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Approfondimento

Riflessioni sull’influenza dei siti rap italiani

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Con la fine del 2015, Fabrizio Galassi, giornalista, docente e consulente di digital marketing con una propensione al versante musicale, ha pubblicato sul suo blog personale MusicaBuzz, un accattivante articolo che ci ha stuzzicati dal titolo: “I siti RAP più influenti d’Italia”. Si tratta di un breve report, formato classifiche, costruito utilizzando i dati di traffico accumulati e social del mese di  Novembre 2015 dei siti considerati. Uno sforzo apprezzabile e apprezzato dalla redazione de La Casa Del Rap, nonostante l’evidente parzialità temporale dei dati considerati in merito alle visite sui siti. Puntualizzato questo, crediamo però che il risultato potrebbe essere comunque molto vicino a quello mostrato qui anche solo nel mese di Novembre. Partendo da questa sensazione, abbiamo deciso di scrivere un nostro commento verso le informazioni emerse. Lo abbiamo fatto con l’intenzione di non far cadere questo segnale nel vuoto, oltre che come auspicio verso un confronto attivo e reattivo tra tutte le realtà considerate e non. L’obiettivo è quello di provare a ragionare con semplicità su alcuni meccanismi dietro al mondo dell’informazione, in questo caso sul panorama del rap nostrano, che nonostante tutto prova a confrontarsi solo con se stesso, per non svilirsi ulteriormente.

Ci premeva entrare in tema con il supporto di Fabri Fibra, che si dimostra come sempre attento e sensibile verso quelli che sono i meccanismi  del gioco di cui è protagonista. In redazione, condividiamo appieno il suo ragionamento in merito e la forma attraverso il quale lo ha espresso, indicandone visivamente uno, il più in voga, per parlare poi di tutti. “Passa la palla, facciamo due tiri/Passaggi in radio sempre quelle/Facciamo due giri/In rete solo piccole realtà/Che in pratica nemmeno esistono nella realtà/A cosa cazzo aspiri?/A te basta che respiri!/A me basta che ti spari!”. Stando sul pezzo, nell’ultimo decennio la popolarità degli artisti rap è cresciuta notevolmente nel nostro Paese, con un nuovo picco ancora in corso. Sulla base di questo, allo stesso tempo, non si può dire la stessa cosa dei “media” specializzati (siti, forum, riviste, tv, radio) che sono rimasti “piccole realtà” che in pratica “non esistono”, perché non hanno una autentica influenza sui meccanismi del “gioco del rap”, soprattutto su quella che dovrebbe essere un’informazione consapevole, critica e riconosciuta: influente.
Di riviste di settore non c’è praticamente più nulla, se confrontiamo l’attuale situazione con quella degli anni ’90. Ricordiamo per esempio Aelle (pubblicata tra il 1991 e il 2001). Forse il supporto cartaceo non ha più appeal?
Di radio dedicate c’è stato qualche breve esperimento, anche negli ultimi anni. Purtroppo non se né è mai fatto veramente molto. Rimangono comunque alcuni programmi di riferimento, su tutti, l’avventura più longeva è quella di one two one two su Radio DeeJay.
Passaggio veloce sulle tv. Negli ultimi anni MTV Italia ci ha riprovato con tre stagioni di SPIT (format dedicato al freestyle), ma l’unico vero riferimento è HIP HOP TV (calane 720 di Sky), prodotto dalla Seven Music Entertainment, in onda ormai dal 2008 e che dedica all’Italia (comunque troppo poco) spazio, promuovendo da qualche tempo anche alcuni videoclip di emergenti e dedicando attenzione alle uscite italiane, con gli ospiti di riferimento, nello spazio di Madeintaly  (ad oggi ottimamente condotto da Michele “Wad” Caporosso). La sua iniziativa di spicco è comunque legata alla promozione dell’evento di intrattenimento hip hop tv b-day party (alla settima edizione) e con iniziative come l’hip hop tv arena. Modalità ed artisti coinvolti possono anche essere discussi, ma questi restano eventi brillanti che meritano un plauso per lo sforzo e la continuità, quindi ne riconosciamo i meriti a Max Brigante.
Sul versante web, Down With Bassi di Bassi Maestro e Bosca, la sta facendo da padrone assoluto come programma emergente di approfondimento dedicato di volta in volta ad un esponente del movimento. Sulla qualità siamo tutti d’accordo! Tornando sul sentiero dedicato ai siti d’informazione/segnalazione, ne riconosciamo ancora solo un pulviscolo, in aumento sui numeri delle nascite come i capannoni vuoti lungo le provinciali del nord-est italiano. Concludendo con i forum, data anche la nostra connotazione, dobbiamo segnalare che su questo filone solo il Nill resta animato da un’utenza attiva, restando un punto di riferimento e non lo si può negare.

