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“Down with Bassi” S2E04

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Quarto appuntamento con la rubrica firmata Bassi & Bosca. Stiamo ovviamente parlando di DownWithBassi (DWB). Beh lui si che era il più atteso d’Italia per sedersi su quel divanone in similpelle ecologica nera. No, non è Fabri Fibra! E no, non è neppure il ribattezzato “vero” aka Guè Pequeno. Si tratta di un comune Nicholas Fantini, meglio noto come Evergreen o semplicemente Egreen o E-Green. Oggi riconoscibile anche con gli appellativi di GiGi, Turbo GiGi o Fantamagic. Durante la puntata qualcosa verrà svelato…
Comunque il caso è stato montato tra il 13 e il 14 gennaio, per aprire alla grande il 2016! Le voci si sono rincorse sui vari social network. Questi i post incriminati:

Foto Fibra Bassi Supa

Speriamo allora che la foto possa essere correlata a “1000Birre”, il prossimo mixtape di Asher Kuno e Supa. Magari!

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Poi, poco prima dell’ora di cena di giovedì 14 gennaio, ecco il tanto atteso promo della quarta puntata.

Senza troppe blasfemie si parte con delle grasse e grosse risate. La puntata però è uscita solo dopo il weekend, nel tradizionale lunedì, in questo caso il 18 e la curiosità è schizzata alle stelle. Egreen era molto richiesto dai fan di DWB, anche se a dirla tutta durante l’anno appena trascorso si è parlato solo ed esclusivamente di E “motherfucker” Green! E’ palese come nel 2015 sia stato inflazionato solo come Fedez, J-Ax e “Roma – Bangkok” (che non è un nuovo rapper!). Per introdurre la puntata partirei dal commento pubblicato dallo stesso Egreen, che ha subito allontanato tutti quelli che gli riconoscono solo la piattezza del flow e la monotematicità dei testi. Casualità??? “Io non credo!” (cit.)

commento Egreen

Diamo il via all’episodio, che potete trovare su sul canale YouTube di DownWithBassi o meglio in fondo all’articolo, dopo aver letto il commento.
Nato all’Ospedale Universitario della Fondazione Santa Fe di Bogotá il 29 giugno 1984… il racconto di Egreen dalle sue origini, parte così. In un breve riassunto lo possiamo localizzare fino ai 3 anni a Bogotà, poi per circa un anno in Italia, seguono due anni nelle vicinanze di Detroit, principale centro dello Stato del Michigan negli USA, altra parentesi italiana, poi a Ginevra capitale dell’omonimo cantone svizzero fino al settembre del ‘99, prima di trovare un po’ più di stabilità a Busto Arsizio, in provincia di Varese, città nell’orbita del capoluogo lombardo, Milano.
Durante questo racconto, chissà quanta invidia da parte dei veri amanti italiani della NBA, visto che Egreen ci racconta delle sue presenze in tribuna al palazzetto dei Detroit Pistons, i quali in quegli anni, ‘89-‘90, hanno vinto ben due titoli di fila, in quella che è ricordata come l’era dei “Bad Boys” per il carattere di gioco molto fisico, difensivo e duro, guidato dalla citata guardia Isiah Thomas, Bill Laimbeer (con un passato italiano a Brescia) e la guardia Vinnie Johnson. Sul finire di quell’era, comunque, l’aria di quel palazzetto doveva essere sicuramente molto vivace per il giovanissimo Nicholas, che ci confessa di essere stato contagiato proprio in quegli intervalli, dalla HIT “Whoomp! (There it is)”, del 1993, dei Tag Team, duo Hip-Hop di Atlanta.

