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I 10 migliori album americani dell’autunno 2017

top10

Rieccoci  all’appuntamento trimestrale con la rassegna delle migliori uscite americane della stagione appena trascorsa a cura dello staff de lacasadelrap.com. Vi ricordiamo che tutta la selezione è basata esclusivamente sui gusti personali degli autori e non si basa quindi nè su dati di vendita nè tantomeno di copertura mediatica. Saremmo tuttavia curiosi di conoscere quali sono state per voi le uscite più interessanti di questo autunno e vi invitiamo a farcelo sapere attraverso i nostri canali social. Buona lettura!

Iniziamo, come sempre, con la selezione del nostro capo redattore Sandro Torres a.k.a. Sandro Outwo.

Ledisi let love rule

Ledisi è una cantante soul R&B che ho scoperto nel 2011 con il suo disco “Pieces of Me”. Un album che, con la sua title track, mi aveva rapito parecchio. Seguì “The Truth”, un progetto senza infamia e senza lode, per il sottoscritto. Il 22 Settembre è uscito “Let Love Rule”, con un nome che è tutto un programma e che arriva nel 2017 con un tempismo che solo la musica da avere. Ho potuto apprezzare le qualità di Ledisi anche dal vivo, con il suo Tiny Desk Concert per NPR. L’album è una perla R&B che piacerà ai nostalgici del genere e a chi, come me, cerca di rimanere al passo coi tempi quando si parla di artisti nuovi. Il mio pezzo preferito è, senza dubbio, “Us 4ever”, impreziosito dalla voce di BJ The Chicago Kid. Un disco da ascoltare da soli per tirarsi su il morale nei giorni bui, in quelli di confusione o nei giorni felici, insieme al proprio partner nei momenti più intimi.

Voto 4/5

Quin – Dreamgirl
Discover Weekly di Spotify regala emozioni. Se siete abitua del servizio streaming verde vi consiglio di provarlo: ogni lunedì, una playlist vi proporrà  30 pezzi che si basano sui vostri ascolti più frequenti. Tra i mille artisti scoperti negli ultimi mesi, Quin è una di quelli che mi ha colpito di più. Il suo EP “Dreamgirl” fa prendere davvero bene, sia per le sonorità , sia per l’attitudine della cantante. 5 pezzi easy listening per 16 minuti di musica che passano troppo in fretta. Il mio pezzo preferito è, manco a dirlo, quello con cui l’ho scoperta: “Sticky Situation”, cantato insieme a Syd, frontwoman dei The Internet, che se non conoscete mi dispiace per voi. Quindi, non vi resta che prendervi del tempo per voi e cominciare a prendervi bene con Quin. Garantisco io.

Voto 4/5Passiamo ora la palla al buon Pasquale Laselva a.k.a DJ Rubin.

Slaine Vs Termanology – Anti-Hero
Nel 2017 sono usciti molti dischi interessanti ma Anti-Hero di Slaine Vs Termanolgy è uno di quelli che mi ha colpito di più perché ha una sonorizzazione Boom Bap che ricorda molto gli anni 90 e la Golden Age Hip Hop con un ascolto molto fluido. Sicuramente molti si sono chiesti il perché c’è Vs e non la e, congiunzione, e si sono dati la risposta ascoltando con attenzione. Inizialmente infatti si può pensare ad una sfida fra i due, ma in realtà è un modo per garreggiare amichevolmente e tirar fuori il meglio di sé. Infatti se si ascolta questo disco si capisce che i due rapper racchiudono, nelle tracce, le idee comuni, mantenendo un equilibrio.

