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Rancore: l’alieno nella mente

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Pochi giorni fa, è uscito Razza aliena, nuovo brano di Rancore
In questo brano, Tarek racconta, a modo suo, l’isolamento forzato dovuto al Covid-19. Durante il lockdown generale (la ormai famosa Fase 1), gran parte delle persone ha passato il tempo in quasi totale solitudine ed isolamento, senza poter vedere alcun amico o parente. Questo, ha costretto ognuno di noi a passare molto tempo con noi stessi, dando così la possibilità a “l”alieno nella mente” di manifestarsi con più forza.
Ma quali sono le intenzioni di questo alieno? Chi è? Partiamo subito con l’analisi del testo di questa canzone.

“Sono tornato a casa vista la quarantena

La casa in cui avevo chiuso una razza aliena

Lei mi comanda nel pensiero, scrive sui social

Prende ogni singolo mistero ed organizza un’orgia”

C’è qualcosa che tormenta Rancore… qualcosa da cui sta tentando di scappare.
Qualcosa che, a quanto pare, prende il controllo della mente del rapper, che ora si trova “legato” nella sua casa. Nonostante i tentativi di scappare o di distrarsi, questo tormento sembra non voler mollare. Ma chi è che ci infastidisce?
Da questi versi capiamo che, a quanto pare, una razza aliena infesta il pensiero di Rancore.

Ogni sua canzone, ogni post sui social, ogni “viaggio mentale”, in realtà, è solo il frutto dell’influenza di questa entità extraterrestre.
Partecipare alle classiche attività sociali, come un aperitivo o una festa tra amici (“Ho fatto viaggi, ho visto amici, in mezzo ai vostri capricci. Ho fatto feste, aperitivi, in mezzo a mille impicci“), è un buon modo per distrarsi e per “silenziare” l’alieno; ma ora, con la quarantena dovuta al Covid-19, la situazione è cambiata. L’entità ha la possibilità di dare il meglio di sé, e Rancore non ha alcun modo per sfuggire ad essa
Quali saranno le conseguenze di tutto questo?

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“Descrive molto bene il cielo, come la pioggia

Ha chiuso l’universo intero dentro ad una goccia”

L’alieno conosce molto bene l’universo. La sua coscienza spirituale è molto più sviluppata di quella dell’essere umano, che, al contrario, è un essere molto materialista e pragmatico.
All’occhio dell’alieno, l’Universo appare come un luogo unito, come un’unica entità “chiusa dentro ad una goccia”. Non esiste divisione, ed ogni essere vivente è collegato all’altro tramite una qualche forma di energia che noi umani non siamo in grado di percepire (non ancora, almeno). 
In brevi parole: l’Universo è Uno. Ogni cosa esistente non è parte di questo “Uno”, ma è l’Uno stesso.
E se questo alieno avesse buone intenzioni? Se il suo scopo fosse quello di “svegliarci”?

“L’aria che mi manca, girami alla larga

Il mio terzo occhio si spalanca, rime a valanga

La mia psicosi è depressiva qui, ho la testa stanca

Vorrei un’ipnosi regressiva, chiamerò Malanga”

Il terzo occhio consentirebbe di percepire le frequenze del mondo spirituale, invisibili nella nostra ordinaria realtà. Esso, si troverebbe sulla fronte, all’altezza della ghiandola pineale (secondo Cartesio, la sede dell’anima).
L‘apertura del terzo occhio indica proprio il risveglio spirituale; il raggiungimento di un livello di coscienza superiore.
Corrado Malanga è un ricercatore e scrittore, autore di vari libri riguardanti temi spirituali. Uno tra questi libri s’intitola proprio Gli UFO nella mente

