Segui le nostre dirette sul canale IGTV di @lacasadelrap

Approfondimento

Saranno i beat Lo-Fi il nuovo trend del Rap italiano?

Lo-Fi music

Per caso o per scelta, è molto probabile che siate entrati in contatto col fenomeno Lo-Fi. Molti di voi staranno pensando alle playlist di YouTube accompagnate da animazioni anime che vi hanno permesso di studiare e rilassarvi, in uno di quei giorni in cui la concentrazione non era delle migliori. Chi invece naviga oltre il panorama mainstream, è possibile che abbia conosciuto o addirittura ascolti artisti di questo mondo, soprattutto se è un frequentatore di SoundCloud. Altri ancora, invece, hanno sentito per la prima volta questo termine grazie ai due brani contenuti in Vita Vera – Mixtape, aspettando la Divina Commedia di Tedua.

In ogni caso, intorno a questo fenomeno aleggia ancora un alone di incertezza e mistero, creato perlopiù dalla poca informazione al riguardo diffusa nel panorama mainstream. È quindi importante fare subito una premessa: le potenzialità di questo movimento vanno ben oltre le playlist no-stop di YouTube, soprattutto se cerchiamo di allontanarci un minimo dalle etichette del caso e dall’appellativo Lo-Fi in senso stretto.

L’esempio più lampante sono Jocelyn Flores e Everybody Dies in Their Nightmare, due enormi successi di XXXTentacion contenuti in 17, album con cui l’artista statunitense ha ottenuto la consacrazione nell’industria discografica. I due brani sono nati partendo da strumentali Lo-Fi trovate dallo stesso XXX su SoundCloud, grazie alle quali ha creato atmosfere in cui si sono ritrovate milioni di persone.

Senza entrare nel dettaglio della cultura del fenomeno, che è stata già approfondita in diversi articoli, ci concentreremo sulle caratteristiche e le potenzialità di questo suono, figlio dei bisogni dell’ascoltatore moderno. Per fare ciò partiremo da un po’ più indietro, trovando dei parallelismi che possano fare comprendere a fondo cosa si nasconde dietro questo modo di fare musica.

(Se volete approfondire cultura e storia di questo movimento, consigliamo questo articolo per comprendere la connessione tra Lo-Fi e immaginario anime , mentre questa pagina di Wikipedia per conoscerne le radici e l’evoluzione. Entrambi in inglese perché decisamente più esaustivi dei corrispettivi articoli italiani.)

Vinili e Lo-Fi: ritrovare il contatto con la realtà

Se siete appassionati di musica vi sarà probabilmente capitato di imbattervi in qualche cultore che ritiene il proprio giradischi un oggetto sacro e che sostiene che la fruizione della musica attraverso il vinile renda tutto più magico. Ma perché quest’idea è così comune? Soprattutto considerando che la qualità sonora non è generalmente superiore a quella dei cd, cosa porta la gente ad affezionarsi tanto al suono emesso dal contatto tra puntina e vinile?

Leggi anche:  Vinci 4 biglietti per: SHABLO A ROMA - 10 Anni di Touch The Wood nella Notte di Halloween al Goa Club 31.10

Tralasciando il fascino del giradischi e la ricerca del vintage, c’è un motivo legato alla mera fruizione della musica e che rappresenta un buon punto di partenza per spiegare il movimento Lo-Fi. Riprodurre musica col giradischi, e quindi in analogico, crea un’atmosfera suggestiva, definita spesso come calda ed avvolgente. Il contatto diretto che si crea tra l’ascoltatore e il suono emesso dal vinile, a volte sporcato da particelle di polvere, genera un legame intimo e profondo con il brano. Questo senso di contatto con la realtà, punto di forza dell’analogico, è ritrovabile anche nel filone Lo-Fi, essendo caratterizzato dalla ricerca di effetti come il fruscio del nastro e il suono delle puntine che leggono i solchi il vinile, seppur aggiunti in un secondo momento su produzioni digitali. Insomma, un ritorno indietro di qualche decennio, ma frutto di una scelta consapevole.

lo-fi

Lo-Fi, tra ieri e oggi

j dilla lo-fi
J Dilla

Qualche decennio fa “musica Lo-Fi” (contrazione di Low-Fidelity, in contrapposizione con High-Fidelity, “Hi-Fi”) stava ad indicare proprio produzioni di bassa qualità, registrate e prodotte con mezzi non sufficientemente validi. Il termine ha però assunto col tempo una connotazione differente, e ad oggi è diventata una caratteristica del suono ricercata. Una sorta di rumore bianco perenne di sottofondo, unito alle vibrazioni di campionamenti del secolo scorso, creano un’atmosfera intima e suggestiva.

Prendendo in esame il filone Hip Hop Lo-Fi, che è figlio del maestro J Dilla (a proposito di vinili…), possiamo dire che è esploso grazie a SoundCloud. L’avvento è però da analizzare tenendo in considerazione l’epoca in cui viviamo e prendendo in esame il rap, genere che ha sempre dato alla scrittura un’importanza primaria.

