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Intervista

Maxi B – “Maledetto” leggi l’intervista

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RHGFNDcCiao Maxi e bentornato! Cominciamo dal titolo del tuo ultimo album: “Maledetto”. Maledetto da chi e perchè?
Maledetto perché è il disco sbagliato, nel posto sbagliato, nel momento sbagliato e soprattutto dell’artista sbagliato. Però non sono mai stato così fiero di aver fatto tanti errori tutti insieme. Ora che lavoro in radio e che ho molti contatti con il mainstream, i miei collaboratori e gli amici si aspettavano un disco più morbido e “pop”. E invece eccomi qua con un disco che gronda rime sudore e sangue. La musica è tornata ad appassionarmi. Mi sono allontanato per un po’ per vedere le cose da più distante e con più distacco e lucidità. Allontanarsi a volte serve per non perdersi. Mi sono reso conto di come siamo piccoli e insignificanti certi atteggiamenti e certi meccanismi che regolano il nostro ambiente. Ora sono indipendente e con l’atteggiamento giusto. Del tipo: “o mi dai quello che mi spetta o vaffanculo.”

Quali esigenze ti hanno spinto a scrivere questo nuovo disco?
In principio la delusione e l’amarezza per la situazione che ho vissuto con L’Ottavo Giorno Della Settimana. Poi il disgusto per certi commenti che sedicenti pseudo fans mi hanno scritto perché avevo lasciato Tempi Duri. Gente che mi dava dell’infame senza essere al corrente dei fatti. Come se io esistessi come artista grazie a TD. Col cazzo! C’ero prima e ci sono ancora. Più forte e motivato di prima. Oggi certi supporters hanno la lingua così dentro al culo dei propri idoli che non distinguono più la merda che gli esce dalla bocca. Io con chi mi segue voglio un rapporto vero. Se faccio dei pezzi brutti me lo devono dire, perché possa migliorare. Se dico e faccio delle stronzate, uguale. In MALEDETTO ho scritto ANNIBALE che spiega bene il mio punto di vista. Alla fine ho scritto MALEDETTO con un senso di rivalsa molto forte e credo che si senta in ogni traccia dell’album.

Maledetto è uscito dopo il tuo allontanamento da Tempi Duri. E’ stato difficile questo distacco o ti è venuto spontaneo? Quali sono le dinamiche che ti hanno spinto ad allontanarti?
Spontaneo. Quando Fibra mi ha fatto chiamare da Paola Zukar per chiedermi che intenzioni avevo, ero in studio con Amir e Dj C.I a registrare SENZA DI ME che è inclusa nel nuovo disco. Stavo quindi già lavorando a MALEDETTO. Avevo già le idee chiare. Le dinamiche che mi hanno portato ad allontanarmi sono molte. Il disco non ha avuto la spinta adeguata. Quando mandavo mail chiedendo cosa potevamo fare per migliorare la situazione non ottenevo risposte. La comunicazione era scarsa e a senso unico. Ma la cosa che mi ha fatto capire che ero nel posto sbagliato è stato quello che mi ha detto Fabri l’ultima volta che l’ho incontrato nel suo ufficio/studio a Milano. Mi disse che in TD voleva solo prodotti come Moreno. Musica di merda (parole sue) ma che fa fare i soldi. Io sono uno dei migliori (sempre parole sue) ma non faccio incassare come i prodotti da reality. Senza dubbio aveva ragione. Infatti l’ho preso come un complimento. Solo che da un rapper certe frasi non me le aspettavo proprio. Da un vecchio in giacca e cravatta che non capisce un cazzo di musica si ma da un artista no. Quindi ho ripreso la strada che avevo cominciato con il mio primo album da solista INVIDIA che mi ha dato parecchie soddisfazioni.

