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Intervista

See Maw, l’armonia tra dance e cantautorato: intervista

See Maw

Nel corso del 2020 abbiamo trovato svariate novità nel panorama elettrodance italiano, molte di queste hanno già da tempo firmato per Undamento. See Maw, all’anagrafe Simone Sacchi (classe ’96), oltre ad essere un appassionato di musica elettronica e cinema, rappresenta una delle più interessanti novità del 2020. Lo stile elettronico di questo artista si distingue per le sue sfumature sonore tendenti all’house e al synth-pop, uno stile che riesce a conciliare sound festaioli e spensierati a caratteri altamente chill e malinconici. Un esempio perfetto di ciò è Buio Sereno, frutto della collaborazione e dell’intesa fra la produzione di Ceri e la voce di See Maw.
Inoltre, a giugno di questo stesso anno è uscito con il suo primo progetto ufficiale, A Luci Spente, ottimo disco d’esordio per l’artista. Rispetto agli Ep precedenti Depre Mood e Ghiaccio (entrambi usciti nel 2019), A Luci Spente rappresenta un upgrade ben definito del profilo stilistico dell’artista. Per See Maw è letteralmente l’inizio e noi abbiamo avuto modo di conoscerlo meglio grazie a questa intervista.

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Partiamo dal principio: com’è avvenuto il tuo ingresso in casa Undamento? E perché proprio questa casa discografica?

Entrai in contatto con Undamento quando Irbis37 firmò per loro e Dado Freed, con il quale ci conosciamo da una decina di anni, montava i video. Tutto ciò è combaciato con il periodo in cui iniziai a produrre musica elettronica, più o meno 2 anni fa. Ho scelto Undamento per due semplici motivi, per la sonorità collettiva dell’etichetta e poi perché è una realtà più ‘’familiare’’. Così ho preferito non essere uno dei tanti pesci nel mare, come sarei potuto essere per qualcun altro. Siamo un numero ristretto, il che non è un male, cresciamo tutti insieme in un ambiente più che produttivo.

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Come anche nell’ultimissimo singolo di Ceri, Buio Sereno, dove troviamo la tua collaborazione, la formula vincente sempre è quella: suoni accattivanti, prevalentemente dance, accompagnati da un testo semplice. È questa la filosofia che definisce la nuova italoelettro?  

La Nuova ItaloElettro diciamo che è un genere tra musica elettronica e cantautorato che Undamento vorrebbe ”ricreare” attraverso artisti come me, Ceri, Tatum Rush e tanti altri. Io intendo per ItaloElettro tutti quei suoni elettronici che andavano in voga, partendo dall’Italia per poi espandersi in tutto il mondo, verso la fine degli anni ’90. Mi riferisco ovviamente ad artisti quali Eiffel 65, Gigi D’Agostino ecc…

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Quindi si tratta di riportare in vigore suoni passati dando una bella spolverata al sound?

Diciamo di sì. Per farti un esempio, Champagne (brano contenuto nell’album A Luci Spente), soprattutto il ritornello, riprende questo concept di suoni elaborati abbastanza nostalgici ed anche per questo motivo, personalmente, ritengo che sia la canzone più importante del mio disco.

A proposito di A Luci Spente, è il tuo primo progetto ufficiale, un album di 8 tracce particolarmente introspettive in chiave elettrodance, cosa ha significato per te la pubblicazione di tale progetto? Cos’è cambiato?

Mi ricordo che dopo la pubblicazione di Depre Mood, Undamento mi fece un discorso sulla qualità dei suoni, che ancora non era sufficiente. Dunque mi chiusi all’interno dello studio, alla ricerca di un suono personale, che potesse descrivere il mio stile al meglio. A Luci Spente è la meta d’arrivo di un percorso di ricerca portato a termine.

Attualmente la tua canzone con più ascolti, che ha permesso di farti notare maggiormente, è Venerdì feat. Dola e Dado Freed. Sappiamo che con quest’ultimo c’è un forte rapporto d’amicizia, ma come è nato il brano in sé? Ed il featuring con Dola?

Venerdì è nata un po’ così, cazzeggiando tra una birra e l’altra durante una sana jam, dalla quale oltre la collaborazione è nato un bellissimo rapporto d’amicizia. Sono convinto che la jam sia il miglior modo per conoscere una persona nella sua spontaneità, l’improvvisazione è alla base della musica! Ti dico inoltre che con Dola avevamo registrato il ritornello un anno prima che uscisse ufficialmente il pezzo, sapevamo già da allora che sarebbe potuta nascere un’ottima collaborazione!

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Inoltre, dopo un lungo e difficoltoso periodo di fermo, di più di 3 mesi, giovedì 6 agosto 2020 ti esibirai in un concerto live all’Idroscalo per la rassegna Cuori impavidi. Cosa ti aspetti da questo evento? Come sarà per te la ripartenza?

Cuori impavidi sarà il primo live dove finalmente potremmo portare il disco su un palco, un gran bel palco! Sono molto positivo e contento, soprattutto considerando la differenza di qualità tra A Luci Spente e i lavori precedenti ad esso, tutto ciò grazie anche a Sicket (il producer viene dipinto come un santo dallo stesso See Maw),che ha creduto in me e nel mio progetto fin dall’inizio!

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Studente universitario in costante ricerca di ciò che lo riesca a stupire. Amante, non schizzinoso, della musica in tutte le sue sfumature.
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