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Approfondimento

Mostro: memorie di un vincitore

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La vita è un percorso pieno di difficoltà, in cui bisogna lottare contro se stessi.
Nella nostra testa, rincorriamo fino allo sfinimento la speranza di essere felici… ma più andiamo avanti, più questo traguardo sembra allontanarsi, e il mondo sembra crollarci addosso.
Nel 2014 usciva La nave fantasma, primo album ufficiale di Mostro. Nella traccia Memorie di uno sconfitto, il rapper descrive di come le sue difficoltà, la sua rabbia e il suo odio siano diventati la sua principale fonte di energia. Con questa forza, egli riuscirà a trovare la motivazione per correre verso il sogno della sua vita: “la conquista del rap italiano“.
Dopo 6 anni, nel 2020, esce Sinceramente Mostro per Honiro Label, con al suo interno Memorie di uno sconfitto parte 2: una canzone che colpisce sin dal primo ascolto, sia per la composizione musicale, che per le parole.
Per questo motivo, vale la pena analizzarne il testo. Quindi, non dilunghiamoci oltre, e procediamo…

Il caldo deserto dell’infanzia

Nasco nel caldo del deserto
Apparentemente tutto calmo, tutto fermo
La sabbia copre il cemento
Non posso camminare, con le mani cerco il vento
Una culla fatta di legno
Fatico a dormire, un pensiero mi tiene sveglio
Mamma mi tiene in braccio, lontano dalla polvere

Il viaggio inizia in un rassicurante caldo, tra la sabbia del deserto: simbolo di un mondo che appare calmo e pieno d’amore.
In questi primi versi, Mostro è un neonato e non comprende ancora il mondo intorno a sé, ecco perché appare tutto in pace.
A proteggerlo ci sono le braccia della madre e la sua culla di legno, che tengono il bambino lontano dalla pericolosa polvere e da ogni problema.
Mostro non è ancora in grado di camminare, ma la mano tesa alla ricerca del vento simboleggia la sua curiosità, e la sua voglia di esplorare il mondo intorno a sé.

Ma come tocco terra, capisco che devo correre
Piccoli passi ma veloci, fuggo da incubi feroci
Correndo mi perdo i giochi
Incontro i serpenti, cammelli coi beduini
Cerco almeno di tenere i miei fratelli più vicini
In quella casa, che casini…

Gli anni passano, e Mostro cresce. Con il verso “perdo i giochi” capiamo che, ormai, egli non è più un bambino. Adesso non c’è più la madre a tenerlo al sicuro, lontano dalla polvere. Ora il ragazzino ha imparato a camminare, e deve imparare a vedersela da solo.
Più cresce, più comincia ad avere coscienza del mondo, più si rende conto delle difficoltà che dovrà affrontare (“serpenti” ed “incubi feroci“).

La grigia città dell’adolescenza

Corro in salita, sopra le dune
Scorpioni sui miei vestiti, fanculo le mie paure
Da qui vedo le strade, non mi posso fermare
Quei piccoli passi ora sono delle falcate
Ma l’adolescenza è una tempesta, la sabbia si fa asfalto
Imparo a soffocare la rabbia dentro a un pianto
Chi scappa, qua è solo un codardo
Ma io non scappo, io sto cercando

Mostro diventa sempre più grande, i piccoli passi diventano delle falcate, e la sabbia diventa un grigio asfalto: simbolo della tristezza che affligge il ragazzo.
Quando si è bambini, la vita appare come se fosse un “gioco continuo”. Purtroppo, più si cresce, più questa concezione scompare, e si inizia a provare rabbia quando le cose non vanno come speriamo.
Non sapendo come reagire, il ragazzo soffoca le sue difficoltà dentro un pianto: ora più che mai è evidente quanto sarà dura la vita che dovrà affrontare.
Le dune simboleggiano proprio queste difficoltà. Tuttavia, gli ostacoli sono in realtà un’importante possibilità di crescita: dobbiamo riuscire ad affrontarli con coraggio e senza paura.
Questo, purtroppo, inizialmente non lo sappiamo, ed ogni lacrima che versiamo è molto dolorosa… specialmente se viene versata in un mondo in cui ci sentiamo soli.

Io continuo a correre, supero anche i miei amici
Corri in mezzo agli autobus, nel traffico, fra tutti gli edifici
Mi allontano ad ogni passo, sguardo basso ed occhi grigi
Chi dobbiamo essere per essere felici?

Mostro però non molla, e continua a correre e a faticare lungo la via.
Tutti i suoi amici, però, camminano tranquillamente: per questo motivo, comincia a sentirsi incompreso e solo… come se fosse l’unico ragazzo a star soffrendo.
Questo senso di solitudine getta il ragazzo nella tristezza e nel caos mentale: il mondo appare come una città grigia e caotica.
Cosa c’è che non va in me? Cosa devo fare per essere felice?
Andare avanti è dura, e le domande senza risposta sono tante

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La speranza della verde giungla

Ma a vent’anni nella giungla, sfreccio nella foresta
Tu non puoi fermarmi, spacco i rami con la testa
Ho il cuore più duro, sicuro, di una corteccia
Non sono un uomo, sono un’arma, io sono una freccia
E mi dimentico gli affetti, corro a denti stretti
Perché ho troppa paura che la vita non mi aspetti
Cosa faremo poi quando saremo soli e vecchi?
Resto il più bello di tutti in una stanza senza specchi

Ora Mostro ha 20 anni, ed ha capito che il dolore non è mai qualcosa di veramente negativo.
Grazie a tutte queste difficoltà, egli ne è uscito fuori più forte.
La grigia città è ormai lontana, e le lacrime versate hanno dato origine ad una bellissima foresta verde. Ora il ragazzo ha imparato a reagire quando le cose non vanno, e la sua rabbia è diventata energia.
Se rimanesse immobile, finirebbe per invecchiare da solo e per sempre tormentato. Fortunatamente, Mostro ha un sogno da realizzare, e non resterà con le mani in mano.

