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Intervista

Fratelli Quintale. Leggi l’intervista

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Il 16 giugno è uscito “Tra il bar e la favola”, il nuovo disco dei Fratelli Quintale per Carosello Records e Undamento, mentre dal 24 giugno è possibile ascoltarlo anche sui canali di musica in streaming. Ovviamente tutte le informazioni sul disco le potete trovare nella nostra rubrica Cover&Tracklist. I Fratelli Quintale, sono il fiore all’occhiello della scena Hip Hop bresciana e stanno riscontrando grande apprezzamento in tutta la penisola. La formazione di base è composta dagli mc Mario aka Mr.Merio Frah. Il loro sodalizio è partito nel 2006 e dopo tanti progetti di qualità oggi sono finalmente sulla cresta dell’onda. Anche in questo nuovo viaggio sono stati accompagnati dal producer Bosca, che ormai ha stretto un sodalizio solido con i Quintale. Ad oggi un fatto è l’ottimo debutto di “Tra il bar e la favola” alla posizione 69 in classifica FIMI. Abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche battuta con i ragazzi per confrontarci sul loro nuovo progetto e capire meglio quali sono state le esperienze che li hanno portati “Tra il bar e la favola”. Ne sono usciti spunti decisamente interessanti.

Ciao ragazzi, benvenuti ne La Casa Del Rap! La prima domanda, da cui non posso esimermi è: da cosa è nata la vostra esigenza di dare un’imprinting nuovo al vostro suono? Suono che comunque è sempre stato in trasformazione durante il vostro percorso partendo dallo stesso primo vero e proprio progetto che assumeva la sostanza di un disco, ovvero “Green project”, passando per “One Hundred”, la consacrazione musicale per voi, fino a “All You Can Eat”.

Ciao ragazzi, innanzi tutto grazie dell’invito. L’esigenza è nata dal fatto di essere attivi nella scena rap da diversi anni e di averla vista cambiare e crescere insieme a noi. Ad un certo punto delle nostre vite abbiamo sentito che quello che stavamo facendo in un certo senso era arrivato al massimo della sua forma e non volevamo replicare un lavoro già fatto. Ogni volta che affrontiamo un disco l’obbiettivo è quello di superarci e per la creazione di “Tra il bar e la favola” abbiamo messo in discussione il metodo con il quale ci approcciavamo alla realizzazione delle canzoni trovandone uno che si potesse adeguare alle nostre esigenze e capacità. Così ci siamo chiusi in studio con Bosca, che è il produttore artistico di quest’album, e Ceri. I pezzi sono nati da linee melodiche di ritornelli che avevamo in testa o da degli argomenti che volevamo trattare e pian piano abbiamo visto i brani prendere forma. Semplicemente volevamo staccarci dal metodo classico del “passami un beat che io ci scrivo”.

Nell’attesa del nuovo disco, il pubblico vi ha sentiti con delle strofe spesse su progetti di producer e dj come “Solo bombe” di A&R dove avete sfornato “So che è una follia”, nel progetto di Dj Dropsy con il freestyle “Made me” e su “Bloody Vinyl Vol.2” di Dj Slait con “Nella baraonda” dove avete collaborato con Nerone. Vi va di raccontarci qualche curiosità su come sono nate queste tre collaborazioni?

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Certo! Tutte le collaborazione che sono uscite quest’anno sui vari dischi sono il frutto di amicizie coltivate durante il nostro anno di permanenza a Milano con artisti che stimiamo sia musicalmente che umanamente. Il tutto è nato in maniera molto spontanea, qualcosa deve ancora uscire, ma non possiamo ancora anticiparvi niente.

Nel vostro percorso, ad oggi, che ruolo ha assunto nella vostra vita il rapporto con Carosello Records e con Undamento? Parlando ovviamente di musica! Che cosa vi lega a questa realtà, perché state lavorando con loro? Ricordiamo che sotto contratto con Carosello ci sono anche, tra gli altri, Emis Killa e Maruego, un roster molto vario. Qual è il vostro spazio?

Con Tommaso di Undamento ci conoscevamo già da diversi anni. Dopo “One Hundred” ci ha chiamato per presentarci il suo progetto. Nel roster c’erano già Ceri, che conoscevamo e con cui avevamo già collaborato, e Coez con cui è nato subito un bel rapporto. Si è creato un bel team e speriamo di continuare a coltivare questo progetto assieme.

