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Intervista

Pop Art di Charles Muda: da EP a mostra d’autore

Charles Muda

Il 17 luglio 2020 Charles Muda ha pubblicato l’EP dal titolo Pop Art, prodotto da Fettina e disponibile in tutti i digital stores. Il progetto era stato anticipato pochi giorni prima dalla pubblicazione del video ufficiale del singolo Io corro.

Come possiamo capire dal titolo, Pop Art fa riferimento al movimento artistico che si è diffuso a cominciare dagli anni ’50, e che verteva attorno ad un grande quesito: L’arte poteva essere considerata come un elemento esclusivo e proprio dell’artista o la si poteva conciliare con la realtà consumistica di quel periodo storico?. Noi non siamo di certo qui per discuterne, perché non abbiamo la risposta a questa domanda, ma gli esponenti di quel movimento artistico possono, e lo fanno proprio nell’EP di Charles Muda, che ha voluto inserire una loro citazione in ognuno dei brani che compongono Pop Art.

Per completare la diffusione del progetto, Charles Muda ha deciso di realizzare un sito dedicato esclusivamente a Pop Art, all’interno del quale potrete trovare numerose curiosità sull’EP.
Ecco la nostra intervista all’artista, buona lettura!

Da dove nasce l’idea di strutturare un Ep attorno alla Pop Art? E perché proprio ora creare un progetto che guarda ad un movimento artistico di 70 anni fa?

L’idea è nata perché sentivo il bisogno di esprimere al meglio ciò che scrivevo all’interno dell’EP. Nella Pop Art mi ci sono ritrovato molto, è fluida, ibrida, piena di energia, racconta con apparente leggerezza molti aspetti oscuri della società di massa che possiamo ritrovare ancora oggi: viviamo in un mondo fatto di marketing, adv, pubblicità, dove l’individualità e l’arte viene sempre più schiacciata e resa incolore. Ho cercato di racchiudere me stesso e ciò che penso in 6 tracce e mi sono reso conto che forse non bastava, così ho cercato di descrivere il tutto associandolo ad una corrente artistica tanto colorata quanto rivoluzionaria.

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Alla fine di ogni brano, hai voluto inserire una citazione dei personaggi che rievochi in Pop Art. Sono il tuo modo di completare la stesura del brano o l’input che ha dato vita alla traccia?

Quando scrivo, sono molto disordinato e la maggior parte delle volte non ho un idea chiara di ciò che uscirà a fine sessione. Il senso lo trovo sempre dopo e questa selezione di icone di quel tempo e delle loro parole sono essenziali per raccontare questo progetto, per capire il messaggio di ogni singola traccia e dell’EP nel suo complesso. Voglio che il pubblico si soffermi su ciò che dico e sulla musica, non mi verrà mai spontaneo fare musica usa e getta.

Charles Muda pop art

Come hai conosciuto Fettina, producer del progetto?

Fettina l’ho conosciuto grazie ai nostri manager che hanno deciso di proporci di portare a termine il progetto Pop Art insieme. Era la persona giusta per dare una forma alla mia voglia di andare oltre al rap, genere che ascoltavo e facevo da adolescente. Con lui, oltre ad aver imparato tanto, più di quanto ho imparato a scuola, mi sono trovato bene, dal punto di vista artistico tanto quanto da quello morale. È una persona a cui voglio bene prima di tutto, voglio collaborarci ancora!

Cos’è per te Pop Art? Un biglietto da visita con cui dimostri ai tuoi colleghi ciò di cui sei capace, una valvola di sfogo…?

Pop Art è il mio primo passo, sia nella scrittura che nella composizione delle musiche. Prima di queste sei tracce non avevo realizzato un brano a 360°. Non l’ho fatto per dimostrare qualcosa. La musica l’ho sempre suonata, vissuta, è dentro di me da quando sono bambino e continuerei a farla anche senza dei “colleghi”.
Non la vedo come un lavoro, mi diverte. È il mio momento di stacco, quindi se devo dimostrare qualcosa a qualcuno, quel qualcuno sono io.

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C’è qualche artista, non necessariamente legato al genere di musica che fai, dal quale trai ispirazione?

Ascolto parecchia musica, dalle realtà più grandi a quelle un po’ più piccole. Non ho un punto di riferimento preciso, la mia ispirazione credo venga dalla musica stessa, in qualunque sua forma, anche perché se avessi un artista come unico riferimento, probabilmente dovrei capire se la mia musica può essere incastrata in genere preciso e ora come ora sento di non appartenere a nessun genere. Spazio davvero tanto: dalla trap, al pop degli anni 2000 anche alla musica classica.

Charles Muda

Qual è invece la reazione che vuoi suscitare negli ascoltatori?

Voglio farli rimanere a bocca aperta e farli ballare, farli divertire anche spiazzandoli! Sul fronte live vorrei portare uno show suonato, potente, zero DJ set!

Come promuoverai il progetto? Sono previsti live o assi nella manica, vista la situazione di quarantena?

Con questo EP stiamo provando a riportare la Pop Art ai nostri giorni, con filtri Instagram e riproponendo i personaggi citati con illustrazioni e animazioni. Per me riportare la Pop Art nel 2020, oltre a essere stata importante per raccontare la mia musica e le mie emozioni, deve essere uno stimolo ad essere energici e un’esplosione di colori, dovevamo anche partire con dei primi piccoli live ma il Covid ci ha stoppato completamente. Ora come ora di live non se ne parla, ma ci sarà sicuramente altro modo per sentirmi suonare in tempo reale.

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Il mio primo incarico fu quello di costruire le navi che portarono gli Achei a Troia, ma con la crisi che c'è, ho preso a farne solo di carta e di dimensioni microscopiche. Assidua mangiatrice di lasagne e libri. Probabilmente sono l'anima gemella di Hannibal Lecter. Dite Mellon ed entrate.
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