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Voto 4/5Wu-Tang Clan: The Saga Continues
Sicuramente uno dei ritorni più attesi di quest’anno è stato proprio quello dei Wu-Tang Clan con l’album The Saga Continues, che ha suscitato negli ascoltatori molta attenzione, preoccupazione e curiosità sopratutto per chi segue da anni questo gruppo e per chi ascolta il rap dagli anni 90. Il disco è stato pubblicato lo scorso 13 Ottobre e se esaminiamo la tracklist e i featuring si evince che non è un album ufficiale, perché i membri del Clan non compaiono in tutte le 18 tracce, ma il livello è rimasto altissimo perché ci sono collaborazioni importantissime come quella di Redman, Chris Rives, Sean Price, Streetlife e molti altri. Le tracce che mi hanno colpito di più sono “Lesson Learn’d” con la partecipazione di Redman; in questo brano è presente il semple di “I’m Afraid the Masquerade Is Over” di David Porter, semple che è presente in “Nuthin’ but a ‘G’ Thang” di Dr.Dre e Snoop Dogg, e la traccia “Why Why Why” con la collaborazione di Sankar. Qui vengono analizzati i problemi della comunità afro americana. Unica pecca riguarda l’interno del disco; mi sarei aspettato un qualcosa in più.

Voto 4/5Proseguiamo con la selezione di Jacopo Pasetti a.k.a. Lorri Bee:

Gucci Mane – El Gato: The Human Glacier
Terzo disco dell’anno per Gucci Mane che con “El Gato: The Human Glacier” si conferma, oltre che uno dei rapper più prolifici della storia del rap americano,  il vero “Trap God” della scena internazionale.  Non il miglior disco dell’anno (e neanche il migliore dei suoi) ma, per gli amanti del genere, un progetto assolutamente da non perdere. L’assenza di featuring, in forte discontinuità con”Droptowop” e “Mr.Davis” che l’avevano visto rappare al fianco di pesi massimi dello showbiz d’oltreoceano come Rick Ross, Chris Brown, i Migos, Ty Dolla $ign, A$AP Rocky e Schoolboy Q, per citarne solo alcuni, manifesta la volontà del rapper di ritagliarsi, finalmente, uno spazio tutto suo su un tappeto sonoro d’eccezione come quello confezionato per l’occasione da Southside che ne ha curato per intero la produzione (anche se, ammettiamolo,  ci saremmo aspettati tutti qualcosa in più da Sizzle). La perfetta conclusione di un’annata straordinaria per Gucci Mane che,  oltre ad essere stata segnata dai successi professionali conquistati su tutti i fronti, lo ha visto convolare a nozze con la modella jamaicans Keyshia Ka’oir in un sontuoso matrimonio da 2 milioni di dollari accompagnato dalla promessa di un piccolo Guwop presto in arrivo. Non ci resta che fargli i nostri migliori auguri.

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Voto 3.5/5Talib Kweli – Radio Silence
Il ritorno di Talib Kweli con un disco ufficiale è stata sicuramente una delle notizie più entusiasmanti di questo autunno. “Radio Silence” è la perfetta sintesi di quello che Talib, nella sua carriera ormai più che ventennale, ci ha abituato a sentire ed apprezzare nella sua musica. Testi impegnati e consapevoli,  un’attitudine immacolata unita ad una ricerca musicale mai banale ed allo stesso tempo sempre attenta alle radici più profonde della black culture. Un album che ci riporta, prendendoci per mano, alle origini più nobili di questo genere. Una vera boccata d’aria per i nostalgici e un’occasione, per i più giovani, di riscoprire la forza e il valore di un genere che è ancora in grado di andare oltre gli stantii cliché dell’intrattenimento fine a se stesso per regalarci un momento di riflessione e presa di coscienza che può, come una goccia che scava la roccia, innescare quel cambiamento nella società che resta il più importante traguardo raggiunto dall’Hip Hop con il suo lento e inesorabile ingresso nella cultura di massa.

Voto 4.5/5È ora il turno di Loris Bellitto:

Cyhi The Prynce – No Dope On Sundays
Dopo una serie infinita di mixtape, Cyhi ci regala finalmente il suo primo prodotto ufficiale, nonché l’unica uscita di un artista GOOD Music nel 2017. L’album è una piacevole sorpresa, accostando buone produzioni alla sempre ottima capacità di Cyhi di raccontarci una storia, tramite storytelling (che possano parlare della sua infanzia, o delle problematiche della comunità nera nell’America attuale poco cambia, il risultato è sempre apprezzabile) articolati e mai banali.

