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Approfondimento

#prendiamolaparola: 10 rapper afroitaliani da tenere d’occhio secondo Tommy Kuti

tommy kuti #prendiamolaparola

Qualche giorno fa sull’IGTV di Tommy Kuti è comparso un video intitolato #prendiamolaparola. L’hashtag nasce ancora una volta dalla volontà di superare i cliché in cui siamo immerse/immersi quotidianamente. Tommy, infatti, da tempo racconta queste problematiche, sia nelle sue canzoni, sia nella sua autobiografia.

#prendiamolaparola è animato dalla volontà di decostruire uno stereotipo che vede gli italiani e le italiane come “brava gente”, per semplicità, per autoassolversi e per tutelarsi da accuse di razzismo. In base a questo stereotipo molto radicato e quasi inconsapevole i problemi non ci sarebbero: il nostro sarebbe un Paese accogliente, aperto, ospitale e tollerante.

Pertanto, certe dinamiche di discriminazione istituzionale e non subite dalle persone non-bianche in Italia non esisterebbero, come invece si è visto in America a Minneapolis di recente.

Una rappresentazione e i suoi cliché

Tommy Kuti evidenzia, invece, come il problema ci riguardi direttamente. Con l’iniziativa #prendiamolaparola vuol invitare le persone a raccontare quello che non va nel loro settore. In quello dell’industria musicale del mondo Urban italiano, ad esempio, secondo il rapper le persone non-bianche non sono sufficientemente rappresentate e incluse. Quando ciò avviene, a persone nere sono affidati solo ruoli marginali, stereotipati, spesso con una connotazione negativa (vedi, ad esempio, il ruolo dello spacciatore oppure quello del venditore ambulante). La rappresentazione e quindi la narrazione delle persone nere si ridurrebbe ad un cliché (anche nei ruoli fortemente sessualizzati o stereotipati per le attrici o comparse nere).

tommy kuti #prendiamolaparola

Inoltre, prosegue Tommy Kuti, anche la presenza sempre è molto poca nelle major. L’invito che fa l’artista è quello di mettere sotto contratto anche persone nere, o di qualsiasi altra minoranza di talento, per combattere il razzismo, per dare visibilità e per rappresentare la società italiana ormai fortemente eterogenea. L’essenziale è rompere la “bianchezza” che caratterizza certi contesti anche nel rap del nostro Paese. MancaMelanina non è solo un’etichetta discografica, fondata nel 2015 dal rapper e dai suoi due colleghi Diss 2 Peace e Yank, ma una solida realtà.

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L’Italia: un Paese mescolato che va rappresentato come tale

In realtà, il nostro è un Paese mescolato, eterogeneo, in cui sfumature personali e socio-culturali diverse si intrecciano, incontrano, oppure si scontrano, oppure non si incontrano mai veramente…

Per questa mescolanza non è più un Paese popolato solo da persone caucasiche di pelle chiara, ma anche persone non-bianche sentono di appartenere all’Italia a tutti gli effetti: quindi, perché non rappresentare la realtà nel mondo più onesto, vero e autentico possibile?

Ispirati/e e incuriositi/e dalle sue parole, abbiamo chiesto allo stesso Tommy Kuti di suggerirci dieci nomi di artisti afro discendenti che meriterebbero una maggiore risonanza, così da far conoscere storie e modi di fare rap/trap e favorire una migliore rappresentazione nella scena Hip Hop Italiana. #prendiamolaparola!

Oltre i cliché

Siamo consapevoli che la lista non si esaurisce solo con questi dieci, quindi approfondite! Per iniziare:

Ho pensato di scrivere una lista di artisti Black di cui sentirete parlare molto presto!

Tommy Kuti
tommy kuti

Sek

È un rapper di origine senegalese che vive a Bergamo. È interessante per il fatto che è un rapper plurilingue, nei suoi pezzi c’è sempre uno switch  dall’italiano al francese.

Vi consiglio il suo brano Maschera.

Yank

Cresciuto a Cologne (Brescia), Yank è da un po’ di anni il rapper su cui punto.

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La cosa che amo di lui è il flow: ne ha a pacchi! E la sua naturalezza che mette in ogni cosa che fa.  Siccome lo conosco da anni personalmente, vi confermo che è esattamente quello che sembra.

Vi consiglio di ascoltare il suo brano Menomale.

Suerte

Cresciuto a Genova, nei suoi pezzi si sente la chiara impronta ligure, quel modo di scrivere da cantautore ed emotivo. Mi piace molto la sua maniera di interpretare le linee melodiche che crea.

Vi consiglio di ascoltare il suo brano King Kong, quando l’ho sentito un paio di anni fa sono andato in fissa per una settimana intera.

Jess Blaze

È cresciuto a Reggio Emilia, l’ho conosciuto qualche anno fa per i remix che ha fatto di alcuni brani di Sfera Ebbasta. Anche lui spacca per le sue melodie killer e le sue citazioni divertenti ispirate a cartoni come One Piece.

Vi consiglio di ascoltare il suo brano Non ci piace.

Big P

Cresciuto nella capitale del rap italiano, sta facendo molto parlare di sé nell’ultimo periodo. Vado matto quando dice frasi in Broken Italian tipo: “Non Fotti with me”.

Semplicemente spacca, sono quasi certo che a breve avrà la visibilità che merita.

Vi consiglio di ascoltare il suo brano No Snitch.

F.U.L.A.

Cresciuto in Calabria, è un autentico calafricano, per questo nel suo rap incarna il calore del Sud. È stato uno dei primi artisti a fondere il rap italiano con il sound afro tipico dei paesi francofoni. Mi piace il suo modo di dipingere un bel immaginario attraverso i suoi testi.

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Vi consiglio di ascoltare il suo ultimo pezzo, Sabar, un vero e proprio viaggio in Africa.

Abby 6ix

Cresciuto nella Barona, in certi suoi testi percepisco l’influenza di Marra. Rivedo la forte appartenza al quartiere nel quale è cresciuto, le rime legate alle storie di strada, il tutto immerso in una buona quantità di swag.

Vi consiglio di ascoltare il suo brano Vero Negro.

Slings

Gli Slings sono i capi di Brescia. Proveniendo dalla città più multiculturale d’Italia, incarnano al meglio il mood della città.

I loro video, tutti molto black, hanno sempre una buona dose di stile, ed il loro rap è semplice ma efficace in grado di coinvolgerti e farti vivere la loro fotta.

Vi consiglio il loro brano Dog.

Justin Owusu 

È un rapper cresciuto ad Udine e trapiantato a Londra. Ha una buona dose di stile, sia nel vestire sia nel fare musica.

La caratteristica che apprezzo di lui è la versatilità, passa dal fare brani trap, a quelli afro, o dancehall con estrema facilità e sempre con una buona dose di stile.

Siccome non so quale scegliere vi consiglio i suoi brani Contigo e Makavelli.

Roy Raheem

È cresciuto tra Treviso e Venezia. Ha una voce davvero molto riconoscibile e la sua più grande abilità è il wordplay, i giochi di parole e le metafore. Mi piace la sua scrittura molto poetica e la sua capacità di creare hype con i suoi pezzi.

Vi consiglio di ascoltare il suo brano Taxi.

#prendiamolaparola guida anche la playlist Afroitaliani compilata da Tommy Kuti. La trovate su Spotify… e qui sotto!

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