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“Spiritual”: risposta Hip Hop alla guerra razziale

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La musica va contestualizzata, e chi ha scelto l’hiphop, o forse sarebbe meglio dire “chi è stato scelto dall’hiphop”, si è legato in qualche modo alla cultura afroamericana. Sembra giusto dunque riportare alcune storie che stanno caratterizzando la musica, anche come risposta sociale alla situazione in cui si esprimono i suoi interpreti.

Negli ultimi 2 anni gli Stati Uniti sono ricaduti in un abisso di violenze a sfondo razzista in cui hanno perso la vita tante, troppe persone. Nè movimenti sociali come il Black Lives Matter né un presidente nero (che ha svolto addirittura due mandati consecutivi) sono riusciti a sedare un clima di tensione creato da poliziotti dal grilletto troppo facile stressati forse da continue pressioni e manifestazioni contro di loro. Le rivolte di Ferguson, nate dalla decisione di un giudice del Missouri di non punire il poliziotto bianco Darren Wilson che ha sparato al teenager disarmato Micheal Brown il 9 agosto del 2014, sono state un grido rabbioso di aiuto, una richiesta di supporto e di rispetto verso una comunità. Purtroppo tutto è caduto nel vuoto, perché nel 2015 le statistiche sono ben poco gradevoli: secondo The Guardian la polizia ha ucciso 1,134 persone lo scorso anno, con un tasso di morti nere superiore di 5 volte a tutte le altre etnie, mappingpoliceviolence.org, sito nato per informare sull’argomento, quantifica a 102 i neri disarmati morti ammazzati dalla polizia lo scorso anno, e solo 10 volte gli agenti sono stati condannati (2 i poliziotti finiti in carcere).

Tre fatti recentissimi:

Il 5 luglio Alton Sterling, venditore ambulante di colore, è stato fermato a Baton Rouge in Louisiana da una pattuglia stradale per un controllo mentre tornava a casa in macchina dal ristorante. Per motivi poco chiari è scoppiato un diverbio con i poliziotti che dopo aver provato a neutralizzarlo col teaser hanno estratto le pistole vere e lo hanno freddato. Sembra che Sterling avesse addosso un’arma da fuoco, ma secondo un testimone è stata estratta dalla sua tasca dalla stessa polizia successivamente alla sua morte. C’è un video che ha immortalato la scena, e che ha suscitato un’ondata di proteste in Louisiana e l’indignazione di Kanye, Rihanna e Drake. Quest’ultimo ha scritto una lettera aperta su Instagram in cui dice che il video lo ha fatto “sentire scoraggiato, fragile e davvero spaventato. Mi sono svegliato questa mattina col bisogno di dire qualcosa”

ATTENZIONE: NEL VIDEO QUI SOTTO IMMAGINI PARTICOLARMENTE SENSIBILI

 

 

Un video pubblicato da Shanta Conic (@shantac) in data:


 

 

Una foto pubblicata da champagnepapi (@champagnepapi) in data:

Il 6 luglio, Philandro Castile è stato fermato a Falcon Heights, Minnesota, da un’altra pattuglia stradale. Stando alle dichiarazioni della sua fidanzata Diamond Reynolds, che era seduta in macchina assieme alla figlia, l’agente Jeronimo Yanez ha sparato un colpo a Castile dopo che questo aveva ammesso di avere con sé una pistola con regolare licenza. Castile è morto poco dopo mentre veniva trasportato in ospedale da un’ambulanza. La fidanzata ha documentato tutto quello che è avvenuto dagli spari in poi attraverso una diretta su Facebook, che il social network ha deciso di non rimuovere dalla sua piattaforma. Anche il mondo della musica si è mosso, questa volta attraverso Beyoncè, che sul suo sito ha scritto una lettera aperta in cui critica senza mezzi termini il rispetto che spesso manca verso la comunità afroamericana.

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Questi due fatti hanno scatenato una reazione violentissima da parte degli afroamericani, culminata con la strage di Dallas avvenuta ieri, 8 luglio. Durante una manifestazione contro gli abusi delle forze dell’ordine, un cecchino, Micah Xavier Johnson, ha sparato uccidendo 5 poliziotti preposti alla sicurezza dei manifestanti e ferendo altri 7 tra agenti (5) e civili (2). L’assassino, che aveva prestato servizio con l’esercito in Afghanistan, è poi stato ucciso dopo essersi barricato in un garage.

Gli scontri sono molto accesi, i neri d’America inferociti e i poliziotti non sembrano volersi dare una calmata, anche dopo 2 anni di manifestazioni e appelli. Una situazione che fa “inorridire” (parola di Obama) ma che prosegue con inquietante continuità, come dimostra il nuovo pezzo di Jay Z, “Spiritual”, che il rapper ha deciso di rilasciare ieri per ricordare le morti di Castile e Sterling. Una canzone attualissima, anche se è stata scritta e registrata un anno fa. Al suo interno c’è una frase tratta dall’attivista nero Frederick Douglass: “Dove la giustizia è negata, dove la povertà è in aumento, dove l’ignoranza prevale e dove ciascuna classe sente che la società è una cospirazione organizzata per opprimere, rubare e degradare, nessuna persona o proprietà sarà al sicuro”. 

La cultura è figlia del suo contesto, sembrava doveroso un approfondimento. Così come le condoglianze

  

Francesco
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