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Intervista

Jack the Smoker presenta “Jack uccide”

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Il 18 Marzo 2016 è uscito “Jack uccide”, pubblicato per Machete Productions e distribuito da Sony Music. Innegabile che nell’attesa più di qualcuno sia proprio finito KO per l’impazienza. Il fatto è che attorno alla figura di Smizzle e del suo disco, si siano create in questi ultimi, non giorni, non mesi, bensì anni, innumerevoli aspettative, perché la voglia di ascoltarlo su un prodotto ufficiale personale è stata la più che esplicita fantasia di tutta la sua fan base, che oltre tutto, nell’attesa, è cresciuta trascinata dall’immaginario Machete, per cui ha firmato a fine 2012. “Jack uccide” è il frutto del lavoro di un anno e mezzo, chiuso poi negli ultimi 8 mesi prima dell’uscita.
L’artista milanese in questione, non usciva con un prodotto ufficiale dal 2009, ovvero da “V.Ita”, primo album da solista dopo le esperienze di “L’alba” con Mace (2003) e “Il suono per resistere” con Zampa (2006). Solo nel 2011 torna con “Game Over Mixtape Vol.1” un progetto molto denso, ricco di collaborazioni e che già oggi è considerato una pietra miliare del suo percorso. Il 2012 è l’anno di “Grandissimo EP”, dove un Jack in veste di cuoco si appresta ai fornelli con la pentola a pressione. Il dicembre di questo anno infatti entra a far parte della Machete Empire, smuovendo l’interesse di tutti i suoi supporter, che si fanno ingolosire dalla notizia. Tutto sembra già pronto! Ma non sarà così… Un nuovo campanello d’allarme suona attorno al 2013 con la pubblicazione di “Smokin’ Room Mixtape Vol.1”, uno sfizioso antipasto farcito delle migliori collaborazioni che Smeezy ha sfornato per tutti i suoi colleghi, facendosi sempre riconoscere per flow, metrica ed attitudine. Dalle sue collaborazioni si potrebbero estrarre altri 2/3 mixtape stellati michelin! In questo percorso, la fame tra i fan aumenta e il 2015 è un anno di carestia, appagata solo da strofe sparse e recuperabili nei progetti targati Machete o di altri mc italiani. Tra annunci, smentite ed appelli alla pazienza, solo nei primi mesi del 2016, finalmente arriva l’annunciato ufficiale, accompagnato da un artwork semplice, ma esplicito. La musica è ciò che conta! “666” e “Burial” sono stati i primi due singoli estratti. Il primo ha certamente spiazzato i supporter di vecchia data, ma con il secondo ha messo d’accordo tutti! Il disco sta già facendo parlare di sé e l’attenzione è focalizzata su “Jack uccide” e sul suo autore: Jack the Smoker.

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Proprio Venerdì 18 Marzo siamo stati invitati negli studi milanesi di Machete. Ringraziando l’organizzazione, presenti alla conferenza stampa diversi rappresentanti delle realtà d’informazione, in prevalenza legate al panorama rap italiano. Dietro al tavolo i protagonisti del progetto: Jack the Smoker, Dj Slait e Low Kidd (Direttori artistici del progetto. Il secondo ha anche confezionato 6 produzioni), Manuelito El Raton e Salmo (Autore della collaborazione sul pezzo “Sogni d’odio”). Premesso questo, veniamo a snocciolare qualche punto emerso dallo scambio di domande/risposte, che hanno seguito la presentazione del disco fatta da Jack e Slait, che ha coordinato l’intera attività.

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Perché “Jack uccide”? Il titolo, ci tiene a ribadire Jack, vuole essere provocatorio e significativo del fatto che sentiva l’esigenza di aggredire il marcato e di trascinare gli ascoltatori. Anche per questo, l’impostazione musicale è stata studiata per sviluppare un live coinvolgente e d’impatto, pieno di energia. L’intento è quello di aprire un nuovo capitolo del proprio percorso musicale, andando a colpire in modo diretto l’intera scena e il suo pubblico, per ribadire definitivamente chi è Jack the Smoker. L’intento del disco è quello di essere un lavoro completo e vario sia per quel che riguarda le tematiche e l’approccio alla loro narrazione, sia dal punto di vista della ricerca dei suoni e delle atmosfere.
Nel presentare l’album, con molta franchezza, Jack, ha dichiarato che per lui il rap è tutto, come tiene alla sua musica, tiene al suo studio di registrazione, segue progetti di scrittura creativa nelle scuole, si tiene aggiornato sulle uscite musicali e recupera i dischi del passato. Per lui il rap è uno stile di vita a 360°. E’ il suo lavoro come il suo hobby.

Nel disco non ci sono produzioni realizzate dallo stesso The Smoker e neppure le collaborazioni di sempre: Bassi Maestro, Bat One, Asher Kuno, Zampa. L’intento, nonostante si sia provato a chiudere una collaborazione con Bassi, è stato quello di approcciare al lavoro in un modo nuovo, cercando di rinnovarsi dal punto di vista delle collaborazioni e affrontarlo con la professionalità più assoluta anche sotto l’aspetto delle produzioni. Ecco perché sui beat, Jack, ritenendosi molto autocritico, ha preferito affidarsi a produttori più attuali e sul pezzo, concentrandosi appieno sulla sua scrittura, dando comunque consigli e dritte ai producer che ha coinvolto nella lavorazione del disco. Per esempio nel pezzo “Non mi va”, il beat è nato da un vecchio campione, poi recuperato qualche anno fa anche da Ghostface Killah in “One” e che lo stesso Jack ha proposto a Low Kid.

