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Intervista

Riky: “Num3r1”

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Ciao Riky, benvenuto ne La Casa del Rap. Il 2014 per te è stato un grande anno: hai vinto il “Pepsi Beat On Stage”, che ti ha portato a realizzare il pezzo “Mi-vendo” con J-Ax,  a salire sul palco dell’Hip-Hop tv Party e a partecipare al “Machete Mixtape III”. Ti chiedo di presentarti brevemente, chiedendoti qual è il tuo background e, soprattutto, chiedendoti dove e come hai trovato il tempo di lavorare a “Num3r1”?
Ciao ragazzi, come al solito è un enorme piacere farmi due chiacchiere, se pur scritte, insieme a voi de La Casa del Rap. Per chi non mi conoscesse io sono Riky, all’anagrafe Riccardo Giacomini. Ho iniziato il mio percorso musicale diversi anni fa, intorno al 2007, collaborando a dei brani con LaFossa e, in seguito, con quello che poi divenne il mio gruppo ufficiale sino al 2014 ovvero la Blatha. Ho sempre lavorato a dei progetti da solista, primo fra tutti “Riky vs.Teso” e successivamente “La Svolta”, entrambi mixtape di fattura abbastanza casereccia. Ho sempre voluto fare un album di qualità, e per qualità intendo sia a livello audio che nella cura delle strumentali, e già avevamo iniziato con la Blatha a tirar fuori un suono abbastanza diverso dai lavori precedenti. Per questo progetto ho messo su una vera e propria squadra di musicisti tra cui Riccardo Sanna, Nicolo Nioi, Andrea Aru e tanti altri che insieme a me hanno curato da zero tutta la parte musicale. “Num3r1” è il lavoro di quasi due anni, frutto di orecchie e menti che vengono da panorami musicali differenti e, per certi versi, anche contrastanti tra loro. Per questo penso che abbia un sapore tutto suo, difficilmente riproducibile con un team differente.

“Num3r1” mi ha davvero sorpreso. Personalmente ti ascolto da “Volevo un Hummer ”, forse era il 2010. Sono sempre molto attento al panorama rap sardo perché è innegabile che dalla Sardegna arrivino solo ragazzi che spaccano i culi! Tornando al disco, “Num3r1” l’ho particolarmente apprezzato per la maturità che hai dimostrato al suo interno: cosa pensi che ti abbia consentito di fare il salto di qualità?
La prima persona che ha creduto inizialmente in me, e successivamente, nel progetto è stato Andrea Aru che è, inoltre, il produttore dell’album. Quando gli ho proposto il tipo di progetto che avevo in mente si è subito preso bene e ha deciso di darmi una mano per la realizzazione, mettendo a disposizione il suo studio (credo uno dei migliori studi di registrazione presenti in Sardegna). Per la scelta dei testi e degli argomenti, ho deciso di fare un album pieno di storie e di racconti perché è quello che mancava nel rap italiano: quando ero ragazzino mi è sempre piaciuto rivedermi nelle canzoni o riuscire a immaginare le situazioni che venivano descritte. Diciamo che volevo rendere il favore e cercare di far vivere agli altri le stesse sensazioni che la musica ha fatto vivere a me.

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Tra l’altro, il disco è uscito in free download e solo poco dopo l’hai messo in vendita sugli store digitali. Perché hai deciso di muoverti in questo modo? Raccontaci della scelta. A parer mio la qualità del disco meritava fin da subito un prezzo d’acquisto.
Inizialmente io e il mio team avevamo deciso di stampare l’album con un’eventuale etichetta e vi posso assicurare che più di una era interessata. Il problema, però, è che se vuoi seguire la burocrazia rischi di far marcire un album nel tuo hard disk per anni, con il rischio poi di ritrovarti del materiale vecchio da pubblicare, ed è quello che non volevo succedesse con “Num3r1”. Piùttosto che attendere altri mesi e rischiare di non farlo uscire manco quest’anno ho deciso di regalarlo e metterlo a disposizione di tutti, cosicché tutti potessero ascoltarlo senza un vincolo di acquisto. Il mio interesse era che un progetto così girasse, piuttosto che un eventuale entrata monetaria. Non avrei sicuramente fatto 10’000 download la prima settimana se lo avessimo venduto e, probabilmente, è stata la scelta migliore. Solo dopo abbiamo deciso di caricarlo sui digital store, più che altro per inserirlo un po’ ovunque e per tutti coloro che volessero supportare acquistando l’album. Posso pero annunciarvi che sto lavorando a un nuovo album con la collaborazione dei ragazzi della Machete e, sicuramente, con quell’album ci muoveremo in maniera differente.