Veniamo alla scelta dei primi due singoli, “Semplice” e “Avrei fermato il tempo”. Cosa vi ha spinti ad azzardare nella pubblicazione di due singoli con questo tipo di suono, voi che comunque vi siete ritagliati, con merito, lo status di mc da battaglia con un flow vario e di alto livello. Sapevate in cuor vostro che la vostra fan base vi avrebbe comunque supportato anche in questa nuova avventura “Tra il bar e la favola”?

Quello che ci ha spinti a pubblicare “Semplice” e “Avrei Fermato Il Tempo” come primi singoli è stata la voglia di far sapere a tutti quello che stava per succedere! Abbiamo scelto i pezzi che pensavamo potessero aprire questo filone e abbiamo rischiato.“Se non ci pensi ti butti”.

Affrontiamo il suono “felicione” del disco. Prima di tutto, ottima scelta quella di non pubblicare nuovamente il disco a Dicembre. Ricollegandoci ai singoli, state già preparando il terzo per l’estate, vero? Ci auguriamo di sì, perché “Suono del mare” è spettacolare! Occasione da non perdere a nostro parere, voi che ne dite?

Grazie! Sì, effettivamente “Suono Del Mare” si presta ad essere colonna sonora dell’estate. Comunque sì stiamo già preparando qualcosa di nuovo assieme al nostro fidato regista A.Manenti (si legge proprio Apunto Manenti ahah).

Le atmosfere del disco sono state connotate dai beat di Bosca, che ormai lo possiamo definire come il vostro produttore di fiducia! Com’è stato lavorare in studio con lui in questa nuova avventura, dove immagino che le idee per le atmosfere non fossero proprio ben chiare nemmeno a voi. Abbiamo avuto il piacere di sentire un Bosca rinnovato, qual è stato il suo contributo alla causa?

Bosca ha avuto la capacità, già su “One Hundred”, di riuscire ad unire e amalgamare al meglio due personalità completamente differenti e di trovare nella diversità dei punti di forza. Si è rivelato non solo un beatmaker eccezionale, ma un vero produttore artistico come ce ne sono pochissimi in Italia. La sua versatilità ha permesso di costruire della musica che fosse al passo con le nostre esigenze stilistiche.

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Leggendo la tracklist abbiamo visto che c’è anche il contributo di Frah per quanto riguarda le produzioni di “Secondi fidi” e “Suono del mare”. Frah “one man band”, rime spesse, ma anche ritornelli sempre più spinti e pure produttore. C’è la possibilità di sentirvi ancora con progetti “solisti” come in “Weekend col morto” per Mario o “Idiot savant” per Frah?

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Crediamo di avere le capacità di fare della buona musica sia insieme che separati. Adesso ci stiamo concentrando sulla promozione di questo nuovo disco e a portarlo in giro per l’Italia nella sua dimensione live. Per quello che succederà in futuro non ci stiamo ancora preoccupando.

“Tra il bar e la favola” ha un filo conduttore nostalgico, ma positivo, vi affidate molto spesso ai vostri ricordi, alle vostre esperienze passate e le raccontate in modo molto sereno. Sentivate l’esigenza di affrontare in questo modo il passato per guardare al futuro?

Ci piace pensare che se non sai da dove vieni non puoi sapere dove stai andando. Questo disco è stato concepito nel periodo in cui ci siamo trasferiti a Milano e forse sì, la lontananza da Brescia e da alcune certezze che avevamo conquistato col tempo, ci hanno fatto analizzare il passato. Spostarsi a Milano per noi significava ripartire da zero, rimettersi di nuovo in gioco, e questa cosa si rispecchia nel disco dal sound agli argomenti.

“Monnalisa” è un vero hit banger, come direbbe qualcuno! Bosca e Ceri hanno sfornato qualcosa di davvero psichedelico e il vostro contributo impreziosisce il tutto. Qual è stata l’idea che vi ha portato alla realizzazione del pezzo? Devo dirvi che la traccia in questione mi ha ricordato vagamente, nell’impostazione, qualcosa in stile Fabri Fibra, mi riferisco ad esempio ad “Alieno”, contenuta in “Squallor”…

“Monnalisa” è uno stato d’animo. Volevamo raccontare quel momento in cui ti fermano al posto di blocco e devi fingere di essere tranquillo mentre dentro ti stai cacando sotto.

