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Approfondimento

I 10 produttori che hanno cambiato il suono dell’hip hop

J DILLA VINYLS

Premettendo che è obiettivamente impossibile racchiudere in soli dieci nomi tutti i produttori che hanno influenzato un genere eclettico e dinamico come l’Hip Hop, questa lista (cronologica, incompleta e soggettiva) tenta di selezionare alcune delle personalità che hanno innovato significativamente il suono e la storia del genere, dalle origini fino ai nostri giorni.

1. DJ Grandmaster Flash

Tra i pionieri che hanno gettato le basi per la nascita della cultura Hip Hop non si può certo non nominare una leggenda del calibro di DJ Grandmaster Flash. Considerato uno dei padri fondatori della cultura, è stato innovatore soprattutto nell’arte del DJing. A lui sono attribuite la tecnica del backspin e del Clock Theory, oltre ad aver sviluppato e perfezionato la tecnica dello scratching inventata da Grand Wizzard Theodore. Tra le produzioni più significative è giusto ricordare The Message, brano rivoluzionario per l’epoca, dal punto vista musicale ma soprattutto per quanto riguarda i contenuti sociali espressi dal testo dei The Furious Five.

2. Afrika Bambaataa

Figura chiave dell’old school e fondatore dell’organizzazione Zulu Nation, Afrika Bambaataa ha stravolto il sound dell’Hip Hop e non solo, grazie ad un innovativo utilizzo di sintetizzatori e vocoder. Il grande successo di Planet Rock infatti, una delle prime tracce Hip Hop costruita su una base elettronica, diede il via all’electro-funk, stile che influenzò pesantemente generi come la house, la techno e la Miami bass.

3. Rick Rubin

Mostro sacro non solo per quel che riguarda il sound dell’Hip Hop, Rick Rubin è stato, ed è ancora, uno dei produttori più poliedrici in circolazione. Durante la sua carriera ha lavorato alla produzione di numerosi album di artisti del calibro di AC/DC, Slayer, Red Hot Chili Peppers, Johnny Cash, Linkin Park, Rage Against The Machine, Shakira e negli ultimi anni anche Black Sabbath ed Eminem, ma la lista completa sarebbe davvero lunghissima. Nei primi anni ottanta, insieme a Russell Simmons, fonda la Def Jam, casa discografica legata storicamente al rap. A Rick Rubin si deve principalmente l’esplosione del crossover caratterizzato dall’unione di rock e rap, sopratutto grazie al successo dei Beastie Boys e dei Run DMC.

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4. DJ Premier

Preemo è certamente uno dei più famosi ed influenti produttori di sempre. Membro dei Gangstarr insieme al compianto rapper Guru, ha contribuito a costruire il suono tipico della mitica golden age dell’Hip Hop. Le sue produzioni hanno dato una forte impronta al suono di NY caratterizzato dall’uso del jazz, funk e soul nei campionamenti, insieme ad altri leggendari produttori come Pete Rock, Large Professor e Q Tip. Non a caso i produttori nominati hanno collaborato alle produzioni dell’album più iconico di questo genere: Illmatic di Nas

5. RZA

Restiamo a New York, Staten Island: brodo primordiale del collettivo Wu-Tang Clan. Il loro primo album Enter the Wu-Tang (36 Chambers) sarà una delle pietre miliari del genere, in particolare dell’Hardcore Hip Hop. Il regista dietro a questo capolavoro è il produttore, ex leader dei Gravediggaz, RZA. Basi cupe, sporche, minimali; campionamenti tratti dal soul ma soprattutto da film di kung fu e arti marziali (da cui prende spunto il concept dell’album), sono il tappeto sonoro perfetto per il rap crudo e diretto del Clan. Dopo il successo dell’album, RZA si dedica alle produzioni delle varie carriere solite dei componenti del Wu-Tang, firmando classici come Liquid Swords di GZA e Tical di Method Man.

6. J Dilla

Intorno alla figura di Jay Dee si è creato un vero e proprio culto. È considerato uno dei più innovativi produttori della storia di questo genere per il modo in cui “umanizzava” le sue produzioni grazie alle sue drums galoppanti e non quantizzate, suonate con il suo fedele MPC 3000. Jay, purtroppo deceduto nel 2006, ci ha lasciato in eredità una quantità spropositata di produzioni. Membro degli Slum Village e del collettivo The Ummah con Q Tip e Ali Shaeed Muhammad dei A Tribe Called Quest, Raphael Saadiq e D’Angelo, nel corso della sua carriera ha collaborato con moltissimi artisti, tra cui i già citati A Tribe Called Quest, D’Angelo, The Pharcyde, De la Soul, Busta Rhymes, The Roots, Common, Janet Jackson e Proof dei D12.

