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Intervista agli Era Serenase: la svolta di Spine EP

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Gli Era Serenase presentano Spine EP, 4 brani verso il futuro del duo

Quando col primo disco crei tanto hype come è successo con Crystal Ball nel 2017, succede che ti porti dietro nel prosieguo del tempo un carico di aspettative ed attesa ancora maggiore. Gli Era Serenase si svelarono al grande pubblico, che apprezzò questa coppia ben assortita (anche grazie alla complicità che può esserci tra due parenti che si conoscono letteralmente da una vita), capaci di colpire con testi sagaci e sempre originali. Ma l’impresa più ardua sarà il progetto futuro, di cui ancora non sappiamo niente, ma che è stato anticipato dall’uscita di Spine EP, 4 brani che vedono una metamorfosi del duo (almeno nella scelta dei suoni). Lasciamo che siano proprio Davide e Serena a raccontarci cosa li ha spinti a pubblicare questi pezzi a gennaio!

Com’è nato questo Spine EP ? Da cosa nasce la necessità degli Era Serenase di pubblicare un progetto di soli quattro brano al posto di un album?

Quando abbiamo iniziato a scrivere Spine provenivamo da un periodo transitorio. Ci è voluto più tempo del solito per mettere insieme quattro brani che fossero per noi davvero soddisfacenti, stavano cambiando delle cose e dovevamo metterle a fuoco. Appena tutti i tasselli sono andati al loro posto abbiamo sentito l’esigenza di dirlo e lo abbiamo fatto con questi quattro brani. Il disco arriverà dopo…

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Con Crystal Ball siete esplosi sotto gli occhi di tutti, un successo tanto grande quanto repentino: ora, a cavallo tra quel disco ed il prossimo, è vero, come cantava qualcuno, che “il secondo album è il più difficile”?

Nel nostro caso è verissimo. Crystal Ball è stato un campo di prova che ci ha fatto sudare ma è stato pensato e scritto con una libertà mentale irripetibile. Non abbiamo lasciato praticamente nulla al caso, ma stavamo ancora scrivendo le nostre “regole”. Rispettarle o infrangerle aveva un significato diverso, avevamo più margine sotto alcuni aspetti. Adesso vorremmo riuscire a mantenere quella stessa attitudine ma senza ripeterci, non è facile, ma per fortuna abbiamo ancora molte cose da dire.

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Come vostro tratto caratteristico avete mantenuto un forte valore nei testi che scrivete, e nei 4 pezzi ci sono molti spunti di riflessione. Da un ricordo intimo della vostra/nostra infanzia, sino a riflessioni sulla società attuale…

Quello che diciamo nelle canzoni e come lo diciamo è una delle cose che occupa più tempo nella procedura, siamo maniacali. Il messaggio può essere chiaro o vago ma viene sempre costruito con grande minuzia, se non ci convince qualcosa la modifichiamo fino allo sfinimento. Essendo cresciuti assieme abbiamo anche sviluppato una visione delle cose, se non sempre simile, comunque compatibile, le immagini che raccontiamo sono il risultato di un dialogo, forse è anche questo che le rende interessanti per qualcuno.

Il grosso cambiamento rispetto a Crystal Ball sono le sonorità, più elettroniche. Cos’ha portato a questa scelta?

In Crystal Ball sono successe tante cose, alcune hanno dato il loro contributo indispensabile lì e in quel momento, altre hanno aumentato il proprio volume con il tempo e crescendo hanno rivendicato un altro ruolo. Il gusto per le sonorità elettroniche lo abbiamo sempre avuto, fa parte del retaggio di entrambi, ad un certo punto ci siamo accorti che non bastava. Da un po’ di tempo collaboriamo con Mass Prod, un artista della nostra città con cui abbiamo un rapporto di amicizia e stima da molti anni, era lui l’elemento mancante, l’aumento di certe sonorità e la crescita musicale sono dovuti anche al suo ingresso.

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Date sempre molta importanza alla parte video dei vostri progetti. Come sono stati concepiti quelli legati all’EP?

Serena da sempre si occupa di regia, non solo in ambito musicale. Le idee per i video degli Era Serenase di solito partono da lei ed è lei che dirige il set una volta che è tutto pronto. Ovviamente poi ogni video ha una storia diversa e un flusso inedito di idee, partecipanti, problemi, soluzioni ed altro, è difficile fare un riassunto. Sicuramente ci sono stati momenti che definirei mirabolanti (e non tutti possono essere raccontati, potrete capirlo!).  Alcune volte è stato un pochino faticoso ma ne è sempre valsa la pena.

Il mercato musicale, come tutto il resto d’altronde, si è fermato ad un mese abbondante fa. Ciò significa che per il vostro progetto futuro dovremo aspettare ancora di più o andrete in controtendenza rispetto alle logiche di mercato?

Quello su cui non abbiamo avuto ovviamente scelta è stato interrompere il tour primaverile che era già stato organizzato. Avremmo dovuto concludere con la data della nostra città al Balena Festival, dopodichè Serena avrebbe partorito (davvero) e avremmo continuato a lavorare al nostro disco. Date le circostanze stiamo lavorando a distanza ai nuovi pezzi, pensiamo sia ancora presto per valutare in che modo collocarci rispetto alle logiche di mercato, per adesso pensiamo alle canzoni.

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