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Recensione

Big Sean, il ritorno a casa con Detroit 2

big sean

Big Sean è tornato con un nuovo album farcito di featuring stellati ed emergenti. In Detroit 2, il rapper invita tutti alla festa. Anderson Paak, Diddy, Young Thug, Post Malone, Eminem, Travis Scott, Lil Wayne, Ty Dolla $ign, Jhene Aiko e persino il compianto Nipsey Hussle (presente in Deep Reverence) danno tutti contributi fantastici. Sean arruola anche leggende come Stevie Wonder, Erykah Badu e Dave Chappelle per apparire in tre diverse versioni di Story, un formato che ha usato con grande effetto in Detroit con Common, Snoop Dogg e Jeezy.

Ora, otto anni dopo Detroit, Sean offre il suo sequel – già al n.1 della classifica Billboard e n.1 degli album Hip Hop, come annunciato dalla Def Jam Recordings in un post. Con l’aiuto di Key Wane e Hit-Boy, che si uniscono a Sean per i doveri di produttori esecutivi, il rapper di Detroit si concentra nel costruirsi la reputazione di rapper positivo che preferisce contare le sue fortune invece dei soldi. Diventato un pioniere della musica guidata dai messaggi importanti, Big Sean è orgoglioso della sua crescita.

Strumentali

Ovviamente, la musica che stimola la riflessione non è tutto, ma Sean ha sempre brillato di più quando riesce a condividere una sorta di discorso motivazionale o delle pillole di saggezza – che è precisamente il motivo per cui una traccia come Full Circle è profonda. Il ritmo sonnolente della batteria e il suono dolorante dei piano, lasciano tempo e spazio a un Sean riflessivo, che è affiancato da Diddy e KeY Wane, per esaminare le complessità del karma.

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Le strumentali di questo album non sono decisamente la parte più importante ed interessante, troppi produttori hanno mescolato i vari suoni sullo stesso pezzo (Harder than my Demons ne è un esempio, con ben 6 produttori diversi), creando pezzi ingombranti che mancano di potenza e incisività dal punto di vista sonoro. Lil Wayne si inserisce perfettamente nel loop di Human Nature di Michael Jackson, che sta alla base di  Don Life, sicuramente il pezzo con i beat migliori dell’album.

big sean 2

Testi

La traccia di apertura Why Should I Stop? decide il mood dell’intero album con una combinazione letale di lirismo di classe, con battute penetranti e un ethos maturo e riflessivo, su un taglio magnetico. Qui, Big Sean reintroduce le masse ad una versione nuova e migliorata di se stesso.

Big Sean lancia flows come questi in tutto Detroit 2, esaminando lo stato attuale del mondo, la scena hip-hop e la sua stessa vita mentre continua a evolversi come persona e artista.

Nell’autobiografico Lucky Me, Sean descrive vividamente se stesso. Candidamente, rappa che a 19 anni gli fu diagnosticata una malattia cardiaca e che invece di operarsi come gli fu consigliato inizialmente, si fece una cura di magnesio su consiglio della medicina orientale, e continua criticando i difetti del sistema medico americano e l’acquisto della villa di Slash (dei Guns N ’Roses)

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Un altro gioiello è Guard Your Heart con Anderson Paak, Earlly Mac e Wale. La voce di Paak nel ritornello è magistrale e fornisce il tipo di anima che infonde nuova vita agli stralci di campioni. Ancora una volta, Sean brilla dal punto di vista dei testi: 

 “Conflicted in this free-based world of give and take/ ‘Cause I always rather give than to be the one sayin’ thanks/ Conflicted like bein’ signed to Ye and managed by Jay/ Conflicted like bein’ cool with Pusha and Drake.”

Ci sono momenti in Detroit 2 che sembrano speciali, quando Dave Chappelle, Erykah Badu e Stevie Wonder ci deliziano tra un pezzo e l’altro per raccontare piccole storie che non coinvolgono necessariamente lo stesso Big Sean.

La traccia di gran lunga migliore e più ambiziosa dell’album è Friday Night Cypher, che unisce il passato, il presente e il futuro della scena hip-hop di Detroit. Nel corso di nove minuti e mezzo, Sean invita un cast  superbo che va da Tee Grizzley a Payroll Giovanni a Kash Doll a Boldy James a Eminem stesso per mostrare ciò che li rende grandi.

big sean 1

Stile

Detroit 2 è una magnifica fusione dell’arsenale lirico di Big Sean. Lascia in eredità battute spiritose, una sfilza di cadenze, le sue pratiche meditative che sostengono una vita salutare, la scrittura introspettiva, le jam sulla pista da ballo e la sua vulnerabilità impenitente, che a sua volta diventa il suo superpotere per tutto il progetto. Si è finalmente ritrovato ad un punto della sua vita in cui il rumore esterno dei critici e il rumore interiore dei suoi demoni sono diminuiti e tranquillizzati, a tal punto che finalmente può semplicemente godersi la sua creatività.

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Detroit 2 è un progetto molto ambizioso. Con ben 21 tracce, l’album tenta di coprire un sacco di terreno: sebbene non ci siano brani usa e getta o riempitivi, in Detroit 2 tutte le tracce hanno un motivo e un’intenzione ben precisi. Questa raccolta avrebbe potuto essere facilmente suddivisa in due album: per quanto Detroit 2 sia un buon lavoro, avrebbe potuto avere un impatto ancora maggiore se fosse stato snellito un po’.

Sicuramente, la crescita di Big Sean come artista e soprattutto come essere umano è il filo conduttore che lega insieme Detroit 2. La complessità dell’esperienza umana, raccontata dalle vaste esperienze della vita di Sean, emerge e si sente tutta. Sopportare le pressioni delle relazioni pubbliche, la tensione con altri MC, le critiche costanti e i dolori crescenti mentre diventa più a suo agio con se stesso hanno tutti plasmato il talento artistico di Big Sean, e Detroit 2 ne è la prova. È uno degli sforzi più forti di Big Sean e uno sforzo che dovrebbe rendere orgogliosa la Motor City.

7.3

Big Sean - Detroit 2

Negli ultimi anni, Big Sean ha parlato spesso del suo viaggio per ottenere una presa cosciente sulla sua salute mentale, e in questo album condivide tutte le prove personali che ha dovuto affrontare. Alla fine si rende conto che nonostante abbia ottenuto ricchezze e donne, gli mancano le gioie che aveva prima. La passione di Sean è senza riserve, il disco è costellato di didascalie che invitano gli ascoltatori a prendere ispirazione da ciò che li circonda, cercando di mantenere sempre gli amici e la famiglia vicini. Questo album è un viaggio verso “casa” per ritrovare se stessi, sempre.

Strumentali

6.5

Testi

8.0

Stile

7.5

Pro

  • chicche uniche di artisti icone come Erykah Badu e Stevie Wonder
  • mix di featuring con top artisti e artisti emergenti
  • grande capacità narrativa di Big Sean

Contro

  • troppe tracce
  • strumentali non sempre al top
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