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Articolo 31: il virus del 2030

Articolo 31 – 2030

Maggio 2020. Ci troviamo in piena pandemia di Covid-19, e nel tentativo di rallentarne il contagio, siamo costretti a restare chiusi tra le mura delle nostre case. All’improvviso, la nostra quotidianità ci è stata strappata via, e ci siamo dovuti adattare a questo nuovo stile di vita “isolato”.
Nel 1996, ben 24 anni fa, usciva l’album Così com’è degli Articolo 31. Al suo interno è presente la canzone 2030, in cui si racconta di un futuro distopico, dove la libertà delle persone è stata repressa
Il suo testo sembra descrivere in modo inquietante la situazione che stiamo vivendo oggi. Per questo motivo, abbiamo deciso di analizzarlo!
Partiamo subito.

Un mondo devastato

“Il cielo quasi non si vede più, 
si esce con la maschera antigas, 
sull’autobus, c’è la business class”

Nel futuro descritto dagli Articolo 31, la smania del progresso industriale ed economico ha portato a gravi danni nell’ambiente. L’inquinamento atmosferico ha ormai raggiunto livelli molto alti, e le persone, al fine di evitare problemi di salute, sono costrette ad uscire indossando maschere antigas
L’umanità, noncurante delle tremende cause delle sue azioni, ha continuato a danneggiare il pianeta a beneficio dei propri portafogli… o meglio: dei portafogli di “poche potenti persone”.
Tra il popolo si è infatti creato un divario sociale enorme, con i ricchi che diventano sempre più ricchi, e i poveri che diventano sempre più poveri. Nel testo, questa divisione sociale viene enfatizzata dalla presenza di una “business class” persino negli autobus.

Il distanziamento sociale

“Ormai si parla solo tramite Internet
e il parlamento c’ha la sede ad
Hammamet”

Anche la vita sociale è molto cambiata, in 2030.
Il progresso tecnologico, e le problematiche ambientali hanno permesso al mondo virtuale di prevalere su quello “reale”, ormai diventato ostile. In sostanza: in pochi escono da casa, e le persone comunicano solo tramite Internet.
Nel mondo di oggi, gran parte di noi (sopratutto le nuove generazioni) sviluppa i propri legami tramite i social network. Più gli anni passano, più il “contatto fisico” perde di valore, per dare spazio a una manciata di pixel che emulano il nostro vero volto tangibile. Per fare una citazione: “usando i social media come surrogato dell’intimità“.
Mi chiedo: arriveremo mai al punto in cui parleremo solo tramite Internet?
Be’… solo il tempo potrà rispondere a questa domanda. Ciò che ora è certo, è che questa pandemia ci ha tolto quel poco contatto fisico che ci era rimasto. Adesso che siamo costretti alla solitudine, ci è chiaro quanto guardare negli occhi qualcuno, o poter abbracciare una persona, sia importante. Mai nessun pixel potrà emulare il vero calore umano, e quest’ultimo non dovremmo mai darlo per scontato.

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La paura e la ricerca di una protezione

“Ci si spara nella metropolitana,
fra Nord e Sud c’è la dogana”

Ora l’Italia è divisa a metà. Gli “spari nella metropolitana” ci fanno intendere che nell’ambiente si respiri un costante clima di tensione, paura ed odio.
Quest’odio causa divisioni tra le persone; e se abbiamo paura, vogliamo qualcosa che ci protegga. Se ci sentiamo minacciati, vogliamo qualcosa che ci difenda dal nemico.
Il problema è che, molto spesso, questi nemici sono immaginari; e vengono “creati” da chi sta al potere per ingannare il popolo e per giustificare atti altrimenti ingiustificabili, come la privazione della libertà o l’inizio di una guerra.
Per fare un paragone con la situazione attuale (tenendo a mente che NON stiamo parlando di un nemico immaginario): il Covid-19 ha giustificato il divieto (momentaneo) di uscire di casa. Se non fosse per il virus, un simile divieto sarebbe intollerabile.