Concentrandoci assieme sull’articolo proposto da Fabrizio Galassi, già la prima frase suona enigmatica: “Non mi metterò certo a fare un lunghissimo saggio sul valore sociale ed economico del rap in Italia.” Noi crediamo che per analizzare dei dati, come quelli proposti, sia invece necessario avere una visione, il più possibile limpida, su quelli che sono gli aspetti menzionati, ossia, il “valore sociale” ed il “valore economico” del “gioco del rap” in Italia.
Brevemente, per quanto riguarda il “valore sociale”, quello di più alte virtù, è lì che l’hip hop si radica anche per quanto riguarda l’Italia. Il movimento è nato in un terreno dalle caratteristiche ben riconoscibili e che sono state identificate nel tempo. Questo albero tuttavia vive da più di qualche stagione un inverno piuttosto rigido. Detto questo però si sa che all’inverno segue la primavera con i suoi primi germogli… Oggi il rap è intrattenimento, con un valore sociale che solo in qualche caso fiorisce.
Concentriamoci allora sul versante del “valore economico”. Qui dovremmo essere in estate, restando alle stagioni. I dati meteo sono la quantità delle uscite discografiche, le classifiche musicali, il moltiplicarsi degli aspiranti, i numeri su YouTube e sui profili degli artisti… Meno incoraggianti a nostro avviso restano: uno, la qualità e i numeri delle copie dei dischi venduti; due, il numero e le persone che affollano i live, soprattutto, sempre in confronto ai ‘90. Detto questo la situazione resta decisamente calda.  Ora il punto dovrebbe focalizzarsi sulla situazione concreta dietro all’informazione! Cercando di fare un punto sintetico dei temi che potrebbero facilmente accumunare le realtà considerate, al primo posto non può che esserci il fatto che prima di tutto questa proposta informativa deriva dalla passione delle persone dietro ai portali. Sfido che per chi sia rimasto indipendente dai vari editori e major e manager che si sono avvicinati negli anni, questa sia un’autentica professione retribuita, tanto da permettergli vitto e alloggio. Di conseguenza senza un capitale in grado di permettere degli investimenti, sono molto limitate le iniziative orientate alla promozione e al marketing, al coinvolgimento di nuovi collaboratori per organizzare meglio compiti e dedicare sezioni tematiche d’informazione, critica ed approfondimento davvero mirate. Restando in prevalenza una passione, l’impegno non può fisiologicamente restare costantemente . Oltre a questo aspetto, riteniamo che i portali specializzati, non abbiano mai avuto la forza di proporre e far emergere in modo concreto un filone stilistico per provare a farlo arrivare ad un pubblico più vasto e farlo emergere di conseguenza. Questo a mio parere è il limite più importante. Difficilmente qualcosa si è mosso in questo senso. Ad oggi sono ancora gli stessi artisti a dettare le tendenze verso l’ascoltatore medio e di massa, in base al suono più in voga e riproposto in Italia con tempi piuttosto dilatati rispetto al panorama europeo e americano.

Nel proporvi la classifica de “I siti rap più letti d’Italia”, partiamo dal concetto che l’informazione in questo mondo si identifica e viene proposta all’interno di tanti piccoli orticelli, spesso molto simili tra loro, se non nella forma, quanto meno nel contenuto, dove in alcuni casi si possono trovare anche ottimi prodotti a Km0, perché legati alle “realtà territoriali” di riferimento, pur stando all’interno dell’interspazio del web. La classifica fa emergere al primo posto Honiro.it, che per caratteristiche intrinseche, dovrebbe essere anche la realtà (strutturata) che riesce a muovere più soldi tra promozioni, eventi, merchandising, etc.

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Analizziamo le 4 classifiche, tutte quantitative, che hanno condotto a quella finale:

