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Jedi MInd Tricks & Non Phixion

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“Immaginate di nascere ad Harlem, di avere degli amici con cui condividi tutto, come ad esempio la passione per la musica. Immaginate di farci un disco e, 20 anni dopo, di star ancora portando questo disco in un continente diverso da quello in cui nasci, è fantastico”
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Parole di Sabac Red, più o meno; la vodka che ho in corpo è quella che è, l’ora non è neanche troppo tarda e siamo a Bologna, per l’unica tappa italiana dei Jedi Mind Tricks e dei Non Phixion.
Aspettate, ricominciamo con ordine: dicevo che è il 23 ottobre, sono a Bologna e riesco ad entrare nel locale (l’Estragon) intorno alle 21.40, proprio dieci minuti prima della prevista esibizione di Ensi che, a causa di alcuni problemi in cassa, ha subito uno slittamento di mezz’ora rispetto agli orari previsti.
In ogni caso, si comincia e ho così modo di godermi lo show dell’MC torinense & Dj 2P, che ha fatto partire (su un ottimo impianto) “rispetto di tutti, paura di nessuno” e “One by One” in rapida sequenza. Un’esecuzione ottima, quella di Jari Vella, molto pulita e grintosa che presentava, però, un’unica colpa: il pubblico era assente (fisicamente, dico).
A causa dei problemi in cassa di cui dicevamo prima, comperare il biglietto e mettersi in coda è diventato, se non più complicato, quantomeno più kafkiano, allungando i tempi a dismisura e impedendo che il posto fosse davvero pieno prima della fine dell’esibizione del Terrone per antonomasia.
Nonostante questo, Ensi ha saputo fare gli onori di casa al meglio, rendendo omaggio a Bolotown (dove dieci anni prima ha partecipato al 2thebeat) e suonando pezzi come “Gran Finale” (Su cui è presente anche “Don” Kaos One, figura centrale del rap italiano tanto quanto la città felsinea) e improvvisando un freestyle di livello, come quelli a cui ci ha sempre abituato. Con “Respect the hangover”, una fugace apparizione di Noyz Narcos va a chiudere la mezz’ora concessa ad Ensi che saluta il palco con “Numero 1“.
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Dopo un breve disimpegno di 10 minuti in cui lo posto pian piano si riempie, fa la sua comparsa Dj Eclipse. Un breve omaggio a Sean P e poi si comincia. Sabac Red si improvvisa presentatore e con un curioso italiano si presenta e ci introduce i suoi compagni di scuderia. Come? Ovviamente con “It’s Us“. I tre dimostrano una sinergia perfetta, con un Goretex pulitissimo, un Sabac Red pieno di energie e un Ill Bill “statuario” a dir poco; il tutto senza dimenticare Dj Eclipse, capace di regalare emozioni con i suoi scratch. In un’ora di show, il gruppo ha saputo intrattenere il pubblico, lanciando props a gruppi storici come Public Enemy, suonando tutti i classici del proprio repertorio come “Refuse to lose“, “Black Helicopter“, “CIA is trying to kill me” o “Futurama“, senza paura di sputare le proprie strofe su del beatbox o i clap del pubblico. Una menzione d’onore va all’amore dimostrato dal gruppo per il bel Paese, con un Sabac Red che arriva ad intonare “Nel blu dipinto di blu” del grande Modugno e la chiamata -a sorpresa- dei DSA Commando, che hanno fatto esplodere l’Estragon con “Terrorizers“. A seguire, pochi ultimi pezzi ed è la mezzanotte precisa quando i Non Phixion lasciano libero il palco. Dopo uno show davvero carico ci sono dieci minuti di pausa, almeno per riprendere il fiato e riordinare le idee.
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Inizia la seconda metà dello show, Vinnie Paz (detentore di un ottimo diaframma, diciamocelo) da vero frontman, accompagnato da Dj Kwestion e Dj Stoupe (capaci d’intrattenere e rendersi parte attiva dello show, con ottimi scratch e tricks sulle wheels of steel), non si risparmia e macina una strofa dopo l’altra (Ottima l’esecuzione di “Heavenly Divine“), accompagnato anche da Ill Bill per “Heavy Metal Kings“, passando anche per pezzi storici del suo repertorio come “cheesesteaks” ed “end of days“, senza mai dimenticare di coinvolgere il pubblico e rendere omaggio all’Italia.
Un’ottima serata all’insegna del rap hardcore, nonostante l’ultimo tra i due main show mi sia parso un po’ sottotono rispetto a quello molto più dinamico targato Non Phixion; nonostante questa piccola imperfezione, questo inedito tour rimane un must-seen per chiunque si definisca un amante del genere.
Trovate tutte le foto qui.
Raffaele Lauretti
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Scrivo di rap e studio filosofia. Nel tempo libero mangio la carbonara.
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