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I pezzi del disco, nonostante il periodo di gestazione prolungato, sono stati concepiti attraverso pochi calcoli e più istinto. I testi sono stati preparati in modo snello, senza pensare troppo alle attese dei fan e alle aspettative verso un disco che potesse connotarsi fin da subito come un “classico”, immaginario forse atteso da alcuni ascoltatori, specialmente dopo la firma con Machete. In passato ha riposto molta attenzione a questa peculiarità del fatto: “devo preparare un pezzo coerente con il mio percorso personale, per accontentare i miei fan di vecchia data”. Per “Jack uccide” invece questo paletto autoimposto è stato spezzato, andando in qualche modo verso una fascia di mercato più attuale, o meglio, più predisposta al suono rap dell’ultimo periodo. Detto questo non mancano i punti di forza “classici” dell’artista: storytelling, flow e tecnica.

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Capitolo featuring. Con i ragazzi con cui è stato possibile, si è cercato di lavorare a stretto contatto in studio. Non è stato possibile lavorare in questo modo ad esempio con Gemitaiz e Ntò per questioni puramente logistiche. Per quanto riguarda Moses Sangare, proveniente da X-factor, è un cantante consigliato dallo stesso Shablo, produttore del pezzo in questione “2 modi 2 mondi”, brano a cui serviva un interprete per il ritornello. Da questa spiegazione è emerso l’interesse e la volontà futura da parte di Jack the Smoker di poter essere autore di testi per altri artisti.

Produzioni e adattamento al suono attuale. Il beat pazzo di Ceri per il pezzo “Sogni d’odio” da dove è uscito? La produzione più fresca del disco. Ceri è un produttore molto versatile. In studio proprio da lui, il primo beat ascoltato ha subito catturato l’attenzione del fumatore che ci ha subito associato Salmo per il featuring. La versatilità è un elemento indispensabile per un producer. Hanno partecipato al disco alcuni “genietti della musica” come Ceri, Mace e Low Kidd in grado di creare atmosfere diverse e cucirle su misura per ogni richiesta dell’artista.
Il disco è un percorso anche verso la ricerca del suono, preparato, senza nessun preconcetto verso la sperimentazione più attuale, tant’è che è stato reinterpretato secondo le abilità distintive dello stesso Jack.

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Artwork ed immagine del progetto. La semplicità della cover, tra l’altro ideata con Manuelito El Raton, è il risultato di una riflessione sull’impatto che un disco può avere su uno scaffale in un negozio di dischi. L’idea è stata quella di semplificare per catturare l’attenzione. In secondo luogo c’era la volontà di non rendere tutti i lavori Machete simili sotto l’aspetto grafico. Si è optato per il minimale, perché la direzione che stanno prendendo i dischi di oggi è quella di avere una riconoscibilità immediata.

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Pezzi non inclusi nel disco da poter ascoltare in futuro? Sicuramente c’è la volontà di realizzare un “Game Over Mixtape Vol.2”. Il Vol.1 è un progetto a cui Jack è molto affezionato e lo ritiene il suo progetto preferito in assoluto.

Ci sono stati anche momenti molto divertenti durante la conferenza stampa. Tra questi il racconto di Bat One in merito al fatto che fino al giorno dell’uscita non aveva ancora ascoltato il disco, nemmeno per il master, se non per la traccia di “Burial”, che ha avuto modo di sentire solo per il fatto di aver partecipato alla realizzazione del videoclip.
Anche Bassi Maestro non ha ancora avuto modo di ascoltare il lavoro, ma si è ipotizzato un: “Non suona!” come commento.
E poi la rima di Jack più greve del disco, contenuta nella traccia “Grazie a me”, ossia: “in giro per strada con il cazzo mattone, mentre queste troie fanno i soldi con il cazzo marrone”. Sì è riso parecchio quando ho chiesto spiegazioni sulla rima in questione. Il clima era molto frizzante e ho approfittato! Una collega più precisa di me ha chiesto invece spiegazioni su una rima precedente a questa: “la mia testa è un falò, fra macerie Salò, allo specchio vedo un folle che ripete da una vita ce la farò”. Jack in merito a questo, si sente soddisfatto e finalmente consapevole del suo status all’interno del rap game.

Ecco che “Jack uccide” è una nuova tappa per l’artista, che in fondo è la naturale evoluzione di un percorso personale che ha preso avvio al“L’alba” della sua giovinezza, che è proseguita come segnale di “V.Ita”, di presenza fisica, all’interno del contesto rap italiano, fino al segnale di autorevolezza nel voler chiudere i giochi, perché è lampante che Jack the Smoker possa, oggi, musicalmente affrontare qualsiasi sfida il futuro gli porrà, chiudendo una sorta di trilogia che ha dato da pensare allo stesso Jack.
Non a caso la traccia preferita dallo stesso artista è “5 momenti top”, uno storytelling confezionato a dovere che chiude in modo perfetto l’intero album.

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Report a cura di Jammai

 

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