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Report

Piotta live @ Monk Club

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Benvenuti al primo appuntamento del nuovo anno con i Report de La Casa Del Rap! Come di consueto vi racconto i live degli artisti italiani ed internazionali di passaggio nella capitale…e non solo.
Il 18 dicembre è la volta di Tommaso Zanello, meglio conosciuto come Piotta (senza Er, mi raccomando), che gioca in casa con la tappa romana del Nemici Tour. Dopo il tour estivo, che ha seguito la pubblicazione in aprile dell’ottavo album, “Nemici”, Piotta torna sui palchi con un concerto di altissima qualità.
Arrivo al locale presto, ancora non c’è tanta gente.
Sono le 22, mi fermo a chiacchierare con qualche amico all’ingresso della suggestiva location del Monk Club: d’estate, un ritrovo meraviglioso per chi ha voglia di un pò di freschezza estiva e di una birra ghiacciata; d’inverno, un locale accogliente con luci soffuse e divani rossi che preparano la giusta atmosfera da salotto per fare “quattro chiacchiere” in musica con l’ospite della serata. “Una serata tra amici dal clima confidenziale”, così la definisce lo stesso Piotta, aspettativa assolutamente soddisfatta perché è così che ci siamo sentiti davanti al palco, parte di un gruppo di amici che condivide esperienze, canzoni a squarciagola, stupore, applausi.

Alle 22.30 salgono sul palco gli ospiti in apertura, gli Inna Cantina Sound, band della scena Reggae romana che propone alcuni dei brani più forti della formazione, non mancando estratti anche dall’ultimo album “Piano Terra”, prodotto dallo stesso Piotta sotto etichetta La Grande Onda/Red Gold Green. “Su le gambe”, “Fuori c’è il sole” giusto un paio di titoli che ci hanno fatto iniziare a muovere la testa a tempo di musica.
Nell’album sono presenti le partecipazioni di Brusco, Sealow, Virtus, Adriano Bono e naturalmente Piotta. Vi invito a dare un’occhiata sul web perché a mio avviso la band è una delle più valide che riusciamo a trovare in giro negli ultimi tempi.
Alla fine dell’apertura, un quarto d’ora di pausa circa e per le 23.30 siamo pronti ad assistere ad un concerto di ben due ore, che ha raccolto praticamente tutti i pezzi che eravamo impazienti di ascoltare e anche delle sorprese ben riuscite che non saranno facilmente dimenticate.

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Sul palco a precedere Piotta, la band che fedele lo accompagna in tour: Marco La Fratta (chitarra), Davide Palmisano (basso), Claudio Cicchetti (batteria).
Applausi scroscianti all’ingresso del rapper che indossa per l’occasione una delle maglie più simpatiche del merchandise (la frase riporta un messaggio ben preciso: vi basterà ascoltare il singolo “Kitty”). Ammetto di averne comprata una anch’io.
L’inizio del live non poteva non coincidere con la title track “Nemici”, in combo con “Antipopstar” dell’album “Tommaso” del 2004. Per la serie “Ma quanta gente va a Cinecittà e per davvero pensa de svortà” (cit.). Questa scelta di saltare un po’ qua e là da un disco all’altro ci fa pregustare ciò che verrà dopo: un excursus di tutto ciò che gli album di Piotta ci hanno regalato di bello nel tempo.

Primo grande ospite della serata: Rancore, MC di rilievo anche per la collaborazione costante con Dj Myke con il quale è presente in “Roma Calling” nel disco “Odio gli indifferenti”. Lui e Piotta ce la propongono live con un bel po’ di cambi di stile, che poi alla fine hanno caratterizzato tutto il concerto: rap, rock e reggae convivono in una speciale sintonia per tutta la durata del live.
Il primo medley parte inconfondibilmente con un “Dimmi qual è il nome de sta crew che te spacca” che il pubblico segue a tempo urlando un “Robba coatta!” da sotto palco. Ed è subito hype.
Non sarà l’unico medley della serata e non sarà nemmeno l’unico ad avere giri di basso e schitarrate riconducibili a successi del rock – più avanti un bridge su “Smells Like Teen Spirit” farà fomentare di brutto la gente.
Nuovo cambio di sound anche con l’arrivo di “Wot”, il singolo estratto da “Nemici” realizzato insieme a Captain Sensible e questa me la canto dall’inizio alla fine…si può dire che il video me lo sono vissuto in prima persona (date un’occhiata qui: https://www.youtube.com/watch?v=LY8Gz8pSMM0).

