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Recensione

Morris Gola, Sprinter: da Cinecittà a Detroit con il Rap

Sprinter Copertina

Oggi tratteremo di rapper sui generis: in data odierna è uscito il primo EP di Morris Gola, Sprinter, per La Grande Onda e distribuito da Artist First. Il disco è un viaggio che punta ad unire due concetti: arte e classe operaia (da qui il titolo del brano Working class).

Questa immagine ci riporta nella Detroit degli anni ’60, in cui nasceva la leggendaria etichetta discografica Motown (abbreviazione di motor-town, la “città dei motori”). Tutto ciò fa del disco un lavoro trasversale tra musica e analisi di tutto ciò che ci circonda.

Strumentali

Le strumentali prodotte dal team Devote (Giulio Di Giamberardino, Francesco Pierguidi e Daniele Vantaggio) sono uno degli elementi più peculiari di questo disco: rappresentano il collante e, allo stesso tempo, l’elemento di rottura; il motivo di questa argomentazione è la seguente: se da un lato il disco è pervaso da suoni elettronici e freschissimi, d’altro canto abbiamo una trasversalità completa nello stile delle stesse.

In poche parole l’imprinting delle basi, dalla open track fino a quella di chiusura, è chiaramente riconoscibile, ma abbiamo un continuo cambiamento nel mood del disco: si passa da uno stile più morbido delle prime tracce (Guai, Vojo cantà così), per passare attraverso delle line di basso più crude (Working class, Augh!) approdando nello sperimentalismo delle ultime tracce (Sprinter, Lemonade).

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Conoscenza del passato e propensione allo sperimentalismo: ben fatto.

Voto: 7.5/10

Testi

Partiamo dicendo che è uno dei primi lavori di un artista che sta nascendo e che si sta formando sia tecnicamente che umanamente. Dopo questa doverosa premessa, si può capire bene che il disco è scritto dal pugno di un ragazzo che ha voglia di emergere: la rivalsa sociale e la lotta di classe sono punti focali all’interno del disco, anche se velati dai toni caldi.

Il disco, a livello di tematiche e di stili ,comunque è ben strutturato: abbiamo tracce che strizzano l’occhio ad una visione pop e invece alcune più stringenti che si rivolgono ad un pubblico più conscio dei tecnicismi.

Comunque bisogna dire che Morris Gola si dimostra pienamente consapevole delle sue capacità tecniche: il disco non solo è caratterizzato da un vasto numero di flow, ma sugli stessi vengono spesso fatti giochi metrici che rendono il disco interessante ed appetibile all’ascoltatore.

Voto: 7/10

Stile

Il mood del disco è interessante e ci trasporta in un viaggio che parte da Cinecittà fino ad arrivare a Detroit, ma non brilla di unicità: l’EP è interessante, però lascia l’ascoltatore in sospeso. Nonostante questo, l’album risulta essere innovativo! Sono diversi gli elementi che lo caratterizzano: l’idea del viaggio, dell’unione tra arte e lotta di classe è senza dubbio un elemento non di poco valore. Ciò rende questo EP un lavoro particolare e divertente durante l’ascolto.

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Il giudizio riguardo a questo giovane MC è senza dubbio positivo. Il modo di lavorare è di una consapevolezza disarmante, nonostante questo, necessita di un taglio più intimo in grado di descrivere la personalità dell’autore: il disco presenta la dimensione esterna e ciò che circonda Morris, ma questo non è sufficiente! A mio avviso, sarebbe bello disporre di una descrizione di ciò che lo riguarda, di chi sia intimamente Morris Gola.

Attendiamo con impazienza qualcosa di ancora più dettagliato, che ci permetta di entrare nel suo mondo facilitando ulteriormente la comprensione della sua visione artistica.

Voto: 6/10

Voto Finale: 6.8/10

Sprinter si delinea come il disco di apertura di un artista che ha molto da dire: si compone di elementi diversissimi e che lo rendono nel complesso un buon prodotto; ci troviamo di fronte ad un lavoro che punta a presentare un artista dotato di ottime skill e potenzialità, ma che deve ancora abbandonare la zona di comfort per raggiungere i livelli dei professionisti del settore.

Conosci meglio

La musica mi accompagna sin dall'infanzia. Ho studiato la musica classica e lavorato sull'elettronica. Ogni suono è un colore sulla tela della quotidinità: "una vita senza musica non è vita."
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