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Recensione

Border Wall di S.W.E.D. è un connubio tra arte e bellezza

Border-Wall-Cover

Il 20 marzo 2020 S.W.E.D., per Do Your Thang Records, pubblica l’EP Border Wall. Un vero e proprio gioiello artistico, qualcosa che nessuno si aspettava. Al suo interno troviamo le collaborazioni firmate Penny Wise e Danno (Colle der Fomento), affiancati dal produttore Rubber Soul e dal musicista Benjamin Ventura.

Ho un’unica richiesta per tutti voi che siete incappati in questa pagina, ignari di chi sia S.W.E.D.: mettete le cuffie, o accendete il subwoofer, finestre chiuse e meno luce possibile, meglio se al buio. Prendetevi il tempo di assaporare nota per nota quello che sta per accadervi, perché è un viaggio nel quale nessuno vi ha mai portato.

Vamonos.

Testi

I brani sono eseguiti tutti in lingua inglese e spagnola, rendendo la comprensione linguistica più difficile, ma emozionalmente più coinvolgente. Ciò che ci racconta arriva attraverso canali ben più subdoli della ratio; ondeggiamo tra la musicalità dello spagnolo e la pulizia dell’inglese.

Apagando la luz de la cama / Y esperando que llega la lluvia / En el balcon mirando un avion / Que viene y que va / Sigue un otra noche sin parar

Quel genere di romanticismo filthy che solo il soul riesce a regalare; la scintilla scoccata con le prime rime di Crimes and Reasons, si ammorbidisce e diventa qualcosa di più profondo e durevole. L’incontro con l’HipHop, che avviene in Damn Bro (Ft. Penny Wise) e Gang Lords (Ft. Danno), infatti, non serve a tirare fuori grinta o carattere da questo progetto, è la più pura fusione che si poteva trovare tra questi generi. I due artisti rap pattinano sui beats in totale scioltezza, non devono adattarsi al concept del disco, sono a proprio agio sul pianoforte e su campionamenti che ricordano gli anni ‘30. Aggiungendo fascino e amenità, ad un album che già di suo è bello per essere bello.

Leggi anche:  X Tutto Questo tempo è il documentario sul Colle der Fomento

S.W.E.D.-Border-Wall

Strumentali

Benjamin Ventura e Rubber Soul, dietro la direzione dello stesso S.W.E.D., sono i due artisti che hanno dato vita alle atmosfere di Border Wall. Ogni base giunge come una carezza, accompagnando l’ascoltatore in una dolce fuga in una musica d’altri tempi. L’incontro tra il jazz, il soul e l’hip hop risulta naturale, come se questi generi avessero da sempre fatto parte dello stesso mondo. Benjamin Ventura e Rubber Soul ti accolgono e ti accompagnano all’interno delle loro menti in un’intimità di emozioni che non vuoi smettere di provare.

S.W.E.D.-Border-Wall

Stile

Piccolo aneddoto: Ascoltai inconsciamente, per la prima volta, la voce di S.W.E.D. nel singolo di Panz, Jurassic Panz. Non ci pensai su, era una voce in un singolo che mettevo in loop continuo in macchina, credo che mi sia balenato in mente per meno di un secondo che fosse il campionamento di chissà quale canzone straniera. Quando andai all’anniversario del Do Your Thang, etichetta per la quale S.W.E.D. pubblica i suoi brani, circondata dalla folla, sentì una ragazza dire ai suoi amici di fare silenzio ed ascoltare il ragazzo che si stava per esibire perché aveva una voce incredibile. Ed infatti un simile timbro non lo avevo mai sentito. Coinvolgente e profondo, di quelle voci ipnotizzanti, che non puoi scordare; risulta difficile se non impossibile riuscire a trovare qualcuno in grado di avvicinarsi allo stile di questo artista. Nella gravità della sua voce, si celano delle analisi volte a spaziare dalla critica verso il panorama musicale attuale, ma anche verso temi di enorme attualità più che sottovalutati. S.W.E.D. vuole denunciare non solo quelle situazioni che costringono le persone a scappare dalle proprie terre o a combattere per un futuro migliore. Ma anche una cultura volta al consumismo, incapace di impegnarsi in qualcosa perché il concetto di “usa e getta” è più facile da attuare. Senza però dimenticare messaggi positivi e speranzosi come quello di voler trovare se stessi, forse grazie ad una donna come canta Penny Wise, ottenendo la tanta agognata libertà. 

Il mondo brucia ma non si vede se ho qui te.

S.W.E.D.-Border-Wall
S.W.E.D.-Border-Wall

Artwork

La cover realizzata da Frita, racconta, con un incastro di simboli, l’essenza di Border Wall. Non una barriera, ma un invito ad assaporare, una volta entrati, ogni dettaglio raffigurato sulle sue mura. Curiosità, voglia di andare oltre, quel passo in più che ci aprirà le porte su un mondo che in pochi possono dire di aver visto.

7.0

Border Wall - S.W.E.D.

Tutto ciò che è scritto prima di questo paragrafo sarebbe riassumibile in un solo aggettivo: Bello. Banale, non credete? Fernando Pessoa, diceva:

La bellezza è il nome di qualcosa che non esiste che io do alle cose in cambio del piacere che mi danno.
Potremmo dire che c’è un buon equilibrio nell'accostamento dei generi, per quanto riguarda le basi. Potremmo dire che la voce dell’artista è incredibile quanto unica. Potremmo dire che, per una volta, c’è un artista che dice di voler prendere le distanze da un panorama fatto di plastica e lo fa, senza invece rifilarci la solita minestra riscaldata. Eppure, alla fine di tutto, quando l’ultimo secondo rimasto vola via insieme all'ascolto che abbiamo appena fatto di questo capolavoro, in testa illuminata da quel barlume sommesso che era la scintilla iniziale, rimane una sola parola: Bello.

Testi

7.0

Strumentali

7.0

Stile

7.0

Pro

  • novità nella scena rap
  • Interpretazione coinvolgente
  • Beat con strumenti live

Contro

  • L'uso dell'inglese e dello spagnolo impediscono la piena comprensione dell'album
Conosci meglio

Il mio primo incarico fu quello di costruire le navi che portarono gli Achei a Troia, ma con la crisi che c'è, ho preso a farne solo di carta e di dimensioni microscopiche. Assidua mangiatrice di lasagne e libri. Probabilmente sono l'anima gemella di Hannibal Lecter. Dite Mellon ed entrate.
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