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Intervista

Jesto: “Supershallo Zero”

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In questo caso le presentazioni non servono, quindi benvenuto ne La Casa del Rap. Jesto, è corretto affermare che con la pubblicazione di “SupershalloZero” la saga si sia conclusa, ma che il concetto “Supershallo” che sei riuscito a trasmettere dal volume uno, era il 2013, rimarrà per sempre uno stato mentale? Soprattutto per i tuoi fan. Personalmente ricordo ancora il primo video, quello di “Supershallo” appunto, con inquadratura canina!!! Questo è un video che resta nel tempo! Quello che avevi nella testa quando hai dato avvio al progetto “Supershallo” lo riscontri anche nei tuoi fan? E nella vita di tutti i giorni? Lo hai respirato nel live dell’11 aprile allo ZooBar di Roma, per esempio? E se tu dovessi definirlo per l’enciclopedia Treccani come lo connoteresti questo concetto?
La saga non è assolutamente conclusa, i miei fan sanno che avrò sempre un nuovo Supershallo da fargli pompare. Il primo video (“Supershallo”) piace molto anche a me: l’idea di montare una GoPro su un bull terrier e farlo girare per il centro di Milano è stata vincente. Oltretutto è un classico esempio di videoclip girato a budget zero (veramente zero ahah) ma che si basa su un’idea originale. Io mi scrivo tutti i video da solo, e ogni video o canzone o artwork su cui lavoro ha sempre dietro un concept. Sono un artista, e tra le mie arti c’è il rap. Se non si capisce questo è difficile avere una chiara visione di Jesto. Allora, io ero già supershallo prima di inventare il termine “Supershallo”, che ormai è entrato nel gergo comune non solo tra i miei fan (se cerchi l’hashtag #Supershallo su Instagram ti esce il mondo di cose: da tramonti, a joint, a cani con espressioni buffe, non per forza pubblicati da miei fan). Con la serie di mixtapes Supershalli ho solamente trasformato in un concetto ben definito il mio modo di essere. Io sono anti-vip, non me la sono mai tirata, sono un pischello alla mano, i miei fan lo sanno. Ho un esercito di supershalli e supershalle là fuori, ormai è evidente a tutti. Il fatto di fare musica e avere un grande seguito non mi fa essere diverso da come sono sempre stato. Credo che i veri artisti siano così. Non importa che riscontro abbiano le nostre opere, noi rimaniamo quelli che siamo sempre stati. Se dovessi definire il  concetto di Supershallo in tre parole direi: essere se stessi. Dire quello che si pensa, fottendosene del giudizio degli altri. In un’epoca come la nostra, e in un paese come l’ Italia, essere se stessi è già rivoluzionario.

“SupershalloZero” è una raccolta di pezzi che non hai inserito nei precedenti due volumi. Quindi il due e il tre, contengono brani, sostanzialmente, del 2014. Perché hai sentito il bisogno di pubblicare anche questi pezzi? Alcuni dei quali all’altezza dei lavori precedenti a mio avviso. Spesso, si leggono in rete, banalmente e in generale, su questo tipo di raccolte, commenti del tipo: “sono scarti, li ha scartati lui quindi faranno schifo anche a lui, perché dovremmo ascoltarceli noi!?” senza sollevare anche la questione del fatto che è comunque musica messa a disposizione gratuitamente. In questo caso, perché hai deciso di condividerli?
Sono scarti in quanto non rientravano nel mood dei vari progetti. Supershallo2 ha una linea ben definita, era il 2014, era esplosa la Trap, e io sono stato il primo a portarla in Italia (se pensi che il pezzo TrappoTroppo è uscito sul finire del 2013). Quindi tanti dei pezzi registrati erano fuori da questo mood, e li ho tenuti fuori. Stesso discorso per Supershallo3, dove il concept è ancora più specifico. Il 3 è volume più scuro dei 3, è come avvolto da una nebbia di fumo denso, si respira la paranoia e il buio di quando l’ho composto. Quindi anche qui tante delle registrazioni erano fuori tema, e non le vedevo bene in tracklist. Sono maniaco delle tracklist, ho bisogno che tutto sia al punto giusto, che ogni titolo si incastri alla perfezione, ma anche questo i miei veri fan lo sanno.  A dire il vero SupershalloZero, che doveva essere una raccolta di scarti: ha avuto un grandissimo riscontro. Da molti è addirittura considerato il volume migliore, anche se non ha un mood preciso dietro. Si passa da pezzi assolutamente ironici come “Io, Pippo”, a robe più americane con mega bassi e autotune tipo “Bro”. Sono un’ artista senza limiti, senza paletti. Quello che mi dice di fare la testa faccio, senza pensare al giudizio del mondo. Baso tutta la mia creatività sul feeling, su quello che sento nel preciso momento in cui creo. Credo sia l’unico modo per me: non potrei mettermi a scrivere una canzone a tavolino con il secondo fine, come la maggior parte dei cantanti in Italia. Io faccio musica prima di tutto perché DEVO esprimermi, altrimenti mi sento male. Il rap ha una funzione catartica per me. Senza l’arte non so come sarei arrivato fin a qui. La musica mi ha letteralmente salvato. Da me stesso, anche.