Non mancano certamente le strofe da battaglia targate Fratelli Quintale! “Occhi rossi” ne è l’esempio massimo, potrebbe già essere un nuovo classico. Voi che dite?

Frah: Questo pezzo è quello più rap del disco e forse quello che rispecchia maggiormente il nostro background. In questo album mi sono concentrato più sull’aspetto melodico sia nei ritornelli che in un paio di produzioni, ma una bella strofa rap mi piglia sempre bene scriverla.

Mario tu ti sfoghi con il tuo stile in “La carezza della luna”. Ti va di raccontarci qual è il mood che ti ha accompagnato nella stesura delle strofe?

Mario: Innanzitutto Grazie. Era un periodo molto frustrante, avevo l’asticella stress a livelli epici, sono scappato da Milano per rinchiudermi un paio di giorni nel nostro studietto di Brescia, mi ci sono barricato e questo è stato il risultato. E’ un po’ un urlo alla società di oggi, che ti pressa e l’unico compito che ha è trasmettersi ansia, devi essere sempre al passo coi tempi, devi sistemarti, avere dei figli, se vuoi andare avanti dicono che devi essere come gli altri, che c’è la crisi, manca lavoro, e stigrancazzi oh, io essendo di natura una spugna che assorbe tutto quello che ha intorno ne risento parecchio. Questo pezzo lo si può riassumere con due barre “non mi avrete mai come volete voi, tutti uguali e tristi come le cover band” e “tua moglie era bella e brava, ora è stronza e grassa”, e io una stronza e grassa non la voglio!

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Passiamo alla promozione del disco. Quello che ci interessa sapere è dove e quando potremo vedervi in azione? Già fissata sul calendario la data del 26 luglio al Castello di Brescia per il “best hip hop in town”. Tra il periodo estivo e quello autunnale/invernale, avremo modo di ascoltarvi dal vivo in giro per l’Italia? State già immaginando come imposterete le performance sul palco?

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La data del 26 luglio in Castello di Brescia per il “Musical Zoo” sarà quella in cui dove presenteremo ufficialmente il nuovo disco a casa nostra, sulla nostra pagina facebook “Fratelli Quintale” potete trovare tutte le date in costante aggiornamento. La formazione live per il momento è Mario, Frah, e Bosca in consolle, per la data del 26 luglio con noi ci sarà anche Marco Stanga (un nostro grande amico d’infanzia nonché un super chitarrista che ha contribuito alla realizzazione di qualche pezzo nel disco), dove riproporremo qualche brano con la chitarra suonata dal vivo.

Riallacciandomi alle performance dal vivo, Dj Breeda che fine ha fatto? Sicuramente Breeda è un nome piuttosto altisonante per il genere Hip Hop italiano per la sua grande abilità ai piatti. Ci ha sorpreso non trovarlo presente sul disco con il suo tocco, come mai questa scelta? Solo questione di suono? Vi accompagnerà immancabile durante le vostre date dal vivo?

Breeda ha in progetto di partire e andare via dall’Italia. E’ stato un bel periodo, ma ora le nostre strade si sono separate. Auguriamo il meglio a Breeda per la sua vita sperando possa trovare all’estero quello che non ha trovato qui.

Siamo giunti alla fine di questo nostro spazio. Ringraziamo i Quintalebani per la loro disponibilità! Prima di chiudere, ci ricordate dove possiamo rimanere sempre aggiornati su tutte le vostre novità? In particolare, dove, come e perché i nostri lettori devono acquistare “Tra il bar e la favola” e ascoltare la vostra musica! Alla prossima.

Il disco lo si può trovare in tutti i negozi di dischi, se non è presente nella vostra città, ma volete il cd fisico lo potete ordinare su Amazon, in tutti gli store digitali come iTunes e Google Play e su tutte le piattaforme di streaming come Spotify, Deezer etc etc. Siamo sempre attivi sulla pagina Fratelli Quintale su Facebook, Instagram e Twitter che gestiamo noi personalmente. Vi aspettiamo tutti per sapere i vostri pareri su “Tra il bar e la favola”.
Ciao e grazie!
Mario & Frah

Intervista a cura di Jammai
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