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Approfondimento

Ernia e la sofferenza nascosta dei Cigni

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Qualche anno fa, Ernia ci raccontava la storia di un piccolo ed innocuo usignolo preso di mira da un branco di volpi, e ci chiese “Feriresti mai qualcosa di innocuo giusto per il gusto di farlo?“. Oggi, l’indifeso usignolo ha imparato a volare, e si è trasformato in un bellissimo Cigno. Tutti lo osservano, lo idolatrano e lo adorano, ma il povero Cigno resta triste e chiuso nella sua apatia.

Cigni è il decimo brano di Gemelli, album di Ernia uscito nel giugno 2020 – leggi l’intervista. In questo brano, il rapper racconta la sua apatia paragonandosi a un Cigno: bello fuori, ma triste dentro.
Il testo è molto interessante, e per questo motivo abbiamo deciso di analizzarlo. Partiamo subito!

Il rapporto con se stessi

“E che io soffro la pressione chiedo:
‘In sala c’è un dottore?’ per calmare questa ansia che ho”

Nella nostra vita gestiamo centinaia di rapporti tra amici, fidanzati, familiari, colleghi di lavoro e così via; e ognuno di loro ha bisogno di un diverso tipo di approccio e di attenzioni. Tuttavia, non tutti i rapporti sono umani. Ad esempio, uno dei più importanti è il rapporto con l’ansia, che potremmo anche definire come “il rapporto con noi stessi“, che troppo spesso trascuriamo.

Come dice Ernia nel ritornello di questo brano: “Anche se son belli non sai quanto soffrono i cigni“. Infatti, la pelle è uno strato di apparente tranquillità che copre il caos dentro ognuno di noi; e la nostra speranza è che, nel nostro cammino, qualche “dottore” sia in grado di curare questo nostro costante malessere. Anzi, forse “curare” non è il termine giusto: il nostro desiderio è che qualcuno sia anche soltanto in grado di notarlo.
Non ci interessa tanto essere curati, piuttosto essere capiti; vedere che qualcuno riesce a comprendere il nostro malessere che, istintivamente, celiamo agli occhi altrui. 

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“Vorrei darti la colpa, brutta stronza
Correre in mezzo alla strada per urlarti un po’
Perché anche tu ti sei innamorata di me
mentre io no”

Tutti dicono al Cigno quanto sia bello, ma in pochi notano veramente come egli stia. Il problema, è che un Cigno è già cosciente della sua bellezza. Inizialmente, potrebbe fargli piacere ricevere apprezzamenti; ma dopo un po’ finirebbe per trovarli banali. Si guarderebbe allo specchio e dimenticherebbe quanto sia bello, perché qualcosa dentro di lui lo tormenta.

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Proprio per questo motivo, Ernia reagisce in malo modo quando l’ennesima ragazza si innamora di lui. Ad un Cigno non serve essere amato se non riesce ad amare se stesso, non gli serve essere apprezzato se non riesce ad apprezzarsi.
Le stelle brillano da sole“, e l’uomo non è da meno. È vero che brillare insieme è bello, ma bisogna prima riuscire a brillare da soli; e per farlo, il Cigno deve innamorarsi di se stesso. Solo in questo modo, potrà trovare la sua pace, e calmare la sua ansia.

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L’apatia dei Cigni

“Anche se ho tutto quest’oro
che quasi ci affogo
Non provo niente”

L’apatia è l’incapacità di mostrare interesse o entusiasmo sul piano affettivo o intellettivo. In altre parole, siamo indifferenti alle cose belle o brutte che accadono. Questo perché nonostante potremmo avere molte ragioni per essere felici, sentiamo sempre qualcosa di fondamentale che ci manca (anche se spesso non ce ne rendiamo conto).

In questi versi, l’apatia è evidente: nonostante tutto l’oro che quasi affoga il rapper, egli è completamente indifferente. Ovviamente, l’oro è espresso in senso figurato, ed è metafora delle “cose belle”. Questo senso di apatia viene reso evidente anche da un verso successivo: “penso sia una condanna/ pensare che a 26 anni nulla più mi entusiasma“.