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Ho letto una tua precedente intervista, dove hai argomentato la scelta dell’artwork e del titolo del progetto. Questa domanda me l’ero posta anch’io, poi ho messo in play la title track realizzata con Tormento. Spettacolo! Ti va di raccontarci come sono nati il pezzo, la collaborazione con Tormento, come hai scelto il beat e qual è il concept che ti ha ispirato?
Il brano “Num3r1” insieme a Tormento è uno dei miei preferiti del disco. Il concept è ispirato a una frase che mi diceva mio padre da ragazzino: “Per chi comanda siamo solo numeri”. Ho voluto raccontare le mie esperienze lavorative, il mio viaggio disperato a Londra e tutte quelle situazioni in cui ti ritrovi a non contare un cazzo, ad essere al pari di quelli che a casa nostra chiamiamo immigrati o poveracci. Per il beat abbiamo cercato di creare un atmosfera soul molto lenta, ma che alla fine del brano diventa quasi party: è una delle cose che mi piace particolarmente del pezzo. Una volta chiuso, l’ho proposto a uno dei miei rapper italiani preferiti, ovvero Tormento, che ha colto subito il senso del brano e ha scritto una strofa di una maturità devastante.

Per curiosità: non hai ancora pensato ad un video di questo pezzo? Oppure hai in cantiere il video di qualche altro brano?
Non penso si possa fare il video di “Num3r1” perché Torme è impegnativo nella chiusura del suo ultimo lavoro, ma comunque mai dire mai. Ci sono tanti brani di cui farei il video, primo fra questi sicuramente “Red Wine” che è una delle mie preferite. Siamo ancora in fase di valutazione.

Tornando alla qualità del lavoro, con chi hai collaborato per avere un suono così ricercato, mai banale e sempre adeguato allo stile del tuo rap? Vuoi condividere con i lettori qualche retroscena della realizzazione di alcuni pezzi? Oltre a questo, dove e con chi hai registrato e mixato il disco?
Ho sempre lavorato alle canzoni in modo tradizionale: contatti un produttore o ti contatta un produttore, ti manda un beat, ci scrivi sopra, qualche arrangiamento e via. Per “Num3r1” la realizzazione dei brani è stata molto diversa, per certi casi inversa. Alcuni brani come “Tossica” sono nati prima con la parte scritta dopodiché, insieme al mio team di musicisti, la strumentale mi è stata letteralmente cucita addosso in base al tipo di pezzo che si voleva fare, all’argomento, all’atmosfera, etc. ed è questo credo che rende i brani molto omogenei e fluidi, non semplicemente due strofe sopra una strumentale rap. Abbiamo inoltre cercato di non dare alla gente quello che si aspettava o che già veniva fatto bene da altri, bensì qualcosa che per certi versi li spiazzasse.

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Tra le mie canzoni preferite c’è “Pause”. Per me è una dimostrazione di stile ottimamente riuscita. Anche “Riky show”, stilisticamente, è fantastica, ma più nelle tue corde. “Pause”, invece, dimostra la tua crescita, la tua voglia e capacità di utilizzare stili e flow differenti. Parlaci del pezzo.
“Pause” è probabilmente il pezzo più “strano” del disco! La gente mi ha sempre chiesto di fare brani in extrabeat che di norma hanno un numero di pause abbastanza ridotte, allora ho deciso di fare l’esatto contrario e fare un brano pieno di pause (proprio subito dopo ‘Riky Show’) che sembra lentissimo ma non lo è, cercando sempre di mantenere una linea di flow originale. Ovviamente, siamo tutti un po’ stressati quindi, visto che volevo ricreare un brano tutto cantato a pause, ho deciso di parlare di chi ha seriamente bisogno di una pausa, me compreso. Ultimamente mi arrivano voci che l’inframmezzo di “Pause” (la scenetta dove viene citata Laura Pausini) risulta essere un po’ violento, ma a chi fa queste insinuazioni vorrei dire che se non siete cresciuti con un disco come “Doggystyle” come il sottoscritto non potete capire la merda che mi passa per la testa e che comunque bisogna cogliere l’ironia. Come ogni brano, anche questo ha delle particolarità, tra cui la presenza di uno dei miei strumenti preferiti ovvero il sax, suonato dal musicista Ettore Diana.

