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Intervista

#ioColtivo, l’iniziativa di Matteo Gracis

#IoColtivo

Dal 20 aprile 2020 ha preso il via la campagna di disobbedienza civile #IoColtivo, che ha come scopo quello di mettere fine ad una legge che da anni tiene in pugno l’Italia. Il tutto è promosso da Meglio Legale, Dolce Vita, Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani che con una campagna social hanno voluto coinvolgere quanti più cittadini possibili invitandoli a piantare un seme di cannabis e di pubblicare sui propri social la crescita della piantina con l’hashtag #iocoltivo.

Come spesso è accaduto in passato è necessario infrangere pacificamente alcune leggi del nostro tempo per dimostrarne l’insensatezza

Sono queste le parole di Matteo Gracis, direttore di Dolce Vita, la più importante rivista italiana sulla cultura della canapa e gli stili di vita alternativi, riguardo il perché di questa azione così radicale. Anche il mondo del rap non è rimasto impassibile all’iniziativa #ioColtivo, ottenendo la partecipazione attiva di Ensi e Babaman.

Da dove prende vita l’iniziativa #ioColtivo di cui ti fai portavoce?

Dal fatto che la nostra classe politica non ha capito la portata e l’importanza della legalizzazione della Cannabis nel nostro Paese. È da anni che ci battiamo per far arrivare determinati messaggi e contenuti all’interno dei palazzi del potere, inutilmente. Dal momento quindi che le “strade diplomatiche” non hanno portato a nessun risultato, ci vediamo costretti ad infrangere una legge totalmente ingiusta e insensata.

In cosa consiste l’adesione alla campagna?

Nel coltivare una pianta di cannabis e rendere pubblica questa azione, attraverso i social network. Si tratta di metterci la faccia, di esporsi per una causa giusta. Si calcola che ci siano oltre 100mila coltivatori illegali oggi in Italia: fino ad oggi si sono sempre, giustamente, nascosti. È arrivato il momento di uscire allo scoperto per far valere i propri diritti e libertà.

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È la prima volta che in Italia viene messa in atto una simile campagna a sostegno della coltivazione di una cultivar che fa parte della nostra storia? E se sì, perché farla proprio ora?

Perché non c’è più tempo, non si può più aspettare. Il mondo sta legalizzando questa pianta, noi rischiamo di essere l’ultima ruota del carro. La legalizzazione della cannabis in Italia oggi significherebbe 350mila nuovi posti di lavoro e benefici fiscali compresi tra i 6 e gli 8,7 miliardi di euro l’anno. Di fronte alla gigantesca crisi economica che stiamo per affrontare, per l’emergenza Covid19, è da folli non prendere in considerazione questa cosa.

Matteo Gracis

L’adesione, ad oggi, alla campagna #ioColtivo costituisce di fatto un reato? Quali sono le implicazioni legali che coinvolgono chi prende parte al progetto?

Si, secondo la legge vigente la coltivazione di cannabis costituisce reato, ma una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione ha stabilito che se si coltiva a scopi personali e con metodi rudimentali, si viene assolti. Ciò nonostante si andrebbe comunque incontro a un processo con tutta una serie di sanzioni amministrative non da poco. La campagna #iocoltivo prevede l’assistenza legale gratuita per chi aderisce e i nostri avvocati ci assicurano che, oggi come oggi, con una piantina non si viene arrestati. Inoltre, staremo tutti a vedere se le forze dell’ordine avranno voglia e tempo di accanirsi contro migliaia di coltivatori che hanno un’innocua piantina sul balcone.

Ho notato che sui social sono in molti ad avervi preso parte. Ti aspettavi una simile affluenza? Che genere di sostenitori avete?

La campagna ha avuto un’adesione iniziale oltre ogni aspettativa, non ce l’aspettavamo nemmeno noi, ma siamo naturalmente contenti perché significa che il messaggio è arrivato e la gente era pronta a questa azione. Le adesioni sono molto trasversali: ci sono famiglie intere che hanno deciso di piantare un seme a testa, dal ragazzo 18enne al nonno.

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Tra chi vi sostiene ci sono anche Ensi e Babaman. C’è mai stato un incontro tra di voi di persona? Eri tu alla ricerca di una voce nel panorama musicale o c’è stata una richiesta da parte loro di partecipazione?

Siamo in contatto con entrambi da diversi anni e di tanto in tanto si collabora. Sono molto disponibili ad appoggiare la causa. Con Ensi abbiamo organizzato due edizioni dell’evento milanese 420 Vibes Party e replicheremo il prossimo anno, sempre naturalmente il 20 aprile (festa internazionale della marijuana). Babaman ho avuto il piacere di averlo come ospite a una delle presentazioni del mio libro, CANAPA una storia incredibile, ed è sempre pronto a scendere in campo per difendere le nostre battaglie.
Mi dispiace invece non esser riuscito a coinvolgere altri artisti che in un primo momento ci avevano dato disponibilità con entusiasmo e poi sono stati fermati dai loro management o uffici stampa: non credevo sinceramente che ci fosse una situazione simile. Se un artista rap, affermato e con un gran seguito, non è nemmeno libero di sostenere una campagna per i diritti civili e le libertà personali in cui crede, per me è abbastanza triste.

Che impatto ha avuto il proibizionismo su realtà piccole ed anche a livello nazionale?

È stata rasa al suono un’intera economia. L’Italia era il secondo produttore mondiale, dietro l’ex Unione Sovietica e il primo a livello qualitativo. Ma siamo stati costretti ad abbandonare tutto su ordine degli Stati Uniti. Oggi loro stanno legalizzando, incassando miliardi di dollari e creando centinaia di migliaia di posti di lavoro, e noi stiamo a guardare.

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Durante una lezione universitaria, il professore di coltivazioni erbacee si rifiutò di insegnarci la cultivar del tabacco prediligendo quella della canapa. Credi che anche a livello accademico ci sia bisogno di più consapevolezza ed informazioni al fine di abolire una legge inesatta? Quali sono i principali errori che si commettono quando si parla di “informazione sulla cannabis”?

Non c’è dubbio, anche se c’è molta più ignoranza sulla cannabis nella politica e nei mass media rispetto all’ambiente accademico.
Riguardo gli errori, quando si parla di “informazione sulla cannabis” c’è l’imbarazzo della scelta. Vi basti sapere che in 15 anni di attività editoriale con Dolce Vita, la rivista che dirigo, abbiamo smontato oltre 50 articoli dei principali quotidiani nazionali, tv e radio smascherando le loro bufale sul tema, sempre naturalmente citando studi scientifici e fatti comprovati. Nel 2017 ci siamo spinti oltre e abbiamo inviato un esposto ufficiale attraverso il nostro legale, al garante delle telecomunicazioni, su un servizio del TGR Piemonte: dopo qualche mese abbiamo ottenuto risposta, avevamo ragione, così i giornalisti sono stati sanzionati e l’emittente è stata costretta a rettificare la notizia.

Il più grande nemico della Cannabis oggi in Italia, non è né la mafia, né il Vaticano, né Salvini: è semplicemente l’ignoranza.

Per ulteriori informazioni riguardo la campagna #ioColtivo basta visitare il sito ufficiale iocoltivo.eu

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Il mio primo incarico fu quello di costruire le navi che portarono gli Achei a Troia, ma con la crisi che c'è, ho preso a farne solo di carta e di dimensioni microscopiche. Assidua mangiatrice di lasagne e libri. Probabilmente sono l'anima gemella di Hannibal Lecter. Dite Mellon ed entrate.
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