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Seconda questione: la formula del download “pay with a tweet”. Come mai questa scelta? Com’è stata la risposta del pubblico?
È stato incredibile! Sono molto soddisfatto del risultato, se vedi su Twitter ci sono migliaia di tweet dei supershalli che l’hanno scaricato. Essendo una raccolta ho deciso di regalarla. Come ho scritto sui miei canali è un regalo per tutti i supershalli. Siccome da poco è uscito anche Supershallo3, volevo una formula diversa per dare il volume Zero al pubblico, anche per differenziarlo dai 3 volumi ufficiali. Così ho deciso di regalarlo in cambio di un tweet o un post su Facebook. È una giusta via di mezzo: io te lo regalo e tu in cambio lo posti, così ho messo i miei fan in condizione di pubblicizzarmi e diffondere il mio nome, senza chiedere nulla in cambio. Anche in questo sono stato supershallo!

Il lavoro è appena uscito, quindi il campione sul tempo non è ancora autoconsistente, però quali sono i rapporti con i download digitali avuti con i precedenti “Supershallo”, soprattutto con il terzo volume che è l’unico a pagamento? Questo se ti sei tenuto un conteggio… e se lo hai fatto puoi darci un commento in merito?
Supershallo2 ha superato gli 80.000 download! Che è il mio record personale, è un numero impressionante. Se fossero copie vendute avremmo superato il disco di platino. Ma è proprio averlo regalato che mi ha premesso di diffondermi così tanto. Sui numeri del 3 devo chiedere ai ragazzi di GhettoChic, sono loro a gestire queste cose per me. Le vendite sono ottime, conta che il volume 1 e il volume 2 sono sold out ormai da tempo, così come il merchandising firmato Supershallo. Ma non temete: stiamo lavorando a nuove ristampe e nuove collezioni. Intanto sono sempre disponibili i mitici calzini del Porco, che hanno spopolato, non solo tra i fan di Jesto.

Insisto con la promozione, perché è il tema del momento: “SupershalloZero”, come tu stesso hai ricordato sui tuoi canali social, è uscito a sorpresa e in buona compagnia. Ti va di condividere con noi un ragionamento sul perché hai fatto questo tipo di scelta, con un progetto come “SupershalloZero” o perché lo ha fatto anche Fabri Fibra con il suo disco ufficiale? Il tutto rimanendo focalizzati sull’Italia, altrimenti il discorso diventerebbe ingestibile per il format. Personalmente credo che il mercato musicale non sia ancora pronto a questo tipo di scelte, in particolare quello del rap italiano: qual è il tuo pensiero sull’argomento?
È stato assurdo, perché ho fatto uscire SupershalloZero a sorpresa, 2 giorni prima di Fibra. Naturalmente nessuno sapeva che il suo disco sarebbe uscito a sorpresa, quindi ancora una volta mi sono ritrovato ad anticipare una tendenza, a essere il primo in Italia a fare qualcosa che negli Usa stava esplodendo. Ci siamo rifatti a Drake con “If You’Re Reading This Is Too Late”, almeno io. Mi piace molto questa tendenza, che in America ormai è di uso comune. Permette di far esplodere tutto il buzz di un disco in un momento solo, quello della pubblicazione a sorpresa. Lo rende molto virale, ma naturalmente è anche rischioso. Dipende dall’artista in questione, bisogna poterselo permettere. Fibra ha spaccato con questa mossa, tutti ne hanno parlato, e quindi bisogna dargli ragione: ha funzionato anche in Italia.

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Veniamo a qualche pezzo di “SupershalloZero”. “Io, pippo” è già un classico da quando lo hai pubblicato su YouTube e, devo dire, che con lo skit con Rancore sei riuscito ad alzare ulteriormente il livello di divertimento! Tu sei un esperto dell’utilizzo dei distorsori vocali, ma com’è nata l’idea?
Non c’è nessun distorsore vocale, è solo recitazione: imposto la voce a mo di Pippo. Il pezzo è uscito quest’estate ed è stato un istant cult. Devo dire che l’ idea è geniale. Ho usato l’ immaginario della Disney per esprimere concetti legati al mondo dell’Hip Hop, ho reinterpretato l’universo Disney in chiave Rap. Quindi abbiamo un Pippo che fuma, che ha un debole per le donne (o le papere), che ha debiti per affari sporchi, e così via. Lo skit (successivo alla canzone) è nato molto casualmente, ero in studio da Boss Doms e mi era venuto a trovare Rancore, e siccome sono uno che cerca sempre di tirare in mezzo i suoi amici ho proposto a Tarek (Rancore) di inventarci qualcosa. Così è uscito fuori lo skit “Al Parco”, pensato e registrato improvvisando alle 2:00 di notte. Così escono le cose migliori! Ahahah

