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Intervista

Vi presentiamo il nuovo album di Manzish: ecco Wananay – The Meridional Flavour

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Il 14 aprile è stato pubblicato il nuovo album di Manzish, Wananay – The Meridional Flavour.

L’album, in pieno stile reggae, non è assolutamente qualcosa di scontato e banale; si può percepire in ogni strofa, verso e brano un lavoro certosino.

Ho deciso quindi di analizzarlo con l’artista, presentandovi Manzish ed entrando nel suo mondo. Il risultato lo potete leggere qui sotto, un qualcosa di inaspettato quanto carico di significato.

Ciao! Benvenuto su lacasadelrap.com!

Ciao mitici!

Vorrei tu ti presentassi a chi ancora non ti conoscesse. Chi è Manzish e chi è Massimiliano.

Be’, sicuramente sono sempre la stessa persona e, se vogliamo aggiungere, anche Vurpigno Design (pseudonimo professionale per le grafiche e i video), così chiudiamo il cerchio dei miei troppi alter ego! Sono una persona semplicissima ma con una fantasia e una voglia di fare che, sia nel campo musicale che in quello professionale, mi hanno portato fin qui a parlare di me. Sono un po’ l’anti-artista per antonomasia, sono abbastanza riservato, per certi versi anche timido con gli sconosciuti, non sono per niente fotogenico, non ho tattoo o piercing e difficilmente posso attirare l’attenzione per strada, soprattutto da quando ho tolto i dreadlocks lunghi fino al culo nel 2008…cavolo almeno con quelli cuccavo dibbbbrutto ahahah.

Sono una persona molto impulsiva, (troppo) emotiva e abbastanza ansiosa, molto spesso faccio cazzate ed ho bisogno sempre di smuovere le cose intorno a me, sia nel bene che nel male…be’, un po’ come tutti direi! Non ho peli sulla lingua e non mi faccio problemi a vomitare in faccia alla gente cosa penso di loro, che siano fratelli di una vita o totali sconosciuti, anche per questo non ho molti veri amici su cui posso contare e, cosa più importante per chi fa musica, non ho supporter che si possano definire tali o gente che sostiene quello che faccio a.k.a. mi devo dare spesso le pacche sulle spalle da solo per farmi forza. Sempre fino a un certo punto però, perché poi si rischia di cadere nell’arroganza e nella superbia che sono cose che non ho mai tollerato. Mi piace tantissimo, e mi fa stare molto bene, cantare raggamuffin su qualunque tipo di beat, e anche realizzare animazioni, quindi finché avrò energie e possibilità per farlo, indipendentemente da quello che mi accade intorno, continuerò a farlo.

I tuoi testi, per quanto siano ricamati su basi “calde” e “felici”, molto spesso affrontano temi leggermente tristi, come la fine di un amore. Come riesci a far combaciare questi due mood?

Dai… ma come la fine di un amore?! Ahahah le donne, come i soldi, vanno e vengono! I problemi seri sono ben altri specie di ‘sti tempi che sto crescendo e sto letteralmente vedendo sparire persone a me care, altre che non riescono a tirare avanti e altre ancora che si perdono lungo il cammino. Nei brani che ho realizzato negli ultimi due anni parlo troppo spesso di argomenti profondi e a tratti cupi, come l’amicizia (con tutte le sue varie sfaccettature), l’insoddisfazione personale, la pochezza della società di oggi che si basa solo su apparenza e superficialità.

Penso che per quanto una persona possa essere appagata e soddisfatta di sé o della propria vita, difficilmente può godere di questa felicità quando intorno ci sono persone a cui tieni davvero, che non se la passano per niente bene o hanno gravi problemi, spesso più grandi di noi e che vanno oltre la nostra capacità di poterle aiutare.

Per la prima volta racconterò questo aneddoto per far capire quanto tengo alla Vita…anche se non amo parlare delle mie vicende personali pubblicamente.

