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Intervista

Zampa – Il Richiamo Della Foresta

Zampa luci della città sul fiume

Il 12 aprile è uscito il nuovo album solista di Zampa, l’ennesima riconferma delle qualità artistiche di Mr. Zampini: Il Richiamo Della Foresta. Si tratta di un album ricco, fresco e coerente, ricamato egregiamente dal talento veronese.

Ciao Zampa, benvenuto a La Casa Del Rap! Iniziamo subito con le domande. Sono passati quattro anni dall’uscita de “I Giorni Del Condor” con Capstan e Non Dire Chaz, cos’è successo in quest’arco di tempo nella vita di Zampa?
Sono successe ovviamente un sacco di cose. Nella musica, nella mia vita, nella quotidianità. Quattro anni passano veloci, ma quando ti giri indietro sembrano un’eternità. L’album racconta e fotografa alcune delle situazioni e delle emozioni accadute in questo lasso di tempo, che nel frattempo ho sempre continuato a scrivere, provando come sempre a fotografare con le parole quello che mi succede, giorno dopo giorno.

Parliamo più in concreto del disco. Da cosa nasce il titolo “IL RICHIAMO DELLA FORESTA”? Ha correlazione con l’omonimo romanzo di Jack London? 
Il titolo è ovviamente un richiamo all’omonimo romanzo di Jack London. Ma non solo. La trama e le situazioni raccontate dal libro, la storia del lupo, ilbranco, l’incapacità di mettere a tacere l’istinto, le situazioni di difficoltà da affrontare, sono tematiche che in realtà mi hanno sempre accompagnato anche in passato, dai tempi di Gorilla Guerriglia e di Lupo Solitario. Chi mi segue lo sa. Oltre a questa prima chiave di lettura ci sono poi dei sotto significati molto importanti per me, che mi hanno spinto a scegliere definitivamente questo titolo. Da tempo, ad esempio, non uscivo con un album solista, e quindi sentivo il richiamo e la necessità di tornare e rimettermi in gioco. Il Richiamo della Foresta, inoltre, rappresenta anche a livello di vita personale un’attrazione e un desiderio forte di un ritorno alla natura e a situazioni più “tranquille” rispetto al caos e al grigiore della città. Questi sono solo alcuni temi legati al titolo che credo emergano bene anche ascoltando la title track e gli altri pezzi dell’album. Gli altri li lascio scoprire agli ascoltatori.

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Qual è il processo che hai seguito per la realizzazione dei testi? Cos’è cambiato da questo punto di vista da “Gorilla Guerriglia”? 
A livello di ispirazione non è cambiato molto: mi approccio sempre alla scrittura con un beat nelle orecchie. Per me le parole sono nascoste e legate indissolubilmente alla base, non riesco a scrivere senza musica e credo che nella musica siano già nascoste le parole. Un po’ come uno scultore alle prese con una statua quando è ancora un unico pezzo di marmo grezzo, chi scrive testi deve, secondo me, riuscire a entrare nella musica e scolpirci sopra le parole. A livello di processo produttivo, invece, è cambiato moltissimo tutto: ora con un computer, una scheda audio e un microfono registro tutto direttamente in casa e ho quindi la possibilità di riascoltare subito quello che scrivo e modificare le parti che non mi piacciono. Ai tempi di Gorilla Guerriglia e agli inizi ero più grezzo e tecnico, m’interessava principalmente dimostrare che rappavo meglio di tutti. Ora lavoro più di fino, non credo di dover più dimostrare a nessuno di saper fare metriche pazze e rime incredibili e preferisco concentrarmi sul senso della canzone e sulle immagini.

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La traccia numero quattro, “Osteria Lirica”, si lega necessariamente al passato, riferendosi all’unione dei gruppi 4D e Criminali Lirici. È una delle due tracce in cui troviamo Jap, com’è nato il pezzo? 
In principio Jap aveva recuperato questo beat incredibile da Paggio per fare un pezzo sul suo album. Da tempo volevamo fare un pezzo assieme che celebrasse un po’ la nostra amicizia, la nostra passione per il rap e le mille avventure vissute assieme (tieni conto che ci conosciamo da quasi 20 anni ormai). Osteria Lirica era il nome della nostra crew che negli anni 90 e nei primi 2000 racchiudeva un sacco di mc, writer e breakers di Verona. In preda alla fotta pazza ho scritto in tempo record ritornello e strofa, cercando di metterci dentro l’atmosfera di quel periodo; Jap ha aggiunto la sua strofa e abbiamo deciso di mettere il pezzo nel mio disco. In pratica gli ho rubato il beat :)