Il discorso ricade quindi sulla mancanza di autostima del Cigno, e della sua incapacità di amarsi: se egli non è capace di amare se stesso, poco gli importa di ciò che ha intorno. Se dentro la sua casa c’è tempesta, poco gli importa che fuori brilli forte il sole.
Eppure questa vita può essere bella, se lo desideriamo davvero. L’entusiasmo lo possiamo ritrovare, se cambiamo prospettiva.

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“Rendimi un po’ vivo, abbracciami, togli il respiro
Dimmi: ‘Questo qua è il tuo posto’
Se mi ami per davvero, dammi da bere il veleno
per uccidere il mio mostro”

Per calmare la tempesta bisogna affrontare il mostro che abbiamo dentro. Se la pelle nasconde il nostro caos interiore agli occhi degli altri, è anche vero che spesso siamo noi stessi i primi a nascondere qualcosa a noi stessi; come ad esempio un dolore a cui siamo ormai abituati, che sembra non farci più male e a cui ormai non pensiamo più (sebbene sia ancora lì presente).
Per affrontare noi stessi dobbiamo ingoiare il veleno ed affrontare la dura realtà, ovvero bisogna mettere in dubbio le nostre convinzioni e le nostre abitudini. Dobbiamo essere pronti a provare qualcosa di nuovo e di ignoto se vogliamo rischiare di essere felici.

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La fama non rende felici i Cigni

“Da quassù la vista è magnifica
Eppure non sono ancora felice veramente, che significa?
Becchi tutta la pioggia a stare in cima alla classifica”

Dalle prime posizioni della classifica la vista è molto bella, e ci si sente ricompensati del duro lavoro fatto; ma si sentono anche tutti gli occhi addosso, e si è bersaglio di numerose inevitabili critiche (oltre ai complimenti a cui, purtroppo, spesso diamo poco peso).

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Molta gente elogia il Cigno per la sua bravura e bellezza. Tuttavia, quasi nessuno sembra dar importanza a cosa egli abbia dentro, quindi ogni complimento sull’aspetto “esteriore” appare vuoto e insignificante. Il pubblico sembra essersi innamorato della bella maschera che indossa, ma il Cigno proprio non riesce a nascondere il suo malessere con un po’ di notorietà. Nonostante tutti gli occhi siano puntati su di lui, il Cigno resta impassibile e apatico, perché i suoi stessi occhi puntano verso il basso, e sono umidi. La fama non serve a nulla per curare questa profonda apatia.
Il cuore non lo riscaldi con un fiammifero, e al Cigno servirebbe un bel fuoco

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Esplorare il cuore dei Cigni

“Vieni, son solo adesso, c’è posto se vuoi sedere
Compriamo la gente per ciò che vale, noi due insieme
La vendiamo a quanto cazzo crede di valere”

La felicità va cercata in noi stessi, e non dobbiamo farla dipendere da nessuno all’infuori di noi. Nel nostro cammino, troveremo persone che ci faranno sentire felici. Tuttavia, non devono essere le nostre mete, ma lo slancio verso la vera pace interiore. In questo modo, quando perderemo queste persone, noi continueremo comunque ad essere felici. Non proveremo rimpianti, ma saremo grati per ciò che è stato e per le cose belle che ci sono rimaste dentro… che in fondo è ciò che conta davvero.

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La gente molto spesso si dipinge meglio di come sia veramente. I Cigni sono bellissimi, e tutti adorano il loro aspetto. Purtroppo, in pochi sanno quanto essi soffrano sotto loro al candido manto, e per questo si sentono soli e tristi.

Tuttavia, sono proprio le lacrime che nascondono a renderli ancora più meravigliosi; perché non tutta la bellezza è evidente, ma gran parte è nascosta sotto a un affascinante manto da esplorare. E tutti i Cigni, sotto alla pelle usurata, hanno molti motivi per essere felici, e per ritrovare quell’entusiasmo che ora potrebbe apparire lontano. Capite il discorso? A differenza degli altri, i Cigni si credono peggio di come siano davvero.
Esplorando il cuore di un Cigno, capiremo quanto la sofferenza lo abbia reso incredibilmente bello anche dentro.

“Anche se son belli non sai quanto soffrono i Cigni”

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