A settembre avrei dovuto pubblicare il mio Ep trap Uomo Ombra, ma poi è slittato ai primi di ottobre perchè, il 16 Agosto dopo nemmeno due settimane di ferie, ho avuto un incidente mortale pesante insieme a mio padre dal quale (mi tocco i coglioni mentre lo dico, scusate il gergo) ne siamo usciti miracolosamente illesi, a parte il sottoscritto costretto ad un mese di stop per una frattura scomposta alla clavicola, ma onestamente sono felice che sia andata così! Io ero nel posto passeggero quando un autobus gigante ci ha travolto ed ho letteralmente visto la morte in faccia, durante e dopo l’impatto sono rimasto sempre cosciente, sono pure uscito dolorante con le mie gambe dall’abitacolo ormai completamente distrutto mentre mio padre era svenuto e vi lascio immaginare l’ansia… Quella volta ho avuto veramente molta paura per quello che era appena accaduto e che sarebbe potuto succedere dopo…ogni tanto penso a come sarebbe stato dopo la mia morte, il fatto che non sarebbe uscito l’EP Uomo Ombra e tutti i video dei singoli per cui mi ero spaccato il culo mesi prima a montare e animare, il nuovo disco Wananay – The Meridional Flavour che era già pronto da mesi, insomma, tutti quegli sforzi che sarebbero andati in fumo così… in pochissimi attimi… puff! So bene di non essere nessuno, di non avere molti amici e molte simpatie in giro, chissà se a qualcuno sarebbe fregato realmente della mia scomparsa (famiglia a parte chiaramente), anche dopo l’incidente quasi nessuno mi ha cercato pur sapendo cosa mi era successo, anche gli amici che consideravo “fratelli da una vita” sono spariti! Non è per fare la vittima ma questa cosa mi ha davvero deluso e aperto gli occhi per la prima volta nella mia vita e infatti ho deciso di tagliare e chiudere definitivamente con molte realtà, amicizie e situazioni del mio passato… Il fatto di lasciare un’impronta tangibile del mio passaggio mi ossessiona molto ultimamente e ciò si rispecchia anche nelle cose che scrivo.

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Per tornare al discorso di prima, i brani allegri o che hanno un messaggio molto positivo, come La Famiglia, Massive, Bipolare, Punany o E.C.C.A. rappresentano l’altra faccia della medaglia, il mio lato allegro e più spensierato. Dopotutto, la vita è fatta anche di cose belle e avvenimenti felici ed è giusto esaltare anche certi argomenti che, appunto, fanno parte del nostro quotidiano.

A parte La Famiglia, che è dedicata a mio nipote e che ho scritto inizio 2017, tutti gli altri brani citati sopra sono testi che risalgono almeno a 4 o 5 anni fa se non di più. Ci tenevo parecchio che il nuovo disco fosse un mix totale sia di suoni che argomenti. Nonostante l’aggiunta di brani datati e già pubblicati, ma arrangiati e registrati nuovamente per l’occasione, secondo Acsel, il producer di tutte le strumentali, e Ciro Princevibe, colui che ha lavorato sui mix di tutti i brani e sul master definitivo, gira tutto molto bene senza stancare mai l’ascoltatore.

Le produzioni dell’album sono assegnate alla label Rebel Noise Productions del cantante e producer Acsel. Come è nata questa collaborazione?

Questa storia mi piace molto raccontarla. Un periodo non molto lontano aggiungevo o scrivevo, in modalità random, a persone su fb per proporre i miei lavori e i miei servizi.

Un giorno scrissi ad Acsel dicendo “Ciao…sono bla bla bla…etc…faccio questo…hai bisogno di…” e così via, mi risponde e mi fa “Ciao Massimiliano, fighe le robe, che software usi, etc..” e poi mi fa: “Comunque non mi chiamo col nome che hai scritto tu eh…”. Praticamente avevo mandato uno di quei messaggi “copia e incolla” che in quel periodo avevo già preconfezionati ed usavo all’occorrenza per velocizzare i tempi e di volta in volta cambiavo il nome. Ovviamente, da esaurito totale che sono, avevo dimenticato di cambiare il nome ahahahah insomma, che figura di m…!

Acsel fu colpito molto dai miei lavori animati e mi disse che doveva (e voleva) realizzare un video per un suo brano, all’epoca non ci conoscevamo minimamente dal punto di vista artistico. Lui mi fece ascoltare delle produzioni sue e mi disse che era capace di fare qualunque tipo di genere musicale o almeno ci avrebbe provato per me, così abbiamo deciso di barattare un videoclip animato con delle strumentali.