Mi volto un’ultima volta, vedo mio fratello cadere
Solo un altro passo e sono immerso nella neve

Ad un certo punto, avviene un fatto drammatico: il fratello di Mostro viene a mancare… e possiamo solo immaginare il dolore che questa perdita abbia causato.
In realtà, chi perdiamo continuerà comunque a vivere dentro di noi: ed è questo quello che conta veramente.
La forte corsa finisce con un’inciampata… ed ora siamo immersi nella neve: simbolo del duro momento di depressione che stiamo per affrontare.

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Immerso nella gelida neve

Ma tu lo sapevi che è vero
Che i sogni più grandi sono fatti di vetro
Feci un respiro e decisi che non mi sarei guardato più indietro
Per la prima volta io non so come rialzarmi
Nessuno può trovarmi o lanciarmi una corda
Il ghiaccio che mi blocca, il cuore come gli arti
Non mi farà più scrivere, mi chiuderà la bocca.

Quello che abbiamo intorno a noi è fatto di vetro, e ogni piccolo imprevisto lo può far rompere. In altre parole: non bisogna mai dare per scontato ciò che si ha, perché basta poco per perderlo.
Mostro si trova per terra, completamente congelato nella neve. Il suo passato lo tormenta, la vita ha ormai perso di senso, e niente sembra poterlo aiutare.
Il ragazzo non trova più un motivo per andare avanti, e la luce infondo al tunnel è sempre più debole…

Basta poco, uno schiocco di dita
Fuori il gelo, però dentro io scoppio di vita
La mia fine non è ancora questa
Vuol dire che corro, corro al doppio di prima
E sono fuori io da solo, nudo nella bufera
Sopravvissuto a tutto, lupo della Siberia

Il freddo è atroce, sia nel cuore che nel mondo di fuori… ma dentro di sé, Mostro nasconde un enorme calore.
Basta davvero poco per far sciogliere la neve che lo congela: bisogna solo risollevarsi, smetterla di farsi pesare le sofferenze, e andare avanti.
Andare avanti e correre, correre ancora più forte, trasformando questa rabbia e questa tristezza in energia.
Il ragazzo, nonostante tutto, è ancora in piedi: niente lo ha fermato, e niente lo potrà fermare. 

La montagna

Ho camminato a lungo, fino ai piedi di questa montagna
Pensavo solo: “Ora non posso non farcela”
Dio mi guarda e dice solo: “Dove vai?”
Troppo scivolose le suole delle mie Nike
Mentre mi avvicino al Sole gli urlo forte: “Ora vedrai”
Non sarò come la neve perché io non cadrò mai

Fermati. Girati ed osserva la strada che hai percorso finora. Guarda quante ne hai passate… eppure sei ancora qua. Perché mai dovresti fermarti proprio ora?
La montagna che hai di fronte è altissima, ma ormai niente ti fa più paura.
Fatti forza e scalala.
La strada sarà ancora ardua, ma adesso non ti puoi più arrendere: sulla cima di quella montagna si trova il sogno che hai sempre desiderato.

Ventisette, sono in cima, sorrido per l’impresa
Davanti a una discesa, che mi porta ad un’altra salita
Da qua sopra che apprendo il senso di questa vita
La mia meta è una ricerca che non è finita

Ormai il ragazzo ha raggiunto i 27 anni, e dopo numerose fatiche, è arrivato sulla cima della montagna. La neve si è completamente sciolta, e il sole batte forte sul terreno; ogni sentimento negativo si è ormai allontanato.
Dopo tutte le difficoltà, ora la strada è in discesa.
Tuttavia, non è ancora finita: oltre la discesa sono presenti altre salite, altre difficoltà… ma questo non è più un problema.
Quale è il senso della vita? Beh, non è una domanda a cui può rispondere qualcun altro, né tantomeno io. La risposta la devi cercare dentro di te, e la troverai solo dopo aver affrontato te stesso e le tue lacrime. Quando penserai di averla trovata, ti accorgerai che in realtà è ancora ben lontana… ma l’importante è fare passi in avanti.

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Memorie di un vincitore

Una bufera si avvicina, è vero
Ma appare come un amico il tramonto dietro la crina
Io metto tutto quanto in una rima
E vado alla conquista della mia vita
Vediamo chi arriva prima

I periodi bui e la sofferenza (il tramonto e la bufera), ormai, non sono più nemici di cui avere paura.
Se stai affrontando un periodo difficile, quindi, non abbatterti; ma tieni la testa alta, conscio del fatto che ne uscirai fuori più forte.
Memorie di uno sconfitto terminava con “vado alla conquista del rap italiano, vediamo chi arriva prima“; ed era proprio questo il sogno sulla cima della precedente montagna. Ora che è riuscito a raggiungere la vetta, Mostro ha realizzato questo suo grande sogno.
La prossima salita che vede di fronte a sé, sarà quella che lo porterà alla cima del prossimo monte, ovvero la conquista della sua stessa vita.

La strada sarà lunga e faticosa, ma le Memorie di uno sconfitto ormai uscito vincitore, saranno ciò che gli consentiranno di farcela.
E, come lui, ognuno di noi dovrà fare lo stesso… perché mai nessun macigno sarà abbastanza pesante da schiacciarci; ma sarà in grado di renderci pronti a portare pesi sempre più grossi, in futuro.

Leggi il testo completo di Memorie di uno sconfitto parte 2

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