Voto 3/5N.E.R.D. – No_one Ever Really Dies
Pharrell ed il suo gruppo tornano sulla scena a 7 anni di distanza dall’ultimo album, giusto in tempo per scompaginare le nostre classifiche di fine anno. Perché questo album, a livello di suono e di produzioni, è qualcosa che mancava negli ultimi anni: sapiente scelta dei beat, con cambi di ritmo anche nella stessa traccia. Come se non bastasse sono stati chiamati come ospiti nomi decisamente importanti: da Ed Sheraan a Rihanna, da M.I.A. fino a Kendrick (in ben due tracce), e tutti fanno la loro parte, orchestrati magistralmente da quel genio musicale di Pharrell.

Voto 4/5Non poteva ovviamente mancare il nostro corleonese a.k.a. Carmelo JP Leone:

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Travis Scott & Quavo – Huncho Jack, Jack Huncho
Chi mi conosce bene sa che il mio sound preferito, sin dai ’90, è il southern rap. E questo disco è una collaborazione tra Travis Scott (Houston, Texas) e Quavo (Atlanta, Georgia). I beat che costituiscono il tappeto sonoro sono delle perle, si amalgamano alla perfezione campioni, strumenti musicali e synth. Se volete i contenuti, questo disco non fa per voi. Le due rapstar, infatti, risultano spesso ridondanti e non hanno la pretesa di comunicare temi da grande impatto sociale, anzi. Hanno utilizzato quell’approccio da ‘accendi il microfono che ci sputo su le prime rime che mi vengono in mente’. Ottimi anche i feat in cui troviamo i restanti componenti dei Migos oltre Quavo, ovvero Takeoff e Offset.

Voto 5/5Scarface – Deeply Rooted: The Lost Files
Rimaniamo in Texas, ancora ad Houston, per parlare di Scarface, rapper che in questo 2018 festeggerà 30 anni di attività. “Deeply Rooted: The Lost File” è un progetto direttamente collegato al suo album del 2015 “Deeply Rooted”. Il disco è composto da 10 tracce, di cui solo 6 inediti. Le altre 4 tracce sono versioni alternativi di brani contenuti nel precedente album. Non è un progetto che spicca particolarmente all’interno della discografia del rapper texano, ma rimane un prodotto validissimo. Se volete i contenuti, nelle barre di Scarface potete trovare una forte denuncia sociale.

Voto 3,5/5La parola passa adesso ad Aniello di Stefano:

Brockhampton – Saturation III
Pubblicare tre mixtape in un anno per molti è un azzardo, ma non per i Brockhampton. Saturation III, il miglior episodio della trilogia, è ad oggi la loro magnus opus. Un mix vincente di sperimentazione e contenuti, che li proietta di diritto nell’elite attuale del rap americano.

Voto 4/5Chiudiamo con il disco scelto da Marco Bianchessi:

Without Warning – Metro Boomin, 21 Savage & Offset
In un anno florido di collaborazioni tra pesi massimi: Young Thug & Future, Travis Scott & Quavo, Big Sean & di nuovo Metro Boomin. Questo terzetto ha prodotto uno dei lavori più forti e interessanti, non solo per il panorama trap ma per tutta la scena rap: Without Warning. Un redivivo Metro Boomin, ha creato un tappeto sonoro scuro e tetro per Offset & 21 Savage. I due rapper da parte loro si dimostrano complementari, dove uno accelera, l’altro rallenta; dove uno è più melodico, l’altro è più mono corde. Vera sorpresa è stato il promesso sposo di Cardi B, Offset si dimostra adeguato e spesso superiore alle aspettative, inserendosi in modo perfetto in un duetto già collaudato come quello di 21 Savage & Metro Boomin (che già avevano insieme su diversi lavori).

Voto 3.5/5

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