Il video in questione che ho realizzato per lui è su Youtube, il brano si chiama Jump Out targato Acsel & The Reggae Rebel Band, mentre le strumentali che realizzò per me furono quelle che hanno poi creato Wananay! Sono stato davvero fortunatissimo a incontrarlo, Acsel ha fatto un lavoro davvero meticoloso cucendo ogni strumentale sulle diverse tonalità della mia voce, a seconda del brano e dello stile che ho voluto proporgli. Sicuramente sono di parte quando dico che, tra quelli incontrati e con cui ho lavorato, è sicuramente un producer tra i più capaci nel panorama reggae dancehall italiano, e non solo! Il risultato per noi è stato formidabile e siamo davvero molto contenti di ciò che ne è venuto fuori…Lo devo anche ringraziare per avermi ispirato il nome del disco e la grafica che ho poi ho realizzato.

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Ci conosciamo da nemmeno un paio di anni ma ci siamo trovati subito sulla stessa lunghezza d’onda, qualcosa bolle in pentola per il futuro ma non aggiungo altro se non che Acsel è proprio nu bravu guajjone!!

I testi sono carichi di riferimenti culturali, il primo che mi viene in mente è quello pirandelliano del brano Bipolare. Cosa ha scaturito il processo creativo dell’album, e quanto la cultura e la letteratura influenzano il tuo stile e lavoro?

Sono felice di questa citazione “acculturata” che hai preso per questa domanda! In verità sono abbastanza fissato sulla mia scrittura. Pur essendo un completo sconosciuto agli occhi del grande pubblico, credo che se mai qualcuno si metterà ad analizzare per bene i miei testi troverà parecchio materiale interessante, parlo degli schemi metrici e le assonanze che creo quando scrivo, sia in italiano che nel mio dialetto calabrese. Certe volte ho le paranoie che utilizzo sempre gli stessi termini, cerco sempre di variare come e quando posso anche se devo esprimere lo stesso concetto o trattare un argomento già affrontato.

Sicuramente, per me, la migliore palestra resta leggere, guardare film, essere curioso su tutto e, in generale, vivere la vita cercando di affrontare esperienze di ogni tipo, ciò è la migliore fonte d’ispirazione per chi ha voglia di raccontare e raccontarsi.

Ad esempio, l’Ep trap Uomo Ombra speravo fosse compreso di più dalla “massa italiana” perché volevo dimostrare che si può portare avanti quel sound con un approccio totalmente diverso, sia nei testi che nel sound, senza essere ripetitivo come tutti gli altri e parlando solo di cose futili, senza il bisogno di colorare i capelli e fare balletti idioti o creare un personaggio fittizio come ne esistono tanti oggi..non è che per spaccare, a 30 anni, ho bisogno di dire bufu, flexo, la mia gang, che ci metto la salsa e altre cavolate varie!

Niente… questo progetto non l’ha calcolato quasi nessuno e in effetti non posso lamentarmi più di tanto visto i tempi che corrono in Italia, sia musicalmente che a livello sociale.

Le nuove generazioni di giovanissimi ultimamente riflettono troppo questo schifo di società del superfluo e dell’apparire, non me ne vogliano eh, sono sempre stato dalla parte dei giovanissimi e lo sono ancora, perchè anche io sono stato un adolescente (anche se in un periodo storico totalmente differente da quello in cui viviamo oggi) e conosco i sacrifici e la gavetta che ci vogliono per poter cercare di emergere un po’, in qualsiasi ambiente, che sia lavorativo o musicale, e, cosa più importante, credo in loro e nel loro potenziale perché hanno in mano molti dei mezzi che non avevo io alla loro età… se lo volessero potrebbero davvero riscrivere un nuovo e bellissimo futuro per questo pianeta!

Per fortuna ne conosco tanti che sono in gamba e che si danno da fare ma, a malincuore, ammetto che la maggior parte di quelli che vedo in giro non hanno knowledge, coerenza e non sono per niente interessati a conoscere realmente la storia o le cose importanti che penso siano la base per avere una propria cultura e identità…si perdono dietro a valori, insegnamenti e atteggiamenti sbagliati che servono solo a dividere e distruggere, quando qui c’è bisogno di unire e costruire!