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7. Dr. Dre

Non servirebbero certo presentazioni per un’icona come Dr. Dre. Esponente di punta della West Coast, nonché del g-funk e del gangsta rap. È stato membro e leader degli N.W.A., con Ice Cube Eazy E, Mc Ren e DJ Yella. Nella sua carriera ha collaborato, ed in alcuni casi portato alla ribalta, artisti del calibro di Snoop Dogg, Tupac, Xzbit, 50 Cent, Nate Dogg, The Game, Busta Rhymes, Eminem e Kendrick Lamar. Da solista vanta due album classici del genere, come The Chronic e 2001.

8. Organized Noize

Muovendoci sulla cartina geografica dell’Hip Hop made in USA, oltre alla storica contrapposizione tra East e West, non si può non fare una sosta in uno dei luoghi più influenti per il genere: il profondo Sud. Parlando di Southern Hip Hop, e nello specifico di Atlanta, uno dei primi nomi a cui si fa riferimento, è sicuramente quello degli Outkast. Le produzioni dei primi tre album del gruppo formato da Andree 3000 e Big Boi hanno visto la collaborazione del collettivo Organized Noize. A partire dalla prima metà degli anni ’90, il trio di produttori di Atlanta ha gettato le basi per l’inconfondibile suono del Dirty South, producendo non solo per i già citati Outkast ma per tutta la Dungeon Family, il collettivo South per eccellenza (tra le cui fila, oltre gli stessi Outkast, troviamo anche i Goodie Mobb), influenzando così le future generazioni di producers del sud e non solo.

9. Kanye West

Il genio e la visione artistica di Kanye sono difficilmente discutibili. Lo dice la sua carriera: prima come produttore e poi affermandosi come vera e propria star. Di discutibile ci sono le sue continue e spesso deliranti uscite pubbliche, legate certamente a problemi di salute (bipolarità) ma probabilmente anche a strategie di marketing. Agli inizi di carriera, dopo aver collaborato al successo dell’album The Blueprint di Jay-Z, Kanye era considerato esclusivamente come produttore, tanto che lo stesso Jay-Z, con cui Kanye era legato da un contratto discografico per Rock A-Fella Records, era restio nel concedergli spazio come rapper. Be’, sappiamo tutti come è andata a finire. I suoi album sono dei classici, partendo dalla cosiddetta “trilogia universitaria” (The College Dropout, Late Registration e Graduation), passando per il freddo e malinconico 808s & Heartbreak e l’energico My Beautiful Dark Twisted Fantasy, finendo con i suoi ultimi lavori, con tanto di svolta cristiana in Jesus is King. Ovviamente degne di nota anche le produzioni per gli album di Pusha T, Kid Kudi (Kids See Ghosts) e Nas.

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10. Metro Boomin

Concludiamo il nostro viaggio con un nome che prova a racchiudere tutta la nuova scuola di trap producers. Impostosi come uno dei produttori di riferimento della scena grazie alle sue produzioni minimali, ipnotiche e dalle atmosfere cupe, Leland Tyler Wayne aka Metro Boomin vanta collaborazioni con Future, Drake, 21 Savage, Gucci Mane, i Migos, Lil Uzi Vert, The Weeknd, Post Malone, Kodak Black, Kanye West, Travis Scott e moltissimi altri nomi, confermandosi come il re Mida della nuova generazione.

Come detto, oltre questi, i nomi da citare sarebbero tantissimi. Negli ultimi anni ad esempio non si può non riconoscere l’influenza di gente come Mike Dean, Pi’erre Bourne, Zaytoven, DJ Mustard, Hitboy, Mike WiLL Made-It, Lex Luger; oltre ai personaggi che hanno giocato un ruolo decisivo nello sviluppo del genere, come i vari Pharrell, Timbaland, Scott Strorch, El P, Just Blaze, Madlib, 9th Wonder, Swizz Beat, Lil Jon, The Alchemist, Havoc, DJ Muggs, Eric B, Easy Mo Bee, Jam Master Jay, DJ Jazzy Jeff, Dj Kool Herc; o ancora, produttori che hanno dedicato il loro estro a produzioni sperimentali come Flyng Lotus o Lil Ugly Mane. Menzione speciale per la chopped and screwed di DJ Screw. È giusto poi riconoscere il contributo di un gruppo come i 2 Live Crew, che ha dato il via alla Miami Bass, o Too Short, tra i pionieri della Mobb Music, sound tipico della Bay Area (genere che ha influenzato non poco il panorama musicale odierno grazie all’utilizzo delle drum machine Roland TR-808 e TR-909). Insomma, chi più ne ha più ne metta…

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