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Approfondimento

Tra rap, dance e techno: la nuova wave dell’industria musicale italiana

rap-dance-techno

Cosa accomuna rap, dance e techno? Come possono coesistere la musica elettronica e l’Urban?

Da un po’ di tempo a questa parte stiamo assistendo all’unione della musica elettronica dei club con il rap. Ciò di cui molti non sono consapevoli – visto il topic sollevato dalle ultime dichiarazioni di Salmo sul suo profilo Instagram, che vi spiegheremo più avanti nella lettura – è che non stiamo assistendo a qualcosa di nuovo, in realtà.

Per comprendere a pieno quanto legame ci sia fra elettronica e rap, o fra i generi di rap, dance o techno bisogna conoscere un po’ dell’evoluzione di entrambi poiché, più di quanto sembrerebbe, l’evoluzione dell’uno ha seguito parallelamente gli sviluppi dell’altro. Entriamo nel mondo dei 128 bpm.

Da dance a techno, il ritmo perfetto

Due sono le scuole che hanno rappresentato da sempre le colonne portanti della musica elettronica: la scuola americana e quella europea. Chicago e Detroit sono rappresentate dai suoni di Frankie Knucles, Marshall Jefferson e Jeff Mills: questi sono a tutti gli effetti i genitori di quella che, volgarmente, viene definita house music e techno.

Non avendo una tradizione propria, l’Europa ha fatto sue le influenze americane mischiandole e contaminandole tra loro: la Germania si legherà ai suoni della techno e dell’house, ma introducendo al loro interno suoni metallici e dalle movenze industrial; Olanda e Francia invece saranno caratterizzate da ritmi più melodici, tipici di realtà come Miami e Los Angeles – ci riferiamo all’origine rispettivamente di trance e french house.

L’Italia, nello specifico, conta diversi rappresentanti, anche a livello internazionale, che hanno saputo farsi conoscere per il loro estro e suoni: fra questi non sarà sconosciuto il gruppo Metempsicosi (Franchino e Ricky le Roy), i Datura, gli Eiffel 65 o The Bloody Beetroots.

dance rap techno

Italia tutta da ascoltare

Attualmente, sono molte le canzoni che incastrano, su suoni di cassa squisitamente elettronici, rime e flow di diverso tipo: ultimamente le nuove leve hanno saputo far parlare di sé. I riferimenti sono a Bando di Anna Pepe o Auto Blu di Shiva. Ma come è cominciata questa unione di generi?

Una delle canzoni che maggiormente ha dato slancio a questa nuova caratterizzazione musicale è Limonare prodotta dai Crookers. La canzone non brilla certo per la profondità del testo e per metriche spezza-collo, ma il sound complessivo riusciva nell’intento: portare il rap nelle discoteche e tra gli amanti dell’elettronica!

Se Limonare risulta l’embrione, poco dopo i Crookers in collaborazione con Dargen D’amico e Two Fingerz – che negli anni successivi cercheranno di riportare in auge questo stile musicale, anche se con scarsi risultati a livello di vendite – escono con Giorno ‘N’ night remix della canzone Day ‘n’ nite firmata Kid Cudi. La domanda lecita è: Kid Cudi avrebbe avuto lo stesso successo senza i Crookers? Probabilmente no.

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È doveroso constatare che Kid Cudi grazie al remix della canzone, e non alla canzone in sé, ha potuto ottenere una popolarità mondiale: Day ‘N’ nite è sicuramente da annoverare tra le canzoni iniziatrici di questo genere.

Le sonorità che vanno per la maggiore nel periodo compreso dal 2008 al 2011 sono quelle più legate alla prog house di quegli anni, con kick profondi e riff melodici basati su tonalità acute, presi in prestito dalla generazione p-gold di Ibiza (Obi baby e i pervert party).

oby baby

Un esempio di quanto detto nel mondo rap è sicuramente Solo un demo di Macrobiotics (Nic Sarno e Dargen D’amico) che, attraverso un testo più articolato, ripropongono una migliore miscela dei due che risulta già più pungente all’ascolto.

