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Intervista

Snowgoons & Resolute: l’intervista

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E’ il 22 novembre 2015, siamo all’Affekt Club, siamo Raffaele e LaFresh e siamo carichi perché stasera il main event è R. A. the rugged man: leggenda assoluta dell’underground americano. Ad accompagnarlo sul palco ci sarebbero dovuti essere anche Mr. Green ed A-F-R-O. Purtroppo, per qualche motivo, questi erano assenti e al loro posto ci troviamo davanti Resolute, accompagnato da Dj Illegal & Sick Jacken aka gli Snowgoons. Prontamente, decidiamo di darci da fare e in poco più che 5 minuti prepariamo un canovaccio e ci buttiamo nell’intervistare questi giganti del rap europeo.

Ciao Resolute, benvenuto a La Casa Del Rap. Sappiamo già che per te questa non è la prima volta in Italia. Classica domanda: cosa ti piace di più del nostro paese?
Ciao a tutti, sono Resolute, sono di Chicago ma vivo a Berlino adesso, sono già stato in Italia ed in realtà sono venuto qui anche lo scorso ottobre ad incontrare dei colleghi, mi sono fatto un giro, ho messo insieme un po’ di musica, ho visitato la città ed ho voluto conoscere le vibrazioni di questo posto, le persone, la cultura, anche per prendere ispirazione nel creare i miei pezzi ed arricchire la mia scrittura. Mi piace moltissimo il cibo e l’architettura, mi piace la sensazione di andare all’aperto, sia che ci sia sole o pioggia, andare a fare una passeggiata con le cuffie addosso, fermarsi ad un bar a prendere un caffè, mettere un beat, scrivere qualcosa. Incontrare qualcuno lungo la strada o vedersi con gli amici, parlare un po’ delle idee o dei progetti, prendo ispirazione dal cibo, dalle persone, dallo stile di vita, dalla musica.

Quali sono i progetti a cui stai lavorando attualmente?
Io e Mila Highlife, la mia ragazza (nonché manager della Goon Music, ndr), abbiamo un album a cui stiamo lavorando, lentamente: siamo nel fase di raccolta dei beat, stiamo pensando al concept, alla stampa, all’uscita e a tutte queste cose qui. Ho un’altra collaborazione attiva che si chiama “Endless Winter” con June Marx di Brooklyn, che abbiamo rilasciato a febbraio di quest’anno, siamo andati in tournée insieme con l’ “Heavy Artillery Tour”. Inoltre, sono anche un MC solista, ed in questo momento sto lavorando ad un EP tra le 5 e le 7 tracce, è una nuova idea forse concepita qualche mese fa al massimo, un sacco di nuove produzioni, nuovi DJ, giusto per rinfrescare un po’ il mio lavoro solista ed i tour che farò appunto da solo, anche per dare nuovo materiale ai fan.

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Cosa ci puoi dire della nascita della collaborazione con gli Snowgoons?
Beh, questa è carina come storia: lo scorso ottobre dopo aver viaggiato per tutta Europa, tra Parigi e Bruxelles, sono andato in Svizzera, dove ho raggiunto la mia famiglia. Qualche giorno dopo, intorno al 4 ottobre c’è stato uno show a Basilea, con me, gli Snowgoons, N.B.S.. In questa occasione mi sono messo in contatto con DJ Tray, l’organizzatore della serata, che mi ha messo sul palco. Quella è stata la prima volta in cui ho suonato con gli Snowgoons nonché l’occasione in cui ho anche conosciuto Sick Nature. Dopo altri giri per l’Europa, una volta tornato a Berlino, mi sono messo in contatto con Mila. Adesso io e lei stiamo insieme e naturalmente lei ha lavorato a lungo per gli Snowgoons, una volta nata questa relazione mi sono spostato a Berlino ed ecco che tutto è andato perfettamente al suo posto in breve tempo.

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Parliamo delle tue ispirazioni. Quale artista pensi ti abbia ispirato di più per la tua musica?
Sicuramente un sacco di artisti nella scena underground di Chicago. Ovviamente, poi, mi piacciono i classici old school: AZ è uno dei miei rapper preferiti, mi piacciono Nas, il Wu-Tang, i Jedi Mind Tricks, gli Snowgoons stessi sono un’ispirazione. Ci sono anche alcuni produttori fuori dall’area europea che mi piacciono molto, alcuni tipi del Giappone e Sud America. La maggior ispirazione al di fuori della musica in realtà è la vita stessa: l’ispirazione viene dall’esperienza, dalla sopravvivenza, fare avventure, per cui come va avanti la vita, va avanti anche la musica. Quindi tutto quello che dico è più che altro frutto dell’esperienza, guardando al passato, a tutto quello che mi è successo; tutti hanno una storia da raccontare.

