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Recensione

Gavetta, sincerità e tanto sudore: Ci sentiamo poi di Moder

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Moder, alias Lanfranco Vicari, è il ritratto meticoloso di un artista che si è preso il suo spazio passo dopo passo. Classe 1983, nasce a Ravenna, e sin dai primi anni 2000 inizia a cimentarsi con l’arte dell’mcing e a scrivere rime, fondando il collettivo Il lato oscuro della costa, gruppo icona dell’underground romagnolo per un lungo periodo. Dal 2011, finita l’esperienza coi sottovalutati Lato oscuro, re-inizia un nuovo percorso da solista, questa volta fatto solo di tentativi falliti, o come direbbe Lanfranco di “notti a scrivere di nebbia, paludi e provincia“. Da questo percorso nascono Niente da dirti (mixtape), Sottovalutato (ep) e il primo album ufficiale da solista 8 Dicembre, risalente all’autunno 2016.

Personalmente considero da sempre Moder non solo un rapper, ma un vero artista a tutto tondo, e non proprio a sproposito. La passione per la musica e le parole lo porta ad occuparsi di organizzazione e direzione artistica, fondando nel 2010 il Cisim, punto di riferimento e luogo di incontro e partecipazione sociale a Lido Adriano. Inoltre, unisce la sua arte ad esperienze teatrali con il Teatro delle Albe, si occupa di laboratori di scrittura e costruisce collaborazioni con musicisti.

Esce oggi, 3 marzo, Ci sentiamo poi, secondo album ufficiale di Moder pubblicato per Glory Hole Records, che racchiude al suo interno tutta la polivalenza artistica del rapper. Un disco di 16 tracce figlie della necessità di creare canzoni vere, togliendo il superfluo per lasciare solo ciò che serve e ciò che non si può tacere, senza scuse.

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Testi

Da un punto di vista tecnico, il disco brilla di un’elettrizzante luce propria.
Sin dalla prima traccia, Moder fa capire l’orientamento e il target che contraddistingue il progetto: un album vero, autentico, non per tutti. Preferirei di no, il brano che apre il disco, è l’unica possibile ribellione a un mondo di urla e di ego-pornografia dove tutti dicono la loro, lasciandosi dietro un cimitero di opinioni parziali. L’album si presenta come una raccolta di frammenti, raccolti di palco in palco, dove le parole vincono in maniera indiscussa il premio di miglior attore non protagonista.
Dentro gli scatti di vita di Lanfranco, veri protagonisti dell’album, ci sono le figlie, a cui è dedicata la tredicesima traccia Quando torni a casa, la famiglia, la provincia grigia e stretta, la Romagna opaca d’inverno, gli anni persi, le costanti frustrazioni evidenti nel testo di Dall’altra parte, uno dei più intimi del disco.Ci sentiamo poi è questo ma non solo. Il bagaglio culturale che Moder si è costruito negli anni emerge con prepotenza nell’analisi dei testi scritti. Numerose sono le ispirazioni, dall’alta letteratura (Pasolini, Fante, Auster, Blake, Nietzsche), al cantautorato (Cohen, Conte, Filippo Gatti, Flavio Giurato) sino al rap internazionale (J. Cole, Talib Kweli, Stormzy, Mac Miller). La passione per il rap-narrativo e l’abilità nello storytelling ci erano già chiari ai tempi di 8 Dicembre, ma nell’odierno progetto si innalzano e mostrano una maturità artistica non indifferente. Il tutto è catturato attentamente nella traccia La musa insolente, vera chicca per gli amanti del genere, scritta in collaborazione con Murubutu, maestro di arte poetica e conscious rap. Nel pezzo i due rapper partono da una biografia di un noto brigatista italiano per indagare cosa spingesse un uomo a mettere la propria vita sul piatto in nome di un ideale, facendo un ritratto apolitico ma preciso degli anni di piombo in Italia.

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Voto: 8,2/10

Strumentali

L’intero progetto è prodotto da Moder in collaborazione con Andrea Scardovi aka Duna, b-boy della storica crew Break The Funk e ingegnere del suono. L’obiettivo è quello di oltrepassare il mero concetto di Beat e Rap, con un lavoro di arrangiamento delle proprie canzoni, attraverso macchine analogiche e post-produzione. La scelta di affidare la produzione delle tracce a tanti artisti differenti non è casuale, ma insegue l’obiettivo di ottenere un sound vario, che possa andar oltre ai confini dell’underground, che rimane predominante. Tra i compagni di viaggio troviamo Kd-one, DJ 5L, Il Tenente e un brillante DJ West. Tra i sound più sperimentali vi è sicuramente quello di 10, 9, 8, traccia prodotta da Badnews  dal forte profumo di reggae e arricchita dal ritornello di Forelock. Presenti all’appello anche basi dal sapore blues lasciate volontariamente al solo suono di chitarra, rullo e contrabbasso (Non ne posso più). Nel complesso, ogni suono è ben riconoscibile e funzionale alla volontà comunicativa del testo che accompagna.

Voto: 7/10

Stile

Ci sentiamo poi è un disco che suona rap da ogni prospettiva. Un rap che rimane fedele a se stesso, non rinunciando però a essere influenzato da altri stimoli. Se prese singolarmente, le tracce suonano in modo corretto, senza esagerazioni, anche se per comprendere a pieno il viaggio, bisogna ascoltare l’album tutto d’un fiato. Sensibilità e intimità sono le parole che maggiormente mi vengono in mente durante l’ascolto del disco, il cui topic principale si riassume perfettamente in una barra della traccia n.11: “Non voglio diventare ricco, ma avere una scelta“.

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Voto: 7/10

Voto finale: 7,4/10

L’ultimo progetto di Moder risaliva a più di tre anni fa, si intitolava 8 Dicembre e veniva pubblicato agli albori dello straripante successo che la musica trap avrebbe ottenuto, nel giro di pochi anni, in Italia. La direzione intrapresa dal genere, seguendo l’onda del successo internazionale, si è spinta sempre più verso il mainstream, abbandonando suoni, tematiche e stili preesistenti.
Anche Lanfranco, in questi anni di presunto silenzio, è cambiato, ha fatto i conti con la propria epoca, per maturare e perfezionare la propria musica. La rabbia e il dolore per un passato che non tornerà mai, l’odio verso se stesso e verso i propri sbagli non sono svaniti, ma hanno assunto una consapevolezza nuova. La penna del rapper romagnolo si è affinata studiando i migliori e i suoi sound hanno sperimentato altri confini. Ci sentiamo poi è la dimostrazione di come l’underground possa produrre dischi di qualità, arrivando a un pubblico importante, senza scendere ad alcun compromesso.

Conosci meglio

Studente, accanito lettore, alla continua ricerca di creatività. Ho una mentalità diversa da chi tergiversa.
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