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Non vorrei essere frainteso! Mi creano fastidio i saccenti o quelli che fanno pesare il fatto di essere ignoranti; tutti siamo ignoranti, ma l’importante è essere sempre interessati e non smettere mai di essere curiosi verso ciò che è diverso e non conosciamo. Prima di poter giudicare o parlare bisogna essere sempre ben informati e istruiti ed è anche una garanzia per evitare raggiri in futuro, un popolo ignorante non va da nessuna parte! Ho divagato parecchio ma spero sia arrivato il messaggio.

La Giostra è l’ultimo brano estratto dall’album. Il video del brano è stato realizzato da te. Com’è lavorare sui tuoi stessi lavori?

Posso dirlo?? Una m…! Ahahah, ultimamente mi pesa sempre di più dover lavorare sulle mie cose personali, mi rendo conto che sono più ispirato quando ho a che fare con materiale altrui, che non sia mio o che mi coinvolga troppo a livello emotivo e personale. Il lyric video de La Giostra, ad esempio, inizialmente mi gasava un sacco… ora zero! A me piacerebbe tantissimo avere gente presabbene intorno, che mi coinvolga in altri lavori o, che a sua volta, vorrebbe essere coinvolta nelle mie cose.

Il discorso è che fare grafica, animazioni e video è un lavoro, il mio in primis, quindi so di cosa parlo e cosa si prova. A me non piace dover chiedere le cose gratuitamente…piuttosto preferisco un baratto di servizi ma ultimamente sono sempre meno interessato a queste cose soprattutto se non ne vedo l’utilità, la convenienza o un reale guadagno, e non mi riferisco solo ai soldi. Purtroppo i money sono quelli che sono, scarseggiano sempre, specie per come piacerebbe fare le cose a me che sono letteralmente stregato dallo spessore dei videoclip esteri.

In Italia, anche ai livelli più alti, copiano tutti, tutto, da altri e in pochissimi sanno creare cose veramente originali…perché spendere migliaia di euro per avere una cosa uguale a tanti altri?! Preferisco decisamente di no. Certe volte mi prende male dover spendere determinate cifre per realizzare progetti che, con la metà o anche meno, riuscirei a realizzare. Sicuramente mi mancano le attrezzature fisiche e la manovalanza (che non è certo poco eh), ma sulle idee e le capacità, senza voler sembrare troppo arrogante e presuntuoso (so che passerò lo stesso per tale ma chi se ne frega ahah), penso di sapermela cavare, avrei bisogno di un altro me stesso per girare un po’ di robe e sperimentare cose strane. Poi, sia ben chiaro, so di non essere il king della grafica o dei videoclip e ognuno è giusto che faccia il suo mestiere, però posso dire che mi sento abbastanza multitasking dal punto di vista professionale.

Se non avessi delle capacità non riuscirei a lavorare in questo settore, se qualcuno mi sceglie o chiama per i propri lavori sarà anche questo il motivo, cioè realizzare grafica, animazioni e video con un determinato approccio e una propria identità creativa. La mia formazione, autodidatta e universitaria, mi ha dato modo di avere un’infarinatura generale che copre diversi campi creativi, dalla grafica e il web design fino al campo video passando per l’animazione; peccato che sono anche molto pigro dal punto di vista teorico… infatti mi definisco un uomo del fare, molto più abile nell’atto pratico e concreto delle cose.

Concludo dicendo che mi piacerebbe molto poter affidare i miei progetti musicali a terzi, per sapere cosa li ha ispirati, come si sono approcciati rispetto a me, conoscere la loro visione (che è sicuramente diversa dalla mia) o, semplicemente, vedere cosa ne verrebbe fuori, per almeno una volta, senza che ci sia io di mezzo!

Avere un punto di vista diverso dal nostro, spesso, aiuta a crescere e a migliorare.N.d.r. Onestamente non avrei mai pensato che l’intervista andasse a trattare certi temi e fosse così intensa. Fatene buon uso e spero tocchi almeno un millesimo di quanto ha toccato me.

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