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Domanda difficile ma interessante: cosa pensi della scena hip hop attuale?
Adesso è un po’ tutto una follia, ci sono un sacco di rapper, un sacco di DJ, ci sono un sacco di tour, promozioni ovunque, diversi gruppi di persone di diversi settori che lavorano insieme, ma è un po’ tutto finalizzato a tenere vivo il rap game, ci sono molti ragazzi che si muovono bene, ci sono un sacco di persone nuove anche in questo ambiente, ma anche le fondamenta sono ancora molto forti. Lasciamo bruciare la fiamma!

Quindi quale pensi che sia il futuro di questa scena?
Questi stessi nuovi ragazzi di cui parlavo devono attenersi alle radici, se sanno davvero di cosa parliamo quando parliamo di Hip Hop, continuare a muoversi su quei binari, e questo manterrà sul sentiero giusto le nuove generazioni, insieme alla vera musica, non andando molto lontano da quello che è l’Hip Hop stesso. Dovrebbe essere d’ispirazione, parlare delle strade, della vita, dell’esperienza, e finché ci atteniamo a questo, allora si va nella giusta direzione.

Jason, fai un saluto ai nostri lettori?
Ciao tutti, qui è Resolute, un saluto a tutti gli italiani, qui e in tutto il mondo! Un saluto a La Casa Del Rap e big up per quest’intervista!

Dopo aver intervistato Resolute lo salutiamo e ci spostiamo a chiacchierare con Dj Illegal & Sick Jacken:

Ciao Snowgoons e benvenuti su La Casa Del Rap. Prima domanda: è o non è la prima volta che siete in Italia, che cosa vi piace di più, che cosa vi ha colpito del nostro Paese?
Dj Illegal
: Ciao a tutti, naturalmente non è la prima volta che sono in Italia e ovviamente la cosa migliore che ci possa essere è il cibo! Pizza, pasta, supplì, tutta quella roba la amo.
Sick Nature: Ciao ragazzi, questa invece è la mia prima volta nell’area di Roma, e mi è piaciuto tantissimo scoprirne la storia, sono stato a vedere il Colosseo, e
siccome era la mia prima volta ero davvero emozionato.

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Parliamo di musica naturalmente: state uscendo con un album che mette insieme più produttori, mentre un altro progetto è incentrato sui Fratelli Grimm, che cosa potete
dirci sui lavori che state portando avanti?

Dj Illegal: Sì, il progetto sui Fratelli Grimm (Gebrüder Grimm, se volete cercarlo sul web, ndr) è uscito due mesi fa ed è un progetto più concentrato su artisti tedeschi ed americani, ovviamente il titolo viene dalla parte tedesca perché i Grimm erano degli scrittori tedeschi, e questo è un po’ tutto il concetto dell’album, la maggior parte degli artisti sul disco si sono concentrati sullo storytelling e su temi molto belli, ed è così che lo abbiamo messo insieme, pensando appunto alla narrativa dei Grimm.
Il secondo progetto di cui parli è l’album dei Savage Brothers ed arriva a dicembre, più che un progetto Snowgoons è un progetto Goon Music, della nostra etichetta. Gli Snowgoons sono coinvolti per un paio di produzioni, ma ci sono anche altri produttori dagli USA e dall’Europa, ad esempio dalla Francia, con la quale lavoriamo da anni. Se siete seguaci degli Snowgoons e conoscete gli album con i Savage Brothers, A Fist in the Thought e The Iron Fist, questo album è un po’ una terza parte ma è anche qualcosa di nuovo, per questo non abbiamo voluto un titolo che richiamasse gli altri due, perché è davvero una novità che i Savage Brothers hanno praticamente fatto da soli. Anche se non è un progetto Snowgoons ma un prodotto della Goon Music, siamo tutti coinvolti. Se vi piace il nostro sound vi piacerà anche questo.
Sick Nature: L’album dei Savage Brothers è un disco per i fan più hardcore, coloro a cui piace il sound delle origini degli Snowgoons, con i beat e le liriche più “rozze”, ma è anche interessante vedere che i Savage non sono un nome molto grosso nell’hip hop game, sono stati in silenzio per quattro anni, così siamo curiosi di vedere come risponderà il pubblico a questo disco, di vedere se gli piacerà. L’album è piuttosto grezzo, ha alti e bassi, il che è buono ed ha un paio di pezzi con tematiche molto interessanti. Esce il 18 dicembre, sono molto emozionato per la pubblicazione.

