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Approfondimento

Marracash, il visual project di Persona: la riscoperta di sé

Marracash Persona recensione

Oggi ritorniamo su un disco che ha fatto molto parlare di sé: stiamo parlando di Persona, ultimo progetto musicale di Fabio Bartolo Rizzo (a.k.a. Marracash) prodotto da Island Records.

L’album è intensissimo e lo si è cercato di analizzare in ogni aspetto: il disco, ben strutturato, descrive il dualismo antagonistico persona-personaggio, con ampio riferimento all’omonimo film di Ingmar Bergmanleggi qui il nostro articolo di approfondimento.

Quando tutti erano ormai convinti di aver capito, Marracash pubblica il visual project di questo lavoro: l’intero progetto esce il 27 febbraio sul canale Vevo di Marracash.

Fomentando un sempre maggiore interesse, il visual ha confermato Persona come un Instant Classic. L’analisi che faremo è rivolta alla comprensione del progetto: tra immagini e suoni, ci avviciniamo ancora di più alla dimensione di Fabio.

Sfumature – il bianco (descrizione di una vita)

La prima cosa che balza subito all’occhio è la scelta di forti contrasti nella fotografia; i colori dominanti sono tre: il bianco, il nero e il grigio. Una scelta casuale? Assolutamente no!

Bisogna rendersi conto che stiamo osservando la storia di una vita, composta da momenti di luce e momenti di buio, attimi di lucidità e attimi di frenesia. Arriviamo a capire il motivo per il quale il soggetto-protagonista dell’intero cortometraggio – perché questo è l’intero visual album di Marracash – sia un bambino!

È la descrizione dell’innocenza che affronta una realtà estranea alla spontaneità infantile; in Body parts – I denti e Qualcosa in cui credere – Lo scheletro, il bambino viene rappresentato come un sognatore che non solo possiede la forza di cambiare le cose, ma che ne sente l’assoluta esigenza.

Nella canzone di apertura lo vediamo sul tetto di un palazzo, guarda dall’altro verso il basso la Barona: l’immagine è allegorica. Proprio come i re che sedevano sulla parte parte più alta della stanza, allo stesso modo il bambino, in alto, punta al possesso di tutto ciò sotto di lui. Il gesto di battere i pugni sul petto, in senso animale, esprime la forza e la determinazione: lottare per raggiungere l’obbiettivo.

Arriviamo ad un’altra immagine in Qualcosa in cui credere – Lo scheletro.

La rappresentazione è semplice ed innocente. O almeno così sembrerebbe. Vediamo il bimbo che, poggiato al muro, tenta di misurare la sua altezza: da un lato l’immagine esprime l’innocenza infantile, dall’altro dobbiamo cogliere dati importanti; nel frame in cui sta segnando la tacca per indicare la propria altezza, il soggetto falsa il valore aumentandolo di tutta la lunghezza del braccio.

Ovviamente stiamo parlando di una personale interpretazione del progetto, ma il messaggio che traspare da questa lettura è chiaro: il bambino ha già compreso che dovrà sgomitare per ottenere quello che vuole e non è detto che i metodi siano sempre leciti.

Sbavature – il nero (descrizione di un’ombra)

Se nella prima parte abbiamo attraversato il percorso di un sognatore, pur consapevole delle difficoltà, ora ci troviamo nella miseria dei peccati. Speranza ed innocenza lasciano spazio al calcolo e all’inganno per perseguire lo scopo.

La canzone Appartengo – Il sangue e le rispettive immagini sono la descrizione di quanto è stato detto: il ragazzo fiducioso diventa parte dei disillusi della (e dalla) società.

L’immagine del video è forte almeno quanto il testo! La mano sinistra di un uomo adulto afferra il polso del ragazzo: un vetro rotto (che potremmo intendere come i sogni infranti) infligge un taglio sul palmo del giovane e subito dopo una stretta di mano: un legame di sangue. La successione si conclude con giochi desolati, desolanti immagini per chi osserva.

Il sottotitolo di questo paragrafo è la descrizione di un’ombra: eccone i motivi! L’uomo adulto che afferra la mano del giovane non è altro che il ragazzo: il suo riflesso che sancisce la fine dei sogni, la fine dell’immaginario di speranza. Il patto di disillusione è suggellato dallo stesso sangue, che è quello del ragazzo e quello dell’uomo! Il tutto si chiude con la vuotezza di un’infanzia non spensierata, ma nella consapevolezza del dover lottare.