Guida delle produzioni del disco è Flesha, ma troviamo anche Paggio, Non Dire Chaz, Mekoslash, Retraz e Jack The Smoker. Parlaci delle produzioni! 
Mi piace collaborare con persone con cui mi trovo bene, i producer che trovi sull’album oltre ad essere musicalmente degli idoli sono anche miei grandi amici. Da qui la voglia e la necessità di tirarli in mezzo. Musicalmente considero quest’album un punto di arrivo di quello che ho fatto fino ad oggi. Come se in 15 canzoni fosse riassunto un po’ tutto il mio percorso di quasi 20 anni di rap. Per questo ho provato a dar vita ad un suono classico, che potesse essere al 100% Mr. Zampini, ma fresco ed aggiornato. Il risultato credo sia quello che chi mi segue si aspettava da me: una sorta di chiusura del cerchio che è però anche una nuova via di partenza. Sia riguardo ai contenuti, sia riguardo allo stile, al flow, all’interpretazione e alle scelte musicali.

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In “Lontano Dai Guai” (una delle mie preferite) e “Ronin” hai sperimentato delle nuove sonorità, che forse di solito non si associano al tuo stile lirico, ma che spezzano bene la continuità narrativa del disco proponendoci un tuo nuovo flow. Come ti sei trovato in questa “sperimentazione”?      
Molto bene! Credo che sia fondamentale per un mc provare nuove sonorità, aggiornarsi e rinnovarsi per stare al passo con i tempi. Del resto, se mi guardo indietro rispetto a 10 anni fa, ora ho un flow e un tipo di scrittura sicuramente diverso e più evoluto. Anche perché altrimenti sai che palle scrivere e fare sempre le stesse cose. Ho sempre ascoltato di tutto, non sono mai stato un integralista o un purista dell’Hip Hop: quello che, però mi sono sempre sforzato di fare, e spero di esserci riuscito anche nei pezzi che citi, è di non perdere le mie caratteristiche e di non snaturarmi troppo, anche quando sperimento o seguo nuove ispirazioni. Per me è fondamentale che un rapper abbia una sua identità e un suo stile unico. Credo che a prescindere dal fatto che il mio rap possa o meno piacere, chi mi ascolta riconosce subito il mio modo di scrivere e il mio flow: per me questa è una cosa fondamentale. Soprattutto in questo momento storico in cui in Italia tanti rapper (sia giovani sia non) copiano spudoratamente metriche, flow e rime dai francesi o dagli americani: almeno citate la fonte dell’originale della vostra cover.

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Abbiamo visto il video di “City Blues”, diretto da Mario Casati, che unisce lo storytelling alla visione di vere e proprie fotografie che raccontano le liriche. Com’è avvenuta la scelta di questo pezzo per il primo video ufficiale? Sono previsti altri video?
Il pezzo l’ha scelto direttamente il regista Mario Casati, che oltre ad essere un mio grande amico e un super videomaker e fotografo, è anche l’autore delle grafiche del disco. Gli ho lasciato carta bianca sul pezzo da scegliere, perché mi fido ciecamente di lui, e lui ha scelto City Blues, che è anche un dei miei pezzi preferiti dell’album. Abbiamo buttato giù una bozza di storytelling assieme, con l’idea di amplificare l’emozione della canzone e cercare di fare qualcosa di diverso dal solito. Sia a livello d’immagini, sia a livello di mood. Il risultato credo sia davvero ottimo. Per gli altri video, invece, ci stiamo organizzando. Non avendo grandi mezzi né tecnici né economici il tutto procede un pochino al rilento, ma prima o poi arrivano.

Una domanda per coloro non avessero ancora comprato il disco. Sono ancora disponibili delle copie? Dove possiamo acquistarle? 
Come prima tiratura abbiamo stampato 500 copie, di cui 100 in formato special pack abbinate alle t-shirt dell’album. Al momento rimangono poco più di 50 copie e sono disponibili esclusivamente sul sito www.condormusic.ite ai nostri live. Stiamo valutando un’eventuale ristampa e degli accordi per avere una distribuzione ma per il momento non c’è niente di concreto, anche perché con il web bene o male ormai si riesce ad arrivare a tutti. Poi ovviamente il disco è presente negli store digitali tipo Itunes, Amazon e in streaming su Spotify, Deezer, Tidal, Google Play ecc.

Ti ringraziamo per la disponibilità e ti facciamo i complimenti per l’album! Ultimissima domanda: ci ricordi tutti i tuoi contatti?
Potete seguirmi su Facebook alla pagina www.facebook.com/zampa.mrzampini o su Instagram www.instagram.com/mrzampini
Per acquistare gli album e il merchandise ufficiale della mia crew, invece, fate un giro su www.condormusic.it o scrivete a info@condormusic.it

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