Menzione d’onore è da assegnare sicuramente a Marracash che il 18 settembre 2009 pubblica una collaborazione dai toni sperimentali: ci riferiamo al brano Come la prodotta in collaborazione con The Bloody Beetroots. Il gruppo dance punk ha saputo al meglio miscelare le sonorità di un giovane Marracash ai suoni taglienti del proprio sound caratterizzato da innovazione senza confine.

Un’idea troppo innovativa

Se nel 2009/2010 volevi un sound elettronico, allora la risposta era unica: Two Fingerz! Il 13 dicembre del 2010 viene pubblicato Il disco volante: l’album è improntato proprio sullo stile classico della dance progressiva tanto apprezzata in quegli anni.

In un periodo come quello Danti e Roofio hanno saputo trascinare le rime su spiagge quasi del tutto inesplorate: il disco per queste ragioni non sarà sicuramente un classico della musica hip hop, ma in quel genere dance che si unisce al mondo rap certamente sì.

Il singolo che passa in radio

Se parliamo di musica hip hop accostata al genere dance, non possiamo non citare Fabri Fibra che ha saputo negli anni alzare sempre più l’asticella di gradimento dei suoi pezzi italo-dance: 2010 e 2011 vedono esplodere il rapper in una veste tutta nuova.

Crookers insieme a Fabri Fibra e D’argen Damico nel 2010 pubblicano Festa Festa: il brano non ha bisogno di presentazioni. Il pezzo non è il capolavoro introspettivo dell’artista certo, ma non ha nemmeno la pretesa di esserlo: va preso per quello che è! Un prodotto esplosivo rivolto a trasmettere frenesia e contentezza.

Se Festa Festa è l’inizio di questo nuovo progetto Fibra, la coronazione di un sound nuovo per Mr. Simpatia avviene attraverso la collaborazione, anche se del tutto ufficiale, con il DJ Gabry Ponte che nel 2010 realizza diversi mashup sulle voci del rapper di Senigallia: Vip in trip (Tantaroba Bottleg) è la giusta rivisitazione dance, fatta da un professionista del settore, che per parecchio tempo ha fatto ballare i dancefloor tenendo banco a molte altre hit del periodo.

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Fabri Fibra

Pensavate fosse finita? Ebbene no. Il 19 novembre 2010 viene pubblicato Tranne te (Tantaroba Bootleg): anche questa canzone non ha bisogno di introduzione. Gabry Ponte ha saputo tirare fuori con questo mashup la coesione perfetta tra due hit, Barbra Streisand e Tranne te appunto. Il lavoro del DJ è riuscito nell’entusiasmare gli animi di molti proprio perché esprime al meglio le potenzialità della musica rap, combinanti a suoni elettronici irriverenti: il pubblico ha molto apprezzato, quasi tutti… Tranne te.

Nel club solo Dogo

Che i Club Dogo abbiano ridato luce alla musica rap questa è cosa nota a tutti; non tutti sanno, però, che il trio ha portato alla luce anche alcuni lavori musicali che, in un periodo storico ben diverso da quello attuale, rappresentavano l’innovazione anche per la musica dei club.

In data 5 luglio 2012 viene pubblicato Erba del Diablo con la collaborazione dei Datura. Se Jake La Furia e Guè Pequeno fanno da attori della scena, il regista degno di lode è sicuramente Don Joe che realizza uno straordinario omaggio alla Yerba del Diablo dei Datura: bassi acidi e melodia in linea con le produzioni di un hitmaker.

I Dogo rappresentano più di tutti l’unione tra club e rap: sarà per le loro origini in una delle patrie del clubbing italiano, sarà che la loro musica sin dall’arrivo di Don Joe e del suo Mida’s touch si è sempre rivolta a quel genere di ambiente… Rimane il fatto che i Dogo hanno sicuramente portato innovazione e questo vale anche per l’ambiente del club. D’altra parte, loro sono il club.

Uno sviluppo inaspettato

Avvicinandoci sempre più ai giorni nostri, non possiamo non tenere in considerazione di quelle che sono state le movenze della musica elettronica dal 2013 fino a questo punto. Anche le produzioni italiane sono mutate profondamente, seguendo la scia dei fenomeni musicali americani che hanno visto l’avvento di quella che è definita EDM.