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Ultimo dettaglio a cui è possibile attribuire un significato per capire cosa seguirà è il colore dei cappotti dei due: il ragazzo ne indossa uno chiaro (il bianco), l’uomo ne indossa uno scuro (il nero).

La descrizione dell’ombra prosegue con Poco di buono – Il fegato. La prima immagine è quella del ragazzo in macchina, con lo stesso cappotto di prima, ma, attraverso un gioco di luci ed ombre, notiamo che l’indumento sembra essere di colore scuro, o almeno più scuro rispetto a prima.

Tra le parole di Sono un ragazzo di strada del gruppo I Corvi, si vede oscillare la mano del ragazzo: è quella stessa mano che prima era stata ferita, ma non c’è segno di lesione ne’ tanto meno sangue. Come mai? Semplice! La ferita non è superficiale, ma molto più profonda. Il taglio è guarito poiché parte del ragazzo.

La conclusione di questa ombra sta in Bravi a cadere – I polmoni.

Il brano ci propone una delle immagini più belle – d’altronde il dolore genera le immagini più poetiche: abbiamo un giovane che, sforzandosi gonfia un palloncino. Questo rievoca il celebre dipinto urbano di Banksy della bimba e il palloncino a forma di cuore.

L’insieme è fortissimo perché al verso “siamo bravi a cadere” corrisponde l’immagine del palloncino che vola in alto. La natura innocente del ragazzo si è unita e confusa alla vita corrotta e arrivista dell’ombra.

“Yin e yang, maschio e femmina, forte e debole, rigido e tenero, cielo e terra, luce e oscurità, tuono e lampo, freddo e calore, bene e male… l’interazione di principi opposti costituisce l’universo.” (Confucio)

Un terzo – il grigio (descrizione di un’artista)

Siamo arrivati al capolinea del viaggio: il riconoscimento da parte di Fabio di quelli che sono i limiti e il totale controllo del suo personaggio. Fabio convive con Marra: nessuna delle due parti predomina sull’altra.

Questo è quello che viene espresso in Supreme – L’ego: il bambino guarda la propria ombra, si rende conto di quello che è stato, confessando i propri errori; l’ombra volge le spalle al ragazzo ed è intenta ad andare via ma… ritorna!

Non sarebbe stato più facile una completa eliminazione dell’ombra? Certo, ma non sarebbe stata autentica! Fabio è al contempo l’ombra e la luce, l’innocenza del bambino e il desiderio di conquista, anche mediante il sotterfugio.

Questa consapevolezza – cioè quella di dover raggiungere un obbiettivo senza stratagemmi – necessità di allenamento, di Sport – I muscoli in cui il ragazzo ancora una volta si trova di fronte alla sua ombra.

È bello notare, però, che in questi frame del video la situazione è diversa: sembra quasi che non sia solo il bambino a fare le flessioni, ma anche la sua ombra. I due personaggi si presentano ancora come separati: il grigio come unione ancora non è delineato.

Entrambi e uno – il grigio come unione

Concludiamo con gli elementi che costituiscono veramente il fondo di Persona (Fabio/Marracash) e partiamo da Crudelia – I nervi: non ci dilungheremo molto, l’argomento è stato approfondito più volte – leggi il nostro articolo.

La figura di Crudelia è importante per il protagonista perché gli permette di scoprire che la sofferenza non va combattuta, ma accettata. Siamo al G.O.A.T – Il cuore: l’incipit è chiaro: bisogna saper perdere! Per quanto il dolore possa essere lancinante, bisogna saperlo accettare.

“Evitare la sofferenza è una sofferenza
Negare un fallimento è un fallimento
Nascondere la vergogna, è una forma di vergogna”

Le ultime tre tracce Madame – L’anima, Tutto questo niente – Gli Occhi e Greta Thunberg – Lo Stomaco rappresentano il movimento finale. L’anima è la riscoperta della propria persona e questo determina la caduta di tutti i vecchi valori: il bimbo si rende conto di aver combattuto per qualcosa di inutile, un niente indistinto – nel frame del video questa volta non ci si focalizza su cosa il giovane osserva, ma sullo stesso osservare: tutto si condensa nello stesso operare del ragazzo fino a quel momento.

Persona è l’operare di Fabio che compie l’unione completa con Marracash.

Conosci meglio

La musica mi accompagna sin dall'infanzia. Ho studiato la musica classica e lavorato sull'elettronica. Ogni suono è un colore sulla tela della quotidinità: "una vita senza musica non è vita."
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