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Report

Red Bull BC One 2015 Roma

BC One Logo 2016

Ciao ragazzi e bentornati ad un nuovo appuntamento con i report de La Casa del Rap. Questa volta faccio davvero un po’ di fatica a scindere una per una le emozioni provate in questo weekend di fuoco e trascriverle in qualche riga, ma proviamo a dare un ordine razionale a tutto ciò che ci è successo.
L’edizione 2015 del Red Bull BC One si è finalmente tenuta per la prima volta in Italia nella capitale, precisamente a Palazzo dei Congressi, insieme ai meravigliosi side-events nella location di Spazio Novecento. Tre giorni di organizzazione puntuale, perfetta, impeccabile. Red Bull sa perfettamente cosa fare e come fare per dare la giusta importanza e visibilità ad un evento di questa portata, lasciando pienamente soddisfatti tutti gli appassionati.

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Il BC One è ormai la più importante competizione di breaking in cui i b-boy si sfidano uno contro uno per aggiudicarsi il titolo di Campione del mondo. Dal 2004 questo evento è stato organizzato in diverse capitali in giro per il globo, tutti i b-boy che decidono di partecipare per arrivare tra i 16 prescelti per la Finale devono sfidarsi nei cyphers nelle varie città del proprio paese per poter essere selezionati e entrare nell’Arena dell’ultimo scontro.
Il 14 novembre è stata la data scelta per disputare la Finale di quest’anno, ma è stata preceduta da due giorni di eventi di “riscaldamento” che hanno avuto luogo presso il Red Bull BC One HUB, uno spazio completamente gratuito, allestito nella bellissima cornice di Spazio Novecento, nel cuore del quartiere EUR, dove tutta la comunità di b-boy ma anche semplicemente gli amanti di questa cultura hanno potuto trascorrere delle giornate all’insegna della danza, ricche di eventi, mostre spettacoli, contest, workshop e DJ set.
Si parte dal pomeriggio di giovedì 12 novembre con i workshop di Hong 10, vincitore del BC One 2013 e dei Les Twins, il duo che non ha bisogno di presentazioni – cercateli sul Tubo, non ve ne pentirete. Tutte le lezioni sono completamente gratuite e l’accesso è libero (cosa buona e giusta). Nell’HUB l’allestimento è suggestivo: linoleum di dimensioni gigantesche con logo del BC One HUB, bevande Red Bull ovunque, come di consueto negli eventi del marchio.
Dalle 17.00 una jam session con dj set di Yugson, ballerino, coreografo e dj della scena Hip Hop internazionale.

Durante la Jam andiamo a dare un’occhiata alla mostra fotografica “Just Begun”, curata da Mauro Puccini ed allestita in occasione della competizione, per ripercorrere visivamente gli anni ’80 del breaking tramite le foto ritrovate nei vecchi album dei b-boy di quella generazione. Vi assicuro che vedere alcune di quelle foto ha generato mentalmente un salto indietro nel tempo in cui è sembrato quasi di poter sentire quel sound electro-funk dei primi cyphers, e di stare su un cartonaccio improvvisato a muoversi sulle note di un ghettoblaster. Suggestivissimo.
Accanto alle fotografie ci sono anche 4 display in ognuno dei quali viene proiettato un diverso episodio de “Il Cerchio”, la web-serie sul breaking delle origini realizzata per Red Bull, che raccoglie testimonianze della vecchia e della nuova generazione di b-boy.
Alle 21.00 inizia la prima serata di spettacolo in occasione del BC One: la Theatre Night, che vede protagoniste alcune delle migliori crew italiane ed internazionali pronte a dare vita a delle esibizioni adrenaliniche, di livello tecnico altissimo e di groove davvero da pelle d’oca. Host della serata Mario Bee & Rido, si esibiscono: David Colas & Santiago (Fra), De Klan (Ita), Ebony (Jap), Gangsta Boogaloos (Ita), Inequalities (Ita), Jarrel / Red Bull Ampahiko (South Africa), Klandeskillz (Ita), Team Rockets (Fra). Tutto in circa un’ora e mezza di palcoscenico.
Tra i presenti in sala ci sono anche i b-boy qualificati per la Finale, qualche giudice di gara, alcuni habitués della scena. Ed una bella fetta della scena romana, naturalmente. Vedere così tanta gente presente all’evento dà un po’ la sensazione di essere nel posto giusto al momento giusto.