  1. La prima identifica il numero di visite al sito di riferimento. Questa è una delle informazioni essenziali. Gli accessi al portale per la lettura delle news esprime perfettamente quello che l’obiettivo dell’indagine eseguita. Qui al primo posto abbiamo RapBurger con i suoi 100.000 visitatori unici (stimati) nel mese di Novembre. Seguono Hano con circa 75.000 e a pari merito troviamo HipHopRec e Honiro. I restanti sei portali, se si sommano le visite, arrivano a circa 70.000. E’ innegabile l’enorme visibilità di RapBurger, che è il portale più “moderno” (attivo dall’Agosto 2011) ed oggi di riferimento. Fibra sicuramente due conti se li era già fatti!
  2. Il numero di like su Facebook. Questo è il primo dei tre indicatori social. Indicatore discretamente importante, ma poco dinamico a nostro avviso. Qui si impone prepotentemente con più di 80.000 like Honiro. Segue Hano a quasi 50.000, RapBurger a 38.000 e RapItalia con più di 36.000 like. Anche qui, se si sommano i numeri dei restanti siti, si arriva solo a quota 66.000. “la mia tipa vuole 3mila euro/la tua tipa vuole 3mila like”, come non citare Guè Pequeno in questo caso…
  3. TalkAbout “Persone che ne parlano” su Facebook. Questo parametro è decisamente dinamico, perché mostra l’interazione tra i profili su una news postata. Si poteva supporre che questa informazione fosse molto più correlata con l’indicatore 2), invece le cose non stanno propriamente così. Escluso Honiro, che con i suoi like ha anche un sufficiente successo sui TalkAbout, mantenendo il primato; Hano, RaItalia e HipHopRec perdono il loro potere in like e precipitano in modo verticale a livello di numeri, soprattutto il primo. Si riconferma invece RapBurger con più di 3.000 Talk, che però rimane ben lontana dai 12.293 di Honiro. Restando sui numeri però è evidente come per tutti il calo nei TalkAbout sia davvero consistente. A nostro avviso questo è un aspetto primario, perchè se non c’è argomentazione da parte del lettori sulla notizia, il meccanismo rimane fragile. Soprattutto se “urli per l’adrenalina la tua diva preferita ti ha fatto un retweet e quindi senti che ti stima”, vero Marra!?
  4. Il numero di follower su Twitter. Indicatore molto vicino per struttura al numero di fan su Facebook, nonostante i numeri siano ben più che dimezzati per tutti.  Anche qui Honiro la fa da padrone con 31.200 follower, ed è il re dei social network. Seguono Hano a quasi 13.000, RapBurger a 11.500, LaCasaDelRap a 5.000 e HipHopRec a poco più di 4.000 follower.
​Sul capitolo social, sembra proprio che la realtà dominante per il 2016 sarà Instagram, staremo a vedere, sicuramente sarà il quinto parametro per questa classifica e bisognerà attrezzarsi in qualche modo. Anche su Instagram, per quel che ci riguarda, non siamo certo dei cavalli da guerra, ma ci siamo! Restando ai numeri, sarebbe davvero importante capire da cosa sono determinati! Speriamo di trovare tempo in futuro da dedicare a questo aspetto, magari con l’aiuto di qualche professionista, magari con lo stesso Fabrizio Galassi, se vorrà darci un contributo… 
Nonostante i numeri già li conoscessimo a grandi linee, anche in una panoramica globale, vederli è stato molto utile per ragionarci un po’ assieme. Detto questo continueremo a fare del nostro meglio, come è sempre stato, provando a crescere ancora, pur con le difficoltà di sempre. L’intento è portare avanti la passione, il sogno è trasformala in una professione.

Ovviamente non si può negare che fare informazione attraverso un sito, quando qualsiasi artista (noto e meno) può promuoversi (per quel che gli basta) senza impegno attraverso i propri profili social, non è così banale. Sempre più spesso noi portali riportiamo quanto pubblicato dagli artisti stessi su Twitter, Facebook e gli altri principali punti di contatto. Tant’è che anche i comunicati stampa ufficiali stanno diminuendo, se non per chi fa i numeri veri e ha una struttura organizzata alle spalle. Un emergente può promuoversi da solo senza complessi di inferiorità, se non per quanto riguarda la cerchia di social-fan a cui può arrivare il suo messaggio.

Alla parte quantitativa, bisognerebbe poi affiancare l’aspetto qualitativo delle informazioni.  Riuscire a farlo non è affatto semplice, rimane ad ogni modo un fattore determinare per capire il livello dell’informazione proposta dai siti menzionati. Parlando per La Casa Del Rap, tra le rubriche di maggiore qualità ci sono in assoluto la rubrica DIGGIN IN THE WEB, uno spazio dedicato da tanti anni agli emergenti e che è servito a dare visibilità a diverse realtà attuali. Parallelo a questo progetto segue la sezione VIDEO PREMIERE dedicata ai migliori video degli emergenti italiani. Purtroppo le rubriche internazionali si sono fermate quasi tutte, ma con il nuovo anno è partita Ladies First, appuntamento dedicato alle 4 discipline dell’Hip Hop femminile italiano. Altro punto di forza sono le interviste, sia video con il contributo di IlRap.TV, che scritte e dedicate sia all’Italia che all’estero. Altra sezione di spicco è quella dedicata alle competition e al racconto delle serate con i FOTO REPORT. Tra le iniziative “speciali”, vorremmo ricordare che abbiamo collaborato con Melo (Snob Music) e Riko che hanno realizzato Rewind, un vlog sulla musica rap, con ospiti di rilievo per 16 puntate, in cui si è parlato di rap italiano e americano con il supporto anche di SaronnoTV.

Chiudendo questa carrellata, non ci resta che lavorare coltivando tutti la propria passione, ancora ognuno nel proprio orto (sembrerebbe), monitorando tutti questi aspetti, nella speranza di poter dare vita ad un confronto che potrebbe proseguire negli anni, al fine di comprendere appieno il ruolo dell’informazione nel segmento del rap italiano, con la speranza che possano fiorire buoni propositi per il 2016!

La redazione de LaCasaDelRap.com

 

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