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In questa fase del “back in the days”, vera chicca della puntata, GiGi ci racconta del suo rapporto con le lingue tra inglese, spagnolo, italiano e francese. Delle sue influenze musicali, non legate esclusivamente all’universo dell’Hip-Hop USA, dove Bassi mi riporta alla mente la traccia (ancora spettacolare) di “Rap droga” dell’allora Evergeen contenuta nel primo mixtape “I Spit” datato 2009. Sempre tra questi ricordi, Egreen svela che il suo punto di riferimento ed ispirazione musicale era Fabio Kaso, sul quale vi invitiamo a fare una piccola ricerca sul web. Dopotutto è stato la fonte di ispirazione per colui che, proprio nella puntata, è stato promosso in modo formale ad erede di Kaos One per condurre il rap underground italiano di un certo spessore verso le generazioni future.

Passando alla sezione “Straight from the crate”, di cui ormai è noto il format e il contenuto, vediamo assieme qualche informazione sui dischi proposti da Bassi a Fantini. Il primo sembra essere proprio Il Classico per l’ospite. Si tratta dell’album “The future is now” dei Non Phixion pubblicato nel 2002. Recuperatelo! Qui emerge come l’influenza di Ill Bill (componente dei Non Phixion), rapper e produttore di Brooklyn classe ‘72, sia stata molto intensa per l’ospite soprattutto nell’approccio ad un certo tipo di rap, fatto in un certo modo e con uno stile bello “quadrato”.
Il secondo disco selezionato è di Kool G Rap. Più che al disco mostrato, l’attenzione ruota attorno alla figura di Kool G, personalità molto, molto importante nell’ambiente Hip-Hop e che ha dato un contributo davvero impressionante all’intero movimento, musicale e culturale. I tre: Egreen, Bassi & Bosca convergeranno poi sul suo progetto più apprezzato, ossia il primo lavoro da solista “4,5,6” pubblicato nel 1995 dalla Rawkus Records.
Il terzo lavoro è italiano, ed è “Rapadopa” di Dj Gruff pubblicato nel gennaio del 1993, distribuito da Sony e che ha riscosso un ottimo successo nell’ambiente underground italiano. In questa occasione Bassi sembra aver provato a dare alito alle fiamme del “Beef”, ma la polemica risulta (come al tempo dei fatti) davvero sterile. Cose da social network insomma, il rispetto tra le persone è più importante. In quell’occasione Egreen la prese molto positivamente, al contrario di altri suoi sfoghi da social decisamente ben più noti. Ecco! Durante l’intervista è riemerso quel malessere conflittuale che trapela spesso dal rapporto tra la persona (Nicholas) e il proprio profilo social… Tema che a mio avviso andrebbe approfondito! Non solo con lui…

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Una parentesi nostalgica, degna di menzione, è quella dedicata agli Hip-Hop Forum, in questo caso al noto HipHopHotboards, chiuso attorno al 2013 dopo 15 anni di attività (se non erro) e confluito in Hotmc, web magazine e network dedicato allo stesso ambito musicale. Si vocifera che i social network hanno ormai mandato in pensione i forum… Io non ne sono così convinto tutt’oggi.

