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Intervista

Dutch Nazari: “Amore Povero”

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Benvenuti ad una nuova puntata delle nostre interviste scritte! Questa volta abbiamo fatto una chiacchierata con Dutch Nazari, che ha pubblicato il 17 marzo per Giada Mesi e Undamento il suo primo album ufficiale: “Amore Povero“. L’intero album è stato prodotto da Sick et Simpliciter e vanta le collaborazioni al microfono di Frah Quintale, Willie Peyote e Wairaki. Bando alle ciance e buona lettura!
 

Ciao, benvenuto ne La Casa Del Rap. Personalmente ho consumato il tuo album “Amore Povero”; ad alcuni, al primo impatto, potrebbe risultare a tratti adolescenziale, un album di un sognatore che racconta dell’amore e delle seghe mentali che ne derivano. Ma dopo un attento ascolto il lato adolescenziale si perde trasformando l’album in qualcosa di maturo, sincero e genuino. Tu cosa ne pensi del tuo album?
Ma l’amore è una cosa adolescenziale? Personalmente ritengo che si tratti di un’esperienza centrale nella vita di quasi tutti e che viene quasi sempre raccontata attraverso schemi stereotipati di narrazione che non raccontano la realtà delle cose. E’ un argomento che accenno nel brano “Proemio”: da un lato ci sono autori che scrivono sterili testi di amore che non pescano dalla propria esperienza personale, ma piuttosto da clichet stantii. E dall’altro autori che amano, ma si censurano per paura del giudizio impietoso di qualche top commentator su Youtube che ha un meme di Fedez che piange come foto profilo.

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All’interno di “Amore Povero” è presente un brano che non è un inedito, parlo di “Near Venice”. Perché la scelta di inserire questo brano tratto dall’Ep uscito nel 2016, “Fino a Qui”?
Perché “Near Venice” ci piaceva molto. :)

Sempre in “Near Venice”, troviamo l’espressione che dà nome al tuo Tour-instore nelle stazioni: <<Ho messo un cappello per terra, lascia qualcosa se pensi che canto bene>>. Come è nata questa bizzarra idea di esibirsi nelle stazioni? Ormai mancano poche date alla fine di questo percorso che verrà seguito dal tour ufficiale “Amore Povero Tour”, ci puoi raccontare come è stata questa esperienza?
A dire la verità era da parecchio tempo che Sick Et Simpliciter ed io progettavamo di fare una cosa simile. L’estate scorsa saremmo dovuti andare a fare una vacanza portando con noi la chitarra, pagando vitto e spostamenti coi soldi guadagnati cantando e suonando per strada, ma poi purtroppo la cosa era saltata. Così quando ci siamo trovati i dischi in mano, abbiamo trovato il modo di unire l’utile al dilettevole.


 

Nella copertina troviamo un cubo di fiammiferi che circonda un fiammifero in fiamme. Il fiammifero al centro, suppongo rappresenti la fiamma dell’amore. Perché la scelta dei fiammiferi? Perché attribuirgli il simbolo dell’amore povero?
I grafici (Enrico Dalla Vecchia e Jacopo Baco) sono partiti dall’idea del fuoco per rappresentare il concetto di Amore Povero, che sarebbe sia il fuoco dell’amore che divampa, sia quell’elemento che non in totale assenza di mezzi (in povertà) ti permette di sopravvivere: di scaldarti al freddo, di farti luce al buio. Il fiammifero è un modo di procurarsi il fuoco sia molto economico, sia che si sta gradualmente perdendo. La struttura in copertina poi, rappresenta una forma estremamente semplice (un cubo) che al contempo è inspiegabile razionalmente, perché a guardare attentamente i bordi si stratta di una struttura impossibile (alla Escher per capirci).

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Il cd, come abbiamo già detto, è incentrato sull’amore, un amore povero nei mezzi, ma intenso e forte in ogni suo aspetto. Quanto di te c’è in questo racconto musicale che ci hai proposto?
Tutto. Che non significa necessariamente che ogni cosa che dico la farei o che ogni situazione che descrivo sia accaduta nella realtà in maniera esattamente identica. Ci sono vari gradi di astrazione nel passaggio tra quello che uno vive e poi quello che scrive. Ma per come scrivo io una certa misura di verità c’è sempre.

In “Amore Povero” ti definisci un “paroliere” che sa solo amare. Di preciso come ama un paroliere?
Il ritornello di “Amore Povero” è una provocazione. Crolla l’economia e noi ci innamoriamo, dimmi tu quant’è stupido il genere umano. Sta come a dire, di tutti i problemi epocali che l’attualità di fronte all’umanità, e con tutta l’attenzione che dovremmo porre su di essi, noi siamo così stupidi che viviamo di istanti amorosi e sentimenti romantici. Come per rifuggire questioni che sembrano troppo grandi e complesse da affrontare, attraverso un piacevole oblio.

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Dal punto di vista musicale, le produzioni, sono state tutte date in mano a Sick & Simpliciter. Ci puoi spiegare il perché di questa scelta? Perché il suo stile fine e delicato, che tende a restare molto più di nicchia piuttosto che un suono magari più pop?
Io e Sick et Simpliciter formiamo un duo a tutti gli effetti. Abbiamo deciso di chiamare il progetto legato al disco Amore Povero “Dutch Nazari” perché è un progetto in cui abbiamo voluto dare un forte peso alla componente dei testi. Ma stiamo già lavorando a un altro progetto, maggiormente elettronico-strumentale e in cui la componente dei testi e delle linee vocali è meno protagonista, che uscirà a nome Sick et Simpliciter.

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L’intervista è giunta al termine. Ti ringrazio per la chiacchierata e per il tempo concessomi. Però, prima di salutarci, ricorda ai nostri lettori dov’è possibile recuperare “Amore Povero” e come rimanere sempre aggiornati sulla tua musica e sulle date del tour.
“Amore Povero” è ascoltabile in streaming in tutte le piattaforme digitali. La copia fisica si può comprare sul sito www.giadamesi.com, oppure ai live, la cui lista è sempre aggiornata sulla mia pagina Facebook Dutch Nazari. Ciao!  

Intervista a cura di Davide Buda
(Twitter: @budadavide)
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Classe '89, divoratore seriale di dischi e serie tv. Scrivo di rap per passione. Faccio l'hater per hobby.
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