Un esempio concreto di tutto questo è La cassa dritta prodotta da Two Fingerz in collaborazione con Fedez: un cambiamento radicale in uno scenario hip hop che stava profondamente mutando. I suoni sono meno ruvidi e puntano ad una scena internazionale.

TwoFingerz

Il progetto Two Fingerz, per quanto sia da molti denigrato, ritengo essere uno dei concept musicali più sperimentali che l’hip hop italiano abbia avuto nel corso della sua evoluzione: Danti e Roofio hanno saputo spesso valorizzare i suoni mainstream della progressive house; donandogli nuova luce, generando sfumature sempre innovative e mai scontate – e questo sin dal 2009 – ne è un esempio il brano Straparlo prodotto in collaborazione con Vacca.

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Tra rap e brostep

Negli ultimi due anni, la musica elettronica ha sempre più abbandonato le movenze del passato: le melodie del progressivo e del trance sono state quasi definitivamente accantonate. La preferenza dal 2017 fino ai giorni nostri è caduta sul minimalismo musicale; un ritmo spoglio viene sostenuto da accompagnamenti di basso interamente sintetizzati, profondamente metallici e industrial.

Come abbiamo anticipato all’inizio di questo articolo, qualche tempo fa Salmo aveva dichiarato di essere stato uno dei primi a rappare su basi elettroniche: qui dimostriamo che non è proprio così. Attenzione, anche Salmo ha un primato di avanguardia in Italia: il rapper sardo, sebbene non sia stato il primo a portare il rap su basi dance, è sicuramente uno dei pochi ad essere riuscito a sdoganare il brostep e dubstep rappandoci sopra.

Alcuni potrebbero obbiettare sostenendo che già Marracash nell’album Fino a qui tutto bene aveva presentato diverse tracce che avessero dei chiari richiami al brostep e al dubstep – basti pensare a Parole chiave ad esempio. Nonostante questo, Salmo può dirsi l’iniziatore di questa nuova miscela perché è stato il primo rapper italiano ad aver fondato interamente la propria carriera, e i suoi primi lavori, proprio su questa mescolanza di generi e sull’aggressività sonora.

Canzoni come Street Drive-in, Disobey o Death USB hanno rappresentato, e rappresentano, un capitolo di cambiamento per il rap game italiano.

Salmo

Una miscela funzionale

Chiudiamo l’articolo proprio analizzando le ultime uscite che stanno rappresentando la nuova wave: se la musica reggaeton sta dominando le nostre estati, ben presto potremmo avere un nuovo genere che ci permetterà di rivivere i grandi successi del passato.

Tutto è cominciato ad ottobre con RITMO (Bad Boys For Life) dove i Black Eyed Peas e J Balvin hanno saputo sfruttare Ryhthm of the Night di Corona attraverso un arrangiamento in chiave reggaeton: la canzone ha portato “un’aria di freschezza”, sapientemente riproposta anche nella scena italiana.

Se il mashup della canzone Losing it realizzato da Salmo per il 105 Mi Casa mashup aveva fatto ben sperare, altre non sono ancora riuscite a sfondare nel dancefloor, complice anche il periodo.

Due uscite hanno suscitato particolare interesse: ci riferiamo a Bando e Auto Blu; la prima ha saputo unire la nuova wave tech-house che domina i club, mentre il lavoro di Shiva elabora in ottica moderna una delle hit più ballate di sempre: niente di totalmente nuovo, ma pur sempre godibile all’ascolto.

In conclusione, possiamo dire che tra musica elettronica e rap c’è sempre stato un forte legame: sebbene negli ultimi mesi non ci sia stato ancora quel guizzo di innovazione, possiamo sicuramente ben sperare in uno sviluppo ulteriore di questo interessante ibrido.

Conosci meglio

La musica mi accompagna sin dall'infanzia. Ho studiato la musica classica e lavorato sull'elettronica. Ogni suono è un colore sulla tela della quotidinità: "una vita senza musica non è vita."
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