Leggi anche:  Ronin Yaro - Da Nuoro al Giappone con il suo Hentai

Per collocare questo approccio musicale all’interno del nostro contesto storico è necessario innanzitutto fare una breve riflessione. Al giorno d’oggi siamo costantemente esposti a sovraccarichi sensoriali, indotti perlopiù artificialmente, sin dalla giovanissima età. Tutto ciò, unito a dei ritmi di vita ed aspettative sempre più elevate, crea disagi psichici e sociali di varia natura.

Il panorama Lo-Fi sembra proprio andare a contrastare questo andamento, creando una sorta di rifugio per ragazzi nei quali si manifestano disturbi legati all’ansia. Il fenomeno però non si limita soltanto a determinate realtà, ma anche a chi cerca un piccolo momento di tranquillità ed intimità all’interno della frenesia quotidiana. Ecco perché milioni di giovani in giro per il mondo si stanno ritrovando in questo approccio così musicalmente povero. Staccare da tutto, facendo un passo indietro. Tanto indietro da tornare per un attimo nel grembo materno, dove aleggiava un rumore bianco costante che cullava ogni nostra percezione.

Una risorsa per i liricisti

Spostandoci invece sul lato della scrittura, strumentali così povere e che evocano atmosfere intime, non possono che esaltare testi introspettivi. I benefici di questo processo toccano difatti anche l’artista, che può lasciarsi trasportare nella scrittura da un morbido e profondo tappeto sonoro. Che sia attraverso testi complessi o poche parole dalla forte carica emozionale, l’artista può dare ampio spazio alle proprie vibrazioni. È inevitabile quindi, che in un genere come il rap, determinate strumentali possano rappresentare un’interessante alternativa per testi introspettivi, brani dai toni chill, o semplicemente per dare maggiore forza e spazio a voce e scrittura. Produzioni scarne non possono che fare da eco ai testi di un artista, così come il suono di qualsiasi parola rimbomba nel silenzio di una stanza vuota.

Potrà il Lo-Fi diventare un fenomeno del mainstream italiano?

Mettendo da parte le etichette del caso, che creano spesso ostacoli nella completa comprensione dei fenomeni, viene naturale riflettere sulla potenzialità di questo approccio. La ricerca del suono caldo e profondo dell’analogico, la possibilità di dare maggior risalto alle parole e le vibrazioni terapeutiche attribuiscono a questo modo di fare musica un enorme potenziale, senza comprometterne qualità e ricercatezza del suono.

Leggi anche:  Vinci 2 biglietti per il live di Madman del 24 luglio al Sottosopra Fest di Gallipoli

E se le ragioni sono già emerse all’interno dell’articolo, è giusto prendere ora in esame qualche esempio concreto, in modo da comprendere fino a dove questo fenomeno possa spingersi senza perdere in originalità e innovazione. Insomma, far sì che si tratti di una scelta atta ad esaltare qualità o creare ambientazioni intime e suggestive, ma senza rappresentare un limite per la creatività .

knxledge lo-fi
Knxwledge

Prendiamo in considerazione Knxwledge. Il produttore e liricista californiano rappresenta probabilmente l’emblema di questo concetto: nel 2015 ha prodotto Momma per il leggendario To Pimp a Butterfly di Kendrick Lamar, ottenendo anche una nomination ai Grammy. Nel 2016 ha lavorato in coppia con Anderson .Paak ad un intero album intitolato Yes Lawd!, pubblicato sotto il nome del duo NxWorries. Dopo una serie di rivisitazioni di progetti di colossi della scena americana, ha pubblicato nel 2020 il suo nuovo album: 1988, anch’esso caratterizzato da un’elevata qualità e ricercatezza. Tutto ciò è frutto della ricerca di un produttore che ha fatto sue le chiavi del suono Lo-Fi e le ha reinterpretate dando voce e importanza ad un modo di fare musica che ci è molto più vicino di quanto possiamo immaginare.

Prendendo in esame altri interessanti liricisti come MAVI, Navy Blue, MIKE, Earl Sweatshirt e senza citarne un’altra enorme quantità, notiamo che sono diversi gli artisti del panorama internazionale che hanno visto del potenziale dietro a questo modo di fare musica,  scegliendolo come mezzo per esaltare le proprie doti. Seppur in maniera differente, tutti e quattro gli artisti hanno fatto loro queste caratteristiche, dando luce a progetti di livello caratterizzati da vibrazioni profonde. 

mavi

Insomma, che piaccia o meno, è difficile che questo movimento possa continuare a rimanere relegato alla cultura di SoundCloud e alle playlist no-stop di YouTube. Considerando l’epoca in cui viviamo e il potenziale dimostrato, è possibile che anche nel mercato mainstream nostrano sempre più artisti possano fare loro questo approccio. O magari, che qualche talento riesca ad emergere grazie all’utilizzo di queste peculiarità, diventando un’icona del “genere”, o meglio, di questo movimento.

Ti potrebbe interessare
8.0
Recensione

Ernia, Gemelli: tra dualità e molteplicità

News Ita

Paky pubblica In piazza featuring Shiva

Approfondimento

Tedua svela un passato nascosto nel testo di Lo-fi Tu

Approfondimento

Odio verso la polizia? 10 brani rap per capirlo

Iscriviti alla nostra Newsletter