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Il momento del freestyle arriva con il secondo ospite della serata, ovvero Debbit, che si alterna al microfono con il padrone di casa, in una serie di barre a testa che creano un po’ il clima da jam che aspettavamo.
E ancora rientriamo nel ritmo in levare del reggae con una carrellata di pezzi come “Rise Up” (da “Nemici”, questa vanta il feat. di Afrika Bambaataa & King Kamonzi), “Chi non lavora non fa l’amore” in versione reggae, per finire il giro con “BBW”, primo singolo sempre di “Nemici”, che fa ballare davvero tutti e ospita tra l’altro sul palco anche la presenza di Rastablanco (Radici nel Cemento). Sempre con Rastablanco la scaletta prosegue senza la minima sosta con “Bella Ciccia” e “Mambo del Giubileo” – immaginate il coro sotto palco! – e lo scambio degli ospiti con l’introduzione di Daniele e Sandro de Il Muro del Canto, con i quali Piotta canta “7 vizi Capitale”, uno dei pezzi più apprezzati dell’ultimo disco.

Manca ancora un bel pezzo alla fine del concerto perché siamo tutti estremamente gasati dentro il Monk e la gente addirittura passa dal solo muoversi a tempo al saltare entusiasta sopra a qualsiasi persona o cosa attorno a sé.
“A testa alta” e “Clandestino” sono ancora altri titoli scelti per il live, fino ad arrivare a “Sei mejo te”, “Kitty” ed esplodere su “Spingo io”. La voce del pubblico supporta sempre Piotta nel succedersi dei brani e davvero, ce le siamo cantate proprio tutte.
Il meglio deve ancora venire: dopo “Piotta è morto”, “Troppo Avanti” mi fa lo stesso effetto di “Wot” con un lieve calo nostalgico perché era la sigla del programma radio che lo stesso Tommaso ed io abbiamo vissuto insieme negli ultimi mesi del 2014 – con l’augurio di bissare, un giorno!
Alla fine di questo pezzo, Piotta saluta velocemente il pubblico ed esce di scena. Tutti noi sappiamo in realtà che sta per tornare sul palco per il bis ed eseguire finalmente i brani che mancano all’appello.

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Dopo “Sabotaggio” e “Mai Mai Mai” con Emiliano Ra-B, arrivano i brividi con il medley di Taverna VIII Colle, in cui Piotta tira fuori le strofe più underground dei tempi di “Ciao Ciao” (con Kaos One e Colle der Fomento) e de “L’attacco dei funkadelici”, che hanno davvero fatto la storia. Si prosegue con i due super singoli “Supercafone” e “La Grande Onda”, che sono accolti davvero in modo pazzesco dal pubblico e siamo soprattutto colpiti dall’arrangiamento che la band ha fatto per questi pezzi e non solo. Come abbiamo detto già, sono stati inseriti degli omaggi a importanti brani del repertorio rock per rendere il tutto una commistione di generi che davvero hanno coinvolto gli ascoltatori di tutti i gusti.
Piotta, con la sua musica, il supporto immancabile della sua band e la presenza piacevolissima degli ospiti, in una serata sola è riuscito ad unire generazioni e tipologie di persone completamente diverse nello stesso tempo e nello stesso spazio. Un artista capace di arrivare completamente alle persone sia dal punto di vista artistico che naturalmente da quello umano.
Ce ne siamo andati a casa sulle note del dj set di chiusura tra saluti, auguri di Natale e chiacchiere in compagnia. Pienamente soddisfatti.

Tutte le foto della serata sono disponibili a questo link.
Photo credits: Tamara Casula

Al prossimo report!

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Caporedattrice di questo incredibile portale. Nostalgica q.b., senza mai smettere di guardare al futuro.
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