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Il 13 novembre è la seconda giornata nell’HUB del BC One e di certo non siamo stanchi. Facciamo un salto a Palazzo dei Congressi per fare qualche foto per il nostro sito, incontriamo i finalisti ed i giudici impegnati con la stampa per innumerevoli servizi fotografici ed interviste. Diamo una sbirciatina all’Arena costruita all’interno del Palazzo appositamente per la competizione. Vertigini! Vorremo restare lì ancora un po’ ma ci muoviamo verso Spazio Novecento, dove ci aspettano altri eventi nel’HUB.
Anche per questo venerdì il programma è ricchissimo: il workshop previsto è quello di un maestro dell’arte del breaking quale Poe One (Style Elements – Zulu Kings). Assistere ad una lezione di questa carismatica figura è un’occasione da non perdere mai, se davvero cercate ispirazione.
Ore 17: jam session con Crazy Legs ai giradischi, b-boy storico della Rock Steady Crew. Di sicuro i personaggi importanti non mancano davvero.
Un’altra iniziativa interessante durante la giornata è stato lo speech di b-boy Niels “Storm“ Robitzky, vera leggenda europea di provenienza tedesca, che ha tenuto vivo un dibattito insieme a Crazy Legs, Poe One e altre figure importanti della scena del breaking. Una delle frasi che più ci sono rimaste impresse è proprio una riflessione di Poe One, che si è ispirato alla saga di Star Wars per spiegare il concetto di originalità: “E’ come con Darth Vader ed i cloni: non dovreste seguire un unico maestro ed essere tutti uguali; dovreste essere un po’ come i Jedi, in ognuno di loro c’è una magnifica diversità da cui nasce l’equilibrio della Forza.”
Brivido lungo la schiena. Applausi.
In serata prende vita un contest 5 vs 5 mixed style per i ballerini di tutti gli stili, non solo b-boy: 16 crew si sfidano una dopo l’altra per decretare un’unica vincitrice. La giuria d’eccezione è formata da Popin Pete, Yoshie, Focus, Byron e Yugson, con Mario Bee e Rido a fare gli onori di casa e DJ Ice-C ai giradischi. Gli Enfant Prodiges (Fra) portano a casa la vittoria. Nelle pause tra una sfida e l’altra, si tiene anche la competizione del G-Shock – Longest Powermove Battle, il contest a cronometro nell’esecuzione delle powermove più spettacolari.
Usciamo da Spazio Novecento verso l’una, scioccati, ancora emozionati, ma pronti per una nuova grande giornata: quella della Finale.
Finalmente l’attesa è finita: il 14 novembre è il grande giorno e non possiamo far altro che essere decisamente emozionati. Già dalla mattina ci sono i primi workshop: è il turno di RoxRite, a seguire Wing (vincitore BC One 2008) e l’immancabile contributo di Maurizio Cannavò aka The NextOne – anche per lui non c’è bisogno di presentazioni!