Svelate anche alcune piccole curiosità sulle crew di appartenenza di Egreen. Tra queste le pluricitate sono in ordine: BH Crew, Fuxia Gang, Voodoo COD e C4, interessante anche il rapporto che lega l’emcee al proprio Dj. Tutto è nato con il primo collettivo musicale in cui militava l’ospite, ovvero i “So Fresh”, “un gruppo hip hop tutto italiano di Busto Arsizio, composto da Dj Sen, studente-lavoratore, e dai rapper “poeti e cantastorie”, come si definiscono, Toni Alti, 23 anni, autista, ed Evergreen, 20 anni, gommista: «Il loro sogno è diventare musicisti a tempo pieno, ma si lamentano perché gli artisti sono trattati male, sono poco considerati soprattutto rispetto agli stranieri».”. Ho recuperato questo spezzone nel grande mare della rete e mi piaceva riproporlo qui. Non cito la fonte perché rimane incerta. Egreen spiega che per lui il Dj è un po’ il manager, una figura di riferimento per il gruppo, spesso il più grande all’anagrafe, una sorta di direttore d’orchestra sul palco come fuori. Questo aspetto lo si può associare a moltissime realtà che nel tempo si sono affacciate al rap con questo tipo di formazione. Un esempio italiano ben noto, per avere un riscontro, possono essere i Club Dogo, ma ci sono miriadi di altre realtà che saranno sicuramente d’accordo con il pensiero di GiGi. Anche in questo caso, sono involontari i miei riferimenti ai Fratelli Quintale… Ma dopotutto quell’ex-membro è stato coinvolto nell’ultimo album di Egreen. Con questo spunto si apre il capito “Beats & Hate”, dato che al suo interno ci sono i contributi preziosi di Dj Lil Cut, Dj MS, Dj Fastcut, Dj Breeda, Dj Snifta, Dj Kamo e Whtrsh. La campagna su Musicraiser.com è stata, senza modestie (vero Egreen?), la rivincita delle autoproduzioni, ed un innegabile successo per l’arista e tutti i fan che hanno contribuito al progetto. Certo, la campagna per portalo a messa è fallita, ma sono certo che ci saranno altre occasioni! I numeri li abbiamo visti in tutte le salse, ma ce ne mancava uno: il numero dello copie stampate e numerate. Ora lo sappiamo ed è 1923. I Raiser sono stati ufficialmente 1818 tra fisiche e digitali di cui è solo stimabile la quota. Ballano 105 copie fisiche, che forse sono proprio quelle vendute “sotto banco” in post-campagna e che sono state (forse) il vero motivo dell’inaspettata accusa di alcuni fan verso la scelta di mettere il disco in free download sul sito ufficiale www.egreenmusic.com dopo che comunque qualche fan stesso lo avevo già reso disponibile per il download illegale, così come è stato per “I Spit 1.3”. Polemiche a parte quelle copie fisiche sono poi finite sul mercato, anche se non conosco i prezzi… Fatto sta che IL DISCO NON SARA’ RISTAMPATO! (mi auguro). Tra le immense fatiche della numerazione a mano,  mi ha fatto molto ridere il racconto che ha portato alla realizzazione dell’artwork, curato da Sha Ribeiro. Mi sono immaginato GiGi e il suo team ristretto di collaboratori, alla ricerca di questa rara tartaruga…ahahah!!! Senza, il progetto sarebbe stato un fiasco!

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Fantini DWBOK

Dalla sezione “La versione di Bosca” è emerso un Egreen che non ha mai avuto l’occasione di fare un pranzo vegano! Sarà anche perché quello che era il suo compagno nel collettivo dei “So Fresh”, Toni Alti, oggi è tra i maggiori esponenti italiani del barbecue americano…ahahah!!! Tra i pregi e i difetti i protagonisti sembrano sinceramente essere gli alcolici e un po’ anche le bestemmie (spesso gratuite) che, scherzando, secondo l’ospite sono anche il vero motivo dell’affetto dei fan, specialmente tra i più giovani e social che gli intasano la pagina facebook. Le due risposte migliori restano il “Mmmm!!! Anche no!” alla frase: “Quando ascolto un nuovo rapper la cosa su cui mi soffermo di più è…”. La seconda è quella bonus sulla scelta del produttore che sceglierebbe per un ipotetico disco, ma non vi svelo nulla.

Per concludere con questo resoconto della puntata, c’è da dire che si è parlato anche del capitolo live e dell’approccio all’esibizione dal vivo, con la descrizione di una curiosa esperienza vissuta durante il periodo di promozione della campagna di crowdfounding. Detto questo vi consigliamo di ascoltare anche l’episodio nella versione integrale presente su Soundcloud dove si accenna qualcosa alle stampe con il supporto musicale in vinile…
La puntata, meno piatta di quanto si potesse pensare in previsione, si conclude sostanzialmente qui. Vi lasciamo riproponendo il video della chiacchierata, aspettando la prossima. Un saluto dalla redazione de LaCasaDelRap.

Jammai

 

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