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Bene, allora lo aspettiamo! Un’altra domanda riguarda la vostra collaborazione con i vari artisti. Quali sono quelli con cui avete lavorato con più facilità, quale pensate sia il migliore con il quale avete collaborato, e con quali vorreste lavorare in futuro?
Sick Nature:
Io direi che molti degli artisti con cui lavoriamo sono quelli più “facili” con cui intendersi, ecco perché collaboriamo. Se è difficile lavorare con qualcuno è difficile anche tirare fuori un buon prodotto. Uno dei miei artisti preferiti con cui ho lavorato, anche molto in passato, è Ill Bill, è anche un nostro caro amico, per cui lavoreremo molto con lui e stiamo pianificando anche un progetto insieme. Vinnie Paz è un nostro grande amico ed è uno di quelli che preferisco. Apathy & Celph Titled sono dei grandi, adoriamo andare in tour con loro, forse i nostri preferiti per i tour. Ne hai altri? (guarda Illegal)
Dj Illegal: Sì, insomma, come ha detto Sick, una volta che collabori con le persone, diventi anche loro amico, ed è molto più di sola “musica”, si creano connessioni. Parliamo, ci scriviamo, e diventa molto di più perché condividiamo anche cose private. Quando sei sul livello amicizia è diverso perché anche la musica che ne viene fuori ha una base diversa, non è più contattare persone via Internet e pagarle per un lavoro, che è comunque buono dal punto di vista del business. Essere amico con l’artista è proprio una dinamica diversa, penso che tu possa dire dai pezzi quale tipo di connessione ci sia dietro una canzone. Un artista con cui ci piacerebbe lavorare in futuro, almeno per quanto mi riguarda, sarebbe magari Nas o i Mobb Deep, praticamente sulla lista di tutti.

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Questa domanda è più incentrata sulla struttura del vostro lavoro. Come pensate che nasca un vostro pezzo, da cosa partite, magari prima il testo poi il beat, o
viceversa, o magari partite da un sample?

Sick Nature: Noi produciamo in modi diversi, magari da un sample sì, oppure una melodia in testa che poi crea il beat e aggiungiamo gli altri elementi. Generalmente quando scrivo rime è quando il beat mi “parla”: ad esempio quando ascolto un beat mi immergo nel pezzo, mi calo in una sorta di bolla musicale, finché ascolto l’emozione che vuole trasmettere il beat ed è quello che ispira il testo. Ci sono comunque modi diversi di lavorare perché negli Snowgoons siamo quattro individui che hanno diversi modi di lavorare e poi li combiniamo, ed è questo che ci rende grandi!
Mila (Goon Music Management, ndr): Ma tu sei I’unico dei quattro ad essere un rapper, sei un po’ il multi-talento della situazione…
Sick Nature: Io non mi sento tanto l’MC degli Snowgoons, gli Snowgoons sono produttori e quando abbiamo iniziato a lavorare insieme era Snowgoons + Sick Nature. E’ per questo che un pezzo è “feat. Sick Nature”, nel 2011 abbiamo pensato che avesse senso che entrassi nel gruppo come producer, ma come rapper è una cosa nuova. Anche Illegal, lui è un DJ alla fine, io sono Sick Nature e sono un rapper ed entrambi produciamo, e possiamo fare dei tour insieme. Ogni pezzo in cui ci siamo entrambi lo possiamo eseguire ed in futuro sicuramente rapperò molto di più, giusto per ingrandire il repertorio musicale e fare più tour. Per quanto riguarda invece la produzione, come ho detto, siamo individui diversi ed abbiamo un modo singolare di avvicinarci alla produzione: per me, quello che fa scattare l’idea è l’emozione e le sensazioni del beat a dirmi che cosa scrivere. Qando sono io a produrre,  parto dalla melodia o dall’energia del beat, soltanto dopo aggiungo le batterie e cose del genere.
Dj Illegal: Per me che nasco come producer, è sicuramente il sample a guidare, poi costruisco la struttura del beat intorno ad esso. Quando finisco un beat, spesso non ho un rapper preciso in mente per quella produzione. Ne realizzo moltissime e quando le finisco le riascolto tutte, sia le mie che quelle degli altri Snowgoons, e poi cerco di capire quale beat starebbe bene a quale rapper. A volte rimango sorpreso quando invii magari dieci beat ad un MC e pensi “ok, sicuramente questi 5 gli piaceranno” e poi lui ne sceglie uno che non ti saresti mai aspettato. Comunque sì, come ha detto anche Sick, molte persone dimenticano che la musica parte dal producer, molti MC vengono ispirati dal beat e ci scrivono sopra, scelgono un tema e cose così. Sono sicuro che accada anche che un MC abbia un tema di cui vuole parlare e poi cerca il beat perfetto, ma la maggior parte dei rapper sono naturalmente ispirati dal beat, su cui creano i testi. Una volta che hai un beat e ti dà una certa sensazione è normale che non farai mai un pezzo allegro su un beat cupo, dovrai adeguarti all’intera atmosfera del beat. Naturalmente moltissime hit, non solo per l’Hip Hop, sono sicuro che siano nate in primis dal beat. Non che io voglia dare più credito ai produttori rispetto ai rapper, ma è solo il mio pensiero.

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Vi va di fare un saluto ai nostri lettori?
Dj Illegal & Sick Nature: Ciao ragazzi, mandiamo un saluto all’Italia e a La Casa Del Rap. Peace!

Raffaele Lauretti & LaFresh
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Scrivo di rap e studio filosofia. Nel tempo libero mangio la carbonara.
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