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Come hai scelto gli ospiti su questo album?
Se hai notato, i featuring del disco li ho chiamati per fare dei ritornelli e non delle strofe. L’unica eccezione è in SENZA DI ME con Amir Issaa e Michel. Siamo tutti e tre rapper e padri. La canzone è molto intensa e avevo bisogno di gente che conoscesse l’amore profondo e viscerale che si prova solo per i propri figli. Come sarebbe la vita di chi amiamo se sparissimo? Se andassimo via senza più rivederli? Loro hanno saputo rispondere. Ghemon in DA SOLO, Daniele Vit in L’AMORE INUTILE e Kay in POLVERE, mi hanno regalato il loro talento con dei ritornelli molto belli. Non ho voluto delle strofe perché il disco è molto personale ed era giusto assumersi la completa responsabilità delle rime e dei concetti espressi. Nel bene e nel male. Poi ci sono Big Joe e Double S in LE 10 REGOLE DEL RAPPER. Avevo bisogno di un beat e di scratches che sottolineassero le mie liriche. Chi meglio di loro? Conosco tutti da anni e con loro ho un ottimo rapporto anche a livello personale e non solo artistico.

Nell’album ci sono tre skit che prendono in giro “il rapper medio”. Come ti sono venuti in mente questi personaggi? Nascono da qualche aneddoto particolare?
Con questi Skit è uscita la mia parte “radiofonica” dove conduco due programmi molto veloci e ironici. Li ho voluti per dare agli ascoltatori anche un’altra parte di me, che poi è quella più quotidiana. Io infatti sono uno sempre preso bene, allegro. È la mia natura. Il disco invece racconta un periodo amaro. Volevo bilanciare le due cose e per farlo ho usato gli skit FREESTYLE 1402, SUPER RAPPER e IL FILOSOFO. Si gli skit nascono da esperienze che sia io che molti altri rapper hanno vissuto. FREESTYLE 1402 prende in giro i dissing fatti a tavolino e quelli fatti senza stile. SUPER RAPPER descrive bene quanto i rapper diano più importanza alla moda e poco alle rime. IL FILOSOFO è il classico esempio del rapper che ne sa una più degli altri. Che vive di internet e seghe mentali. Ci siamo divertiti a farli.

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Tu sei nel rap-game dai famosi anni 90. Quali sono i meccanismi che hai visto cambiare negli anni? Cos’è cambiato in meglio e cosa in peggio, secondo te?
I meccanismi sono soprattutto legati al business. Ora Maria De Filippi e altri come lei vogliono il rap in TV perché va di moda. Alcuni rapper hanno deciso di approfittarne e farsi un po’ di soldi. Alcuni in prima persona altri come autori e scout. Calcola che nei 90 internet non c’era. Per avere i dischi o vivevi nelle grandi città o dovevi prendere il treno e andarci. Io da Varese o Lugano andavo da Wag a Milano. I dischi te li ascoltavi per mesi. Ora i dischi li scarichi gratis, li ascolti per un paio d’ore e poi sono già vecchi. Ogni giorno esce qualcosa di nuovo. Oggi i nuovi arrivati hanno 1000 volte le informazioni che c’erano nei ’90. A quei tempi contavano le rime e si portavano i bagghy. Ora contano i gossip e portano i leggins. Non tutti ovvio. C’era gente forte allora e ci sono Mc potenti anche oggi. Il suono è cambiato ed è un bene, le cose devono mutare è nella natura delle cose. Ne L’ARTE DEL RAP ho scritto: “senza la vecchia la nuova scuola sarebbe cenere, senza la nuova quella vecchia molta cambiava genere.” Credo che questa riassuma la mia visione, insieme a: “io rispetto chi rispetta, l’età non c’entra, la merda resta merda.” Oggi c’è un attitudine più “pop” , nei ’90 era Hip Hop al 100%.

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Dove possiamo seguire tutte le tue novità e le prossime date per i tuoi live?
Mi sono imposto di non fare InStore. Seguitemi tramite la mia pagina Facebook MAXI-B (Metro*Stars) o su Twitter che sono aggiornati. Vi aspetto ai live.

Grazie della disponibilità, c’è qualcosa che vorresti aggiungere a tutte le interviste che stai facendo questo periodo? C’è qualcosa che vorresti dire ma non ti hanno ancora chiesto?
Grazie a voi per lo spazio. Nessuno ancora mi ha chiesto dove si può trovare il disco come se la musica in fondo non fosse importante. Ma non siamo qui per far girare le canzoni? Io vorrei che si parlasse di me per le canzoni non per i gossip o i dissing presunti. Il disco è nei negozi, su I Tunes ad un prezzo speciale. C’è anche una versione deluxe con CD e T-Shirt. Per averla basta scrivere a managementmaxib@gmail.com Un saluto a tutti.

Conosci meglio

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