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Canon Academy organizza anche un workshop fotografico in cui i partecipanti possono immortalare in prima persona le spettacolari evoluzioni dei b-boy grazie alla guida del docente Mariano Bevilacqua.
Durante il pomeriggio nell’HUB prende vita una jam session con Lean Rock ai piatti ed il contest “Italy vs Rest of the World”, un battle di breaking che prevede una giuria attiva nello scegliere nei cyphers 8 finalisti da schierare per l’Italia, e 8 b-boy (tra cui una b-girl!) per rappresentare gli altri paesi. La vittoria va alla crew internazionale, ma tutti i partecipanti vincono un biglietto per accedere alla Finale del BC One la sera stessa. Fortunatissimi, dato il sold-out che i tickets hanno fatto in esattamente 3 minuti dall’apertura delle vendite!
Al termine del contest usciamo da Spazio Novecento e ci prendiamo il nostro tempo per cenare ed attendere l’apertura dell’ingresso alla proiezione in streaming della Finale su megaschermo, sempre nella stessa location.
Alle 21.30 siamo di nuovo dentro: questo posto è diventato una sorta di salotto in questi tre giorni, forse troppo brevi, un luogo dove scambiare idee, chiacchierare, imparare, osservare, crescere.
Per rivedere la finale basta cliccare qui.
E’ davvero uno spettacolo incredibile: in apertura l’étoile dell’Opéra de Paris Eleonora Abbagnato, direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, protagonista insieme ai b-boy Cico e Neguin (dei Red Bull BC One All Stars), dell’inedito tra danza classica e breakdance. Sul palco anche i ballerini Virginia Tomarchio (da Amici 14) e Michele Satriano (del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma).
Entrano i giudici, con un’entrata a testa (tranne Poe One che purtroppo è infortunato). La giuria è formata dallo stesso Poe One, dall’italiano Cico, il francese Lamine, il finlandese Focus e il coreano Wing. Subito dopo, la presentazione dei b-boy in competizione. Il favorito di quest’anno è Victor (USA – Squadron Crew) che riesce ad arrivare alla finalissima scontrandosi contro Bruce Almighty (Portogallo – Momentum Crew). I beat per il battle sono selezionati da Dj Marrrtin.
Durante la Finale, esibizione a sorpresa degli MC Clementino, Ensi, Noyz Narcos e del beatboxer AlienDee, purtroppo tagliata durante lo streaming. La collabo è stata realizzata appositamente per la competizione.
Tornando a Victor è stato davvero un protagonista in questi tre giorni: se ogni tanto avete visto un cameraman ed un microfonista aggirarsi per le sale di Spazio Novecento, sappiate che stavano immortalando ogni secondo del Red Bull BC One catturando la prospettiva di questo giovane b-boy.
Al termine della Finale siamo di nuovo tutti in fila per poter accedere nuovamente alla location di Spazio Novecento (stavolta è previsto un biglietto d’ingresso) dove ci aspetta l’afterparty più atteso da tutti: una serata in cui c’è solo da divertirsi e condividere tutta l’adrenalina con le persone che Roma ha raccolto per questo evento mondiale.

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In consolle a partire dalle 23.30 c’è NextOne, che ha fatto risuonare in tutta la sala il meglio del meglio dei breakbeats, dei super classici e dei floor fillers più noti della storia dell’Hip Hop. A sorpresa immediatamente dopo di lui il super-guest della serata, DJ di importanza primaria e colosso della produzione musicale, ladies and gentlemen, Dj Premier.
In questo momento sale il fomento della folla. Quello vero. Quattro o più cypher sono aperti sotto il palco, Premier non manca un colpo, abbiamo ascoltato le migliori tracce mai prodotte per Gang Starr, Nas, Mobb Deep, M.O.P. e tanti altri, perché il lavoro di questo Dj e Beatmaker è veramente vastissimo. Le hit che fanno ballare chiunque non mancano (Full Clip tanto per dirne una scontatissima!). La cosa più emozionante e d’altra parte quella che mi ha fatto fare una riflessione è stata ascoltare una delle mie tracce preferite in assoluto, Shook Ones pt. II dei Mobb Deep, selezionata dalle mani di Premier risuonare fra le mura di una location che non ha mai dato molto spazio all’Hip Hop, né è stata concepita per un target di pubblico con gusti musicali decisamente di nicchia e uno stile generalmente incompatibile con il normale pubblico frequentatore di un locale come Spazio 900. Guardarsi intorno mentre ascolti Premier, vedere il locale pieno, osservare quanta gente ha in comune la tua stessa passione. Sono inevitabilmente cose preziose.
Il dj set si conclude intorno alle 3.30 ma la consolle è ancora attiva sotto le mani di Dj Stile e Dj Baro che insieme ci portano verso il mattino.
A caldo mi viene da dire una sola parola: “Wow”.
Giuro che avrei voluto alzarmi anche domenica per tornare lì, dove lo spirito di una comunità unita era vivo, percepibile. Lo senti in svariate forme, nei sorrisi delle persone, nei muscoli tesi, nelle vibrazioni della musica. Ho sentito diverse persone dire: “Dovrebbero fare un evento così almeno una volta al mese”. Sono pienamente d’accordo con loro.
L’organizzazione dell’evento è stata impeccabile, tutto dal primo all’ultimo momento è stato perfettamente calcolato, c’è stato spazio per tutte le età, per tutte le tasche e per tutte le teste, soprattutto. Anche chi non ci credeva granché alla fine si è ricreduto su quanta energia possa rilasciare un avvenimento come questo.
E sembra impossibile che tutto questo sia avvenuto mentre contemporaneamente, in un altro luogo di divertimento, tante persone hanno perso la vita.
Il mio pensiero va a loro.

Al prossimo report!
LaFresh

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Caporedattrice di questo incredibile portale. Nostalgica q.b., senza mai smettere di guardare al futuro.
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