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Intervista

ALL STAR DJ’s presenta: Red Zone Mixtape

cover red zone mixtape

Red Zone Mixtape è il titolo del Mixtape realizzato dal collettivo ALL STAR DJ’s, ideato, registrato e finalizzato durante la pandemia che ha fortemente caratterizzato la prima metà di questo 2020. Dalle proprie stanze o studi (per chi poteva spostarsi in quel periodo), gli artisti coinvolti nel progetto hanno selezionato, registrato o remixato, dando il loro contributo. Un progetto sicuramente unico nel suo genere che coinvolge una parte dei DJ – e non solo – della scena Hip Hop Italiana.

I protagonisti del Red Zone Mixtape sono: DJ Double S (Piemonte), DJ Lil’ Cut (Piemonte), DJ Dops (Piemonte), DJ Tsura (Piemonte), DJ 2P (Lombardia), DJ MS (Veneto), DJ Shocca (Veneto), DJ Baro (Lazio), Ice One (Lazio), Danno (Lazio), White Trash (Lazio), DJ Ceffo (Lazio), DJ Trix (Puglia / Emilia Romagna), DJ MadKid (Puglia / Emilia Romagna), Damianito (Basilicata), DJ Delta (Sicilia).

Per comprendere meglio lo spirito di questo lavoro e la parte meramente pratica e organizzativa (coordinare 16 DJ non deve essere una cosa semplice), abbiamo chiesto a DJ Baro, DJ Double S e DJ Lil’ Cut di raccontarci in breve la loro esperienza.

DJ Baro, sappiamo che l’idea di Red Zone Mixtape nasce da te. Raccontaci come si è accesa la scintilla.

DJ Baro (Colle der Fomento)

L’idea è nata nei primi giorni del lockdown, era scontato che ci saremmo confrontati solo grazie alla rete e mi è venuto in mente subito che sicuramente mi sarei dedicato molto alla musica, rimanendo chiuso in studio per forza di cose. Come poter relazionarsi con una serie di amici, DJ, produttori o comunque facenti parte del mondo della scena hip-hop italiana, in maniera costruttiva, che potesse essere però facile da tirare fuori?

Così mi è venuto in mente il classico DJ set “back to back”, solo che invece di uno e uno, mi sono detto “perché non fare una sorta di podcast con tutti quelli che conosco, un brano a testa”. Ho pensato di chiamare degli amici e chiedergli di agganciarsi al brano che lancio io e così via a seguire. La prima persona che mi è venuta in mente è stata DJ Double S, con Rino ho fatto dei lavori che sono rimasti nella storia dei mixtape. Lui ha abbracciato l’idea immediatamente e quindi ho aggiunto “sentiti libero di invitare chi vuoi”.

Quello che voglio sottolineare per questo progetto, è che non ci sarà una bandiera, è una cosa che ho detto a tutti. Il mix non starà sul mio profilo, sarà sul profilo di tutti gli artisti che hanno partecipato al tape, ognuno lo potrà caricare sui propri canali social. Non mi serviva veicolare il pubblico degli amici sul mio profilo!

Ci tengo a ringraziare particolarmente DJ Double S perché ha svolto quella parte del lavoro che io avrei affrontato in maniera più “timida”, invece lui si è dato da fare anche sul lato della comunicazione, diciamo così, e grazie a questo infatti sta nascendo interesse intorno a questo progetto. Ci teniamo molto nel dare più valore all’umanità che c’è dietro il lavoro del DJ e quindi di chi ricerca la musica. Ottenere questo significherebbe aver raggiunto un traguardo importante per noi, non ci interessa che venga ascoltato da 100, 1.000 o 10.000 persone, l’importante è che chi lo ascolta recepisca il messaggio.

DJ Double S, 16 DJ in Red Zone Mixtape, la novità ti ha stimolato? Come si riesce a mixare a distanza in così tante persone?

È stato molto naturale, DJ Baro mi ha chiamato proponendomi l’idea e ovviamente ho accettato perché l’ho trovata interessante! Anche perché era un po’ di tempo che non collaboravamo a livello di mixtape. In passato abbiamo fatto delle cose e quindi mi ha fatto piacere lavorare nuovamente con lui. In sostanza, coordinare tutta l’operazione consisteva nel proporre anche io dei DJ che potevano aderire a questo progetto e coordinare, appunto, l’invio dei brani piuttosto che la durata di un brano o l’assemblaggio anche del Red Zone Mixtape stesso, che ho fatto insieme a Taglierino (a.k.a. Lil’ Cut, ndr), il quale poi ha editato tutto con cura in quanto super tecnico e ingegnere del suono, edita da paura!

Sulla realizzazione pratica di un mixtape con 16 DJ, posso provare a spiegarti come ci siamo organizzati in questo caso. Il primo nella tracklist è DJ Baro, sul finale del primo pezzo, DJ Baro ha messo in condizioni – in questo caso me, che sono il secondo DJ – di avere una parte dove poter mixare un brano. Quindi io, automaticamente, ho lasciato al terzo DJ, uno spunto per un passaggio. Ogni DJ doveva lasciare la possibilità al DJ successivo di trovare la strada spianata, facilitandone l’entrata e non ostacolandolo. Che poi è mood del mixtape, l’unione, la coesione.

DJ Lil’ Cut a.k.a. Taglierino, è tua la parte più tecnica: l’editing, il mix, l’equilibrio del sound di ogni brano del Red Zone Mixtape.

Nello specifico, una volta che mi hanno esposto il lavoro, prima DJ Double S e poi DJ Baro, io gli ho dato dei consigli tecnici per come organizzarci “uno dietro l’altro” in maniera tale da avere sempre a disposizione il brano del DJ prima e il brano del DJ dopo.

Ognuno di loro ha mixato il proprio set usando quello che aveva a disposizione, lasciato dal DJ che veniva prima. Ovviamente abbiamo dato delle linee guida, quindi lasciare una porzione della song che si è appena suonata, almeno sul finale, o se si fa un edit, inviare sia l’edit realizzato che la parte originale della song. Così facendo, il DJ che segue capirà se è meglio attaccarsi all’edit invitato o all’originale. Io poi ho ricevuto tutto il materiale singolo di ognuno dei DJ coinvolti, il grosso del lavoro è stato mettere in bolla ognuno di loro.

Bisogna calcolare che tutti lavorano in modo differente, utilizzano schede audio differenti, mixer differenti, livelli di mix e file audio differenti, quindi ti ritrovavi con diversi file, quello che suonava bene, l’altro che suonava male, le voci di un brano – per esempio – possono essere tanto fuori e la base tanto dentro, quindi devi riequilibrare tutte queste varianti. Una volta trovato l’equilibrio grazie al quale tutti i brani del mixtape suonavano omogenei, lavorando molto di automazioni e equalizzazioni per ogni singolo brano, sono passato al master per finalizzare il tutto. Il risultato è sul Red Zone Mixtape. Buon ascolto!

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Ascolta Red Zone Mixtape:

Conosci meglio

Amo la versatilità dell’hip hop: l’essere arte e ispirazione per gli “hustler”, nel senso buono, mi ha portato davanti al microfono, che sia su un palco o in una radio, collaborando nel tempo con etichette, artisti e organizzatori di eventi nel panorama urban a 360°. Fino a qui, direi, “tutto bene”.
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