Ho trovato davvero attuale il remix che hai realizzato sul pezzo di Celentano “Il ragazzo della via Gluck”. Partendo dal pezzo in questione, devo dire che su “SupershalloZero” hai comunque toccato davvero tanti temi, su tutti il concetto dell’originalità che ti contraddistingue, ed è un fatto. Il tuo skit in “Originale” mi ha riportato con forza al concetto di Hip Hop che spesso oggi viene in secondo piano, per tutta una serie di motivi. Tutto questo per sapere da te come si può ancora essere originali nel 2015? Credo che tu sia tra i più adatti per rispondere ad questa domanda.
Sono molto orgoglioso della cover di Celentano. Parliamoci chiaro, chi altro al mondo avrebbe ricantato un classico della musica italiana come “Il Ragazzo Della Via Gluck” usando l’autotune e praticamente facendola suonare come un pezzo americano 2015? Ahah la risposta è Jesto! Per quanto riguarda “Originali”, è proprio come hai detto tu. Volevo rimarcare il concetto di Hip Hop con cui mi sono avvicinato a questa cultura e con cui sono cresciuto. Anche questa è una funzione dell’HipHop, secondo me, ossia insegnare e spingere i pischelli a trovare da soli la loro strada. Essere originali, essere se stessi, è fondamentale per come la vedo io. Siamo già pieni di copie di copie di copie, non servono a nessuno. Io ho dimostrato che essendo se stessi si può arrivare alle persone, sto dimostrando che non per forza il percorso per un musicista deve essere quello di svendersi, di diventare quello che vuole il pubblico. Sono la prova vivente che essere originali ripaga, anche se spesso è una strada più lunga e più faticosa. Ci ho messo molto a impormi con il mio stile assolutamente fuori dagli schemi e imprevedibile, ma ora tutti sanno che davanti al microfono faccio “come cazzo mi pare”. E sono rispettato per questo.

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Praticamente, dal 2013 ad oggi hai autoprodotto, tre volumi di “Supershallo” più la versione Zero e l’EP “Trappo Troppo”, oltre a tutte le collaborazioni e ai video che hai realizzato. Tanto lavoro e tanta ottima musica per i tuoi ascoltatori! In “SupershalloZero” hai ufficializzato che sei al lavoro per qualcosa di ufficiale, che in effetti manca da parecchio tempo. Come ti stai approcciando al nuovo lavoro? Quale sarà la formula che sperimenterai per sorprendere ancora una volta tutti?
Non realizzo un Album dal 2010 (Il Jesto Senso), che era comunque un disco autoprodotto. Attualmente sono chiuso in studio, e non sto lavorando a mixtapes. Dopo questi 3 anni sento di dover fare un ulteriore evoluzione, e sto lavorando su questo. Non posso ancora dirvi nulla, ma come avete imparato, sono pronto a sorprendervi da un momento all’altro. Dico solo che sono più soddisfatto che mai delle cose che stanno uscendo in studio in questo periodo. Sento di aver trovato qualcosa che mi mancava, e ci sto lavorando.

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Versante produzioni/beat, sul quale sono sempre curioso. La saga “Supershallo”, come “Trappo Troppo”, ha un imprinting trap. Che valore dai al lavorare con beat originali? Immagino che non avrai ancora definito tutto, quindi ti chiedo chi hai già contattato e chi vorresti contattare per una collaborazione, magari inedita? Quale tipo di suono hai nella testa per il disco?
Sulla saga Supershallo uso molte strumentali perché è nella natura del mixtape: usare le basi che escono in quel preciso momento in America, e distruggerle in italiano! Questo è uno dei motivi per cui ogni volume di Supershallo suona così fresco e nuovo. Sono sempre al passo con quello che esce negli Usa, da anni. Anzi, a volte ho anche anticipato delle mode, come per il flow spezzato, presente già su Supershallo1 (2013). Per quanto riguarda produzioni originali ,attualmente sono al lavoro con Boss Doms. Stiamo inventando un suono, qualcosa di assolutamente nuovo, che fonde tutte le nostre esperienze fino a qui. Lui viene dal mondo dell’elettronica, e sta producendo roba trap che fa paura. Ora stiamo creando questo nuovo suono: è un obiettivo ambizioso ma abbiamo preso la strada giusta.

Ringraziandoti per la tua disponibilità, rimaniamo in attesa del primo singolo e del suo video, dal tuo prossimo album ufficiale. Ricordiamo i tuoi canali social per rimanere sempre aggiornati. Ma, soprattutto, come fare per poter recuperare tutti i volumi di “Supershallo”. Un saluto!
Grazie a voi! Sono al lavoro al singolo per quest’estate con la produzione appunto di Boss Doms. Tra noi è nata un’alchimia e stiamo lavorando come mai prima. Oltre al nostro suono elettronico stiamo tirando in mezzo anche veri e propri musicisti, abbiamo fatto una session di chitarre proprio qualche giorno fa, e devo dire che è stata un’esperienza bellissima per me, figlio di un chitarrista (Stefano Rosso). Supershallo2 e Supershallo3 sono scaricabili gratuitamente su www.supershallo-store.com, mentre per il volume Zero trovate il link sul mio Facebook.

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