si può partecipare alla campagna acquistando anche il resto della nostra discografia e alcune nostre grafiche. Amunì, contribuite!

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Un saluto agli utenti de La Casa Del Rap.
Salutiamo con affetto tutti quelli che hanno letto la nostra intervista, e che scelgono La Casa Del Rap! Rock On!

Intervista di Husk
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