Armi di distrazione di massa

“Ci danno musica innocua, dopo il collaudo,
ci danno Sanremo, presenta ancora Baudo,
con i fiori e la scenografia spettacolare”

Il mondo di 2030 è devastato, l’inquinamento e la criminalità dilagano, e il popolo è impaurito e represso. Però, “fortunatamente”, le televisioni ancora funzionano bene, e trasmettono programmi colorati, spensierati e felici.
La massa, guardando queste trasmissioni, si illude che stia andando tutto bene, e che non ci sia nulla di cui preoccuparsi. In questo modo, le persone vengono tenute nell’ignoranza; e distraendole, le si rendono completamente inoffensive.
Anche la nostra amata musica è stata presa di mira, e girano solo canzoni “innocue”, che stimolano ancora di più la nostra ignoranza.
Lo scenario descritto fin qui da questa canzone è piuttosto estremo… ma siamo sicuri che sia così tanto distante dalla nostra attuale realtà?

La Pandemia di Covid-19

“Prima divisero Nord e Sud,
poi città e città, e, pensa,
adesso ognuno è chiuso nella propria stanza,
l’intolleranza danza, non c’è speranza”

Ad oggi, nel pieno della Pandemia di Covid-19, questi versi risuonano molto inquietanti, perché sembrano descrivere a grandi linee ciò che è successo nel nostro Paese. Prima la “Zona Rossa” del Nord Italia; poi l’impossibilità di spostarsi nelle varie città; fino alla negazione totale di uscire dalla propria casa, se non per motivi di necessità.
Tra le persone, i disagi e l’intolleranza aumentano sempre di più. Fortunatamente, su una cosa la canzone si sbaglia: di speranza noi ne abbiamo in abbondanza; ed è molto più forte della nostra paura.

j-ax

“Il sesso virtuale è più salubre, in quanto che c’è
un virus che si prende tramite il sudore, e in 90 ore si muore,
l’HIV in confronto sembra un raffreddore”

Ok, ora i brividi sulla schiena si fanno molto più forti. 
Si parla di un virus che impedisce alle persone di restare a contatto ravvicinato. Anche per questo motivo. Nessuno fa più l’amore, nessuno esce più di casa, e nessuno ha più fiducia nel futuro. Ora sono tutti rinchiusi nelle proprie abitazioni a guardare la TV, mentre il mondo di fuori li sta lentamente divorando.
Queste parole non ricordano nulla di familiare?

covid19

Il risveglio della massa

Per concludere, ciò su cui bisogna riflettere non sono le coincidenze tra 2030 e questa pandemia; ma le sue somiglianze con il mondo che stiamo creando. Un giorno il Covid-19 verrà sconfitto, ma tutti gli altri problemi resteranno.
Nessuno vorrebbe vivere in un mondo come quello di 2030. Dobbiamo capire che, la società, per evolversi in un certo modo, ha bisogno del consenso, talvolta silenzioso, delle persone. In gran parte del popolo prevale l’odio e l’ignoranza. Questo non potrà far altro che causare divisioni, quando in realtà dovremmo essere tutti un po’ più uniti.
Dovremmo aiutarci l’un l’altro, e invece preferiamo puntarci il dito con rabbia. Insomma: stiamo facendo del male a noi stessi e al mondo intero; e abbiamo perso di vista i nostri veri valori umani.
Ci stiamo muovendo nella direzione sbagliata. Fortunatamente, siamo ancora in tempo per cambiare, ma dobbiamo darci da fare prima che sia troppo tardi. L’unica cosa che possiamo fare per svegliarci, è la ricerca individuale della conoscenza. 
Solo abbattendo l’ignoranza possiamo ritrovare la nostra pace personale; e se la trovassimo tutti, di conseguenza anche la pace mondiale.
Un mondo veramente felice è utopia? Forse sì, ma è sempre bene sperare. Perdere la fiducia vuol dire andare incontro ad una inevitabile sconfitta.
Solo risvegliandoci potremo veramente costruire un mondo meraviglioso; in cui 2030 sarà solo una favola da raccontare, e non una pericolosa descrizione della nostra società.

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