Leggi anche:  Claver Gold pubblica "Il meglio di me" con Rancore

L’ipnosi regressiva consentirebbe di far tornare alla luce ricordi ormai rimossi dalla mente del soggetto; anche provenienti da vite passate. Le persone, sotto questo tipo di ipnosi, sembra che a volte possano entrare in contatto con “entità superiori” (alieni, maestri spirituali o simili). Lo scopo di queste entità sarebbe proprio quello di aiutare l’umanità a progredire spiritualmente, ad ampliare la propria coscienza (aprire il terzo occhio) e ad aumentare il proprio amore.
Potremmo parlare di questo argomento per ore, ma vi invito ad approfondirlo tramite qualche lettura. Oltre a Malanga, vi consiglio i libri di Angelo Bona e di Brian Weiss.

terzo occhio

“Volevo uscire però non posso, è un vincolo

Lui che è contento e mi sta addosso, mi sento piccolo

E appena posso io qui dormo così poi non scrivo”

L’alieno si manifesta principalmente tramite la scrittura. Le canzoni di Rancore, in realtà, sono scritte proprio dall’extraterrestre, ma il rapper si prende il merito dei suoi testi (“io mi prendo il merito di tutto questo“).
Abbiamo visto come queste “entità superiori” possano essere dispensa di coscienza. In questa canzone, però, Rancore sembra essere spaventato da questa entità e addirittura la paragona a un demone (“mi ricorda un diavolo“). Ora che è chiuso in casa, l’unico modo per sfuggire a questo tormento è dormire.
Questo malanno che affligge Rancore simboleggia il disagio che gran parte delle persone ha provato durante l’isolamento forzato. Ma l’alieno è veramente cattivo? Qual è il suo scopo? Vuole tormentare Rancore, oppure vuole guidarlo verso l’illuminazione?
Ora che il rapper è chiuso in casa, non può far altro che ascoltare l’alieno. Chi lo sa, magari capirà che non deve avere paura di ciò che l’entità vuole mostrargli…

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“Blu, Anunnaki, anfibioidi ed andromediani

Felinoidi, insettoidi, nordici e rettiliani

Grigio classico il look, pleiadiani

Oltre ai più preziosi e i più pericolosi: gli esseri umani”

La canzone si conclude con un elenco di varie civilità aliene. L’ultima civiltà nominata siamo proprio noi, gli esseri umani, considerati come i “più preziosi e i più pericolosi”. Questo perché, nonostante crediamo il contrario, siamo una specie poco evoluta e molto materialista. Per questo motivo, secondo varie teorie, certe (ipotetiche) razze aliene (o entità superiori) ci tengono a cuore e, come un padre insegna al proprio figlio, anche loro vogliono insegnarci a non perderci nell’odio e nel caos.
Forse, se creiamo un buon rapporto con il nostro “alieno interiore”, il disagio di questo isolamento “forzato” potrebbe trasformarsi in un piacere… e, forse, potremmo imparare qualcosa di nuovo.

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“Tu non sapevi che io a casa vivo con gli alieni

Le mie canzoni sono scritte da una razza aliena

Io non scrivevo perché poi tornavano gli alieni

Ma adesso sono solo insieme a loro in quarantena”

Per riassumere: il materialismo ha allontanato l’uomo dal mondo spirituale, dall’amore e dalla pace. Il tempo che spendiamo con gli altri, quando non facciamo nulla di concreto, è solo una distrazione. La quarantena che abbiamo passato era (ed è ancora) una grande opportunità per passare più tempo con noi stessi
Durante la nostra vita, abbiamo dato molta importanza ai nostri affetti; ma forse, ogni tanto, dovremmo anche pensare a noi stessi. Troppe volte, infatti, proviamo a dare bene alle altre persone, ma dimentichiamo di darlo a noi stessi.

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L’alieno infesta la nostra mente ed ora non possiamo scacciarlo. Rancore, per cercare di sfuggirgli, ha smesso di scrivere e si è allontanato da se stesso per distrarsi… ma è stato tutto inutile. Non si può scappare da se stessi.
Ora, per via della quarantena, egli è solo. Con sé ha solo una penna, un foglio… e l’alieno
Ora, durante questo isolamento, ognuno di noi può affrontare solo se stesso… e l’alieno nella mente.
Ma siamo sicuri che sia nostro nemico?

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