Passiamo alle collaborazioni: di Tormento ne abbiamo già parlato. Parlaci del lavoro fatto con il tuo conterraneo Kill Mauri, che su Facebook ha ricordato che il pezzo “Sempre sabato” lo avete registrato qualche anno fa: ti ricordi in quale situazione? Con Weedo, invece, com’è nata al collaborazione? J-Ax e Newtopia che ruolo hanno avuto? Ti chiedo questo perché “Malattia incurabile” è un pezzo molto personale e credo sia difficile esporsi attraverso un brano senza avere un rapporto, almeno di conoscenza personale, con chi ti ha affiancato. Detto questo, il risultato è comunque ottimo, ecco un altro perché alla domanda. Infine, la doppia collaborazione con Syl e quella con Federico Taras come sono nate? Due bei valori aggiunti!
Conosco Kill Mauri da quando abbiamo iniziato a fare rap, visto che siamo più o meno coetanei e lo reputo uno dei più validi emergenti del rap italiano. Per il pezzo non abbiamo fatto altro che incontrarci in studio e iniziare a suonare, poi tutto è venuto da se. Anche lui è un tipo abbastanza produttivo, quindi poche ore e siamo riusciti a tirar fuori una canzone bomba. Ci tengo a dire che il pezzo “Sabato Sempre” è precedente al pezzo di Jovanotti e che, come dice Mauri, è stato scritto un anno e mezzo fa. “Sabato Sempre” è uno dei brani spensierati del disco che ci ricorda che anche allontanandoci anni luce dagli amici e dai posti dove siamo cresciuti resteremo sempre ragazzi di piazza che aspettano il sabato sera. Ho conosciuto Weedo quando ho suonato all’Hip Hop TV BDay insieme a J-Ax e ho scoperto subito una persona disponibilissima e sopratutto amante dell’erba come noi, quindi tra un tiro e l’altro ci siamo subito promessi una collaborazione. Weedo è stato uno degli ultimi featuring che ho chiuso e, per una questione di tempistiche, ho deciso di far scegliere a lui il brano e infatti ha scelto proprio “MalattiaIincurabile” perché si è rivisto tanto nell’argomento ed è stato subito colpito dal sound. Questo è probabilmente il pezzo più personale del disco! Volendo fare un disco molto curato musicalmente, non potevo che inserire delle voci maschili e femminili non rappate e per questo ringrazio Syl Mel e Federico Taras, che hanno aggiunto un ulteriore sfumatura all’album.

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“Di un altro Pianeta” è un altro pezzo che ritengo molto valido. Ottimo flow, sonorità interessanti, ma anche tanti spunti di riflessione. Da “alieno”, su cosa hai voluto concentrare la tua attenzione?
In realtà, il titolo potrebbe essere confuso come autocelebrativo o riferito al fatto di saper fare rap, la classica espressione sei di un altro pianeta. In realtà, in questo brano ho voluto spiegare cosa non mi accomuna a certe persone e cosa mi rende diverso da altri, a tal punto da sembrare di un altro pianeta. Il brano è pieno di metafore che si possono affiancare al mondo degli alieni o all’ufologia, ma all’interno i messaggi sono molto “terrestri”, infatti parlo di neofascismo, chiesa, forze dell’ordine, discriminazione, inquinamento delle basi militari etc. Inoltre, all’interno di questo brano, c’e una citazione al brano “Lotta Armata” dei Gente Guasta, il che puo farvi capire qualcosa.

Voglio sapere se c’è già, nel tuo cassetto, qualche data per un tour estivo, così da poterti seguire live.
Stiamo iniziando un tour estivo di “Num3r1” insieme al mio socio DJ Sputo. Per ora le date che posso comunicarvi sono: 30 Maggio – Alghero, 13 Giugno – Ortacesus, 3 Luglio – Roma @ J-Ax Fanzone Party.

Grazie Riky per il tempo che ci hai dedicato! Spero che l’intervista sia servita anche per far si che qualche indeciso nel frattempo abbia acquistato “Num3r1”. Ricorda ai lettori dove trovare il disco e i tuoi canali ufficiali, per rimanere sempre aggiornati con le ultime uscite e news.
Per tutte le news riguardanti date, video e info potete seguirmi sulla pagina ufficiale Facebook e su YouTube. Ciao bradazzzzz!

 

Intervista di Jammai
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