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Intervista

Brenno Itani: “Perle ai Portici”. L’intervista

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Bologna, Bologna e -di nuovo- Bologna: queste sono le parole che meglio si prestano a sintetizzare quello che “Perle ai Portici” vuole ritrarre, omaggiare e rappresentare. Brenno Itani, dopo essersi fatto conoscere ai più con “Incubo di una notte di mezza estate” insieme al socio Brain, torna con il suo primo disco solista.
Il disco, anticipato da ben tre singoli, vede la collaborazione di amici dell’MC come Aban, Egreen o il già citato Brain senza dimenticare figure iconiche del genere in Italia come Dj Trix o SoulBoy.
Davvero una piacevole sorpresa che rimette la città felsinea, città simbolo per questa cultura in Italia, sulla mappa.

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Ciao Brenno! Benvenuto ne La Casa del Rap. Presentati ai nostri lettori!
Questa è anche la mia prima intervista per il mio primo disco ufficiale, sono Brenno, ho 26 anni e sono di Bologna.

A proposito di Bologna: il disco si chiama “Perle ai portici” ed il riferimento è evidente. Ti va di parlarci del tuo rapporto con la città e perché lo hai chiamato proprio così, in realtà?
L’ho chiamato così proprio perché secondo me quel titolo racchiude bene tutto quello che c’è dentro il disco, che in realtà racchiude anche quello che è stato il mio percorso. Parlo della mia vita a Bologna e di tutto quello che gira intorno a Bologna, per questo la città ha un ruolo enorme nell’album.
Che poi nel secondo brano del disco dici proprio di volertene andare, no?
Me ne vorrei andare via, però non ci riesco. Vorrei, ma non riesco proprio per questo rapporto di amore e odio che mi tiene e mi terrà qui per un bel po’, anche se forse non per sempre.

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Come hai scelto i featuring? Il riferimento a Bologna mi pare ci sia anche qui, non in tutti ovviamente, ma nomi come quelli di SoulBoy o di Trix ci sono e spiccano. Com’è stato coinvolgere gente della old school?
Per me è stato innanzitutto un onore e non ci avrei mai sperato. Fino a pochissimo tempo fa ero in una “sudditanza” totale nei confronti di questi mostri sacri, che vedevo lontanissimi e inarrivabili. Dopo aver fatto il disco con Brain ho preso più fiducia in me stesso, ad esempio con Trix sono andato in negozio e gli ho detto: “Sergio, ho questo pezzo, avrei troppo troppo piacere se tu mi facessi gli scratch”, gli ho dato il pezzo finito senza ritornelli e lui si è preso bene e si è dimostrato molto professionale perché andavo spesso in negozio e ogni volta mi diceva come voleva migliorare il suo contributo, fino al risultato finale di cui sono molto fiero ed è un tassello gigante per la mia carriera. SoulBoy è un’altra figura importantissima -che forse i più giovani, purtroppo, non conoscono-, che ha portato il rap in Italia alla fine degli anni 80 e con lui si è creato prima un rapporto umano e personale poiché questo inverno siamo andati nelle scuole, davanti a bambini di 8-9 anni, per fare degli stage di Hip Hop ed è stato bellissimo; sono arrivato a chiedergli la cosa, lui non si è tirato indietro ed anche lì mi sono sentito davvero felice.
Gli altri ospiti invece? 
Con Brain ci ho fatto un disco insieme, quindi il pezzo che abbiam fatto insieme mi pare un piccolo continuo che esce da “Incubo di una notte di mezza estate”. Egreen è uno dei miei rapper preferiti in Italia che con me si è comportato da fratello maggiore e mi ha aiutato tanto, altri sono nell’etichetta, Aban è un amico con cui volevo collaborare da una vita e infine Nico e Attila sono soluzioni un po’ più “musicali” e meno crude.

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I beat come li hai scelti?
Guarda, questo disco ha avuto una gestazione strana e lungo. Doveva uscire tempo fa per un’altra etichetta, che si è poi dimostrata non-degna di aggettivi. Io non volevo buttare via il lavoro, quindi ho rinfrescato alcuni beat, di altri pezzi avevo già le accappella e ci abbiamo lavorato su. Su tanti pezzi sono stato io a scegliere i campioni per indicare la direzione e infatti sono soddisfatto al 100% delle produzioni presenti.

Tu sei uscito da un anno passato insieme a Brain, adesso uscirai con un live solista? Come lo hai preparato?
Chiaramente sì, stiamo organizzando un mini-tour per l’Italia che vedrà presente personaggi già noti con uno show che non sarà più Brain-Brenno ma Perle ai Portici e tutto quello che ci ruota intorno.

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Raffaele Lauretti
Conosci meglio

Scrivo di rap e studio filosofia. Nel tempo libero mangio la carbonara.
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